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TUTTE LE SEMINE NELL’ORTO DI GIUGNO

Tutte le semine nell’orto di Giugno.

A giugno prosegue la possibilità si seminare all’aperto praticamente tutto in tutte le zone d’Italia; nelle zone più calde però è ormai tardi per seminare angurie e zucche, (ma si possono trapiantare piantine già cresciute) mentre un po’ dappertutto inizia il tempo utile per le semina dei finocchi.

Pomodori, melanzane, peperoni e tutti gli altri ortaggi a ciclo lungo possono essere trapiantati anziché seminati, cioè possiamo mettere nell’orto piantine già cresciute in serra che troviamo nei garden center o sulle bancarelle specializzate dei mercatini. E’ sempre preferibile acquistare piantine robuste, con radici ben accestite nel contenitore. Il trapianto si fa togliendo la piantina dal contenitore in cui è cresciuta mantenendo ben intero il pane di terra con le radici, e trasferendola subito in campo. Avvertenze importanti: i trapianti si fanno sempre al tramonto, e subito dopo occorre innaffiare la terra attorno al fusto per far sì che la terra si compatti attorno alle radici. Alcune piantine (insalate, ecc.) vanno trapiantate alla profondità del colletto, cioè esattamente come erano nel contenitore d’origine, Altre  (come i pomodori) vanno interrate quasi fino alle prime foglie. Molte altre indicazioni utili per il trapianto si possono trovare scaricando l’e-book gratuito


COME FARE I TRAPIANTI NELL’ORTO, TUTTE LE TECNICHE

 

 

L’alchechengi può essere coltivato come il pomodoro.
 

Puoi anche vedere questo post:

PROFONDITA’ DI SEMINA DEI VARI ORTAGGI
 

 

Piantine di porro pronte al trapianto.
 


Calendario lunare dell’orto
(edito ogni anno)
Anno 2013: 40 Pagine. Formato 17×24 cm. Illustrato
Euro 3,90.  SCONTATO 50% = 1,90

 

Tutte le fasi lunari del 2013, nella forma di calendario mensile con l’indicazione delle lune delle relative semine. Questo libro contiene anche utili consigli su tutte le altre operazioni di agricoltura e giardinaggio e delle lune consigliate. Da notare anche alcune pagine dedicate alle coltivazioni invernali, con l’indicazione delle temperature di germinazione e di crescita.
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PER SAPERNE DI PIU’
 

Rispettare le distanze

Ogni piantina ha bisogno di uno spazio vitale nel terreno e nell’aria. Sistemando le piantine troppo vicine l’unico risultato possibile è che nessuna di esse crescerà normalmente. Se pure qualcuna darà frutti saranno piccoli e insipidi.  Ogni pianta ha bisogno di spazio nel terreno per estendere le radici. Alcune piante emettono dalle radici enzimi e ormoni che tendono a respingere le radici competitrici, quindi due piante troppo vicine si ostacoleranno a vicenda e nessuna delle due crescerà. Inoltre spazi ristretti non forniscono alla pianta tutti i minerali necessari alla nutrizione. Infine,  piante troppo fitte si ombreggiano a vicenda e creano un microclima favorevole allo sviluppo di muffe e e batteri tra cui la temibilissima peronospora e l’oidio. Se coltivate in vaso le misure adatte (il diametro minimo dei vasi) lo trovate in questi post:

ORTO IN VASO. DIMENSIONI DEI VASI , 1
 

ORTO IN VASO. DIMENSIONI DEI VASI , 2
 

Se coltivate in terra la distanza sulle file deve essere del 30% in più, tra le file del 50% in più.

 

Nella coltivazione del pomodoro tondo da tavola va lasciato solo il getto principale eliminando tutte le femminelle ed i getti basali. Per i pomodori lunghi (tipo San Marzano) e i ciliegini invece si possono lasciare un paio di getti basali.
 

Le erbe spontanee
In questo periodo primaverile e fino all’arresto delle piogge nell’orto si scatenano le erbe spontanee. Alcune possono essere decisamente utili, come l’ortica che è un ottimo fertilizzante; altre sono tradizionalmente commestibili, come la portulaca; altre hanno usi meno immediati. Tutte però possono essere molto invadenti, fino a soffocare le nostre piantagioni in fase di crescita. 
L’invasione di erbe spontanee si può combattere in diversi modi, tra i quali ricordo:
– gli arnesi tradizionali, come il sarchiatore, la zappetta, l’estirpatore;
– le mani nude, con le quali afferrare e strappare le erbe più vicine ai fusti degli ortaggi;
– il decespugliatore a filo, che però può essere usato solo lungo i sentierini o i bordi esterni delle aiuole;
– la pacciamatura preventiva, che consiste nel mettere a dimora le piantine su aiuole protette da un telo pacciamante nero o verde; questo metodo richiede un lavoro maggiore al momento dell’impianto, ma è molto efficace; oltre a prevenire la nascita delle infestanti assicura anche un migliore microclima al terreno. 
– assolutamente  da escludere, naturalmente, l’uso di diserbanti chimici. Tenete conto che alcune piante sono utili nell’orto quindi vanno in qualche modo conservate. Per esempio potete vedere i post:

ERBE SPONTANEE NELL’ORTO: LA PORTULACA O ERBA PORCELLANA
 

 USARE L’ORTICA NELL’ORTO
 

 

In giugno possono ancora essere trapiantati i peperoncini a campanella. Questa varietà tende ad essere perenne, per cui è possibile che alcune piante dell’anno precedente abbiamo già emesso nuovi germogli fin da aprile.
 


Coltivare l’orto

di Bruno Del Medico
Seconda edizione 2013
128 Pagine. Formato 17×24 cm. Illustrato
Euro 10,00.  Vedi prezzo scontato

Finalmente un manuale sulla coltivazione dell’orto non scritto da qualche eccentrico americano del Tennessee né da qualche professore di agraria, ma da un vero hobbysta. Quando non sapeva ancora camminare, oltre mezzo secolo fa, l’autore accompagnava il padre nel piccolo orto familiare e apprendeva i piccoli trucchi e i segreti antichi di quest’arte. Oggi coltivare un orto non significa più ingegnarsi per sopravvivere, quanto piuttosto scegliere un nuovo stile di vita. Nonostante ciò, le tecniche rimangono le stesse. La tecnica moderna ha introdotto la chimica, che il vero hobbysta rifugge. Questo libro vi darà i migliori suggerimenti per seminare, coltivare e raccogliere gustosissimi ortaggi per la gioia della vostra tavola.
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Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.

Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

 

Rabarbaro coltivato ai piedi di un rosaio rampicante.

 

Alcuni manuali sono disponibili anche in formato
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Come concimare l’orto
L’orto sul balcone ABC
Che cosa mettere nell’orto
Risparmiare con il compost
Coltivare l’orto, I° edizione
Cercando Poimandres (mentre l’acqua corre nell’orto…)

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Ecco qui sotto la Tabella delle semine di Giugno

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI  GIUGNO

Ortaggio

Temperature

Semina all’aperto

 

Minima di germina zione C°

Media di crescita

Operazione
(S= Semina  T= Trapianto)

Anguria

30

25

T

Barbabietola

25-30

15-20

ST

Basilico

20-25

25

ST

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

S

Carciofo

30

15-20

T

Cardo

30

15-20

ST

Carota

25.30

15-20

S

Cavolo broccolo

30

15-20

ST

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

ST

Cavolfiore

30

15-20

ST

Cavolo verza

25-30

15-20

ST

Cavolo di Bruxelles

30

15-20

S

Cetriolo

30

25

ST

Cicoria a cespo

20-25

15-20

ST

Cicoria da radice

20-25

15-20

ST

Cicoria da taglio

20-25

15-20

S

Cicoria rossa
o radicchio

20-25

15-20

S

Cipolla estiva

25-30

15-20

T

Fagioli nani e rampic

30

25

S

Finocchi

20-25

15-20

S

Indivia riccia
e scarola

20-25

15-20

S

Lattuga da taglio

20-25

15-20

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

S

Melanzana

25-30

25

T

Melone

25-30

25

ST

Peperone

25-30

25

T

Pomodoro

20-25

25

T

Porro

25-30

15-20

T

Prezzemolo

15-20

15-20

ST

Rapa

25-30

15-20

ST

Ravanello

20-25

15-20

ST

Rucola

15

15-20

ST

Sedano

20-25

15-20

ST

Spinacio

15-20

15-20

S

Zucca

25-30

25-30

T

Zucchina

15

25-30

ST

 


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La menta piperita si accontenta anche di una zona ombreggiata.
 

 

ORTO. PREPARAZIONE ALLE SEMINE. VANGATURA E CONCIMAZIONE

Coltivare l’orto. Preparare il terreno: la vangatura

E’ necessario vangare l’orto almeno una volta all’anno, meglio se nei mesi di minore occupazione e prima di iniziare le colture primaverili ed estive. La vangatura costituisce anche il momento per distribuire il concime, in modo che venga interrato alla profondità migliore per essere utilizzato dalle radici

L’epoca ideale per la vangatura è l’autunno, periodo in cui è umido al punto giusto senza essere bagnato e le coltivazioni estive sono terminate. In queste condizioni il terreno può essere rivoltato in modo da rendere più soffice il letto di semina e più agevole la germinazione o l’espansione delle radici per le piantine trapiantate.

La vangatura consiste nel rivoltamento del terreno fino a una profondità di 25-30 centimetri
 

Il terreno stesso ricava molti vantaggi dalla vangatura. Dal punto di vista fisico, portando in alto gli strati più profondi si aumenta la superficie di suolo esposta agli agenti atmosferici, che disgregano le particelle: si migliora in questo modo la struttura glomerulare e si favorisce l’aumento della porosità del terreno,con uma migliore circolazione di aria, acqua  e sostanze nutritive.

A sinistra una PALA, inadatta alla vangatura. Al centro una vanga dotata anche di un accessorio utile a spingerla nel terreno con il piede. A destra il rastrello del tipo più adatto nell’orto.
 

Aria e acqua più distribuite migliorano la solubilizzazione degli elementi chimici già presenti e di quelli aggiunti tramite la concimazione. Il movimento dello strato di terra incrementa l’attività dei microrganismi del terreno.
L’aggiunta di sostanza organica come il compost, che viene incorporato tramite la vangatura, favorisce la presenza di organismi utili come i lombrichi. D’altra parte molti insetti terricoli (e purtroppo I lombrichi stessi) vengono esposti alla superficie ed all’azione degli uccelli insettivori.

Come può presentarsi inizialmente un terreno da vangare
 

L’attrezzo migliore per eseguire una buona vangatura è la vanga, che può avere forme diverse ma nella sostanza è costituito da una lama metallica dritte dotata di un manico per poter essere manovrata. La forma può essere a V oppure rettangolare, e comunque deve essere abbastanza dritta de poter penetrate con facilità nel terreno. In questo senso va evitato uno strumento abbastanza simile ma del tutto inadeguato, detto, pala.  La pala si usa per raccogliere del materiale da spostare, quindi ha una lama fine e leggera, concava, adatta a raccogliere e non a penetrare. Anche il manico della  pala è ricurvo e la rende poco adatta ad essere infitta nel terreno.

Anzitutto il terreno va ripulito da erbe eccessivamente alte, sassi e altri ostacoli. Le erbe più basse possono essere interrate con la vangatura
 

Si vanga quando il terreno è umido al punto giusto, cioè, come si dice, “è in tempera”. Un  terreno troppo asciutto e secco rende estremamente faticosa la vangatura per la difficoltà di infiggere la lama profondamente; viceversa un terreno troppo bagnato aderisce allo strumento di lavoro. Occorre dire che anche il tipo di terreno influisce sulla vangatura. Un terreno argilloso, asciutto o no, è comunque lavorabile con molta più difficoltà di uno sabbioso. 

In mancanza di letame si può usare lo stallatico pellettato, reperibile presso i Garden Center oppure, in confezioni più economiche, presso i Consorzi agrari.
 

La vangatura si esegue scegliendo una parcella di terreno ben definita. Vangate il vostro orto a pezzi: vi conviene scegliere, di volta in volta, una striscia larga circa due metri e lunga come l’area da vangare. Ripulite bene questa striscia da tutto quanto, in superficie, può ostacolare la vangatura: togliete perciò tutti I residui delle coltivazioni precedenti. Se il terreno è nuovo eliminate le pietre e ogni altro intralcio.

Prima di vangare spargete sul terreno ripulito uno strato abbondante di compost (terriccio) e lo stallatico pellettato
 

L’erba bassa può rimanere, restando inteso che rivoltando le zolle la interrerete. Le erbe infestanti vanno eliminate a mano a mano che si vanga, estraendole dalla terra smossa e cercando di portare via anche le radici. Un  discorso a parte merita la gramigna: questa si presenta sottoterra come delle radici bianche dotate di internodi, che colonizzano il suolo. E’ inutile strappare la gramigna in superficie se non si eliminano TUTTI gli internodi nel terreno. Questo può essere fatto solo in fase di vangatura: nelle piazzole particolarmente infestate occorre vagliare ogni palata con le mani per tirare fuori tutti gli spezzoni di radice.
Dopo aver ripulito la parcella spargetevi sopra il letame (se ne avete) oppure uno strato abbondante di compost (3-5 cm) e/o dello stallatico pellettato in misura di 150-300 grammi per metro quadrato. A questo punto, dotati di vanga e stivali, siete pronti a vangare.

La vangatura deve essere profonda come la lama della vanga
 

Per la vangatura si procede all’indietro. Posizionatevi in testa alla parcella preparata e scavate una trincea profonda quanto la lama della vanga e larga circa 25 cm, che prenda tutta la testa della parcella. La terra che eliminate scavando questa trincea la spargete con la stessa vanga buttandola all’indietro.
Ora partite da un lato della parcella, infilate la vanga nel terreno in modo da afferrate una zolla larga 15 cm e profonda come la vanga, alzate la vanga e rovesciate la zolla netta trincea che avere appena scavato. La zolla va letteralmente rovesciata, in modo che la superficie vada sotto e la parte inferiore resti in alto.

Dopo la vangatura, utilizzando il rastrello, livellate il terreno
 

Prendete una seconda zolla a lato della prima e fate la stessa cosa. Continuate così finché sarete giunti all’altro lato della parcella: ora la prima trincea sarà riempita, ma ne avrete creata un’altra.  Proseguite ricominciando dal lato in cui vi trovate, una vangata alla volta scavate la terza trincea e riempite la seconda, e così via, fino alla fine della parcella. Qui resterà l’ultima trincea, che riempirete prelevando della terra smossa con l’aiuto del rastrello dalla superficie della parcella appena vangata, tirandola nella trincea in modo da riempirla.

Potete tracciare le canalette che serviranno sia per il vostro passaggio che per l’irrigazione. Le prode non dovrebbero essere più larghe di 40-50 cm
 

Il lavoro potrà essere finito spianando bene la superficie della parcella vangata con un sapiente lavoro di rastrello, con il quale, trascinando la parte superficiale del terreno in modo opportuno, darete alla parcella una leggerissima pendenza verso la direzione in cui preferite che scorrano le acqua delle eventuali piogge:dovete assolutamente evitare che nella zona coltivata si creino avvallamenti anche minimi che possano trasformarsi in pozzanghere.

Vangatura del terreno
 

Le aiole di coltivazione dovranno essere sempre sopraelevate, rispetto il terreno dei sentierini e delle canalette di irrigazione,di almeno 10 cm. Le pozzanghere ed i ristagni di acqua asfissiano le piante. Poiché sarà sempre preferibile innaffiare per scorrimento anziché a pioggia, create tra le aiuole delle canalette nelle quali farete scorrere l’acqua (anche queste perciò dovranno avere una pendenza, anche se leggerissima, tra l’inizio e la fine).

La prima volta che fate scorrere l’acqua nelle canalette questa non riesce ad arrivare fino in fondo, oppure ci arriva troppo velocemente. Mentre le canalette si riempiono d’acqua, aiutandovi con una zappa, fate in modo che la pendenza sia quella giusta per avere un riempimento omogeneo da cima a fondo. Dopo questa prima laboriosa regolazione, sia perché il fondo si assesta, sia perché voi ci camminerete regolarmente dentro, le canalette acquisteranno la capacità di riempirsi velocemente.

 

IMPORTANTE

Se volete che le vostre piante prendano tutto il sole di cui avranno bisogno, fate in modo che le file (e quindi le canalette) siano disposte quanto più possibile da est a ovest, cioè dalla direzione in cui il sole sorge a quella in cui tramonta

Sulle prode può anche essere steso del telo nero, in funzione di pacciamante: riscalda il terreno e blocca la crescita di erbe infestanti
 
VEDI ANCHE:

GENNAIO NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE ALL’APERTO E IN SERRA FREDDA O CALDA
LA PERONOSPORA NELL’ORTO: RICONOSCERLA E PREVENIRLA  

LA PERONOSPORA E LA REGOLA DEI TRE DIECI  

QUANDO FARE I TRATTAMENTI CONTRO LA PERONOSPORA DI VITE, POMODORO, PATATA, ROSA
POMODORO CUOR DI BUE. GRAPPOLI CON POCHI POMODORI 
MALATTIE DEL POMODORO. LA SPACCATURA STELLARE 
Fare l’orto. Pomodori aggrediti dal Virus del cetriolo  
COLTIVARE POMODORI. PREPARARE LE PIANTINE IN CASA

 

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NOVITA’:  CALENDARIO LUNARE DELL’ORTO 2013
 

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Ottobre 2012 prima edizione

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320 pagine

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ORTO. PREPARAZIONE ALLE SEMINE. VANGATURA E CONCIMAZIONE

Coltivare l’orto. Preparare il terreno: la vangatura

E’ necessario vangare l’orto almeno una volta all’anno, meglio se nei mesi di minore occupazione e prima di iniziare le colture primaverili ed estive. La vangatura costituisce anche il momento per distribuire il concime, in modo che venga interrato alla profondità migliore per essere utilizzato dalle radici

L’epoca ideale per la vangatura è l’autunno, periodo in cui è umido al punto giusto senza essere bagnato e le coltivazioni estive sono terminate. In queste condizioni il terreno può essere rivoltato in modo da rendere più soffice il letto di semina e più agevole la germinazione o l’espansione delle radici per le piantine trapiantate.

La vangatura consiste nel rivoltamento del terreno fino a una profondità di 25-30 centimetri
 

Il terreno stesso ricava molti vantaggi dalla vangatura. Dal punto di vista fisico, portando in alto gli strati più profondi si aumenta la superficie di suolo esposta agli agenti atmosferici, che disgregano le particelle: si migliora in questo modo la struttura glomerulare e si favorisce l’aumento della porosità del terreno,con uma migliore circolazione di aria, acqua  e sostanze nutritive.

A sinistra una PALA, inadatta alla vangatura. Al centro una vanga dotata anche di un accessorio utile a spingerla nel terreno con il piede. A destra il rastrello del tipo più adatto nell’orto.
 

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L’aggiunta di sostanza organica come il compost, che viene incorporato tramite la vangatura, favorisce la presenza di organismi utili come i lombrichi. D’altra parte molti insetti terricoli (e purtroppo I lombrichi stessi) vengono esposti alla superficie ed all’azione degli uccelli insettivori.

Come può presentarsi inizialmente un terreno da vangare
 
 

 

Come CONCIMARE L’ORTO
Uso dei concimi
organici e chimici
con la ricetta per ogni ortaggio
, anche in vaso. Fertilizzare il terreno  con il compost

110 Pagine. Formato 17×24 cm. Illustrato
Euro 10,00 
L’orto classico è sempre stato coltivato su aree di terreno concimate ogni anno, ripetutamente, tramite l’aggiunta di concimi organici, come le deiezioni animali. Per questo, quando si parla di terra da orto, si intende una terra ben grassa e fertile. Purtroppo negli ultimi decenni diversi fattori hanno fatto sì che gli ortaggi venissero coltivati in terreni sempre meno fertili: da qui l’esigenza di aggiungere elementi nutritivi a base di concimi chimici. Anche nei piccoli orti domestici diventa sempre più difficile fornire annualmente le dosi minime necessarie di concimi organici, per diversi motivi quali i problemi di gestione pratica e igienica degli stallatici, la difficoltà di reperimento dovuta alla rarefazione delle stalle e, nelle zone più abitate, i problemi di convivenza con il vicinato. Gli ortaggi sottraggono grandi quantità di nutrimento al terreno, la cui fertilità va integrata ad ogni nuova coltivazione; dunque, oltre a soffermarsi sulla concimazione organica, questo libro esplora anche le tecniche di concimazione chimica.

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L’attrezzo migliore per eseguire una buona vangatura è la vanga, che può avere forme diverse ma nella sostanza è costituito da una lama metallica dritte dotata di un manico per poter essere manovrata. La forma può essere a V oppure rettangolare, e comunque deve essere abbastanza dritta de poter penetrate con facilità nel terreno. In questo senso va evitato uno strumento abbastanza simile ma del tutto inadeguato, detto, pala.  La pala si usa per raccogliere del materiale da spostare, quindi ha una lama fine e leggera, concava, adatta a raccogliere e non a penetrare. Anche il manico della  pala è ricurvo e la rende poco adatta ad essere infitta nel terreno.

Anzitutto il terreno va ripulito da erbe eccessivamente alte, sassi e altri ostacoli. Le erbe più basse possono essere interrate con la vangatura
 

Si vanga quando il terreno è umido al punto giusto, cioè, come si dice, “è in tempera”. Un  terreno troppo asciutto e secco rende estremamente faticosa la vangatura per la difficoltà di infiggere la lama profondamente; viceversa un terreno troppo bagnato aderisce allo strumento di lavoro. Occorre dire che anche il tipo di terreno influisce sulla vangatura. Un terreno argilloso, asciutto o no, è comunque lavorabile con molta più difficoltà di uno sabbioso. 

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La vangatura si esegue scegliendo una parcella di terreno ben definita. Vangate il vostro orto a pezzi: vi conviene scegliere, di volta in volta, una striscia larga circa due metri e lunga come l’area da vangare. Ripulite bene questa striscia da tutto quanto, in superficie, può ostacolare la vangatura: togliete perciò tutti I residui delle coltivazioni precedenti. Se il terreno è nuovo eliminate le pietre e ogni altro intralcio.

Prima di vangare spargete sul terreno ripulito uno strato abbondante di compost (terriccio) e lo stallatico pellettato
 
 

Risparmiare con il compost

144 Pagine. Formato 14X21 cm. Illustrato
Euro 13,20.  Vedi prezzo scontato

Una famiglia di 3-4 persone con un orto-giardino di ordinaria grandezza può produrre ogni anno 5 quintali di rifiuti organici dai quali si ricavano comodamente 2 quintali di compost, pari a dieci sacchetti di terriccio da giardino da 50 litri. Questo riduce praticamente a zero le spese per acquisto di fertilizzanti. Inoltre, molti Comuni offrono sconti e facilitazioni a chi composta in proprio. Questo libro è un manuale completo per il riciclo dei rifiuti domestici e del giardino. Illustra tutte le tecniche per ottenere gratuitamente un ottimo fertilizzante e  ammendante dei terreni. E’  arricchito da schede, tabelle e immagini che guidano il lettore nella produzione del compost sia nel giardino sia sul balcone di casa, anche con una compostiera autocostruita.

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L’erba bassa può rimanere, restando inteso che rivoltando le zolle la interrerete. Le erbe infestanti vanno eliminate a mano a mano che si vanga, estraendole dalla terra smossa e cercando di portare via anche le radici. Un  discorso a parte merita la gramigna: questa si presenta sottoterra come delle radici bianche dotate di internodi, che colonizzano il suolo. E’ inutile strappare la gramigna in superficie se non si eliminano TUTTI gli internodi nel terreno. Questo può essere fatto solo in fase di vangatura: nelle piazzole particolarmente infestate occorre vagliare ogni palata con le mani per tirare fuori tutti gli spezzoni di radice.
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La vangatura deve essere profonda come la lama della vanga
 

Per la vangatura si procede all’indietro. Posizionatevi in testa alla parcella preparata e scavate una trincea profonda quanto la lama della vanga e larga circa 25 cm, che prenda tutta la testa della parcella. La terra che eliminate scavando questa trincea la spargete con la stessa vanga buttandola all’indietro.
Ora partite da un lato della parcella, infilate la vanga nel terreno in modo da afferrate una zolla larga 15 cm e profonda come la vanga, alzate la vanga e rovesciate la zolla netta trincea che avere appena scavato. La zolla va letteralmente rovesciata, in modo che la superficie vada sotto e la parte inferiore resti in alto.

Dopo la vangatura, utilizzando il rastrello, livellate il terreno
 

Prendete una seconda zolla a lato della prima e fate la stessa cosa. Continuate così finché sarete giunti all’altro lato della parcella: ora la prima trincea sarà riempita, ma ne avrete creata un’altra.  Proseguite ricominciando dal lato in cui vi trovate, una vangata alla volta scavate la terza trincea e riempite la seconda, e così via, fino alla fine della parcella. Qui resterà l’ultima trincea, che riempirete prelevando della terra smossa con l’aiuto del rastrello dalla superficie della parcella appena vangata, tirandola nella trincea in modo da riempirla.

Potete tracciare le canalette che serviranno sia per il vostro passaggio che per l’irrigazione. Le prode non dovrebbero essere più larghe di 40-50 cm
 

Il lavoro potrà essere finito spianando bene la superficie della parcella vangata con un sapiente lavoro di rastrello, con il quale, trascinando la parte superficiale del terreno in modo opportuno, darete alla parcella una leggerissima pendenza verso la direzione in cui preferite che scorrano le acqua delle eventuali piogge:dovete assolutamente evitare che nella zona coltivata si creino avvallamenti anche minimi che possano trasformarsi in pozzanghere.

Vangatura del terreno
 

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Tutte le fasi lunari del 2013, nella forma di calendario mensile con l’indicazione delle lune delle relative semine. Questo libro contiene anche utili consigli su tutte le altre operazioni di agricoltura e giardinaggio e delle lune consigliate. Da notare anche alcune pagine dedicate alle coltivazioni invernali, con l’indicazione delle temperature di germinazione e di crescita.

SCONTI E OMAGGI
PER SAPERNE DI PIU’
 

 

Le aiuole di coltivazione dovranno essere sempre sopraelevate, rispetto il terreno dei sentierini e delle canalette di irrigazione,di almeno 10 cm. Le pozzanghere ed i ristagni di acqua asfissiano le piante. Poiché sarà sempre preferibile innaffiare per scorrimento anziché a pioggia, create tra le aiuole delle canalette nelle quali farete scorrere l’acqua (anche queste perciò dovranno avere una pendenza, anche se leggerissima, tra l’inizio e la fine).

La prima volta che fate scorrere l’acqua nelle canalette questa non riesce ad arrivare fino in fondo, oppure ci arriva troppo velocemente. Mentre le canalette si riempiono d’acqua, aiutandovi con una zappa, fate in modo che la pendenza sia quella giusta per avere un riempimento omogeneo da cima a fondo. Dopo questa prima laboriosa regolazione, sia perché il fondo si assesta, sia perché voi ci camminerete regolarmente dentro, le canalette acquisteranno la capacità di riempirsi velocemente.

 

IMPORTANTE

Se volete che le vostre piante prendano tutto il sole di cui avranno bisogno, fate in modo che le file (e quindi le canalette) siano disposte quanto più possibile da est a ovest, cioè dalla direzione in cui il sole sorge a quella in cui tramonta

Sulle prode può anche essere steso del telo nero, in funzione di pacciamante: riscalda il terreno e blocca la crescita di erbe infestanti
 
 


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Che cosa mettere nell’orto
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ARRIVA L’INVERNO. COLTIVIAMO LE VERDURE PIU’ RESISTENTI AL FREDDO

Verdure resistenti al freddo

Tutte le verdure nell’orto vanno coltivati nella buona stagione con i climi miti. Questo è quello che ritenevamo una regola, ma, come ogni regola che si rispetti, anche questa ha le sue numerose eccezioni.

Ci sono molte verdure che possono essere coltivate anche con una temperatura ambiente piuttosto fredda.Le ho divise in due categorie: ortaggi MOLTO resistenti al freddo, e ortaggi ABBASTANZA resistenti al freddo.

Il rafano, come il ramolaccio, è una pianta molto resistente al freddo
 

La differenza ovviamente sta nella quantità di freddo che la pianta deve assorbire. Una pianta molto resistente può tollerare temperature fino a -5°C, e qualcuna anche fino a -10°C, ma non a lungo. Possono sopravvivere a notti fredde non consecutive. La protezione può essere assicurata con tunnel coperti di plastica oppure, ovviamente, serre.

Le temperature mediamente o abbastanza resistenti possono tollerare qualche notte a zero gradi o fino a -2°C, e vivono bene nelle zone in cui questi eventi potrebbero verificarsi ma non è detto che si verifichino. Quando succede, è necessario proteggerle provvisoriamente stendendo un telo di tessuto non tessuto o con altri mezzi, come la pacciamatura che impedisca al suolo di gelare.

I cavoli sono ortaggi adatti alla coltivazione invernale
 

Come capire se nel corso della notte la temperatura scenderà a zero gradi? I vecchi contadini sono maestri in questo. Basta osservare il cielo: le notti limpide e stellate sono quelle che promettono peggio.

La bieta resiste mediamente al freddo
 

ORTAGGI MOLTO RESISTENTI AL FREDDO

Aglio
Asparago
Cardo
Cavolo di Bruxelles
Cavolo cappuccio
Cavolo nero o cavolo toscano
Cavolo verza
Fava
Fragola
Porro
Radicchio
Rafano
Rapa
Scalogno
Spinacio

Verze e cappucci, come i Cavoli a foglia, resistono molto bene al freddo
 

ORTAGGI ABBASTANZA RESISTENTI AL FREDDO

Barbabietola
Bieta a coste o Erbette
Carciofo
Carota
Cavolfiore
Cavolo broccolo
Cicoria
Cime di rapa
Cipolle
Finocchio
Indivia
Lattuga
Ravanello
Rucola
Sedano
Valeriana

La lattuga è abbastanza resistente al freddo, però occorre scegliere le varietà di stagione
 

ORTAGGI DA EVITARE ASSOLUTAMENTE NEI PERIODO  FREDDI (non ci provate neppure)

Anguria
Cetriolo
Melanzana
Melone
Peperone
Zucca

Le fragole sono molto resistenti al freddo
 

Tutte le altre non citate sono adatte ai climi miti, non amano né la temperatura fresca né il caldo eccessivo.

I cavolfiori e i broccoli sono abbastanza resistenti al freddo
Le  cime di rapa sono abbastanza resistenti al freddo
 

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Marzo, che succede nell’orto?

 

Marzo, che succede nell’orto?
Marzo è il mese in cui l’inverno è ancora presente, ma le piantine del nostro orto cominciano a percepire l’arrivo della primavera. E’ il momento di aiutarle ad uscire dallo stress invernale: con la ripresa alcune potranno darci ancora soddisfazioni. Così, mentre ci prepariamo alle semine primaverili, cerchiamo di ricavare il massimo da quanto abbiamo ancora nell’orto. Una ripulita dalle erbe spontanea ed una concimazione azotata (per le specie a produzione di foglia) potranno rigenerare le piantine per ricavarne ancora qualcosa prima che arrivino a maturazione le semine dell’anno.
Sulle piantine di fragola compaiono i primi fiori ed i primi frutti
Il prezzemolo forma dei cespugli veramente imponenti. Basta però spostare un poco le foglie, per vedere che sta montando a seme. Quindi è urgente seminare del nuovo prezzemolo, per non restarne sforniti a breve.
La cicoria rossa ha subito il freddo e questo l’ha stimolata a chiudere le foglie per formare la classica palla.
Le patate seminate a fine febbraio cominciano ad emergere dal terreno
La lattuga “lollo” ha superato anch’essa l’inverno e con una concimazione azotata crescerà rapidamente
Le puntarelle forniscono dei “ciccioli” pieni e gustosi, da consumare crudi tagliati a listerelle.
I broccoli si beano sotto la pioggia
La bieta ripulita e concimata comincia a ingrossare le nuove coste
L’insalata capellina si può consumare ma lasciandola ancora un poco ingrosserà formando cespi assai voluminosi
Raccogliendo i finocchi, in autunno, ho lasciato le radici nel terreno. Ora queste forniscono dei nuovi getti, che non saranno mai come i finocchi originali, ma anche così, misti ad altri tipi di in salata, sono teneri e gustosissimi con il loro sapore inconfondibile.
La scarola e la catalogna crescono nei loro vasi ripuliti dalle erbe e fertilizzati.
 

  


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Coltivare l’orto. Tabella PER ZONE delle semine di FEBBRAIO

Argomento: L’hobby dell’orto  

La tabella sottostante elenca gli ortaggi che possono essere seminati in febbraio, a dimora o in semenzaio, per zona climatica

 

ORTO – TABELLA DELLE SEMINE DI FEBBRAIO

 

MODO

 

ZONA CLIMATICA

 

ORTAGGI

 

Semina diretta all’aperto, a dimora

 

Regione padana

 

Fave, Piselli

 

Adriatico anche settentrionale

 

Fave, Piselli, Barbabietole, Carote, Spinaci

 

Appennino

 

Fave

 

Tirreno

 

Fave, Piselli, Barbabietole, Carote, Spinaci

 

Calabria e isole

 

Piselli, Barbabietole, Carote, Spinaci

 

Semina a dimora, al coperto (tunnel o altri ripari)

 

Regione padana

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Valerianella

 

Adriatico anche settentrionale

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Valerianella, Prezzemolo

 

Appennino

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Valerianella, Prezzemolo

 

Tirreno

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Valerianella, Prezzemolo, Basilico

 

Calabria e isole

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Finocchio, Prezzemolo

 

Semina in semenzaio riscaldato

 

Regione padana

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzana, Peperone, Pomodoro, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Zucche, Cetrioli

 

Adriatico anche settentrionale

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzane, Peperoni, Pomodori, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Cavolfiori, Lattuga, Zucchini, Finocchi, Zucche, Cetrioli

 

Appennino

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzane, Peperoni, Pomodori, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Cavolfiori, Lattuga, Zucchini, Finocchi, Zucche, Cetrioli

 

Tirreno

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzane, Peperoni, Pomodori, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Cavolfiori, Lattuga, Zucchini, Finocchi, Zucche, Cetrioli

 

Calabria e isole

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzane, Peperoni, Pomodori, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Cavolfiori, Lattuga, Zucchini, Finocchi

 

 

FEBBRAIO nel mio orto. E’ ora di completare la raccolta di alcune lattughe, e dell ecime di rapa.

orto-014.jpg

La bieta e la lattuga romana crescono in vaso: in aprile verranno sostituite da pomodori, peperoni e melanzane

 

orto-011.jpg

 

La cenere di caminetto è ricchissima di potassio: sarà un concime ideale per i pomodori, e per tutte le piante da frutto in genere.

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Tabella delle semine di gennaio: Melanzane, Pomodori, Peperoni, Lattuga, Basilico, Cicoria, Rucola, Cetriolo, Melone, Zucchino

Argomento: Stagioni

 

La tabella sottostante elenca le semine che si possono fare in gennaio, in COLTURA PROTETTA RISCALDATA. (Piccola serra)

 

Precauzioni e tempi

 

Ortaggio

 

Semi per grammo

 

Durata della coltura

 

Dall’inizio del mese

 

in coltura protetta riscaldata. Peperone e melanzana almeno 22 gradi, gli altri 18 gr.

 

Peperone

 

140 circa

 

5/8 mesi

 

Melanzana

 

200 circa

 

5/8 mesi

 

Lattuga cappuccio

 

800 circa

 

3 mesi

 

Basilico

 

800 circa

 

5 mesi

 

Dopo il 15

 

in coltura protetta riscaldata. Almeno 18 gradi

 

Pomodori

 

300 circa

 

3/6 mesi

 

Verso fine mese

 

in coltura protetta riscaldata. Almeno 18 gr.

 

Cetriolo

 

circa 30

 

3/5 mesi

 

Melone

 

20/30

 

3/5 mesi

 

Zucca

 

10/30

 

3/5 mesi

 

Zucchino

 

30/40

 

3/5 mesi

 

In luogo protetto, anche se non riscaldato.

 

Ravanello

 

100 circa

 

2 mesi

 

Rucola

 

500 circa

 

perenne

 

Valerianella

 

700/800

 

3/5 mesi

 

Cicoria da taglio

 

700 circa

 

2/5 mesi

 

Lattuga da taglio

 

800 circa

 

2/3 mesi

 

 

Nella foto: In questi giorni ho seminato il basilico, di vari tipi.

 

 

orto-009.jpg

 

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Come seminare in vivaio melanzana, peperone, pomodoro, cetriolo e melone, e comunque tutti gli ortaggi a seme grosso.

 

L’immagine  qui sotto è ripresa da: Calendario 2009 dell’orto, pubblicato da Vita in Campagna, una ottima rivista venduta solo per abbonamento. Vedi: www.vitaincampagna.it 

 

orto-007.jpg

 

A) Per facilitare la germinazione, mettere i semi in un contenitore di vetro con acqua a a temperatura ambiente, (20° circa) e porlo al buio a circa 25° per 24-48 ore. Far asciugare leggermente  i semi per maneggiarli più facilmente. Ponetene due in ogni alveolo.
B) Copriteli con una spruzzata di terriccio pari al loro spessore. Inumidite il terriccio facendogli assorbire acqua da un sottovaso.
C) A germinazione avvenuta, dopo alcuni giorni tenete solo la piantina migliore. 

 


LAVORI NELL’ORTO
Mano a mano che si completa il raccolto di quanto piantato a fine agosto o in autunno, si può preparare il terreno per le piantagioni di aprile, quando le piantine che abbiamo in vivaio saranno sufficientemente sviluppate ed in grado di affrontare le temperature notturne esterne. Nella foto: molti dei miei ortaggi sono in vaso.

 

orto-010.jpg

 

 

 

 

 


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