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Cime di rapa, semina e trapianto nell’orto

 Il periodo migliore per la semina delle Cime di rapa va da settembre a novembre. Utilizzando varietà diverse (dalla Quarantina alla Centocinuantina) si possono programmare raccolte fino alla primavera

Le cime di rapa (in alcune zone d’Italia dette broccoletti) sono un ortaggio gustosissimo, adatto ad essere coltivato in successione alle coltivazioni estive. Ne esistono diverse varietà, contraddistinte dal loro tempo di maturazione. La Quarantina è pronta da raccogliere 40 giorni dopo la semina, la Sessantina 60 giorni dopo. Esistono poi a Novantina, la Centoventina, ecc. Questo significa che dal mese di settembre fino a quello di novembre, periodo ottimale per le semine, si potranno programmare raccolte fino alla primavera successiva
Fig. A Cime di rapa pronte alla raccolta
 

La Cima di rapa preferisce clima mite ma continua la sua crescita anche fino a soli 5°C. Ama terreno sciolto, ph medio (6-7) ed esposizione soleggiata. La semina si può fare in campo in file distanti 40/60 cm e alla distanza di circa 15 cm sulla fila. In pratica, essendo il seme finissimo (300-400 semi per grammo) si demina in file ininterrotte oppure a spaglio, e si procede al diradamento quando le piantine sono alte almeno 4-5 cm.
Neri piccoli orti è consigliabile seminare in vivaio, utilizzando piccoli contenitori singoli, trapiantando poi a dimora le piantine alte almeno 10 cm. In questo modo le file saranno più regolari e prive di mancanze. La varietà Quarantina, comunque, va seminata preferibilmente a dimora. In alcune zone d’Italia la semina avviene anche a fine inverno, per quanto nei piccoli orti si preferisca riservare lo spazio ad altri ortaggi come pomodori e peperoni, oppure patate.La pianta germina ed emerge circa 7 giorni dopo la semina, a meno che il clima non sia sfavorevole: in tal caso può ritardare. La temperatura di germinazione è di 25 gradi.

SEMINA. Fig. B: Per cominciare occorre una bustina di semi prodotti da molte ditte ed in vendita in tutti i Garden center. Occorre inoltre un contenitore per la coltivazione delle piantine. Molti usano anche i comuni bicchierini di plastica da caffè.
 

Della cima di rapa si consumano le foglie, gli steli teneri e le infiorescenze ancora chiuse. Si possono lessare o ripassare in padella. Universalmente noto il piatto pugliese, orecchiette con le cime di rapa.  Si conserva qualche giorno in frigorifero, per il resto normalmente non si conserva se non già cotta nel congelatore. Nelle fotografie che accompagnano questo post  vengono illustrati la semina e il trapianto. Le cime di rapa si possono coltivare anche in vaso, se si ha un piccolo orto sul balcone o sul terrazzo. In proposito si può vedere il post dedicato nel mio blog Coltivare l’orto in vaso.

Coltivare le cime di rapa in vaso
 

SEMINA.
Figura C
: Riempire il contenitore con terriccio da giardino, normale o misto al 50% con terra normale. Esistonoi anche dei terricci da semina.
Fig. D: Con un pezzetto di canna praticare in ogni alveolo un foro profondo circa 5 mm.
SEMINA. Fig.E: I semi della Cima di rapa sono piccoli. Lasciar cadere un pizzico di semi in ogni buco. Successivamente, quando le piantine nate saranno alte almeno 4 cm, lasciare solo la migliore per ogni vasetto.
Piccoli trucchi. Praticate un diradamento scalare, per tre volte una volta a settimana. La prima volta lasciate le tre piantine migliori. La seconda toglietene una. La terza lasciatene una sola. Per evitare che diradando tutto insieme, lo scalzamento delle piantine in sovrappiù danneggi la radice dell’unica che si lascia.
SEMINA
Figura F
: Coprite i buchi con i semi utilizzando terriccio fine e innaffiate delicatamente con uno spruzzatore.

Figura G: Aggiungete un tocco di professionalità contrassegnando il contenitore con uno degli appositi cartellini
 
SEMINE. Fig. H: dopo trenta giorni circa le piantine saranno pronte al trapianto.
TRAPIANTO. PREPARAZIONE DEL TERRENO
Fig. 1:
Ripulite il terreno destinato a divenire aiuola e spargetevi sopra una buona dose di compost, se avete la fortuna di averlo preparato l’anno precedente. In alternativa potete utilizzate terriccio da giardino: se la terra è molto argillosa la renderà più lavorabile.
Fig. 2: Spargete quindi uno strato di letame pellettato ecologico, a meno che abbiate a disposizione del letame maturo naturale bovino; in tal caso usate questo.
Attenzione. Il letame proveniente da conigli e volatili è troppo “forte” per essere usato così com’è: l’eccessiva presenza di azoto rischia di bruciare le piantine. Le deiezioni di polli e conigli vanno fatte stagionare almeno diciotto mesi o più, ed usate molto diluite.

 
TRAPIANTO. PREPARAZIONE DEL TERRENO
Fig. 3:
Vangate l’aiuola interrando il compost e il letame pellettato.

Fig. 4: Formate l’aiuola utilizzando un rastrello. I canaletti ai lati dell’aiuola serviranno per l’irrigazione a scorrimento.
 
TRAPIANTO
Fig. 5.
  Disponete le piantine sull’aiuola alla distanza di 20 cm circa l’una dall’altra ed alla distanza di 30 cm circa.
Fig. 6 Con un attrezzo idoneo praticate dei fori nel terreno, nei quali spingerete le piantine pressando la terra intorno.
Piccoli trucchi. La piantina va interrata oltre il colletto, cioè sottoterra va messo anche la metà del troco compreso fra il pane di terra e le prime foglie. Pressando la terra create attorno alla piantina una piccola depressione, che servirà ad una innaffiatura localizzata almeno per 20 giorni, finché le radici arriveranno ad assorbire autonomamente l’acqua che farete scorrere nelle canalette laterali.

 
TRAPIANTO.
Fig. 7
Per ultimo innaffiate abbondantemente per consentire che la terra si assesti bene attorno alle rasdici, e queste possano iniziare subito ad allungarsi nella terra. L’aiuola completata dovrà apparire come nella foto 7 in alto.
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