Archivio mensile:febbraio 2009

Coltivare l’orto. Febbraio: e’ tempo di seminare le fave

Argomento: Ortaggi: Fave  

In tutte le zone d’Italia si possono piantare le fave nei mesi da gennaio a marzo. Al centro sud si piantano già da ottobre o novembre, come ho fatto io: nonostante questa stagione disgraziatissima, tormentata da pioggia e vento, in questi giorni le mie fave sono fiorite: vedi la foto qui sotto.

 

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Per chi vuole cimentarsi nella coltivazione di questo ortaggio, ecco una piccola raccolta di informazioni.


Specie botanica.
Vicia faba var. major. Famiglia: Papilionacee.

 

Caratteristiche vegetative.
Questo legume è conosciuto dalla preistoria, si sa che veniva coltivato già nell’età del bronzo. E’ originaria, pare, dell’Asia. Gli antichi romani ne facevano largo uso, infatti Plinio il Vecchio già la descrive. Dalla Vicia faba sono derivate le sottospecie major e minor: la prima è la fava da orto che conosciamo, la seconda è la favetta da foraggio.

La fava è una pianta annuale di crescita rapida, molto vigorosa (ma soffre l’azione del vento). E’ alta fino a 1 metro. Il frutto è un baccello carnoso lungo 25 cm o più, che contiene da 3 a 10 semi appiattiti di colore verde o bruno. 

 

Semina.

E’ la prima leguminosa da seminare. Teme le temperature alte, ma riesce a resistere fino a 3-5 gradi sottozero. Emerge dal terreno in una-due settimane: per favorire la nascita, mettere a bagno in acquan tiepida i semi per 24-48 ore prima di interrarli. La durata del ciclo vegetativo è di 26 settimane, in  caso si semina autunnale, e di 11 settimane in  caso di semina primaverile.

Si semina in autunno nelle regioni calde, per la produzione come primizia già in marzo-aprile. Inoltre in questo modo si evitano i danni di parassiti come l’afide nero, che in quel periodo ancora non è diffuso.

Preferisce i terreni leggermente argillosi ma prospera praticamente ovunque. Il ph è preferibilmente alcalino.

Nei piccoli orti la semina più diffusa è quella a postarelle di 3/4 semi, a distanza: 40×30, oppure 50×20 o 70×15 centimetri.  La profondità di semina varia con le dimensioni dei semi. In genere ogni seme va interrato ad una profondità pario al doppio della sua altezza.

Seme occorrente: 200  grammi per 10 metri quadrati di terreno.

Non si usa seminare in vasetti da trapiantare, in quanto il vantaggio sarebbe inesistente: infatti la fava resiste benissimo al freddo e può essere seminata direttamente in campo.

 

Concimazione.

La fava, come anche i fagioli e le altre leguminose, si avvantaggia dell’attività dei batteri azoto-fissatori dei suoi tubercoli radicali, quindi non ha bisogno di azoto ed in genere sfrutta la concimazione residua delle colture precedenti. E’ utile arricchire il terreno con il compost, per l’azione arieggiante che questo esercita.

 

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Cure colturali.

Irrigazione, ed estirpazione delle erbacce. Quando spunta la quarta foglia di può eseguire la prima sarchiatura per ridurre le infestanti ed arieggiare il terreno. In concomitanza delle sarchiature si può eseguire anche una rincalzatura delle piante. (addossare allo stelo qualche centimetro di terra). Irrigare preferibilmente a scorrimento, evitare le irrigazioni a pioggia.

Cimatura. Alcuni consigliano la cimatura: al momento della fioritura si toglie la punta della pianta (l’apice vegetativo), in questo modo si evitano le infestazioni degli afidi che si concentrano generalmente sulla punta, e si favorisce la fruttificazione.

Cimare i getti al di sopra del quarto mazzetto di fiori. In questo modo i baccelli avranno a disposizione una quantità maggiore di linfa e cresceranno più vigorosi e saporiti.

Tutori. Generalmente la fava non avrebbe bisogno di sostegni,  ma se la zona è ventosa è indispensabile circondare la coltura con delle canne piantate a intervalli regolari e collegate da spaghi o fil di ferro, creando così un recinto di sostegno.

 

 Avvicendamento e consociazione.

La fava è una coltura da rinnovo, che può precedere colture più impegnative anche grazie alla sua capacità di arricchire il terreno di azoto. Riesce meglio se coltivata vicina o insieme a lattuga e patata.

 

Raccolta.

Quando i baccelli misurano 6-8 centimetri si possono consumare cotti interi così some sono, come i fagiolini. Altrimenti attendere la maturazione, non oltre al momento in cui la piccola cicatrice di unione interna del singolo seme sta diventando bruna (aprire un baccello per verificare). Raccogliere con una leggera torsione verso il basso.

La raccolta avviene solitamente, per il consumo fresco,  quando i baccelli sono ancora teneri. La raccolta per la granella secca si effettua in giugno o luglio, quando i baccelli diventano scuri, senza aspettare che siano completamente secchi: in questo modo si attenua l’attacco del tonchio. 

La resa varia da 15 a 30 kg di seme  secco per ogni 100 mq, e 50-60 kg di seme fresco sempre per 100 mq.

 

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Nella foto: 3 tipi di fave, dal catalogo Ingegnoli. 182: “Aguadulce Supersimonia a lunghissimo baccello”. 185: “Olter Sciabola verde”. 189: “Superaguadulce selezione gigante Ingegnoli”

 

 

Conservazione.

Lasciare maturare il baccello sulla pianta, poi estirpare la pianta ed appenderla a testa in giù. Oppure, conservare i baccelli secchi in una rete a maglie o nella carta per proteggerli dalla polvere e dai parassiti.

Congelare le fave fresche dopo averle sgusciate e immerse per un paio di minuti in acqua bollente.

 

Varietà.

Le più diffuse sono: Di Siviglia, D’Aguadulce e SuperAguadulce, Supersimonia, Sciabola Verde, Precoce d’Aquitania, Quarantina a grano violetto oppure a grano bianco.

 

Curiosità.

In Grecia questa pianta ebbe connessioni misteriose con l’aldilà. Pitagora ordinava ai suoi discepoli di non mangiare fave, poiché (sosteneva) all’inizio del mondo, uomini e fave erano nati dallo stesso seme. Inoltre Pitagora credeva nella trasmigrazione delle anime, e alcune scuole ispirate a lui insegnavano che le anime degli uomini trasmigravano proprio nelle fave.

In alcuni paesi sopravvive l’uso, il giorno dell’Epifania, di servire un dolce nel quale è stata nascosta una fava: chi la trova diventa il Re della fava, comanda e dirige la festa. Questa usanza si ispira ai Saturnali, celebrazioni romane nelle quali il Re della fava era uno schiavo ma per la durata del banchetto comandava lui.

I romani avevano in detto abstineto a fabis (astieniti dalle fave) che però ha un senso diverso dall’apparenza: il detto deriva dall’usanza di votare gettando un seme di fava nel contenitore preferito. Quindi il significato reale era: Stai lontano dalla politica.

Il fiore della fava è profumatissimo, da qui la credenza che dormire in un campo di fave faccia impazzire le persone.

 

 

 


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Coltivare l’orto. Tabella PER ZONE delle semine di FEBBRAIO

Argomento: L’hobby dell’orto  

La tabella sottostante elenca gli ortaggi che possono essere seminati in febbraio, a dimora o in semenzaio, per zona climatica

 

ORTO – TABELLA DELLE SEMINE DI FEBBRAIO

 

MODO

 

ZONA CLIMATICA

 

ORTAGGI

 

Semina diretta all’aperto, a dimora

 

Regione padana

 

Fave, Piselli

 

Adriatico anche settentrionale

 

Fave, Piselli, Barbabietole, Carote, Spinaci

 

Appennino

 

Fave

 

Tirreno

 

Fave, Piselli, Barbabietole, Carote, Spinaci

 

Calabria e isole

 

Piselli, Barbabietole, Carote, Spinaci

 

Semina a dimora, al coperto (tunnel o altri ripari)

 

Regione padana

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Valerianella

 

Adriatico anche settentrionale

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Valerianella, Prezzemolo

 

Appennino

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Valerianella, Prezzemolo

 

Tirreno

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Valerianella, Prezzemolo, Basilico

 

Calabria e isole

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Finocchio, Prezzemolo

 

Semina in semenzaio riscaldato

 

Regione padana

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzana, Peperone, Pomodoro, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Zucche, Cetrioli

 

Adriatico anche settentrionale

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzane, Peperoni, Pomodori, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Cavolfiori, Lattuga, Zucchini, Finocchi, Zucche, Cetrioli

 

Appennino

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzane, Peperoni, Pomodori, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Cavolfiori, Lattuga, Zucchini, Finocchi, Zucche, Cetrioli

 

Tirreno

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzane, Peperoni, Pomodori, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Cavolfiori, Lattuga, Zucchini, Finocchi, Zucche, Cetrioli

 

Calabria e isole

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzane, Peperoni, Pomodori, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Cavolfiori, Lattuga, Zucchini, Finocchi

 

 

FEBBRAIO nel mio orto. E’ ora di completare la raccolta di alcune lattughe, e dell ecime di rapa.

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La bieta e la lattuga romana crescono in vaso: in aprile verranno sostituite da pomodori, peperoni e melanzane

 

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La cenere di caminetto è ricchissima di potassio: sarà un concime ideale per i pomodori, e per tutte le piante da frutto in genere.

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