Archivi categoria: 04-11) Cosa fare in Novembre

I lavori nell’orto di novembre. Semine, raccolti, compostaggio, pacciamatura, tunnel plastici (2° parte)

I lavori nell’orto di novembre. Semine, raccolti, compostaggio, pacciamatura, tunnel plastici (2° parte)

 


I lavori nell’orto di novembre. Semine, raccolti, compostaggio, pacciamatura, tunnel plastici, tomatillo, morella, kiwano

(2° Parte)

 

La maggior parte dei lavori nell’orto di novembre si fa preferibilmente in luna calante, tuttavia spesso accade che le condizioni del tempo, per esempio una pioggia prolungata, non lo consentano. Per esempio, nella lavorazione del terreno si tiene conto soprattutto delle sue condizioni, cioè se è “in tempera”: né troppo asciutto né troppo bagnato.

 


 
 
 

Lavorazione del terreno

Anche se volete riutilizzare subito l’aiuola per una nuova coltivazione, sottoponetela ad una lavorazione come descritto qui di seguito.Anzitutto, rimuovete tutto il materiale secco, le erbe e le foglie e mettetelo sul mucchio del compost. Sulla superficie ripulita spargete del compost vecchio di qualche mese, del letame naturale se ne disponete oppure dello stallatico pellettato che potete trovare presso i consorzi agrari.Vangate profondo quanto la lama della vanga, cioè 25-30 cm rivoltando bene le zolle in modo che la terra di sotto venga a trovarsi di sopra, e il compost o letame risultino interrati.

Aiuole rialzate  (baulate)
Aiuole rialzate  (baulate)
 

Lasciate così la terra vangata per qualche giorno, in modo che gli uccelli insettivori vi vengano a razzolare eliminando buona parte delle larve e uova di parassiti. Se volete far risposare il terreno lasciatelo così fino al mese di marzo, quando ripeterete l’operazione, questa volta però senza aggiungere nessun fertilizzante se non il compost, che non guasta mai. L’operazione successiva, che potete fare fin da subito o in primavera, consiste nel livellare l’aiuola con il rastrello disegnando il contorno delle file su cui seminerete.

Lavorazione del terreno
Nella lavorazione del terreno si sparge preventivamente letame o compost che viene interrato dalla vangatura
 

Curate il deflusso della pioggia per evitare pozzanghere sulle colture. Se fate la nuova semina in questo mese  tracciate con la pala dei sentierini tra una fila e l’altra, spostando la terra sulla zona di semina, in modo che questa risulti più rialzata dei sentierini che userete per camminare: in questo modo, in caso di pioggia, questa scorrerà via lungo i sentierini, più profondi, senza affogare le piante situate più in alto. E’ sufficiente un dislivello di 15-20 cm.

 

 
 

 

Come CONCIMARE L’ORTO
Uso dei concimi
organici e chimici
con la ricetta per ogni ortaggio
, anche in vaso. Fertilizzare il terreno  con il compost

110 Pagine. Formato 17×24 cm. Illustrato
Euro 10,00 
L’orto classico è sempre stato coltivato su aree di terreno concimate ogni anno, ripetutamente, tramite l’aggiunta di concimi organici, come le deiezioni animali. Per questo, quando si parla di terra da orto, si intende una terra ben grassa e fertile. Purtroppo negli ultimi decenni diversi fattori hanno fatto sì che gli ortaggi venissero coltivati in terreni sempre meno fertili: da qui l’esigenza di aggiungere elementi nutritivi a base di concimi chimici. Anche nei piccoli orti domestici diventa sempre più difficile fornire annualmente le dosi minime necessarie di concimi organici, per diversi motivi quali i problemi di gestione pratica e igienica degli stallatici, la difficoltà di reperimento dovuta alla rarefazione delle stalle e, nelle zone più abitate, i problemi di convivenza con il vicinato. Gli ortaggi sottraggono grandi quantità di nutrimento al terreno, la cui fertilità va integrata ad ogni nuova coltivazione; dunque, oltre a soffermarsi sulla concimazione organica, questo libro esplora anche le tecniche di concimazione chimica.

PER SAPERNE DI PIU’

Disponibile anche in formato E-book.  Acquista e leggi subito senza tempi e spese di spedizione. Compra su Lulu  
 
 

Predisporre le protezioni, Costruire un tunnel plastico

A novembre potete cominciare ad approvvigionarvi con i materiali necessari alla costruzione dei tunnel plastici protettivi. Avete bisogno di telo plastico PVC dello spessore di 0,04 mm, che potete trovare presso i consorzi agrari. Spesso negli stessi consorzi potete trovare anche degli archetti metallici già pronti per la costruzione dei tunnel. Gli archetti vanno infissi nel terreno a cavallo della coltivazione, alla profondità di 20-30 cm circa. La sommità dell’archetto deve essere situata ad almeno 50 cm per le insalate e gli ortaggi bassi, ed a 70 cm per quelli più alti. Se non trovate archetti già pronti acquistate del fil di ferro o tondino di ferro del diametro di 7-10 mm almeno, tagliateli alla lunghezza di 2,50- 3,00 mt e piegateli voi stessi ad arco, per esempio appoggiandolo ad una botte. Tenete conto comunque che il film plastico non deve toccare la pianta e che più alto è, maggiore è la camera d’aria e quindi la protezione. E’ anche vero che nelle coltivazioni primaverili le piante verranno scoperte, per sopraggiunta primavera, prima che siano cresciute del tutto. Un tunnel adeguato si costruisce mettendo gli archetti alla distanza massima di un metro uno dall’altro. Per una maggiore solidità dell’insieme collegate gli archetti con un filo di ferro che andrà assicurato a due picchetti posti ai capi della fila.

Sistema di tunnel plastici
Sistema di tunnel plastici
 

Il telo va allungato sulla struttura, interrandolo profondamente da un lato. Tendetelo e appoggiatelo sulla buca di interramento posta all’altro lato. Coprendo il telo con palate di terra non solo lo si interra, ma lo si tende ulteriormente. Per quanto concerne i due lati, uno può essere fissato accuratamente accumulando terra sul bordo. L’altro, quello posto possibilmente in direzione del  sorgere del sole, sarà  fissato meno stabilmente in modo che sia possibile, in caso di necessità, sollevarlo sia per arieggiare le piante che per altre operazioni colturali.

 Rincalzi e pacciamature

Novembre è il mese dei rincalzi a fini protettivi. Rincalzare significa accostare terra alla base della pianta, per proteggere il punto in cui il colletto penetra nel terreno perché se il terreno gela la pianta morirà proprio per il congelamento di quel punto. Quindi terra smossa, foglie, carta e cartone, e ogni altro materiale accostato alla base della pianta impedisce al terreno di gelare.

Vangatura e baulatura
Dopo la vangatura e la baulatura, le zone destinate alla semina possono essere pacciamate con telo nero: oltre a bloccare la crescita delle infestanti, questo contribuisce a riscaldare il terreno
 
Cicoria selvatica
La cicoria selvatica può essere raccolta asportando le radici dal terreno: queste, ripiantate nell’orto, possono formare una aiuola di autentica cicoria selvatica.  Ripiantate in vaso, possono dare cicoria anche sul balcone.
 
 
Questo articolo ti è stato utile? Clicca su  “Mi Piace”
 

 


Tutti i manuali sull’orto li trovi su
coltivarelorto.it
CON SCONTI E OMAGGI
 

Alcuni manuali sono disponibili anche in formato
E-book.
Vedi i titoli disponibili sul sito
Lulu.com,
acquista e fai immediatamente il download. Prezzi ridotti e niente spese di spedizione.

Come concimare l’orto
L’orto sul balcone ABC
Che cosa mettere nell’orto
Risparmiare con il compost
Coltivare l’orto, I° edizione
Cercando Poimandres (mentre l’acqua corre nell’orto…)

Vuoi vedere la raccolta di tutti i migliori articoli pubblicati da Coltivare l’orto?La trovi qui

 


Coltivare l’orto
gruppo aperto

6.600 iscritti
a ottobre 2013

ISCRIVITI


Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone
9.200 fan!!!
a ottobre 2013

DIVENTA FAN


Fare l’orto diventa
Hobby dell’anno


DIVENTA FAN


Fare l’orto, che passione!

DIVENTA FAN

BUON ORTO A TUTTI!!!
 
 
 
Questo sito potrebbe contenere molte altre informazioni sui tuoi argomenti preferiti.
Per saperne di più fai una ricerca nel sito.
CERCA  NEL SITO
 
Trovi interessante questo sito? 
Ogni pochi giorni vengono pubblicate novità, schede tecniche, esempi di coltivazione, prodotti, notizie utili al tuo hobby. Se vuoi essere informato GRATUITAMENTE  sulle novità di questo sito e degli altri blog del network, ISCRIVITI SUBITO. Potrai cancellarti quando vorrai.
 
 
 

I lavori nell’orto di novembre. Semine, raccolti, compostaggio, pacciamatura, tunnel plastici (1° parte)

I lavori nell’orto di novembre. Semine, raccolti, compostaggio, pacciamatura, tunnel plastici (1° parte)

 


I lavori nell’orto di novembre. Semine, raccolti, compostaggio, pacciamatura, tunnel plastici, tomatillo, morella, kiwano

(1° Parte)


 
Il mese di novembre può riservare molte sorprese a chi coltiva l’orto, specialmente se il clima è mite. A qualcuno, nelle zone costiere d’Italia, è capitato di raccogliere peperoni fin quasi a gennaio. Non è infrequente che i pomodori trapiantati in giugno siano ancora produttivi a novembre. Ciò detto, a mano a mano che le aiuole si liberano, conviene cominciare alcune lavorazioni tipiche dell’autunno

 

 
 
 

Le aiuole che hanno terminato la produzione possono essere lavorate e lasciate a riposo fino alla primavera successiva; è anche possibile però, dopo una  opportuna lavorazione, utilizzarle per la produzione invernale. In particolare le aiuole che hanno ospitato ortaggi esigenti in fatto di concimazione possono offrire ancora dei vantaggi a verdure non troppo esigenti, come per esempio fave e piselli.

Tomatillo
L’orto di novembre si presenta abbastanza spoglio per l’esaurimento di molte coltivazioni estive. Nella foto, il tomatillo è quasi pronto per la raccolta
 

Intanto il nostro impegno nell’orto è calato molto, sia perché le innaffiature sui vanno diradando nel tempo, sia perché  l’eliminazione delle erbe spontanee, la raccolta e altri interventi si vanno riducendo sempre più.Ciò non deve fornire la scusa per indulgere alla pigrizia, perché le cose da fare nell’orto d’autunno sono veramente tante.

Tomatillo fiorito
Una pianta di tomatillo nella prima fase della fioritura
 
Feijoa
La feijoa sta concludendo la sua produzione
 

Coltivare i peperoncini piccanti

Dagli innocui Bell e Poblano  agli infernali Fatali, Habanero , Bhut Jolokia e Trinidad Scorpion Moruga

Coltivare l’orto Editrice 2013

72  pagine. Formato 17×24. Prezzo euro 5,00

Esistono migliaia di varietà coltivate di peperoncino. Si tratta di una spezia amata e diffusa in tutto il mondo, attorno alla quale si è sviluppata una cultura che vede impegnati migliaia di appassionati. Spesso questi si tramutano in veri e propri collezionisti di varietà , molte delle quali si contendono la palma di peperoncino più piccante al mondo. Dopo una lunga permanenza dell’Habanero ai vertici del Guinness dei Primati, ora è la volta del Bhut Jolokia. Questo libro introduce in modo semplice ma completo all’affascinante mondo dei peperoncini e alla loro coltivazione: anche un piccolo terrazzo può essere sufficiente.

PER SAPERNE DI PIU’
 

 

Iniziare il compostaggio

Per esempio questi mesi sono ideali per impostare nell’orto una catena di compostaggio, che ci consentirà di avere sempre dell’ottimo terriccio disposizione gratuitamente. L’autunno è il periodo migliore per cominciare perché ci troviamo a disposizione quantità rilevanti di materiale da compostare: foglie secche, residui delle coltivazioni come piante di ortaggi non più produttive, residui di potature, materiale vario derivante dalla pulizia superficiale delle aiuole, e tantissimo altro.

Compostaggio
Alcune idee per realuzzare una compostiera artigianale
 

Immaginate solo quanto materiale può fornire l’eliminazione di una o due file di pomodori o zucchini che hanno finito il ciclo. Si tratta di materiali biodegradabili che una volta si bruciavano: non fatelo, perché quei residui contengono ancora molta parte delle sostanze nutrienti che hanno assorbito dal suolo.

Compostiera autocostruita
Una compostiera autocostruita con rete metallica
 

Bruciandoli, le disperderete inutilmente nell’atmosfera. Compostandoli, le trasformerete in terriccio fertile cioè in humus che, sparso sul terreno,  gliele restituirà. Questo significa non impoverire il terreno ed evitare di dover reintegrare la sua fertilità con l’apporto di concimi chimici.

Compostaggio
Una batteria di compostiere prevede che alcune maturano indisturbate mentre altre vengono riempite
 

Per un orto di un centinaio di metri quadrati potete avviare un ciclo di compostaggio che vi darà terriccio per tutto l’anno. Predisponete almeno due compostiere: non occorre acquistarle, costruitele voi stessi utilizzando un pezzo di rete alto 130 cm e lungo 4 metri circa, chiuso a cilindro  e appoggiato semplicemente al suolo.

Compostaggio
I residui delle coltivazioni possono finire tutti nella compostiera, salvo le piante ammalate da virus
 

Rivestitelo preferibilmente all’interno  con del telo nero e cominciate a riempirlo con tutti gli scarti: a mano a mano che il materiale sale procurate dei fori sul telo nero in modo che circoli aria nel materiale. Ricordate di miscelare in parti più o meno uguali materiale secco (foglie morte) e materiale verde (piante ancora verdi, scarti di cucina, sfalci di prato).

 

L’orto e la luna
II° edizione 2013. 118 Pagine. Formato 15×21 cm. Illustrato.
Euro 10,00. 

Questo libro si rivolge a chi vuole coltivare il proprio orto in modo naturale. Infatti, se si ricorre a fertilizzanti chimici, pesticidi, ormoni e altri espedienti, diventa assolutamente superfluo considerare l’azione benefica della luna. Se invece si vogliono ricavare dal proprio orto cibi sani e genuini, allora ogni metodo naturale può essere utile per una produzione abbondante senza trucchi. Tra questi metodi ritorna attuale anche la pratica di agevolare le coltivazioni con il rispetto delle fasi lunari, secondo antichissime tradizioni. Molti settori scientifici ammettono che, seppure manchino studi che lo provano, la luna può avere degli effetti quantomeno concomitanti per la migliore riuscita delle coltivazioni. Il libro considera anche questo aspetto, ma soprattutto contiene un calendario lunare per l’orto esteso a tutto il 2030, e circa 100 schede per tutte le varietà di ortaggio presenti nei nostri orti.PER SAPERNE DI PIU’

Semina e raccolto di ortaggi insoliti
Ficoide glaciale
Il ficoide glaciale è un ortaggio insolito di cui parleremo in un prossimo articolo
Morella Sunberry
Anche la Morella Sunberry verrà trattata in un prossimo articolo 
 
Kiwano
Il Kiwano, come il cetriolo, va raccolto quando non ha ancora sviluppato i semi. L’esemplare più a destra  è pronto alla raccolta.
 
 
 
Questo articolo ti è stato utile? Clicca su  “Mi Piace”
 

 


Tutti i manuali sull’orto li trovi su
coltivarelorto.it
CON SCONTI E OMAGGI
 

Alcuni manuali sono disponibili anche in formato
E-book.
Vedi i titoli disponibili sul sito
Lulu.com,
acquista e fai immediatamente il download. Prezzi ridotti e niente spese di spedizione.

Come concimare l’orto
L’orto sul balcone ABC
Che cosa mettere nell’orto
Risparmiare con il compost
Coltivare l’orto, I° edizione
Cercando Poimandres (mentre l’acqua corre nell’orto…)

Vuoi vedere la raccolta di tutti i migliori articoli pubblicati da Coltivare l’orto?La trovi qui

 


Coltivare l’orto
gruppo aperto

6.600 iscritti
a ottobre 2013

ISCRIVITI


Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone
9.200 fan!!!
a ottobre 2013

DIVENTA FAN


Fare l’orto diventa
Hobby dell’anno


DIVENTA FAN


Fare l’orto, che passione!

DIVENTA FAN

BUON ORTO A TUTTI!!!
 
 
 
 
Questo sito potrebbe contenere molte altre informazioni sui tuoi argomenti preferiti.
Per saperne di più fai una ricerca nel sito.
CERCA  NEL SITO
 
Trovi interessante questo sito? 
Ogni pochi giorni vengono pubblicate novità, schede tecniche, esempi di coltivazione, prodotti, notizie utili al tuo hobby. Se vuoi essere informato GRATUITAMENTE  sulle novità di questo sito e degli altri blog del network, ISCRIVITI SUBITO. Potrai cancellarti quando vorrai.
 
 
 

 

 

Tutti i lavori nell’orto per il periodo di fine ottobre e novembre

Tutti i lavori nell’orto per il periodo di fine ottobre e novembre

 


Molti lavori di questo periodo sono inerenti la conclusione del ciclo produttivo legato alla primavera estate: alcuni sono gratificanti, come la raccolta, altri un poco fastidiosi, come la pulizia delle parcelle e la eliminazione dei resti delle coltivazioni concluse. Per chi ama l’orto, ogni lavoro ha il profumo della sua stagione e anche i più noiosi sono gratificanti perché ricordano un particolare aspetto della natura

 

 

In questo articolo presento alcuni dei lavori tipici del periodo,  tenendo conto che le condizioni climatiche della zona sono determinanti nell’anticipare o posticipare questi lavori. La zona di riferimento è la Val Padana.

 

 

Raccolta dei semi

Una delle attività tipiche di questo periodo è la raccolta dei semi di quelle varietà che possono conservare fedelmente i caratteri dei frutti della coltivazione conclusa. Dunque, vanno escluse le piante ottenute da seme ibrido F1, perché dai loro semi non si otterrebbe sicuramente niente di simile alla pianta madre.

Per prevenire le malattie è opportuno, come sempre in natura, un rimescolamento genetico, quindi è assolutamente sconsigliato di usare per molti anni di seguito gli stessi semi ottenuti dal proprio orto: ogni 3 o quattro anni è bene usare semi acquistati o scambiati con un altro hobbista, in una zona diversa. Per lo stesso motivo è sconsigliabile coltivare sempre una sola varietà dello stesso ortaggio, ma è preferibile coltivarne almeno due perché dalla loro vicinanza traggono una maggiore resistenza alle malattie.

Raccolta dei semi di zucca rampicante siciliana
Raccolta dei semi della zucca rampicante siciliana “Serpente di Sicilia”
 

I frutti dai quali si vogliono ricavare i semi devono essere molto maturi; vanno lasciati il più a lungo possibile sulla pianta e poi qualche giorno al sole. Per gli ortaggi da frutto, lasciate sulla pianta qualche frutto tra i migliori, non utilizzate gli ultimi fritti che sono sempre più piccoli e stentano a maturare. e danno seme più debole. Se i frutti sono acquosi oppure inglobano il seme come le melanzane, estraete la parte contenente i semi e lasciatela una settimana in  acqua, dopodiché risciacquate più volte a lungo in un colino a trama fine, che trattenga i semi ma lasci passare la pasta sfatta. Stendete i semi  puliti su cartone o carta di giornale e lasciateli all’ombra, in zona asciutta e ventilata, finché non saranno completamente asciutti. Conservateli all’ombra in recipienti di vetro o coccio ben chiusi.

Raccolta dei semi di pomodoro
Raccolta dei semi di pomodoro

Per quanto riguarda gli ortaggi da foglia, bulbo o radice, la produzione dei semi deve essere programmata attendendo il secondo anno di vita della pianta. Questa solitamente emette un lungo scapo fiorale su cui si sviluppano i semi. Mettete gli scapi a seccare, finché non  potrete ottener ei semi semplicemente strofinandoli tra le mani. Non usate mai eventuali fioriture del primo anno, perché quelle piante hanno prefiorito a causa di sofferenze e squilibri ed il seme è scarsamente adatto alla riproduzione.

La raccolta dei semi si fa sempre in luna calante.

Raccolta dei semi di cardo
Raccolta dei semi di cardo. La raccolta si fa dopo aver fatto ben seccare i fiori, A quel punto, aprendoli  e sbattendoli si ottiene una cascata di semi maturi
L’orto e la luna
II° edizione 2013. 118 Pagine. Formato 15×21 cm. Illustrato.
Euro 10,00. 

Questo libro si rivolge a chi vuole coltivare il proprio orto in modo naturale. Infatti, se si ricorre a fertilizzanti chimici, pesticidi, ormoni e altri espedienti, diventa assolutamente superfluo considerare l’azione benefica della luna. Se invece si vogliono ricavare dal proprio orto cibi sani e genuini, allora ogni metodo naturale può essere utile per una produzione abbondante senza trucchi. Tra questi metodi ritorna attuale anche la pratica di agevolare le coltivazioni con il rispetto delle fasi lunari, secondo antichissime tradizioni. Molti settori scientifici ammettono che, seppure manchino studi che lo provano, la luna può avere degli effetti quantomeno concomitanti per la migliore riuscita delle coltivazioni. Il libro considera anche questo aspetto, ma soprattutto contiene un calendario lunare per l’orto esteso a tutto il 2030, e circa 100 schede per tutte le varietà di ortaggio presenti nei nostri orti.

PER SAPERNE DI PIU’

 

Tagliare alla base il prezzemolo

In questo periodo si tagliano decisamente alla base le piantine di prezzemolo (salvo qualcuna per l’uso corrente)  in modo che la pianta rivegeti prima dell’arrivo del freddo: questa nuova vegetazione potrà dare prezzemolo fresco per diverso tempo; se la temperatura lo consente, anche fino alla primavera.

 

Cimare pomodori, melanzane e peperoni

Queste piante tendono a produrre vegetazione e frutti nella parte più alta, ma si tratta di frutti che rimarranno piccoli e arriveranno difficilmente alla maturazione, mentre sono avidissimi nel sottrarre sostanze nutritive ai frutti più bassi. Calcolate un mese prima dell’arrivo del freddo, basandovi sulla esperienza della vostra zona, e tagliate le cime delle piante in modo che tutte le energie siano dedicate alla maturazione completa dei frutti posti più in basso.

Le patate vanno conservate al buio, per evitare la pregerminazione
Le patate vanno conservate al buio, per evitare la pregerminazione. La temperatura ambiente non dovrebbe mai scendere sotto i 3 °C, per evitare la marcescenza

Il segreto dei peperoncini

Generalmente si ritiene che i peperoncini vadano ripiantati ogni anno. In effetti, si tratta quasi sempre di piante perenni: basta osservare il fusto, che di solito è legnoso e consente alla pianta di superare l’inverno, diversamente, per esempio,  dai pomodori che hanno un fusto erbaceo. Se vivete in una zona dal clima mite, al termine della produzione potate la pianta lasciando il fusto i pochi rami laterali accorciati. A primavera nella maggior parte dei casi vedrete i vostri peperoncini emettere nuovi germogli, e produrre frutti assolutamente in anticipo su qualsiasi semina.  Se il clima della vostra zona non è molto mite, il consiglio è di coltivare i peperoncini in vaso, riparando i vasi sotto un portico o veranda durante l’inverno. In questo periodo la pianta avrà bisogno soltanto di qualche sporadica innaffiatura in modo che la terra nel vaso non si inaridisca completamente.

 
Una pianta di peperoncino BishopCrown allevata ad alberetto
Una pianta di peperoncino Bishop Crown allevata ad alberetto, al suo quarto anno di vita

Coltivare i peperoncini piccanti

Dagli innocui Bell e Poblano  agli infernali Fatali, Habanero , Bhut Jolokia e Trinidad Scorpion Moruga

Coltivare l’orto Editrice 2013  72  pagine. Formato 17×24. Prezzo euro 5,00 
Esistono migliaia di varietà coltivate di peperoncino. Si tratta di una spezia amata e diffusa in tutto il mondo, attorno alla quale si è sviluppata una cultura che vede impegnati migliaia di appassionati. Spesso questi si tramutano in veri e propri collezionisti di varietà , molte delle quali si contendono la palma di peperoncino più piccante al mondo. Dopo una lunga permanenza dell’Habanero ai vertici del Guinness dei Primati, ora è la volta del Bhut Jolokia. Questo libro introduce in modo semplice ma completo all’affascinante mondo dei peperoncini e alla loro coltivazione: anche un piccolo terrazzo può essere sufficiente.

PER SAPERNE DI PIU’
 

 

Conservare le zucche

In questo periodo le zucche sono mature, ma hanno un difetto: sono troppo grandi e maturano tutte assieme, per cui diventa problematico smaltire tutto quel prodotto. Se è vero che possono esser e tagliate a pezzi e congelate, è altrettanto vero che non tutti dispongono di congelatori così grossi, dal momento che le verdure da conservare sono veramente molte.

Fortunatamente le zucche si conservano abbastanza a lungo, anche qualche mese, se sono tenute in un luogo riparato, come una tettoia, dove però la temperatura non scenda mai sotto i 10 °C.  Prima di destinare le zucche alla conservazione verificate che non abbiano nessuna ammaccatura, ma soprattutto che il peduncolo sia integro: a questo dovrete provvedere già dalla raccolta, recidendolo ben lungo con un coltello affilato in modo che il taglio sia netto. La maggior parte delle volte le zucche si deteriorano a causa di marciumi provenienti dal peduncolo.

Il segreto della buona conservazione delle zucche sta anche nei peduncoli sani
Il segreto della buona conservazione delle zucche sta anche nei peduncoli sani; quelli con inizi di marcesenza li trasmettono subito a tutta la zucca.
 
 

Lavorazione di fondo del terreno

 

Sulla lavorazione di fondo del terreno, che può continuare anche in novembre, abbiamo parlato in un precedente post. Nello stesso sono stati trattati diversi altri argomenti validi per tutto il periodo autunnale, quindi anche per il mese di novembre.

 

I lavori nell’orto di ottobre

 
Novembre è ilperiodo adatto per le lavorazioni profonde e le letamazioni
Novembre è il periodo adatto per le lavorazioni profonde e le letamazioni del terreno
 

 

Come CONCIMARE L’ORTO
Uso dei concimi
organici e chimici
con la ricetta per ogni ortaggio
, anche in vaso. Fertilizzare il terreno  con il compost

110 Pagine. Formato 17×24 cm. Illustrato
Euro 10,00 
L’orto classico è sempre stato coltivato su aree di terreno concimate ogni anno, ripetutamente, tramite l’aggiunta di concimi organici, come le deiezioni animali. Per questo, quando si parla di terra da orto, si intende una terra ben grassa e fertile. Purtroppo negli ultimi decenni diversi fattori hanno fatto sì che gli ortaggi venissero coltivati in terreni sempre meno fertili: da qui l’esigenza di aggiungere elementi nutritivi a base di concimi chimici. Anche nei piccoli orti domestici diventa sempre più difficile fornire annualmente le dosi minime necessarie di concimi organici, per diversi motivi quali i problemi di gestione pratica e igienica degli stallatici, la difficoltà di reperimento dovuta alla rarefazione delle stalle e, nelle zone più abitate, i problemi di convivenza con il vicinato. Gli ortaggi sottraggono grandi quantità di nutrimento al terreno, la cui fertilità va integrata ad ogni nuova coltivazione; dunque, oltre a soffermarsi sulla concimazione organica, questo libro esplora anche le tecniche di concimazione chimica.

PER SAPERNE DI PIU’

Disponibile anche in formato E-book.  Acquista e leggi subito senza tempi e spese di spedizione. Compra su Lulu  
 

Le semine

Ecco una tabella con le semine possibili nel periodo di novembre

 

Semine di  Novembre 2013 
(per le fasi lunari, vedi l’articolo indicato più sotto)

Ortaggio

Temperatura  tollerata °C

Quando si raccoglie seminando all’aperto

Distanze di impianto
(cm tra le file e sulla fila)

Carota

0 / 25

Febbraio-aprile

20, 5

Cavolo cappuccio

5 / 25

Aprile-giugno

60, 40

Cavolfiore

15 / 25

Maggio.giugno

60,40

Cavolo a foglia

-10 / 25

Da febbraio

60, 40

Cavolo verza

0 / 25

Da febbraio

60,40

Cicoria

0 / 25

Da marzo

Rossa Treviso: 40,15
A cespo: 40,40

Cipolla

0 / 25

Da febbraio

30, 15

Fava

-5 / 25

Da aprile

50, 15

Indivia

0 / 25

Da gennaio

50, 40

Lattuga

5 / 25

Da gennaio

40, 30

Rapa

-10 / 25

Da gennaio

40, 20

Spinacio

-10 / 25

Da dicembre

40, 15

Valeriana

0 / 25

Da gennaio

Spaglio oppure 30, 5

Nota. La resistenza al freddo si intende per una esposizione sporadica, non continuata. Per lunghi periodi di freddo intenso è necessario seminare in luogo protetto.

 

 

Un calendario completo delle semine, anche con riferimento alle fasi lunari, lo potete trovare in questo articolo precedente:

Novembre 2013. Calendario delle semine nell’orto, anche secondo le fasi lunari

 
La bieta può superare l'inverno, nei climi miti
La bieta può superare l’inverno, nei climi miti. In primavera ripulite la pianta e concimate in suoerficie con del granulare da orto: la pianta fornirà un nuovo prodotto abbondante, prima di fiorire
 
 

In breve

 

Aglio, cipolla invernale, porro

Eseguitela piantagione degli spicchi di aglio. Se il terreno non è bagnato imbianchite i porri rincalzando il terreno alla base.

Asparago
Liberate l’ asparagiaia dalla vegetazione esaurita. Se il tempo lo consente aprite un solco sulla fila, senza danneggiare le piante, e distribuite letame o compost.

Bieta a coste

Terminate la raccolta delle ultime foglie. Se non avete urgenza di liberare il terreno lasciare le radici, che potranno rivegetare nella primavera successiva.

Cardo

Potete imbianchire e raccogliere le piante destinate al consumo. L’imbianchimento va fatto stringendo moderatamente le foglie in un cartoccio di carta, cartone , paglia o plastica, ma solo quando sono ben asciutte.

Finocchi

Raccogliete le piante prima del sopravvenire delle gelate. Per prolungare la durata potete estrarre le piante dal terreno con un abbondante pane di terra: mettetele in piedi in una cassetta e riponetele al coperto.

Patate

Verificate le buone condizioni delle patate immagazzinate, ed eliminate tutti i tuberi che presentano segni di marciume. La temperatura dell’ambiente non dovrebbe mai scendere sotto i 3 °C.

Piselli

Potete seminarli solo nelle zone a clima tendenzialmente mite, oppure rimandate la semina alla primavera. Se seminate adesso usate varietà a seme liscio, mentre quelle a seme rugoso sono più adatte alle semine primaverili.

Piselli in contenitori alveolari, destinati a rimpiazzare le fallanze sulle file in campo
Piselli in contenitori alveolari, destinati a rimpiazzare le fallanze sulle file in campo. Per le semine autunnali preferite le varietà a seme liscio, più adatte al freddo.
 
 
Questo articolo ti è stato utile? Clicca su  “Mi Piace”
 

 
 


Tutti i manuali sull’orto li trovi su
coltivarelorto.it
CON SCONTI E OMAGGI
 

Alcuni manuali sono disponibili anche in formato
E-book.
Vedi i titoli disponibili sul sito
Lulu.com,
acquista e fai immediatamente il download. Prezzi ridotti e niente spese di spedizione.

Come concimare l’orto
L’orto sul balcone ABC
Che cosa mettere nell’orto
Risparmiare con il compost
Coltivare l’orto, I° edizione
Cercando Poimandres (mentre l’acqua corre nell’orto…)

Vuoi vedere la raccolta di tutti i migliori articoli pubblicati da Coltivare l’orto?La trovi qui

 


Coltivare l’orto
gruppo aperto

6.600 iscritti
a ottobre 2013

ISCRIVITI


Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone
9.200 fan!!!
a ottobre 2013

DIVENTA FAN


Fare l’orto diventa
Hobby dell’anno


DIVENTA FAN


Fare l’orto, che passione!

DIVENTA FAN

BUON ORTO A TUTTI!!!
 
 
 

 

GLI SPINACI, OTTIMI PER L’ORTO DI NOVEMBRE

Coltivare gli spinaci

Lo spinacio, come la barbabietola, appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee. E’ una pianta annuale a rapido sviluppo: vi sono piante con soli fiori maschili e altre con soli fiori femminili, cioè lo spinacio è una pianta dioica (a sessi separati). Dello spinacio si utilizzano le foglie. In Europa lo spinacio non si trova allo stato selvatico, deve essere coltivato, ciò rafforza la tradizione secondo cui proviene dalla Persia ed è stato introdotto in Europa dagli arabi verso l’anno mille

La radice è fittonante, spesso di colore rosso-bruno al colletto. Le foglie sono carnose, alterne, disposte a rosetta, con piccioli di media lunghezza. Il fusto è eretto e ramificato, specialmente quando viene coltivato a mezz’ombra. I fiori sono verdognoli, ma lo spinacio va raccolto prima della fioritura.

Spinaci pronti alla cottura
 

I semi sono di media grandezza, circa 90 per grammo. Questo facilita la semina che può essere eseguita su file distanti 40 cm. Solitamente si distribuiscono i semi nella fila distanziandoli di 1 cm circa uno dall’altro: dopo la nascita, quando le piantine sono alte almeno 5 cm, si esegue il diradamento lasciando una sola pianta (le migliori) ogni 15 cm circa in modo che si possano sviluppare.  Lasciando le piante più fitte l’unico risultato che si ottiene è che non crescono.

Semi di spinaci. Esiste la varietà liscia e quella spinosa
 

Alcuni seminano anche più fitto, con file a 30 cm e piante a 10 cm sulla fila.
In effetti negli orti si usa raccogliere scalarmente lo spinacio, cioè non si raccoglie la pianta intera ma le singole foglie, scegliendone tre o quattro tra le più sviluppate. In questo modo si può fare una raccolta ogni 10-15 giorni. Tenendo le piante più distanziate si consente alle foglie di svilupparsi meglio.

Spinaci dalle caratteristiche foglie bollose
 

Lo spinacio si può seminare in primavera (marzo-maggio) per la raccolta primaverile-estiva, e da agosto a novembre per la raccolta autunno-invernale.
Tenete conto che lo spinacio preferisce il clima fresco, e reagisce molto male al caldo eccessivo, con la prefioritura. Quindi adattate le semine al clima della vostra zona, facendo in modo che i vostri spinaci incontrino un poco più di freddo (a cui resistono egregiamente) piuttosto che un poco più di caldo.

Spinaci raccolti a pianta intera
 

La temperatura ottimale di crescita dello spinacio è di 15°C, ma cresce anche a 5°C. Al di sotto ferma la crescita ma non muore.
Un fotoperiodo lungo (15 ore di luce diurna) e temperature sopra i 25 gradi lo fanno prefiorire, cioè la pianta muore prima di crescere.

La semina dello spinacio
 

Il terreno preferito è quello con pH neutro (6.5-7). Si adatta a diversi tipi di terreno ma preferisce quello tendenzialmente sabbioso, sciolto e ben drenato, cioè senza ristagni d’acqua.  Dunque, considerando le piogge autunnali,è preferibile rialzare leggermente le prode su cui coltivate gli spinaci mantenere il terreno in pendenza, sia pure leggerissima, in modo che l’acqua possa defluire.

Spinacio America
 

Prima della semina lavorate il terreno con una buona vangatura profonda almeno 25-30 cm,  durante la quale potete interrare del  dello stallatico pellettato, sparso sul terreno senza esagerare (circa 200 gr. per metro quadrato). La concimazione a base di letame è sconsigliata perché potrebbe trasferire odori sgradevoli alle piante. La soluzione ideale sarebbe quella di usare un terreno che era stato letamato nella coltivazione precedente.
Dopo aver seminato pressate il terreno delle file di semina, eventualmente con il piede, in modo che la terra aderisca bene ai semi. Se il terreno è molto asciutto potete bagnare il solco di semina.

Spinacio Matador e Spinacio Viking
 

Dopo la nascita eseguite un diradamento, subito dopo innaffiate per compattare la terra attorno alle radici delle piante rimaste e fate una concimazione di superficie con concime azotato (per esempio urea) di cui gli spinaci sono ghiottissimi. Le dosi devono essere limitate, perché tutta la parte di azoto che la pianta non usa si trasforma in nitrati che restano nelle foglie e vanno nel nostro organismo quando le mangiamo.
Le concimazioni si fanno spargendo manualmente il granulare molto rado attorno alle piante; vanno fatte dopo il diradamento e dopo ogni raccolta, ma non più di ogni 10 giorni. E’ utile concimare anche se le piante scoloriscono o ingialliscono.  Spargete sempre il concime sul terreno bagnato, in modo che venga assorbito rapidamente senza disperdersi.
Lo spinacio può essere coltivato in consociazione con cipolle e cavoli. Non lo coltivate sullo stesso spazio se non sono trascorsi 3-4 anni dalla coltivazione precedente. 

Spinacio Viroflay dalle caratteristiche foglie lanceolate
 

Gli spinaci si distinguono visivamente per il colore della foglia (verde chiaro o scuro), per la forma della foglia (ovale, tondeggiante, lanceolata) e per la superficie della foglia (liscia o bollosa).
Il seme può avere forma rotondeggiate ed in tal caso è liscio, oppure triangolare ed in tal caso è spinoso.
Le varietà a seme liscio hanno foglie grandi e succose ma sono più delicate: quelle a seme spinoso hanno foglie meno saporite ma sono più rustiche e resistenti, adatte alla coltivazione invernale.

Coltivazione di spinaci
 

Tra le varietà più diffuse ricordiamo il Vittoria, il Mostruoso di Viroflay, l’Eskimo, il Giuliana, il Lorelay, il Viking, e altri.
E’opportuno ricordare anche una varietà, la Tetragonia, conosciuta come spinacio perenne o spinacio della Nuova Zelanda. Nei climi miti vegeta continuamente e si riproduce emettendo nuovi getti dalle radici.

Spinacio perenne, o spinacio della Nuova Zelanda
 
 

I libri di Bruno Del Medico (autore di questo blog)
li trovi QUI
con SCONTI E OMAGGI

 
Freschissimo di stampa

500 SEGRETI PER AVERE UN ORTO MERAVIGLIOSO

Ottobre 2012 prima edizione

Formato 17X24

320 pagine

Prezzo euro 18l,90

Vedi sconti e omaggi

 


Coltivare l’orto
gruppo aperto

3500 iscritti!!

ISCRIVITI


Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone
6300 fans!!!

DIVENTA FAN


Fare l’orto diventa
Hobby dell’anno


DIVENTA FAN


Fare l’orto, che passione!

DIVENTA FAN

BUON ORTO A TUTTI!!!

LE SEMINE DI NOVEMBRE E DICEMBRE. I PISELLI, PROTAGONISTI DELL’ORTO D’INVERNO

LE SEMINE DI NOVEMBRE E DICEMBRE. I PISELLI, PROTAGONISTI DELL’ORTO D’INVERNO

Dalla metà di novembre a dicembre si restringe moltissimo la gamma degli ortaggi che possono essere seminati nell’orto, mentre ce ne sono molti che possono ancora essere trapiantati. Il pisello è uno dei pochissimi che tollera ancora che il suo seme venga affidato ad una terra che si sta raffreddando rapidamente

I piselli possono essere seminati in ottobre – novembre ma anche in febbraio marzo, dal momento che non temono il freddo e possono germinare già a 5 °C. Si possono scegliere varietà nane, mezze rampicanti o rampicanti. Ovviamente le varietà a crescita più limitata sono anche le più precoci.

I frutti commestibili dei piselli sono dei baccelli, di cui si consumano i semi sia freschi che secchi. La raccolta si può fare scalarmente. I piselli da consumo fresco vanno raccolti prima che si ingrossino troppo: più sono piccoli, più sono dolci.
 

Prima di essere interrati, i semi possono essere messi a bagno per un paio di giorni in acqua. Questo accelera la germinazione.

I semi messi a bagno si ingrossano in un paio di giorni. Oltre, cominciano già ad emettere i germogli, ma è preferibile interrarli prima che ciò avvenga per evitare la rottura degli stessi durante le operazioni di semina.
 

Una o due settimane prima va preparato il terreno. Scegliere l’angolino che accoglierà le piantine, liberandolo da tutte le erbe spontanee. Se il terreno viene preparato almeno un mese prima, queste possono essere interrate durante la vangatura; altrimenti toglierle con la zappa e aggiungerle al mucchio del compost.

 

Una volta liberato il terreno, è possibile procedere ad una vangatura profonda almeno 30 cm. Se l’area è più grande e disponete di una motozappa o motocoltivatore, potete usare quello.

 

Spianate il terreno con il rastrello, e dividetelo in prode larghe circa 70 cm. se volete seminare piselli nani, oppure 90 cm. per i piselli rampicanti. Ogni proda accoglierà due file di piselli. Per camminare usate la canaletta centrale, che in futuro servirà anche per innaffiare a scorrimento le piante.

Il terreno deve essere spianato in modo da essere in leggerissima pendenza verso la zona meno accessibile. Lungo la zona più accessibile (per esempio, il sentierino centrale dell’orto) farete scorrere il tubo flessibile dell’acqua con il quale riempirete le diverse canalette (irrigazione a scorrimento). Per una buona irrigazione futura è necessario che la pendenza ci sia, ma sia minima.
 

Su ciascuna delle prode seminerete due file di piselli. Quelli nani possono essere seminati più stretti, quelli rampicanti più larghi per favorire la circolazione dell’aria. Tracciate su ogni proda due solchetti profondi circa 5 cm nei quali si lasceranno cadere i semi.

 

Disponete i semi nei solchetti, alla profondità di 5cm circa, e ricopriteli. I piselli emergono dopo 10-15 giorni, mediamente.

L’orientamento delle file DI QUALUNQUE TIPO DI ORTAGGIO, ancor più di quelli a portamento alto o rampicante, deve essere Est-Ovest, cioè deve seguire il corso del sole, in modo che in nessun momento della giornata alcune piante possano coprire quelle vicine. L’orientamento Est-Ovest consente al sole di “correre” tra le file. Se non avete la bussola, disponete le file da dove il sole sorge a dove tramonta. Per i più pignoli, la direzione esatta è rilevabile agli equinozi, verso la fine di giugno o di settembre.

Una buona fioritura prelude ad un raccolto abbondante.
Per una buona fioritura evitate le concimazioni azotate e privilegiate quelle a base di fosforo e potassio. Per un buon raccolto supportare le piante con dei sostegni adeguati.

Quello che gli altri non dicono

Esistono piselli detti “a seme liscio” ed altri “a seme rugoso” e questa distinzione è valida sia per i nani che per i rampicanti. Nel periodo primaverile è preferibile seminare le varietà a seme crespo o rugoso, mentre le semine d’autunno-inverno si fanno usando varietà a eme liscio. Leggendo bene sulle confezioni dei semi dovreste trovare l’indicazione del tipo di seme. Tutti i produttori seri la indicano.

Buon raccolto!


 

I libri di Bruno Del Medico (autore di questo blog)
li trovi QUI
con SCONTI E OMAGGI

 
Freschissimo di stampa

500 SEGRETI PER AVERE UN ORTO MERAVIGLIOSO

Ottobre 2012 prima edizione

Formato 17X24

320 pagine

Prezzo euro 18l,90

Vedi sconti e omaggi

 


Coltivare l’orto
gruppo aperto

3500 iscritti!!

ISCRIVITI


Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone
6300 fans!!!

DIVENTA FAN


Fare l’orto diventa
Hobby dell’anno


DIVENTA FAN


Fare l’orto, che passione!

DIVENTA FAN

BUON ORTO A TUTTI!!!

I LAVORI NELL’ORTO DI NOVEMBRE. COMPOSTAGGIO. PACCIAMATURA. COSTRUIRE UN TUNNEL PLASTICO

Orto di novembre. Pacciamatura. Compostaggio. Costruire un tunnel plastico

Il mese di novembre può riservare molte sorprese a chi coltiva l’orto, specialmente se il clima è mite. A qualcuno, nelle zone costiere d’Italia, è capitato di raccogliere peperoni fin quasi a gennaio. Non è infrequente che i pomodori trapiantati in giugno siano ancora produttivi a novembre. Ciò detto, a mano a mano che le aiuole si liberano, conviene cominciare alcune lavorazioni tipiche dell’autunno

Le aiuole che hanno terminato la produzione possono essere lavorate e lasciate a riposo fino alla primavera successiva; è anche possibile però, dopo una  opportuna lavorazione, utilizzarle per la produzione invernale.In particolare le aiuole che hanno ospitato ortaggi esigenti in fatto di concimazione possono offrire ancora dei vantaggi a verdure non troppo esigenti, come per esempio fave e piselli.

L’orto di novembre si presenta abbastanza spoglio per l’esaurimento di molte coltivazioni estive
 

Intanto il nostro impegno nell’orto è calato molto, sia perché le innaffiature sui vanno diradando nel tempo, sia perché  l’eliminazione delle erbe spontanee, la raccolta e altri interventi si vanno riducendo sempre più.Ciò non deve fornire la scusa per indulgere alla pigrizia, perché le cose da fare nell’orto d’autunno sono veramente tante.

Nei climi più caldi, non è raro che il pomodoro continui a produrre fino a novembre
 

Iniziare il compostaggio

Per esempio questi mesi sono ideali per impostare nell’orto una catena di compostaggio, che ci consentirà di avere sempre dell’ottimo terriccio disposizione gratuitamente.L’autunno è il periodo migliore per cominciare perché ci troviamo a disposizione quantità rilevanti di materiale da compostare: foglie secche, residui delle coltivazioni come piante di ortaggi non più produttive, residui di potature, materiale vario derivante dalla pulizia superficiale delle aiuole, e tantissimo altro.

Alcune idee per realuzzare una compostiera artigianale
 

Immaginate solo quanto materiale può fornire l’eliminazione di una o due file di pomodori o zucchini che hanno finito il ciclo. Si tratta di materiali biodegradabili che una volta si bruciavano: non fatelo, perché quei residui contengono ancora molta parte delle sostanze nutrienti che hanno assorbito dal suolo.

Una compostiera autocostruita con rete metallica
 

Bruciandoli, le disperderete inutilmente nell’atmosfera. Compostandoli, le trasformerete in terriccio fertile cioè in humus che, sparso sul terreno,  gliele restituirà. Questo significa non impoverire il terreno ed evitare di dover reintegrare la sua fertilità con l’apporto di concimi chimici.

Una batteria di compostiere prevede che alcune maturano indisturbate mentre altre vengono riempite
 

Per un orto di un centinaio di metri quadrati potete avviare un ciclo di compostaggio che vi darà terriccio per tutto l’anno. Predisponete almeno due compostiere: non occorre acquistarle, costruitele voi stessi utilizzando un pezzo di rete alto 130 cm e lungo 4 metri circa, chiuso a cilindro  e appoggiato semplicemente al suolo.

I residui delle coltivazioni possono finire tutti nella compostiera, salvo le piante ammalate da virus
 

Rivestitelo preferibilmente all’interno  con del telo nero e cominciate a riempirlo con tutti gli scarti: a mano a mano che il materiale sale procurate dei fori sul telo nero in modo che circoli aria nel materiale. Ricordate di miscelare in parti più o meno uguali materiale secco (foglie morte) e materiale verde (piante ancora verdi, scarti di cucina, sfalci di prato).

 

Lavorazione del terreno

Anche se volete riutilizzare subito l’aiuola per una nuova coltivazione, sottoponetela ad una lavorazione come descritto qui di seguito.Anzitutto, rimuovete tutto il materiale secco, le erbe e le foglie e mettetelo sul mucchio del compost. Sulla superficie ripulita spargete del compost vecchio di qualche mese, del letame naturale se ne disponete oppure dello stallatico pellettato che potete trovare presso i consorzi agrari.Vangate profondo quanto la lama della vanga, cioè 25-30 cm rivoltando bene le zolle in modo che la terra di sotto venga a trovarsi di sopra, e il compost o letame risultino interrati.

Aiuole rialzate  (baulate)
 

Lasciate così la terra vangata per qualche giorno, in modo che gli uccelli insettivori vi vengano a razzolare eliminando buona parte delle larve e uova di parassiti. Se volete far risposare il terreno lasciatelo così fino al mese di marzo, quando ripeterete l’operazione, questa volta però senza aggiungere nessun fertilizzante se non il compost, che non guasta mai. L’operazione successiva, che potete fare fin da subito o in primavera, consiste nel livellare l’aiuola con il rastrello disegnando il contorno delle file su cui seminerete.

Nella lavorazione dle terreno si sparge preventivamente letame o compost che viene interrato dalla vangatura
 

Curate il deflusso della pioggia per evitare pozzanghere sulle colture. Se fate la nuova semina in questo mese  tracciate con la pala dei sentierini tra una fila e l’altra, spostando la terra sulla zona di semina, in modo che questa risulti più rialzata dei sentierini che userete per camminare: in questo modo, in caso di pioggia, questa scorrerà via lungo i sentierini, più profondi, senza affogare le piante situate più in alto. E’ sufficiente un dislivello di 15-20 cm.

La baulatura serve a far defluire l’acqua piovana senza che possa infracidire le piante, che verranno sistemate nella parte rialzata centrale
 

Predisporre le protezioni, Costruire un tunnel plastico

A novembre potete cominciare ad approvvigionarvi con i materiali necessari alla costruzione dei tunnel plastici protettivi. Avete bisogno di telo plastico PVC dello spessore di 0,04 mm, che potete trovare presso i consorzi agrari. Spesso negli stessi consorzi potete trovare anche degli archetti metallici già pronti per la costruzione dei tunnel. Gli archetti vanno infissi nel terreno a cavallo della coltivazione, alla profondità di 20-30 cm circa. La sommità dell’archetto deve essere situata ad almeno 50 cm per le insalate e gli ortaggi bassi, ed a 70 cm per quelli più alti. Se non trovate archetti già pronti acquistate del fil di ferro o tondino di ferro del diametro di 7-10 mm almeno, tagliateli alla lunghezza di 2,50- 3,00 mt e piegateli voi stessi ad arco, per esempio appoggiandolo ad una botte. Tenete conto comunque che il film plastico non deve toccare la pianta e che più alto è, maggiore è la camera d’aria e quindi la protezione. E’ anche vero che nelle coltivazioni primaverili le piante verranno scoperte, per sopraggiunta primavera, prima che siano cresciute del tutto. Un tunnel adeguato si costruisce mettendo gli archetti alla distanza massima di un metro uno dall’altro. Per una maggiore solidità dell’insieme collegate gli archetti con un filo di ferro che andrà assicurato a due picchetti posti ai capi della fila.

Sistema di tunnel plastici
 

Il telo va allungato sulla struttura, interrandolo profondamente da un lato. Tendetelo e appoggiatelo sulla buca di interramento posta all’altro lato. Coprendo il telo con palate di terra non solo lo si interra, ma lo si tende ulteriormente. Per quanto concerne i due lati, uno può essere fissato accuratamente accumulando terra sul bordo. L’altro, quello posto possibilmente in direzione del  sorgere del sole, sarà  fissato meno stabilmente in modo che sia possibile, in caso di necessità, sollevarlo sia per arieggiare le piante che per altre operazioni colturali.

 Rincalzi e pacciamature

Novembre è il mese dei rincalzi a fini protettivi. Rincalzare significa accostare terra alla base della pianta, per proteggere il punto in cui il colletto penetra nel terreno perché se il terreno gela la pianta morirà proprio per il congelamento di quel punto. Quindi terra smossa, foglie, carta e cartone, e ogni altro materiale accostato alla base della pianta impedisce al terreno di gelare.

Dopo la vangatura e la baulatura, le zone destinate alla semina possono essere pacciamate con telo nero: oltre a bloccare la crescita delle infestanti, questo contribuisce a riscaldare il terreno
 
VEDI ANCHE:
Speciale compostaggio. Gratis e-book lunario. News 33 di  Coltivare l’orto, come coltivare orto, coltivare orto, orto balcone, coltivare sul balcone   
Fare il compost. Che cosa mettere nella compostiera? 
Compostaggio. Cumulo o compostiera?

Fare il  compost. Come evitare la putrefazione 
Compostaggio con i resti dei pomodori 
 

I libri di Bruno Del Medico (autore di questo blog)
li trovi QUI
con SCONTI E OMAGGI

 
Freschissimo di stampa

500 SEGRETI PER AVERE UN ORTO MERAVIGLIOSO

Ottobre 2012 prima edizione

Formato 17X24

320 pagine

Prezzo euro 18,90

Vedi sconti e omaggi

 


Coltivare l’orto
gruppo aperto

3500 iscritti!!

ISCRIVITI


Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone
6300 fans!!!

DIVENTA FAN


Fare l’orto diventa
Hobby dell’anno


DIVENTA FAN


Fare l’orto, che passione!

DIVENTA FAN

BUON ORTO A TUTTI!!!

Le fave, un ortaggio coltivato l’inverno per la raccolta in primavera

Le fave, un ortaggio da coltivare l’inverno per la raccolta primaverile

Novembre, è tempo di seminare le fave. Resisteranno bene al freddo dell’inverno e ci daranno verdura fresca all’inizio della primavera

In tutte le zone d’Italia si possono piantare le fave nei mesi da gennaio a marzo. Al centro sud si piantano già da ottobre o novembre, come ho fatto io. Nel mese di marzo le fave cominceranno a fiorire
Le fave sono pronte al consumo già dall’inizio della primavera
 

Per chi vuole cimentarsi nella coltivazione di questo ortaggio, ecco una piccola raccolta di informazioni.

Specie botanica.
Vicia faba var. major. Famiglia: Papilionacee.
 

Caratteristiche vegetative.
Questo legume è conosciuto dalla preistoria, si sa che veniva coltivato già nell’età del bronzo. E’ originaria, pare, dell’Asia. Gli antichi romani ne facevano largo uso, infatti Plinio il Vecchio già la descrive. Dalla Vicia faba sono derivate le sottospecie major e minor: la prima è la fava da orto che conosciamo, la seconda è la favetta da foraggio.
La fava è una pianta annuale di crescita rapida, molto vigorosa (ma soffre l’azione del vento). E’ alta fino a 1 metro. Il frutto è un baccello carnoso lungo 25 cm o più, che contiene da 3 a 10 semi appiattiti di colore verde o bruno. 

I semi delle fave
 

Semina.

E’ la prima leguminosa da seminare. Teme le temperature alte, ma riesce a resistere fino a 3-5 gradi sottozero. Emerge dal terreno in una-due settimane: per favorire la nascita, mettere a bagno in acquan tiepida i semi per 24-48 ore prima di interrarli. La durata del ciclo vegetativo è di 26 settimane, in  caso si semina autunnale, e di 11 settimane in  caso di semina primaverile.

Si semina in autunno nelle regioni calde, per la produzione come primizia già in marzo-aprile. Inoltre in questo modo si evitano i danni di parassiti come l’afide nero, che in quel periodo ancora non è diffuso.

Preferisce i terreni leggermente argillosi ma prospera praticamente ovunque. Il ph è preferibilmente alcalino.

Nei piccoli orti la semina più diffusa è quella a postarelle di 3/4 semi, a distanza: 40×30, oppure 50×20 o 70×15 centimetri.  La profondità di semina varia con le dimensioni dei semi. In genere ogni seme va interrato ad una profondità pario al doppio della sua altezza.

Seme occorrente: 200  grammi per 10 metri quadrati di terreno.

Non si usa seminare in vasetti da trapiantare, in quanto il vantaggio sarebbe inesistente: infatti la fava resiste benissimo al freddo e può essere seminata direttamente in campo.

Piantine di fave spuntate da qualche giorno
 

Concimazione.

La fava, come anche i fagioli e le altre leguminose, si avvantaggia dell’attività dei batteri azoto-fissatori dei suoi tubercoli radicali, quindi non ha bisogno di azoto ed in genere sfrutta la concimazione residua delle colture precedenti. E’ utile arricchire il terreno con il compost, per l’azione arieggiante che questo esercita.
 

Cure colturali.

Irrigazione, ed estirpazione delle erbacce. Quando spunta la quarta foglia di può eseguire la prima sarchiatura per ridurre le infestanti ed arieggiare il terreno. In concomitanza delle sarchiature si può eseguire anche una rincalzatura delle piante. (addossare allo stelo qualche centimetro di terra). Irrigare preferibilmente a scorrimento, evitare le irrigazioni a pioggia.

Cimatura. Alcuni consigliano la cimatura: al momento della fioritura si toglie la punta della pianta (l’apice vegetativo), in questo modo si evitano le infestazioni degli afidi che si concentrano generalmente sulla punta, e si favorisce la fruttificazione.

Cimare i getti al di sopra del quarto mazzetto di fiori. In questo modo i baccelli avranno a disposizione una quantità maggiore di linfa e cresceranno più vigorosi e saporiti.

Tutori. Generalmente la fava non avrebbe bisogno di sostegni,  ma se la zona è ventosa è indispensabile circondare la coltura con delle canne piantate a intervalli regolari e collegate da spaghi o fil di ferro, creando così un recinto di sostegno.

 

 Avvicendamento e consociazione.

La fava è una coltura da rinnovo, che può precedere colture più impegnative anche grazie alla sua capacità di arricchire il terreno di azoto. Riesce meglio se coltivata vicina o insieme a lattuga e patata.

Una pianta di fava cimata sopra il quinto-sesto getto fiorale per evitarev l’invasione di afidi
 

Raccolta.

Quando i baccelli misurano 6-8 centimetri si possono consumare cotti interi così some sono, come i fagiolini. Altrimenti attendere la maturazione, non oltre al momento in cui la piccola cicatrice di unione interna del singolo seme sta diventando bruna (aprire un baccello per verificare). Raccogliere con una leggera torsione verso il basso.

La raccolta avviene solitamente, per il consumo fresco,  quando i baccelli sono ancora teneri. La raccolta per la granella secca si effettua in giugno o luglio, quando i baccelli diventano scuri, senza aspettare che siano completamente secchi: in questo modo si attenua l’attacco del tonchio. 

La resa varia da 15 a 30 kg di seme  secco per ogni 100 mq, e 50-60 kg di seme fresco sempre per 100 mq.

Nella foto: 3 tipi di fave, dal catalogo Ingegnoli. 182: “Aguadulce Supersimonia a lunghissimo baccello”. 185: “Olter Sciabola verde”. 189: “Superaguadulce selezione gigante Ingegnoli”
 

Conservazione.

Lasciare maturare il baccello sulla pianta, poi estirpare la pianta ed appenderla a testa in giù. Oppure, conservare i baccelli secchi in una rete a maglie o nella carta per proteggerli dalla polvere e dai parassiti.

Congelare le fave fresche dopo averle sgusciate e immerse per un paio di minuti in acqua bollente.
 

Varietà.

Le più diffuse sono: Di Siviglia, D’Aguadulce e SuperAguadulce, Supersimonia, Sciabola Verde, Precoce d’Aquitania, Quarantina a grano violetto oppure a grano bianco.


Curiosità
.

In Grecia questa pianta ebbe connessioni misteriose con l’aldilà. Pitagora ordinava ai suoi discepoli di non mangiare fave, poiché (sosteneva) all’inizio del mondo, uomini e fave erano nati dallo stesso seme. Inoltre Pitagora credeva nella trasmigrazione delle anime, e alcune scuole ispirate a lui insegnavano che le anime degli uomini trasmigravano proprio nelle fave.

In alcuni paesi sopravvive l’uso, il giorno dell’Epifania, di servire un dolce nel quale è stata nascosta una fava: chi la trova diventa il Re della fava, comanda e dirige la festa. Questa usanza si ispira ai Saturnali, celebrazioni romane nelle quali il Re della fava era uno schiavo ma per la durata del banchetto comandava lui.

I romani avevano in detto abstineto a fabis (astieniti dalle fave) che però ha un senso diverso dall’apparenza: il detto deriva dall’usanza di votare gettando un seme di fava nel contenitore preferito. Quindi il significato reale era: Stai lontano dalla politica.

Il fiore della fava è profumatissimo, da qui la credenza che dormire in un campo di fave faccia impazzire le persone.

Filari di fave
 
 

I libri di Bruno Del Medico (autore di questo blog)
li trovi QUI
con SCONTI E OMAGGI

 
Freschissimo di stampa

500 SEGRETI PER AVERE UN ORTO MERAVIGLIOSO

Ottobre 2012 prima edizione

Formato 17X24

320 pagine

Prezzo euro 20,00

Vedi sconti e omaggi

 


Coltivare l’orto
gruppo aperto

3500 iscritti!!

ISCRIVITI


Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone
6200 fans!!!

DIVENTA FAN


Fare l’orto diventa
Hobby dell’anno


DIVENTA FAN


Fare l’orto, che passione!

DIVENTA FAN

BUON ORTO A TUTTI!!!

NOVEMBRE NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE e tecniche di protezione dal freddo

Le semine di NOVEMBRE nell’orto e tecniche di protezione dal freddo

Nel mese di novembre le possibilità di semine nell’orto si riducono moltissimo, e occorre scegliere con attenzione le verdure più resistenti al freddo. Dobbiamo considerare che, se al momento in molte zone della penisola le temperature sono ancora miti o comunque non scendono sotto i 10 °C se non in qualche rara notte, ben presto il freddo arriverà a colpire le nostre piante proprio nel momento del loro maggiore sviluppo

Nonostante ciò esiste un buon assortimento di ortaggi coltivabili, magari adottando qualche tecnica di protezione. Le più usate sono elencate nella tabella in basso. Resta inteso che la soluzione migliore sarebbe una serra, ma non sempre è disponibile e quando c’è, spesso, è di dimensioni  molto ridotte.

Le fave sono molto resistenti al freddo
 

TECNICHE DI PROTEZIONE DAL FREDDO  IN UN PICCOLO ORTO

1

Pacciamatura.

La pacciamatura con telo nero ha lo scopo di catturare e mantenere il calore del terreno. Oltre ciò, diminuisce l’aggressione delle erbe spontanee. Una pacciamatura meno efficace ma utile per alberi e piante perenni si può ottenere accostando alla base delle piante foglie secche, trucioli, cartone, carta di giornale o altro materiale.

2

Tunnel di materia plastica

Si realizzano con archetti di filo di ferro abbastanza robusti (diametro minimo 3 mm) infissi nel terreno e ricoperti da telo plastico.

Il telo più usato è quello in polietilene, che però degrada rapidamente, Un telo più resistente è il PVC (cloruro di polivinile) che limita la condensa. Infine esiste il telo EVA, cioè Etile Vinile Acetato che costa più caro ma può durare ed essere riutilizzato per diversi anni.

Lo spessore ideale del telo di copertura è di 0,20 mm al nord e nella zona appenninica, 0,10-0,15 nrl resto della penisola.

3

Coperta di TNT (tessuto non tessuto). Rappresenta un rimedio provvisorio ma abbastanza efficace.

4

Barriere antivento

Vanno costruite ai bordi delle coltivazioni, mantenendole basse per non togliere luce solare.

 

Piselli pronti al trapianto
 

Il momento migliore 

Esistono anche argomenti a favore della coltivazione invernale. Tra questi, ricordo che i mesi autunnali e invernali hanno la piacevole caratteristica di vedere ridotta al minimo la necessità di irrigazione, e registrano la scomparsa della gran parte dei parassiti che d’esatte mordevano, rosicavamo e distruggevano i nostri ortaggi. Con il minor calore anche le malattie crittogamiche si riducono molto. Infine,  le verdure che si possono mettere in campo in ottobre sono tutte quelle di più facile coltivazione.

Nelle zone più fredde si possono adottare delle protezioni, come i tunnel plastici
 

E’ l’ora delle fave e dei piselli

Fave e piselli resistono molto bene al freddo, e possono essere seminate tranquillamente in questo periodo. Non necessitano di particolari cure, se non l’eliminazione delle erbe infestanti che altrimenti le sommergerebbero. I piselli d’inverno non richiedono praticamente nessuna innaffiatura, e per  quanto riguarda la concimazione, sia loro che le fave riescono a fissare autonomamente l’azoto presente in modo naturale nel suolo, sicché potrete limitare le concimazioni all’apporto di un granulare per orto solo all’inizio della primavera, quando le piante accenneranno al risveglio ed alla emissione dei fiori.

Spinaci
 

Ortaggi molto resistenti al freddo

Oltre alle fave ed ai piselli ci sono molte altre piante resistenti al freddo. Ecco qui un piccolo elenco degli ortaggi MOLTO resistenti:

Aglio
Asparago
Cardo
Cavolo di Bruxelles, Cavolo Cappuccio, Caviolo Verza o di Milano, Cavolo nero o Cavolo penna o Cavolo Toscano
Fava
Fragola
Porro
Radicchio
Rapa
Spinacio 

Le fragole resistono al freddo e fruttificano già dalle fine di aprile
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.

Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

I cavoli broccoli possono essere coltivati anche l’inverno. Scegliete varietà adatte
 

Ecco qui sotto la Tabella delle semine di NOVEMBRE. Ricordo che sono possibili anche i TRAPIANTI di piantine già cresciute, ottenute dalle semina di settembre-ottobre.

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI NOVEMBRE

Ortaggio

Temperature

Operazioni  all’aperto

 

Minima di germina zione C°

Media di crescita

Operazione
(S= Semina  T= Trapianto)

Aglio (spicchi)

 

15-20

S

Asparago (radici)

 

15

 

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

T

Carciofo

30

15-20

T

Carota

25.30

15-20

T

Cavolo broccolo

30

15-20

T

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

T

Cavolfiore

30

15-20

T

Cavolo verza

25-30

15-20

T

Cicoria da taglio

20-25

15-20

S

Cicoria rossa
o radicchio

20-25

15-20

T

Cima di rapa

25

15-20

S

Cipolla invernale

25-30

15-20

S

Fave

25-30

15-20

S

Finocchi

20-25

15-20

T

Indivia riccia
e scarola

20-25

15-20

T

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

ST

Lattuga romana

20-25

15-20

T

Prezzemolo

15-20

15-20

ST

Rapa

25-30

15-20

T

Rucola

15

15-20

ST

Spinacio

15-20

15-20

ST

Valeriana

15

15-20

S

Radicchio rosso
 
 

Vorresti coltivare un orto, ma non sai come cominciare?

Ricevi molti consigli ma non sai quali siano quelli giusti?
Sei affascinato dalla possibilità di arricchire la tua tavola con cibi genuini?
Sapevi che ci sono più di cento tipi di ortaggi?
E’ possibile avere ortaggi freschi tutto l’anno?
Come seminare, trapiantare, concimare, innaffiare?
Vuoi avere indicazioni chiare sul metodo migliore per fare un orto?
Sapevi che puoi fare un orto in un piccolo spazio sul tuo balcone?
Sapevi che si possono coltivare ortaggi in vaso?
Vorresti diventare un esperto nella coltivazione dell’orto?
Vorresti iniziare un hobby che non ti costi, ma rappresenti un vantaggio per la tua economia domestica? 

Tutto questo a molto di più lo puoi trovare nei libri di Bruno Del Medico
Scrittura semplice, trattazione elementare
Consigli, trucchi, segreti per ottenere il massimo dal tuo orto
Come aiutare il tuo bilancio familiare in modo concreto

 

I libri di Bruno Del Medico (autore di questo blog)
li trovi QUI
con SCONTI E OMAGGI

 
Freschissimo di stampa

500 SEGRETI PER AVERE UN ORTO MERAVIGLIOSO

Ottobre 2012 prima edizione

Formato 17X24

320 pagine

Prezzo euro 20,00

Vedi sconti e omaggi

 


Coltivare l’orto
gruppo aperto

3500 iscritti!!

ISCRIVITI


Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone
5300 fans!!!

DIVENTA FAN


Fare l’orto diventa
Hobby dell’anno


DIVENTA FAN


Fare l’orto, che passione!

DIVENTA FAN

BUON ORTO A TUTTI!!!

Novembre nell’orto. Tabella delle semine

Le semine dell’orto di NOVEMBRE all’aperto, al riparo e in serra calda, a seconda delle diverse zone climatiche italiane.

Occorre sfatare il luogo comune in base al quale il tardo autunno e l’inverno le coltivazioni orticole diventano impossibili, e questo periodo viene destinato al riposo della terra. Nei piccoli orti, ben compostati e concimati, l’antica misura di sottoporre a riposo la terra diventa superflua. Una volta liberata la terra dalle coltivazioni estive, potete dare inizio a quelle invernali che vi ricompenseranno con ortaggi prelibati nei nesi da febbraio ad aprile, quando i banchi dei mercvati si riempiono di prodotti per lo più coltivate nelle serre di paesi sconosciuti.

Il mese di novembre è ottimo per la semina delle fave da raccogliere in primavera.
 

Mentre siamo impegnati nella raccolta degli ultimi prodotti estivi, non dobbiamo tralasciare di rimpiazzare con delle verdure invernali tutti gli spazi vuoi che si vanno creando. Questo specialmente se il nostro orto è piccolo; se invece avete un orto grande, potete lasciare ancora in terra i peperoni e altre verdure che continueranno ad essere produttive fino a dicembre.

Anche i piselli sono un ortaggio che può superare bene l’inverno; se seminati in novembre daranno i primi frutti all’arrivo della primavera.
 

Calendario delle semine e zone climatiche

L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole.
Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:

zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni;
zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni;
zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni;
zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni.

E’ il momento di diradare le cime di rapa, lasciando una sola piantina per ciascun vasetto. La prudenza suggerisce di fare l’operazione in più riprese: la prima volta si lasceranno dueo tre piantine. l’ultima volta solo la migliore.
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.

Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

Ricapitolando, una volta stabilito che gli spinaci si seminano da agosto a novermbre, prima di piantarli nel vostro orto verificate che le temperature specifiche corrispondano almeno con qualche approssimazione a quelle indicate in tabella. In agosto potrebbe essere ancora troppo caldo, in novembre potrebbe essere già troppo freddo.

Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.

E’ il momento di raccogliere zucche di ogni dimansione, che si sono lasciate ad asciugare sul campo.
 

All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendfre sotto i 5 gradi. Invece la coltivazion e in serra calda si porebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buoina esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.

Le rose maturano i loro semi.
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Novembre.

LEGENDA

Zona:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole

Operazione: S= Semina. T= Trapianto

SEMINE NELL’ORTO DI NOVEMBRE

Ortaggio

Temperature

All’aperto

Serra fredda

Serra calda

 

Minima di ger- mina- zione C°

Media di crescita

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Agretto

20

10-20

345

S

345

S

12345

S

Aglio (spicchi)

 

15-20

345

ST

345

ST

12345

T

Basilico

20-25

25

45

ST

345

T

12345

ST

Carota

25-30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cavoli broccoli

30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cavoli cappucci

25-30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cavolfiori

25-30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cavoli verza

25-30

15-20

345

T

 

 

12345

T

Cicoria a cespo

20-25

15-20

 

 

 

 

12345

T

Cicoria indivia riccia o scarola

20-25

15-20

 

 

 

 

12345

T

Cicoria rossa

20-25

15-20

 

 

 

 

123455

T

Cime di rapa

25

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Cipolle giorno breve

25-30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cipolle bulbilli

25-30

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Fave

25-30

15-20

2345

S

12345

S

12345

S

Finocchi

20-25

15-20

2345

T

2345

T

12345

T

Fragole

6

10

2345

T

12345

T

12345

T

Lattuga da taglio

20-25

15-20

345

ST

2345

S

12345

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Lattuga romana

20-25

15-20

345

T

345

T

12345

T

Piselli e Taccole

5

Inferiore a 15

2345

S

12345

S

12345

S

Prezzemolo

15-20

15-20

2345

T

12345

T

12345

T

Rapa

25-30

15-20

2345

T

12345

T

12345

T

Ravanello

20-25

15-20

2345

T

12345

ST

12345

ST

Rucola

15

15-20

2345

T

2345

T

12345

T

Spinacio

15-20

15-20

2345

ST

2345

ST

12345

ST

Valeriana

15

15-20

2345

ST

2345

ST

12345

ST

 

A novembre in molti orti continua la raccolta dei peperoni.
 
Altri post interessanti:
Cime di rapa, semina e trapianto nell’orto
Winter 2. Mini orto d’inverno sul balcone
Rinvasare le erbe aromatiche, come e quando
Antologia di post da Coltivare l’orto
Confettura di Feijoa

Quattro italiani su dieci coltivano l’orto.


Coltivare l’orto
gruppo aperto

ISCRIVITI


Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone
DIVENTA FAN

BUON ORTO A TUTTI!!!