Archivio mensile:febbraio 2011

Sistemare i tutori per le fave

 

Sistemare i tutori per le fave

Le fave  seminate in novembre sono già molto cresciute, e guadagnando in altezza sono sempre più soggette ad essere abbattute anche da un vento modesto.

Inoltre la coltivazione si presenta disordinata, e l’accesso tra le piante è reso difficile per tutte le operazioni necessarie, sia per estirpare le erbe spontanee, che per cimare le piante; così pure sarà difficile operare la raccolta senza danneggiare le piante troppo fitte, che finiranno per intrecciarsi tra loro.

 

E’ opportuno collocare dei sostegni (detti, in orticoltura, tutori) per sostenere le piante e contenerle. Mentre nel caso di altri ortaggi come i pomodori si ricorre a singoli paletti (spesso sono usate le canne) per le fave invece è conveniente usare un altro sistema.

 In pratica si possono tendere lungo i filari dei fili di rafia colorata che siano visibili e svolgano la funzione di piccoli recinti.

 

Si procede così: collocare dei paletti ben infissi nel terreno, alla distanza di circa un metro e mezzo l’uno dall’altro. Tendere poi un filo di rafia (quella venduta in rotoli) tra un paletto e l’altro scendendo lungo un lato del filare, poi risalire dall’altro lato facendo in modo che le piante restino racchiuse tra i due tracciati di rafia.

Questa operazione va ripetuta anche tre volte, a mano a mano che le piante si sviluppano in altezza.

 

Ora l’accesso tra i filari è più agevole,si può procedere ad estirpare le erbe selvatiche, se necessario.

 

BUON ORTO A TUTTI!!!

  


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Lunedì 21 febbraio alle 9,30 la mia intervista su Radio 19

Lunedì 21 febbraio ore 9,30
su Radio 19
la radio del Secolo XIX di Genova
si potrà ascoltare una intervista a Bruno Del Medico, gestore di questo blog, sulla coltivazione dell’orto ed in particolare sulle nuove tendenze, quale ad esempio quella dell’orto in vaso sul balcone
 

 

 

 


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Risvegliare la bieta seminata in autunno

 

Risvegliare la bieta seminata in autunno
E’ questo il momento di ripulire i vasi della bieta, e rimetterli in produzione con una buona concimazione ricca di azoto
 

La bieta seminata in autunno, dall’arrivo dei primi freddi, ha trascorso l’inverno  vivacchiando senza entusiasmo; non è cresciuta ma è sopravvissuta ugualmente alla mancanza di luce e calore, anche se ne è uscita un po’ malconcia.

Ora che il periodo delle gelate sembra essere passato, almeno in questa zona (siamo a Latina dopo la metà di febbraio) è arrivato il momento di dare una sferzata di energia alle piantine,in modo che tornino in produzione al più presto. Del resto, anche seminando nuova bieta in questo momento, la prima produzione non si potrebbe  avere prima di un paio di mesi.

Quindi, è stato utile mantenere queste piantine per tutto l’inverno, pur non ricavandone niente; ci è costato un lavoro minimo, ma ora ci consente di avere delle primizie in una stagione non molto prodiga di verdura fresca.

 

Scerbare le piantine  (strappare  via con le mani tutta l’erba che le soffoca), questo rimuoverà il terreno attorno alla piantina. Innaffiare se c’è bisogno, e spargere alcuni granelli di concime a prevalenza di azoto. In breve tempo le piantine torneranno vivaci e riprenderanno velocemente a crescere.

Se le piantine sono in vaso, potete spostarle in un luogo dove prendano più luce e sole. La crescita sarà ancora più veloce e abbondante.

Nel frattempo, seminate nuova bieta.

Buon orto a tutti!!

  


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Suggerimenti per il compostaggio nell’orto

E’ questo il periodo in cui poto alcuni alberi da frutto, cespugli, siepi che si trovano nel mio orto. Naturalmente tutti i residui di potatura non vanno buttati, ma si utilizzano per ricavarne il COMPOST, cioè un concime naturale che può sostituire egregiamente i concimi animali, sempre più difficili da trovare e da trattare

Tutti i materiali biologici di rifiuto dell’orto, e volendo anche alcuni della cucina, vanno trattati disponendoli in un cumulo protetto, dove, maturando per alcuni mesi, si trasformano in un preziosissimo materiale scuro, che, miscelato alla terra normale, la rende soffice, areata, fertile e adatta alla penetrazione delle radici.
Molti acquistano a prezzi assai elevati i contenitori per il compostaggio. Voglio suggerire un metodo semplice ed economico per creare un ambiente di compostaggio ideale, utilizzando materiali di recupero. Nel mio caso, un pezzo di vecchia rete.

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Scegliete un angolino tra quelli più nascosti e meno sfruttati, magari perché meno assolati. La rete viene legata in modo da formare un cilindro, aperto sia verso il basso che verso l’alto. E’ importante per una buona riuscita del compost che il diametro sia di almeno un metro circa.  Occorre quindi un pezzo di rete lungo almeno 3,50 metri.

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La rete si lega con qualche punto robusto di fil di ferro e si dispone direttamente sul terreno: prima di ciò ho scavato circa 10 cm. per offrire un ancoraggio.

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Si rincalza un po’ di terra attorno alla rete, e la si riveste all’interno con teli plsatici di qualsiasi tipo. Nella foto ho usato il telo da pacciamatura, ma vanno bene anche i sacchi di spazzatura. Mano a mano che il cilindro si riempie, praticare qua e là qualche foro nella plastica, in modo che ci sia un minimo di circolazione d’aria nel mucchio.


Coltivare i peperoncini piccanti

Dagli innoqui Bell e Poblano  agli infernali Fatali, Habanero , Bhut Jolokia e Trinidad Scorpion Moruga

Coltivare l’orto Editrice 2013
72  pagine. Formato 17×24. Prezzo euro 5,00


Esistono migliaia di varietà coltivate di peperoncino. Si tratta di una spezia amata e diffusa in tutto il mondo, attorno alla quale si è sviluppata una cultura che vede impegnati migliaia di appassionati. Spesso questi si tramutano in veri e propri collezionisti di varietà , molte delle quali si contendono la palma di peperoncino più piccante al mondo. Dopo una lunga permanenza dell’Habanero ai vertici del Guinness dei Primati, ora è la volta del Bhut Jolokia. Questo libro introduce in modo semplice ma completo all’affascinante mondo dei peperoncini e alla loro coltivazione: anche un piccolo terrazzo può essere sufficiente.
PER SAPERNE DI PIU’
 

 

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I residui di potatura più esili, ben spezzettati, vanno messi nel mucchio, mentre quelli più consistenti serviranno per il caminetto. Gettate nel cilindro anche tutte le erbacce (prima che generino i semi), ed ogni tanto una palata di terra, una manciata di concime, la cenere del vostro caminetto.  Esistono anche prodotti per favorire la maturazione del compost, disponibili presso i garden center. Mantenete il mucchio moderatamente umido, innaffiando ogni tanto se non piove. Il compost sarà pronto dopo 4-6 mesi.
Vi capita di vedere dei LOMBRICHI nel vostro mucchio del compost? Ringraziate il cielo, la fortuna vi ha baciato! Personalmente ogni volta che ne trovo uno lo raccolgo e lo butto sul mucchio. Infatti i lombrichi con le loro deiezioni arricchiscono in modo straordinario il compost.


Risparmiare con il compost

144 Pagine. Formato 14X21 cm. Illustrato
Euro 13,20.  Vedi prezzo scontato

Una famiglia di 3-4 persone con un orto-giardino di ordinaria grandezza può produrre ogni anno 5 quintali di rifiuti organici dai quali si ricavano comodamente 2 quintali di compost, pari a dieci sacchetti di terriccio da giardino da 50 litri. Questo riduce praticamente a zero le spese per acquisto di fertilizzanti. Inoltre, molti Comuni offrono sconti e facilitazioni a chi composta in proprio. Questo libro è un manuale completo per il riciclo dei rifiuti domestici e del giardino. Illustra tutte le tecniche per ottenere gratuitamente un ottimo fertilizzante e  ammendante dei terreni. E’  arricchito da schede, tabelle e immagini che guidano il lettore nella produzione del compost sia nel giardino sia sul balcone di casa, anche con una compostiera autocostruita.SCONTI E OMAGGI
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