L'orto, un hobby antico
L'orto, un hobby antico. Coltivo l'orto da sempre, sull'onda di quelli che furono gli orti di guerra, e subito dopo i tempi duri del dopoguerra dove l'orto di mio padre era un ausilio validissimo per la dieta familiare.  Oggi, per quanto stia tornando di moda l'orto come risorsa economica non disprezzabile, molti coltivano l'orto per motivi diversi: come antidoto ad una vita troppo sedentaria, quindi per fare un po’ di movimento; come gioia di partecipare ai cicli della natura, creando piccole vite che non sono affatto inferiori, anche se sono solo vegetali: le piante risponderanno visibilmente alle vostre attenzioni, anche solo alla vostra vicinanza ed ai vostri sguardi. Infine per una scelta filosofica di vita che rifugge dal consumismo, fatto di acquisti di oggetti pronti e confezionati. L'uomo "faber" ritorna tale, e riprende ad usare le sue mani, la sua intelligenza ed il suo cuore.

11/11/2009

Propagazione delle fragole stolonifere

Le fragole sono facili da coltivare: è possibile piantare il seme, ma è più facile utilizzare le piantine già pronte reperibili nei mercati o nei vivai. La piantagione si può fare tutto l'anno ma, siccome la produzione avviene comunque nella primavera successiva, è consigliabile metterle a dimora in autunno. La distanza di impianto è di 30X30 centimetri circa; è consigliabile stendere sul terreno un foglio di plastica agricola, nero, sistemando le piantine in appositi fori. Questo offre due vantaggi: la mancata crescita di erbe infestanti, e una maggiore pulizia dei frutti che non entrano in contatto con la terra.
Io personalmente preferisco coltivarle in vaso e togliere con le mani le erbe infestanti.
Le piante andrebbero sostituite dopo due anni di produzione. Se la varietà è stolonifera, è possibile utilizzare le piantine emesse alla fine dell'estate, come descritto più sotto.

 Ho approfittato di alcuni vecchi tubi di cemento: dopo averli tagliati a misure diverse, li ho riempiti di terra e vi ho piantato le fragole. Verso la fine dell'estate queste hanno emesso una quantità di stoloni (getti) che si sono lanciati al di fuori dei vasi, posizionandosi a terra dove hanno emesso radici creando quindi nuove piantine.

Sotto:

Foto 1, la pianta genera gli stoloni.  Foto 2, questi giunti a terra hanno messo radice producendo molte nuove piantine.

 

 

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Con uno strumento adatto togliete le nuove piantine dalla terra. Non staccatele dallo stolone: in questo modo la piantina continuerà ad essere nutrita dalla pianta madre finché le sue radici non si saranno adattate al  trapianto.

Sotto:

Foto 3, una piantina appena tolta dal terreno.  

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Foto 4: La piantina è stata sistemata in vaso, e posta accanto alla pianta madre, in modo che lo stolone continui a funzionare da "cordone ombelicale". Dopo una quindicina di giorni, quando la piantina avrà attecchito, sarà possibile staccare lo stolone e sistemare il vaso in qualsiasi altra posizione; eventualmente in primavera sarà possibile trapiantare la nuova pianta di fragole in terra. 

 

 

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L'ortica è utilissima.

Nel ripulire i vasi dalle infestanti, una ortica è stata risparmiata. (Vedi la foto sotto) Questa erba, infatti, è utilissima per molteplici usi. Per esempio è un efficace insetticida. Verso marzo-aprile, quando cominciano a farsi vivi i pidocchi delle piante, producete un macerato lasciando mezzo chilo di ortica fresca in un secchio d'acqua di circa dieci litri. Filtratelo, mettetelo nello spruzzatore e distribuitelo su tutte le vostre piante, anche fiorifere (per esempio, le rose).

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E' un insetticida efficace oltre che assolutamente ecologico ed innocuo per l'alimentazione. La stessa ortica infatti, come facevano i nostri nonni, si può cucinare e mangiare come gli spinaci, o si può utilizzare per squisite frittate.

 

 

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Visita il mio blog:

http://coltivarelorto.myblog.it

 

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05/11/2009

Confettura di Feijoa, una vera delizia con virtù terapeutiche per la tiroide. Ecco una ricetta

 

 
Quest'anno l'albero di Feijoa del mio orto ha dato un raccolto abbondante....

 

Ho preparato una gustosissima confettura La lavorazione è totalmente e assolutamente artigianale. Ingredienti: Frutti di Feijoa e zucchero.
 

Le proprietà della Feijoa
Ottime le virtu' nutrizionali. La feijoa ha un alto contenuto di iodio, sicché svolge una importante azione preventiva nei confronti di alcune malattie di tipo tiroideo. Alto è anche il contenuto di vitamina C, che ha potere antiossidante e potenzia le difese immunitarie.


LA MIA RICETTA

Utilizzare frutti non troppo maturi. Dopo averli lavati accuratamente,eliminare le parti apicali e tagliarli a metà. Se la parte centrale contenente i semi si presenta già deliquescente, eliminarla. Se si vuole conservare la buccia (che contiene gran parte delle proprietà benefiche) tagliare le metà pulite dei frutti in pezzettini più piccoli.
Mettere tutto in un tegame abbondante (capiente almeno il doppio rispetto al volume dei frutti) e preferibilmente a fondo spesso, senza aggiungere niente, neppure acqua. Mettere al fuoco e lasciar cuocere per circa 20 minuti, girando continuamente. A questo punto, aggiungere zucchero in quantità pari a una volta e mezzo/due volte il peso dei frutti crudi puliti, a seconda se si voglia una confettura più o meno dolce. Continuare a girare mentre il tutto bolle, per 20 minuti circa: togliere con una schiumarola la schiuma che eventualmente si forma. La confettura sembrerà molto acquosa, ma raffreddandosi si consoliderà molto.
Spegnere il fuoco e mettere subito la confettura nei vasetti di vetro preparati in precedenza. Riempirli fino a 0,5 cm. dal coperchio, lasciare raffreddare per un paio d'ore, poi chiudere i vasetti stringendo bene i coperchi.
STERILIZZAZIONE. Per ottenere un prodotto che possa durare molti mesi, occorre sterilizzare i vasetti. Metterli quindi in una pentola ben coperti dall'acqua, eventualmente inserendo tra l'uno e l'altro uno strofinaccio o carta di giornale. Portare a ebollizione e lasciar bollire per 20 minuti. Spegnere il fuoco, e lasciare i vasetti nella pentola finché si sarà raffreddata. Toglierli, asciugarli e pulirli, ed attaccare su ogni vasetto una etichetta indicante il contenuto e la data di preparazione. Conservare in un luogo temperato, meglio se al buio.

 

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17/02/2009

Coltivare l'orto. Febbraio: e' tempo di seminare le fave

Argomento: Ortaggi: Fave  

In tutte le zone d'Italia si possono piantare le fave nei mesi da gennaio a marzo. Al centro sud si piantano già da ottobre o novembre, come ho fatto io: nonostante questa stagione disgraziatissima, tormentata da pioggia e vento, in questi giorni le mie fave sono fiorite: vedi la foto qui sotto.

 

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Per chi vuole cimentarsi nella coltivazione di questo ortaggio, ecco una piccola raccolta di informazioni.


Specie botanica.
Vicia faba var. major. Famiglia: Papilionacee.

 

Caratteristiche vegetative.
Questo legume è conosciuto dalla preistoria, si sa che veniva coltivato già nell'età del bronzo. E' originaria, pare, dell'Asia. Gli antichi romani ne facevano largo uso, infatti Plinio il Vecchio già la descrive. Dalla Vicia faba sono derivate le sottospecie major e minor: la prima è la fava da orto che conosciamo, la seconda è la favetta da foraggio.

La fava è una pianta annuale di crescita rapida, molto vigorosa (ma soffre l'azione del vento). E' alta fino a 1 metro. Il frutto è un baccello carnoso lungo 25 cm o più, che contiene da 3 a 10 semi appiattiti di colore verde o bruno. 

 

Semina.

E' la prima leguminosa da seminare. Teme le temperature alte, ma riesce a resistere fino a 3-5 gradi sottozero. Emerge dal terreno in una-due settimane: per favorire la nascita, mettere a bagno in acquan tiepida i semi per 24-48 ore prima di interrarli. La durata del ciclo vegetativo è di 26 settimane, in  caso si semina autunnale, e di 11 settimane in  caso di semina primaverile.

Si semina in autunno nelle regioni calde, per la produzione come primizia già in marzo-aprile. Inoltre in questo modo si evitano i danni di parassiti come l'afide nero, che in quel periodo ancora non è diffuso.

Preferisce i terreni leggermente argillosi ma prospera praticamente ovunque. Il ph è preferibilmente alcalino.

Nei piccoli orti la semina più diffusa è quella a postarelle di 3/4 semi, a distanza: 40x30, oppure 50x20 o 70x15 centimetri.  La profondità di semina varia con le dimensioni dei semi. In genere ogni seme va interrato ad una profondità pario al doppio della sua altezza.

Seme occorrente: 200  grammi per 10 metri quadrati di terreno.

Non si usa seminare in vasetti da trapiantare, in quanto il vantaggio sarebbe inesistente: infatti la fava resiste benissimo al freddo e può essere seminata direttamente in campo.

 

Concimazione.

La fava, come anche i fagioli e le altre leguminose, si avvantaggia dell'attività dei batteri azoto-fissatori dei suoi tubercoli radicali, quindi non ha bisogno di azoto ed in genere sfrutta la concimazione residua delle colture precedenti. E' utile arricchire il terreno con il compost, per l'azione arieggiante che questo esercita.

 

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Cure colturali.

Irrigazione, ed estirpazione delle erbacce. Quando spunta la quarta foglia di può eseguire la prima sarchiatura per ridurre le infestanti ed arieggiare il terreno. In concomitanza delle sarchiature si può eseguire anche una rincalzatura delle piante. (addossare allo stelo qualche centimetro di terra). Irrigare preferibilmente a scorrimento, evitare le irrigazioni a pioggia.

Cimatura. Alcuni consigliano la cimatura: al momento della fioritura si toglie la punta della pianta (l'apice vegetativo), in questo modo si evitano le infestazioni degli afidi che si concentrano generalmente sulla punta, e si favorisce la fruttificazione.

Cimare i getti al di sopra del quarto mazzetto di fiori. In questo modo i baccelli avranno a disposizione una quantità maggiore di linfa e cresceranno più vigorosi e saporiti.

Tutori. Generalmente la fava non avrebbe bisogno di sostegni,  ma se la zona è ventosa è indispensabile circondare la coltura con delle canne piantate a intervalli regolari e collegate da spaghi o fil di ferro, creando così un recinto di sostegno.

 Avvicendamento e consociazione.

La fava è una coltura da rinnovo, che può precedere colture più impegnative anche grazie alla sua capacità di arricchire il terreno di azoto. Riesce meglio se coltivata vicina o insieme a lattuga e patata.

 

Raccolta.

Quando i baccelli misurano 6-8 centimetri si possono consumare cotti interi così some sono, come i fagiolini. Altrimenti attendere la maturazione, non oltre al momento in cui la piccola cicatrice di unione interna del singolo seme sta diventando bruna (aprire un baccello per verificare). Raccogliere con una leggera torsione verso il basso.

La raccolta avviene solitamente, per il consumo fresco,  quando i baccelli sono ancora teneri. La raccolta per la granella secca si effettua in giugno o luglio, quando i baccelli diventano scuri, senza aspettare che siano completamente secchi: in questo modo si attenua l'attacco del tonchio. 

La resa varia da 15 a 30 kg di seme  secco per ogni 100 mq, e 50-60 kg di seme fresco sempre per 100 mq.

 

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Nella foto: 3 tipi di fave, dal catalogo Ingegnoli. 182: "Aguadulce Supersimonia a lunghissimo baccello". 185: "Olter Sciabola verde". 189: "Superaguadulce selezione gigante Ingegnoli"

 

 

Conservazione.

Lasciare maturare il baccello sulla pianta, poi estirpare la pianta ed appenderla a testa in giù. Oppure, conservare i baccelli secchi in una rete a maglie o nella carta per proteggerli dalla polvere e dai parassiti.

Congelare le fave fresche dopo averle sgusciate e immerse per un paio di minuti in acqua bollente.

 

Varietà.

Le più diffuse sono: Di Siviglia, D'Aguadulce e SuperAguadulce, Supersimonia, Sciabola Verde, Precoce d'Aquitania, Quarantina a grano violetto oppure a grano bianco.

 

Curiosità.

In Grecia questa pianta ebbe connessioni misteriose con l'aldilà. Pitagora ordinava ai suoi discepoli di non mangiare fave, poiché (sosteneva) all'inizio del mondo, uomini e fave erano nati dallo stesso seme. Inoltre Pitagora credeva nella trasmigrazione delle anime, e alcune scuole ispirate a lui insegnavano che le anime degli uomini trasmigravano proprio nelle fave.

In alcuni paesi sopravvive l'uso, il giorno dell'Epifania, di servire un dolce nel quale è stata nascosta una fava: chi la trova diventa il Re della fava, comanda e dirige la festa. Questa usanza si ispira ai Saturnali, celebrazioni romane nelle quali il Re della fava era uno schiavo ma per la durata del banchetto comandava lui.

I romani avevano in detto abstineto a fabis (astieniti dalle fave) che però ha un senso diverso dall'apparenza: il detto deriva dall'usanza di votare gettando un seme di fava nel contenitore preferito. Quindi il significato reale era: Stai lontano dalla politica.

Il fiore della fava è profumatissimo, da qui la credenza che dormire in un campo di fave faccia impazzire le persone.

09:36 Scritto da : hobbyorto in Ortaggi: Fave | Link permanente | Commenti (7) | Segnala | Tag: orto, giardino, orticultura, hobby orto, coltivare ortaggi, fave, ortaggi invernali | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

05/02/2009

Suggerimenti per il compostaggio nell'orto

Argomento: Tecniche: Compostaggio  
E' questo il periodo in cui poto alcuni alberi da frutto, cespugli, siepi che si trovano nel mio orto. Naturalmente tutti i residui di potatura non vanno buttati, ma si utilizzano per ricavarne il COMPOST, cioè un concime naturale che può sostituire egregiamente i concimi animali, sempre più difficili da trovare e da trattare.
Tutti i materiali biologici di rifiuto dell'orto, e volendo anche alcuni della cucina, vanno trattati disponendoli in un cumulo protetto, dove, maturando per alcuni mesi, si trasformano in un preziosissimo materiale scuro, che, miscelato alla terra normale, la rende soffice, areata, fertile e adatta alla penetrazione delle radici.
Molti acquistano a prezzi assai elevati i contenitori per il compostaggio. Voglio suggerire un metodo semplice ed economico per creare un ambiente di compostaggio ideale, utilizzando materiali di recupero. Nel mio caso, un pezzo di vecchia rete.
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Scegliete un angolino tra quelli più nascosti e meno sfruttati, magari perché meno assolati. La rete viene legata in modo da formare un cilindro, aperto sia verso il basso che verso l'alto. E' importante per una buona riuscita del compost che il diametro sia di almeno un metro circa.  Occorre quindi un pezzo di rete lungo almeno 3,50 metri.

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La rete si lega con qualche punto robusto di fil di ferro e si dispone direttamente sul terreno: prima di ciò ho scavato circa 10 cm. per offrire un ancoraggio.

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Si rincalza un po’ di terra attorno alla rete, e la si riveste all'interno con teli plsatici di qualsiasi tipo. Nella foto ho usato il telo da pacciamatura, ma vanno bene anche i sacchi di spazzatura. Mano a mano che il cilindro si riempie, praticare qua e là qualche foro nella plastica, in modo che ci sia un minimo di circolazione d'aria nel mucchio.

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I residui di potatura più esili, ben spezzettati, vanno messi nel mucchio, mentre quelli più consistenti serviranno per il caminetto. Gettate nel cilindro anche tutte le erbacce (prima che generino i semi), ed ogni tanto una palata di terra, una manciata di concime, la cenere del vostro caminetto.  Esistono anche prodotti per favorire la maturazione del compost, disponibili presso i garden center. Mantenete il mucchio moderatamente umido, innaffiando ogni tanto se non piove. Il compost sarà pronto dopo 4-6 mesi.
Vi capita di vedere dei LOMBRICHI nel vostro mucchio del compost? Ringraziate il cielo, la fortuna vi ha baciato! Personalmente ogni volta che ne trovo uno lo raccolgo e lo butto sul mucchio. Infatti i lombrichi con le loro deiezioni arricchiscono in modo straordinario il compost.

Novità nell'orto.
I zucchini Black Jack seminati una settimana fa, sono germinati. 

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Anche il basilico rosso, se pure più lentamente, è germogliato.  E' abbastanza difficile distinguere i minuscoli germogli sullo sfondo della terra, rossiccia anche lei.
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18:27 Scritto da : hobbyorto in 06) Compost | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: orto, giardino, orticultura, hobby orto, coltivare ortaggi, pomodori, melanzane | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

01/02/2009

Coltivare l'orto. Tabella PER ZONE delle semine di FEBBRAIO

Argomento: L'hobby dell'orto  

La tabella sottostante elenca gli ortaggi che possono essere seminati in febbraio, a dimora o in semenzaio, per zona climatica

 

ORTO - TABELLA DELLE SEMINE DI FEBBRAIO

 

MODO

 

ZONA CLIMATICA

 

ORTAGGI

 

Semina diretta all'aperto, a dimora

 

Regione padana

 

Fave, Piselli

 

Adriatico anche settentrionale

 

Fave, Piselli, Barbabietole, Carote, Spinaci

 

Appennino

 

Fave

 

Tirreno

 

Fave, Piselli, Barbabietole, Carote, Spinaci

 

Calabria e isole

 

Piselli, Barbabietole, Carote, Spinaci

 

Semina a dimora, al coperto (tunnel o altri ripari)

 

Regione padana

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Valerianella

 

Adriatico anche settentrionale

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Valerianella, Prezzemolo

 

Appennino

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Valerianella, Prezzemolo

 

Tirreno

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Valerianella, Prezzemolo, Basilico

 

Calabria e isole

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Finocchio, Prezzemolo

 

Semina in semenzaio riscaldato

 

Regione padana

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzana, Peperone, Pomodoro, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Zucche, Cetrioli

 

Adriatico anche settentrionale

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzane, Peperoni, Pomodori, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Cavolfiori, Lattuga, Zucchini, Finocchi, Zucche, Cetrioli

 

Appennino

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzane, Peperoni, Pomodori, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Cavolfiori, Lattuga, Zucchini, Finocchi, Zucche, Cetrioli

 

Tirreno

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzane, Peperoni, Pomodori, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Cavolfiori, Lattuga, Zucchini, Finocchi, Zucche, Cetrioli

 

Calabria e isole

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzane, Peperoni, Pomodori, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Cavolfiori, Lattuga, Zucchini, Finocchi

 

 

FEBBRAIO nel mio orto. E' ora di completare la raccolta di alcune lattughe, e dell ecime di rapa.
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La bieta e la lattuga romana crescono in vaso: in aprile verranno sostituite da pomodori, peperoni e melanzane

 

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La cenere di caminetto è ricchissima di potassio: sarà un concime ideale per i pomodori, e per tutte le piante da frutto in genere.
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14:36 Scritto da : hobbyorto in 03) Stagioni | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: orto, giardino, orticultura, hobby orto, coltivare ortaggi, pomodori, melanzane | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

21/01/2009

Tabella delle semine di gennaio: Melanzane, Pomodori, Peperoni, Lattuga, Basilico, Cicoria, Rucola, Cetriolo, Melone, Zucchino

Argomento: Stagioni

 

La tabella sottostante elenca le semine che si possono fare in gennaio, in COLTURA PROTETTA RISCALDATA. (Piccola serra)

 

Precauzioni e tempi

 

Ortaggio

 

Semi per grammo

 

Durata della coltura

 

Dall'inizio del mese

 

in coltura protetta riscaldata. Peperone e melanzana almeno 22 gradi, gli altri 18 gr.

 

Peperone

 

140 circa

 

5/8 mesi

 

Melanzana

 

200 circa

 

5/8 mesi

 

Lattuga cappuccio

 

800 circa

 

3 mesi

 

Basilico

 

800 circa

 

5 mesi

 

Dopo il 15

 

in coltura protetta riscaldata. Almeno 18 gradi

 

Pomodori

 

300 circa

 

3/6 mesi

 

Verso fine mese

 

in coltura protetta riscaldata. Almeno 18 gr.

 

Cetriolo

 

circa 30

 

3/5 mesi

 

Melone

 

20/30

 

3/5 mesi

 

Zucca

 

10/30

 

3/5 mesi

 

Zucchino

 

30/40

 

3/5 mesi

 

In luogo protetto, anche se non riscaldato.

 

Ravanello

 

100 circa

 

2 mesi

 

Rucola

 

500 circa

 

perenne

 

Valerianella

 

700/800

 

3/5 mesi

 

Cicoria da taglio

 

700 circa

 

2/5 mesi

 

Lattuga da taglio

 

800 circa

 

2/3 mesi

 

 

Nella foto: In questi giorni ho seminato il basilico, di vari tipi.

 

 

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Come seminare in vivaio melanzana, peperone, pomodoro, cetriolo e melone, e comunque tutti gli ortaggi a seme grosso.

 

L'immagine  qui sotto è ripresa da: Calendario 2009 dell'orto, pubblicato da Vita in Campagna, una ottima rivista venduta solo per abbonamento. Vedi: www.vitaincampagna.it 

 

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A) Per facilitare la germinazione, mettere i semi in un contenitore di vetro con acqua a a temperatura ambiente, (20° circa) e porlo al buio a circa 25° per 24-48 ore. Far asciugare leggermente  i semi per maneggiarli più facilmente. Ponetene due in ogni alveolo.
B) Copriteli con una spruzzata di terriccio pari al loro spessore. Inumidite il terriccio facendogli assorbire acqua da un sottovaso.
C) A germinazione avvenuta, dopo alcuni giorni tenete solo la piantina migliore. 

 


LAVORI NELL'ORTO
Mano a mano che si completa il raccolto di quanto piantato a fine agosto o in autunno, si può preparare il terreno per le piantagioni di aprile, quando le piantine che abbiamo in vivaio saranno sufficientemente sviluppate ed in grado di affrontare le temperature notturne esterne. Nella foto: molti dei miei ortaggi sono in vaso.

 

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14:22 Scritto da : hobbyorto in 03) Stagioni | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: orto, giardino, orticultura, hobby orto, coltivare ortaggi, pomodori, melanzane | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

19/01/2009

Quattro italiani su dieci coltivano l'orto. E' ora di seminare pomodori, peperoni e melanzane.

Argomento: Generale

La TV ci dà la notizia che quattro italiani su dieci coltiverebbero l'orto. Mi sembra esagerato, a meno che non si conteggino anche quelli che tengono il vasetto di basilico sul balcone. In fondo però, anche costoro sono dei potenziali orticultori. Sarebbe necessario un piccolo salto di qualità: considerare che sul balcone, anche di pochi metri quadrati, si possono coltivare molti altri ortaggi.
L'orto, un hobby antico. Coltivo l'orto sa sempre, sull'onda di quelli che furono gli orti di guerra, e subito dopo i tempi duri del dopoguerra dove l'orto di mio padre era un ausilio validissimo per la dieta familiare.  Ne ho coltivati molti di discrete dimensioni: oggi ho a disposizione una piccola striscia di terreno di circa 70-80 metri quadrati, non tutti di agevole uso, disseminati di sentierini, gabbiotti, alberi e altre strutture di disturbo, per cui molta parte del mio orto è ospitata in vasi di ogni tipo e dimensione, posti dove non è possibile tracciare solchi.

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Oggi, per quanto stia tornando di moda l'orto come risorsa economica non disprezzabile, molti coltivano l'orto per motivi diversi: come antidoto ad una vita troppo sedentaria, quindi per fare un po’ di movimento; come gioia di partecipare ai cicli della natura, creando piccole vite che non sono affatto inferiori, anche se sono solo vegetali: le piante risponderanno visibilmente alle vostre attenzioni, anche solo alla vostra vicinanza ed ai vostri sguardi. Infine per una scelta filosofica di vita che rifugge dal consumismo, fatto di acquisti di oggetti pronti e confezionati. L'uomo "faber" ritorna tale, e riprende ad usare le sue mani, la sua intelligenza ed il suo cuore.

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E' ora di seminare i pomodori. Solo al coperto, però: i pomodori hanno bisogno di una temeratura minima di 15 gradi per germinare. Ecco, nella foto, il mio vivaietto: le piantine sono appena spuntate (semina il 6 gennaio, emersione il 12). Ci sono pomodori normali da insalata, ciliegini e datterini, cuor di bue e altri che maturano tutti insieme a grappolo, adatti per i pomodori al riso.

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Ho seminato anche peperoni e melanzane, ma questi richiedono almeno 20 gradi per germinare.
La semina si fa mettendo a bagno i semi un paio di giorni prima, in acqua calda; vengono posti poi sui dischetti di torba che si acquistano secchi e pressati (sono alti circa 1 cm) ma appena bagnati si gonfiano e si alzano fino a 5-6 cm.
Per la verità non è affatto indispensabile usare i dischetti di torba: io li uso solo per le piantine più pregiate e delicate. Normalmente mi preparo da solo il terriccio miscelando torba e terra normale.

Le piantine andrebbero tenute in una serra, che non ho: quindi la sera tiro i contenitori dentro casa, e di giorno li porto all'esterno, dove c'è più sole.
E' una piccola scommessa: troppa poca luce fa "filare" eccessivamente le piantine: crescono troppo in altezza restando eccessivamente esili. Del resto quando la temperatura è troppo bassa non posso portarle all'esterno, e la luce che riescono ad assorbire è veramente poca.  Per fortuna vivo in una zona abbastanza temperata, in provincia di Latina.

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Rinvasamento del prezzemolo. In ottobre avevo seminato alcuni vasetti di prezzemolo (varietà Gigante napoletano). E' arrivato il momento di rinvasarli in contenitori più grandi, dove le piante potranno raggiungere il loro massimo sviluppo. Molti poi mi chiederanno uno di questi vasi per tenerlo suo balcone della cucina.  Con lo stesso criterio, in questi giorni seminerò vasetti di basilico, in varietà diverse: quello verde a foglie di lattuga, quello rosso, e quello fine, a foglie piccole, profumatissime.

 

 

 

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