Archivio mensile:marzo 2011

Che cosa seminare in aprile nell’orto. Tabella delle semine in aprile 2011

Che cosa seminare in aprile nell’orto. Tabella delle semine in aprile 2011 

Aprile, nella maggior parte della penisola comincia ad essere possibile la semina (o il trapianto all’aperto) di una grande quantitàdi ortaggi. In molte zone però,come per esempio quelle interne appenniniche e quelle alpine, come pure nelle località al di sopra dei 600 metri, occorre svolgere queste operazioni più verso la fine del mese che verso l’inizio
E’ ora di seminare direttamente in campo i zucchini, o di trapiantare le piantine coltivate in vivaio
 

Per rendere più pratica l’applicazione ho indicato per gli ortaggi considerati le temperature:
MINIMA DI GERMINAZIONE. Sotto questa temperatura il seme non germina;
MEDIA DI PRODUZIONE. Al di sotto di questa temperatura MEDIA (giorno e notte) la pianta non cresce o comunque non produce. Queste informazioni sulle temperature sono tratte dal mio libro Coltivare l’orto.
Se all’esterno la temperatura di germinazione o di crescita è ancora bassa, potete si seminare in un luogo protetto, riscaldato o meno, nel quale la temperatura sia soddisfacente.
Non dimenticare mai: “luogo protetto” non vuol dire in casa, dove il clima è troppo secco per le piantine e la luce troppo poca. Dovreste disporre di una piccola serra. Oppure, se tenete la seminiera in casa, di giorno dovete metterla all’aperto in modo che assorba tutta la luce possibile, e di notte potete tirarla dentro. La seminiera deve avere un coperchio trasparente: di giorno all’aperto lo solleverete qualche ora per arieggiare, di notte lo terrete sempre applicato per conservare l’umidità.

Le operazioni possibili sono: Semina (mettere i semi in terra) o Trapianto (mettere in campo piantine già cresciute)

Anche i porri possono essere trapiantati direttamente nell’orto

 

TABELLA DELLE SEMINE E DEI TRAPIANTI NELL’ORTO
NEL MESE DI  APRILE
Gli ortaggi non citati, non vanno preferibilmente seminati adesso

Ortaggio

Operazione possibile

Modalità consigliata

Temp. Minima germinazione C°

Temp. Media di produzione C°

Alchechenge

Semina

All’aperto

20-25

25-30

Anguria

Semina/Trapianto

All’aperto

30

25

Arachide

Semina

All’aperto

25-30

25

Barbabietola

Semina

All’aperto

25-30

15-20

Basilico

Semina/Trapianto

All’aperto

20-25

25

Bieta (coste)

Semina/Trapianto

All’aperto

15

15-20

Bieta (erbette)

Semina

All’aperto

15

15-20

Cardo

Semina

All’aperto

30

15-20

Carota

Semina

All’aperto

25-30

15-20

Cavolo broccolo

Semina

Luogo protetto

30

15-20

Cavolo cappuccio

Semina/Trapianto

All’aperto

25-30

15-20

Cavolo verza

Semina/Trapianto

All’aperto

25-30

15-20

Cavolo di Bruxelles

Semina

Luogo protetto

30

15-20

Cetriolo

Semina/Trapianto

All’aperto

30

25

Cicoria a cespo

Semina

All’aperto

20-25

15-20

Cicoria Catalogna

Semina

All’aperto

 

 

Indivia riccia e scarola

Semina/Trapianto

All’aperto

20-25

15-20

Cipolla estiva

Semina

All’aperto

25-30

15-20

Fagiolo nano e rampicante

Semina

All’aperto

30

25

Lattuga a cappuccio e da taglio

Semina

All’aperto

20-25

15-20

Melanzana

Semina/Trapianto

All’aperto

25-30

25

Melone

Semina/Trapianto

All’aperto

25-30

25

Peperone

Semina/Trapianto

All’aperto

25-30

25

Pisello

Semina

All’aperto

5

Inferiore a 15

Pomodoro

Semina/Trapianto

All’aperto

20-25

25

Porro

Semina/Trapianto

All’aperto

25-30

15-.20

Prezzemolo

Semina

All’aperto

15-20

15-20

Rapa

Semina

All’aperto

25-30

15-20

Ravanello

Semina

All’aperto

20-25

15-20

Rucola

Semina

All’aperto

15

15-20

Scorzobianca e scorzonera

Semina

All’aperto

20

15-20

Spinacio

Semina

All’aperto

15-20

15-20

Valeriana

Semina

All’aperto

15

15-20

Zucca

Semina/Trapianto

All’aperto

25-30

25-30

Zucchina

Semina/Trapianto

All’aperto

15

25-30

 

Per quanto riguarda le patate, oramai “Big Ben ha detto STOP”. Possono ancora essere seminate nelle zone più alte. Quelle seminate in febbraio-marzo sono già nate ed è ora di provvedere ad una prima scerbatura.
Anche per le fave il tempo è scaduto: quelle seminate in novembre sono ormai prossime alla raccolta. Se non avete ancora seminato le fave, sarà meglio rinviare all’autunno o all’inverno 2012.
 


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Dove trovare le piantine per l’orto (pagandole poco)

 

Dove trovare le piantine per l’orto (pagandole poco)
E’ certamente un piacere provvedere da soli a far crescere le piantine per l’orto, ma spesso ciò non è possibile, specialmente quando non si dispone di una piccola serra oppure per mancanza di tempo non si possono prestare le cure assidue che i piccoli vivai richiedono. In questi casi può essere utile comprare le piantine necessarie, però bisogna sapersi districare in una piccola jungla di prezzi e di qualità.
Le piantine si possono acquistare presso garden center e negozi di piante e fiori più forniti, se si è disposti a pagare assai più del loro valore. Del resto, questi esercizi commerciali, per motivi assai validi, non possono praticare prezzi più bassi. L’alternativa economica si chiama mercato settimanale: in quello della vostra città troverete certamente una bancarella che vende esclusivamente o quasi questo articolo. Sono bancarelle di vivaisti o produttori. Se siete di palato buono per quanto riguarda i nomi delle varietà, vi troverete certamente benissimo e risparmierete molto. Qui sotto provo ad indicare dei prezzi orientativi che potreste pagare al mercato settimanale.
Peperoni grossi (da fare arrosto) rossi o gialli, in marzo circa 30 centesimi a piantina
Le piantine sono generalmente ottime e presentano un apparato radicale ben sviluppato per favorire una buona ripresa all’impianto. Questo però è ottenuto con l’uso di prodotti radicanti.
Pomodori tondi da insalata in marzo circa 30 centesimi a piantina
Melanzana lunga violetta in marzo circa 30 centesimi a piantina
Cetriolo lungo, in marzo circa 1,30 euro la vaschetta da sei
Aglio, in marzo circa 1,50 euro  la vaschetta da nove
Cipolla in mazzi da 40, 1,00 euro
Anche le insalate coltivate in vassoi di polistirolo presentano un apparato radicale ben sviluppato.
Lattuga Foglia di quercia, da 0,02 a 0,06 centesimi a piantina
Indivia scarola, da 0,02 a 0,06 centesimi a piantina
Basilico in contenitori da sei, circa 1,30 euro a contenitore
In vivaio le piantine sono innaffiate regolarmente e costantemente con impianti automatici. Se non si interrano subito, curare molto il loro mantenimento alla giusta umidità per evitare appassimenti. Comunque, anche un appassimento più pronunciato di quello visibile nella foto viene superato agevolmente dalle piantine piccole innaffiando subito. Mai correre questi rischi, però, quando le piante cominciano ad avere i boccioli fiorali ed i frutti.
Se poi si vuole produrre in proprio le piantine… procurarsi. oltre ai semi, le attrezzature necessarie. Nella foto, alcun i dischetti di torba (alti circa 0,8 cm) che opportunamente bagnati, in pochi istanti  si gonfiano fino ad una altezza di 6 cm circa, trasformandosi in vasetti pronti e ricevere il seme. Questi “vasetti” poi andranno messi a dimora così come sono, con la calza che li racchiude.
E’ possibile anche utilizzare dei contenitori plastici, come quelli nella foto: questi sono contenitori che contenevano piantine acquistate al mercato, che possono essere riutilizzati dopo un lavaggio accurato con acqua e candeggina per eliminare residui e possibili malattie provenienti dalla coltivazione precedente.

  

 


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Marzo, che succede nell’orto?

 

Marzo, che succede nell’orto?
Marzo è il mese in cui l’inverno è ancora presente, ma le piantine del nostro orto cominciano a percepire l’arrivo della primavera. E’ il momento di aiutarle ad uscire dallo stress invernale: con la ripresa alcune potranno darci ancora soddisfazioni. Così, mentre ci prepariamo alle semine primaverili, cerchiamo di ricavare il massimo da quanto abbiamo ancora nell’orto. Una ripulita dalle erbe spontanea ed una concimazione azotata (per le specie a produzione di foglia) potranno rigenerare le piantine per ricavarne ancora qualcosa prima che arrivino a maturazione le semine dell’anno.
Sulle piantine di fragola compaiono i primi fiori ed i primi frutti
Il prezzemolo forma dei cespugli veramente imponenti. Basta però spostare un poco le foglie, per vedere che sta montando a seme. Quindi è urgente seminare del nuovo prezzemolo, per non restarne sforniti a breve.
La cicoria rossa ha subito il freddo e questo l’ha stimolata a chiudere le foglie per formare la classica palla.
Le patate seminate a fine febbraio cominciano ad emergere dal terreno
La lattuga “lollo” ha superato anch’essa l’inverno e con una concimazione azotata crescerà rapidamente
Le puntarelle forniscono dei “ciccioli” pieni e gustosi, da consumare crudi tagliati a listerelle.
I broccoli si beano sotto la pioggia
La bieta ripulita e concimata comincia a ingrossare le nuove coste
L’insalata capellina si può consumare ma lasciandola ancora un poco ingrosserà formando cespi assai voluminosi
Raccogliendo i finocchi, in autunno, ho lasciato le radici nel terreno. Ora queste forniscono dei nuovi getti, che non saranno mai come i finocchi originali, ma anche così, misti ad altri tipi di in salata, sono teneri e gustosissimi con il loro sapore inconfondibile.
La scarola e la catalogna crescono nei loro vasi ripuliti dalle erbe e fertilizzati.
 

  


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Cimatura delle fave

 

Cimare le fave

Se desideriamo avere un raccolto di fave abbondante e sano, dobbiamo provvedere ad alcune cure. Anzitutto dobbiamo evitasrer che la pianta vegeti eccessivamente, perché questo andrebbe a scapito della grandezza e qualità dei frutti. In secondo luogo dobbiamo proteggere la pianta dall’assalto dei parassiti.

Come praticamente tutte le piante orticole, anche la fava tende a crescere sempre più in altezza emettendo sempre nuovi fiori. Lo sforzo dedicato a questa attività va a scapito della grossezza dei frutti portati a maturazione.
 

Una volta raggiunto un numero di fiori sufficiente (5 o sei giri) la pianta va cimata; in questo modo tutte le energie verranno dedicate a portare a frutto e maturazione i soli fiori rimasti. Ciascuno di questi godrà di un apporto di linfa ed energia assai superiore, a vantaggio della sua crescita.

Staccare le punte delle piante schiacciandole tra l’unghia del pollice e l’indice.
Non dobbiamo impietosirci pensando che las pianta soffra di questa operazione. Lo scopo della pianta è riprodursi, quindi produrre molti semi e soprattutto semi più buoni possibile.
Le punte eliminate possono essere consumate come verdura da cuocere; per esempio potranno diventare un buon ripieno per una pizza.

 

Prima di utilizzare le cime in cucina, verificate che siano ben pulite. Nellafoto potete vedere come gli afidi stavano già attaccando le piante di fave: i puntolini neri che vedete sulle cime e sulle foglie ne sono la prova.

 

Se c’è un attacco di afidi in corso, e comunque a scopo preventivo,  potete ovviare con un macersato di ortica del vostro orto che allontanerà con grande efficacia gli afidi dalle vostre fave.
Mettete una manciata abbondante di ortica in un secchio, riempitelo a metà d’acqua e lascisate macerare per un paio di giorni.

 

Passiamo il ”brodo” ottenuto che potremo  spargere sulle piante con uno spruzzatore, senza nessuna limitazione. Lo si potrà conservare al massimo qualche giorno, se siamo capaci di ignorarne l’odore. Per rendere il macerato più efficace mescolate al mezzo secchio  un quarto di bicchiere di scaglie di sapone di marsiglia sciolte, oppure una uguale dose di detersivo liquido al limone per uso domestico.

 

  


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Orto e non solo nel catalogo gratuito Ingegnoli

 

Orto e non solo nel catalogo gratuito Ingegnoli

Molti desiderano produrre da soli le piantine per l’orto, altri invece sono alla ricerca di varietà di seme particolari che non trovano tra gli scaffali dei garden center della loro zona. Non tutti sanno che esistono aziende produttrici di sementi, che vendono anche per corrispondenza. In questo post desiderio segnalare la ditta dei Fratelli Ingegnoli, che invia gratuitamente a richiesta un catalogo-guida  illustratissimo e coloratissimo di 160 pagine con sementi di piante e fiori, bulbi, attrezzi e quanto altro può essere utile all’hobbista orticoltore.
Potete chiedere il catalogo a:
info@ingegnoli.com segnalando questo post.

 

 


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La bieta ha risposto alle cure

 

La bieta ha risposto alle cure

Come abbiamo visto in un post precedente, non conviene abbandonare la bieta seminata in autunno ma con un piccolo intervento la si può mettere in condizione di produrre ancora. Ho provveduto perciò a ripulire le foglie danneggiate lasciando solo quelle asl centro sane, e dopo aver smosso bene la terra intorno alle piantine, ho fatto una concimazione azotata. (Si può usare il granulare universale, oppure il sangue di bue, o il concime a base di guano)

 

 

In breve tempo la bieta ha ripreso il suo colore tipico ed ha emesso nuove foglie

 

Le coste cominciano a inspessirsi. A breve sarà possibile iniziare la raccolta delle foglie più carnose

 

   


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Coltivare l’orto piace sempre di più

Coltivare l’orto piace sempre di più

Una nuova tendenza di fa largo con prepotenza tra le recenti passioni degli italiani: la coltivazione di un piccolo orto, sia pure minuscolo, in un angolino di giardino o sul balcone.
Sarebbe riduttivo attribuire la crescita tumultuosa degli amanti della orticoltura solo ad una crisi economica che spinge a risparmiare anche sugli acquisti dal verduraio. Nei fatti, e leggendo gli interventi sul web, si percepisce invece che questa tendenza è figlia della ricerca di stili di vita nuovi e diversi, che possano riavvicinare l’uomo alla natura e lo rendano protagonista delle sue realizzazioni: in effetti, dare vita ad una creatura, sia pure una piantina di basilico, è una esperienza che promuove fortemente la considerazione e la stima di se stessi.

E’ interessante riportare qui la frase di apertura di uno dei  blog dedicati a questo argomento, ideati e gestiti da Bruno Del Medico:
Oggi, per quanto stia tornando di moda l’orto come risorsa economica non disprezzabile, molti coltivano l’orto per motivi diversi: come antidoto ad una vita troppo sedentaria, quindi per fare un po’ di movimento; come gioia di partecipare ai cicli della natura, creando piccole vite che non sono affatto inferiori, anche se sono solo vegetali: le piante risponderanno visibilmente alle vostre attenzioni, anche solo alla vostra vicinanza ed ai vostri sguardi. Infine per una scelta filosofica di vita che rifugge dal consumismo, fatto di acquisti di oggetti pronti e confezionati. L’uomo “faber” ritorna tale, e riprende ad usare le sue mani, la sua intelligenza ed il suo cuore.

 

Il gruppo Coltivare l’orto ha superato i 1100 iscritti.

La passione per l’orto, che molti hobbysti condividono sul web, trova grande consenso nel lavoro di Bruno Del Medico, che ha dato avvio oltre due anni fa al gruppo “Coltivare l’orto” su Facebook. Negli ultimi giorni questo gruppo ha raggiunto e superato i mille aderenti, che partecipano molto attivamente: infatti il gruppo è aperto.
Oltre questo gruppo, lo stesso autore gestisce anche ben sei blog dedicati ai vari aspetti inerenti l’orticoltura, non esclusa una sezione dedicata alla cucina delle verdure.

Lo stesso autore gestisce anche la pagina Facebook “Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone” con circa 500 fan che hanno aderito in tre mesi.

La pagina Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone ha raccolto circa 500 fan in soli tre mesi.
 

Ecco i sei blog gestiti dall’autore:

Per essere informato su tutte le novità di questi blog, è possibile iscriversi  alla newsletter inserendo il proprio indirizzo e-mail nel modulino dedicato, che compare in alto a destra visitando uno qualsiasi dei blog

 

Intanto, è finalmente in distribuzione
il libro dell’iniziatore e gestore del gruppo, nel quale si possono trovare le risposte alle moltissime domande poste dagli hobbysti nei post del gruppo

 

 

COLTIVARE L’ORTO
Piccoli trucchi e antichi segreti

di Bruno Del Medico
illustrazioni di Elisabetta Del Medico
Edizioni Lampi di Stampa 2011
ISBN 978-88-488-1221-4
Pagine 120, euro 10.00

 

 
BUON ORTO A TUTTI!!!

Coltivare l’orto. Seminare i piselli

 

Seminare i piselli rampicanti

I piselli possono essere seminati in ottobre – novembre ma anche in febbraio marzo, dal momento che non temono il freddo e possono germinare già a 5 °C. Si possono scegliere varietà nane,mezze rampicanti o rampicanti. Ovviamente le varietà a crescita più limitata sono anche le più precoci. nel periodo primaverile è preferibile seminare le varietà a seme crespo o rugoso.
Per altre informazioni sulla coltivazione dei piselli, vedi il post precedente.

I frutti commestibili dei piselli sono dei baccelli, di cui si consumano i semi sia freschi che secchi. La raccolta si può fare scalarmente. I piselli da consumo fresco vanno raccolti prima che si ingrossino troppo: più sono piccoli, più sono dolci.
 

Prima di essere interrati, i semi possono essere messi a bagno per un paio di giorni in acqua. Questo accelera la germinazione.
I semi messi a bagno si ingrossano in un paio di giorni. Oltre, cominciano già ad emettere i germogli, ma è preferibile interrarli prima che ciò avvenga per evitare la rottura degli stessi durante le operazioni di semina.
 

Una o due settimane prima va preparato il terreno. Scegliere l’angolino che accoglierà le piantine, liberandolo da tutte le erbe spontanee. Se il terreno viene preparato almeno un mese prima, queste possono essere interrate durante la vangatura; altrimenti toglierle con lazappa e aggiungerle al mucchio del compost.
 

Una volta liberato il terreno, è possibile procedere ad una vangatura profonda almeno 30 cm. Se l’area è più grande e disponete di una motozappa o motocoltivatore, potete usare quello.
 

Spianate il terreno con il rastrello, e dividetelo in prode larghe circa 70 cm. se volete seminare piselli nani, oppure 90 cm. per i piselli rampicanti. Ogni proda accoglierà due file di piselli. Per camminare usate la canaletta centrale, che in futuro servirà anche per innaffiare a scorrimento le piante.

Il terreno deve essere spianato in modo da essere in leggerissima pendenza verso la zona meno accessibile. Lungo la zona più accessibile (per esempio, il sentierino centrale dell’orto) farete scorrere il tubo flessibile dell’acqua con il quale riempirete le diverse canalette (irrigazione a scorrimento). Per una buona irrigazione futura è necessario che la pendenza ci sia, ma sia minima.
 

Su ciascuna delle prode seminerete due file di piselli. Quelli nani possono essere seminati più stretti, quelli rampicanti più larghi per favorire la circolazione dell’aria. Tracciate su ogni proda due solchetti profondi circa 5 cm nei quali si lasceranno cadere i semi.

 

L’orientamento delle file DI QUALUNQUE TIPO DI ORTAGGIO, ancor più di quelli a portamento alto o rampicante, deve essere Est-Ovest, cioè deve seguire il corso del sole, in modo che in nessun momento della giornata alcune piante possano coprire quelle vicine. L’orientamento Est-Ovest consente al sole di “correre” tra le file. Se non avete la bussola, disponete le file da dove il sole sorge a dove tramonta. Per i più pignoli, la direzione esatta è rilevabile agli equinozi, verso la fine di giugno o di settembre.
 

Disporre i semi nei solchetti, alla profondità di 5cm circa, e ricoprirli.

Dopo aver ricoperto i semi pressare leggermente la terra.

Disporre  un cartellino con le indicazioni sull’ortaggio e sulla data di semina.

I piselli emergono dopo 10-15 giorni, mediamente.

 
Una buona fioritura prelude ad un raccolto abbondante.
Per una buona fioritura evitate le concimazioni azotate e privilegiate quelle a base di fosforo e potassio. Per un buon raccolto supportare le piante con dei sostegni adeguati.
 

  


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Caratteristiche degli ortaggi. I piselli e le taccole

 

Caratteristiche degli ortaggi. I piselli e le taccole

Marzo è il mese in cui si possono ancora seminare i piselli per la raccolta di fine primavera, mentre quelli seminati in ottobre – novembre cominciano a ricoprirsi di fiori preannunciando la prossima raccolta.

 

Il frutto del pisello è un baccello, di cui si possono consumare i semi, sia freschi che secchi. Nel primo caso vanno raccolti quando non sono ancora completamente sviluppati. Più sono giovani, più sono dolci.
 

Il pisello,originario  dell’Asia dove veniva coltivato fin da tempi antichissimi,  appartiene alla famiglia delle Leguminose, genere Pisum che comprende meno di dieci specie, di cui si consumano  il Pisum sativum  e il Pisum saccharatum, detto anche Pisello mangiatutto o Taccola.  La differenza tra le due specie sta già nel nome: mentre del sativum si consumano solo i semi, sgusciando i baccelli, per il secondo si consuma il baccello intero, come se fosse un fagiolino.  Per inciso, il Pisello odoroso coltivato per motivi ornamentali appartiene ad un altro genere, il Lathyrus.

Al di là delle modalità di fruizione dei frutti sia il pisello più conosciuto che la taccola non hanno altre differenze, essendo perfettamente assimilabili sul piano colturale. Quindi d’ora in poi parleremo di piselli, intendendo tutte e due i generi rimarcando le eventuali differenze quando necessario.

 

Il piselli rampicanti si fanno crescere predisponendo una rete di sostegno. Nel periodo del raccoltooffrono uno spettacolo graditissimo
 

Il pisello coltivato negli orti è una pianta erbacea annuale. Come per tutte le leguminose, sulle sue radici compaiono dei tubercoli, dovuti a batteri che vivono in simbiosi con la pianta, e riescono a svolgere una funzione preziosa, cioè fissano l’azoto presente nel terreno sulle radici, rendendolo subito fruibile. Non solo la pianta non necessita di concimazioni azotate, ma lascia anche un terreno arricchito per le coltivazioni successive.

L’altezza del fusto di Pisum differisce, a seconda delle varietà. Gli orticoltori usano distinguere tre tipi di pisello: nano, mezzo rampicante o rampicante.

 

Il pisello nano (per esempio, Meraviglia d’Italia, Annonay, Provenzale) ha una altezza variabile tra i 35 e i 50 centimetri.

Nella foto, il pisello nano “Progress n.9”, a seme rugoso, in vendita presso Vivai Ingegnoli, www.ingegnoli.it (catalogo gratuito a richiesta)

 

Il pisello mezzo rampicante (detto anche mezzarama) ha una altezza che varia dai 70 ai 120 centimetri. Varietà più conosciute: Express, Senatore.

Nella foto il Pisello mezza rama Rondo, di Plantania, in vendita nei  Garden center OBI

 

Il pisello rampicante (per esempio Aldemaran, Telefono, Baccellone di Firenze) può arrivare ai 150 cm di altezza.

Nella foto il Pisello rampicante Alderman, di Micosan www.micosan.it

 

 
Le due ultime varietà necessitano di sostegni che, per la modalità di crescita del pisello, molto ramificata, non può essere il paletto infisso vicino alla piantina. Il pisello ama arrampicarsi da solo e distendersi mentre si arrampica, quindi i sostegni ideali potranno essere delle reti a maglia larga oppure, come si usava una volta, delle ramaglie o frasche.
 
Caratteristiche principali

Caratteristiche botaniche

Pianta coltivata per l’ottenimento dei semi o dei baccelli interi. Fusto erbaceo e cavo a internodi. Foglie composte da due o tre paia di foglioline, che generano all’estremità un cirro. I fiori sono di colore bianco, ermafroditi (si autofecondano). Il portamento è strisciante. La riproduzione avviene per diffusione del seme.

 

I semi di pisello vanno messi a bagno in acqua due o tre giorni prima della semina, per anticiparne la germinazione.
 

Caratteristiche del seme e della semina

Il seme ha una durata germinativa di 3 anni circa; può essere liscio oppure crespo o rugoso. In genere, per le semine autunnali si prediligono le varietà a semi lisci che sono più resistenti al freddo, mentre per le semine di inizio anno si preferisce usare le varietà a seme crespo o rugoso.

Il pisello teme le alte temperature, quindi deve produrre quando le temperature non sono ancora troppo elevate; quando questo si verifica, smette di fare i fiori.

In 100 grammi ci sono da 300 a 400 semi.

Semina e raccolto.

Per la produzione primiziale:

Seminando a gennaio – febbraio, si può raccogliere a maggio.

Seminando da ottobre a dicembre, si può raccogliere in aprile

Per la produzione ordinaria:

Seminando a febbraio, raccolta in maggio – giugno

Seminando marzo, raccolta in luglio – agosto

Seminando in aprile, raccolta in luglio- settembre

Seminando in maggio, raccolta in agosto- settembre

Seminando in giugno, raccolta in settembre – ottobre


Il pisello può germinare a soli 5 °C, mentre per una buona produzione ha bisogno di una temperatura media più alta, ma non superiore ai 15 °C.

La semina si fa in file distanti circa 40 cm per le varietà nane, oppure 80 cm per quelle semirampicanti o rampicanti. In questo secondo caso l’orientamento delle file deve essere da est a ovest.

La profondità di semina è di circa 5 cm. I semi vanno posti in fila continua, oppure in postarelle di 4 – 5 semi ogni 15 cm.

La piantina emerge dal terreno  in media dopo 10-15 giorni.

 

Due metodi di semina: a fila continua (sinistra) o a postarelle (destra).
 

Operazioni colturali

Il terreno va preparato con una lavorazione profonda almeno 30 cm. Quando si sviluppano le erbe spontanee eseguire delle sarchiature, anche per arieggiare il terreno tramite la rottura della crosta superficiale.

Se la semina è stata fatta in autunno, quando le piantine sono alte circa 15 – 20 cm rincalzarle.

Quando le piantine rampicanti  sono cresciute i modo che i getti cominciano a ripiegarsi verso terra (ma se possibile anche prima) predisporre subito dei sostegni adatti sui quali la pianta potrà arrampicarsi. Se necessario aiutarla in un primo momento.

 

Clima, esposizione e terreno

Il pisello è una pianta adattabile, ma preferisce il freddo al caldo. L’esposizione deve essere luminosa.

Il terreno preferito è quello di medio impasto, tendenzialmente sabbioso, con un pH da 5,5 a 6,5.

 

 

Concimazione.

E’ una coltura a ciclo breve, che fissa in modo autonomo l’azoto e non abbisogna di concimazioni organiche (letame) ma può giovare un fertilizzante a base di fosforo e potassio, che favoriscono la fruttificazione

 

I piselli seminati in autunno cominciano ad emettere i primi fiori in febbraio
 

Raccolto.

Per le semine autunnali sono necessari 180 – 200 giorni; per le semine primaverili 60 – 100 giorni. La raccolta è scalare, si protrae per circa venti giorni passando ogni tre giorni circa. Nelle varietà nane si possono raccogliere i baccelli tutti assieme, se si ha fretta di liberare il terreno per altre colture.

La produzione media di baccelli freschi è di circa 1 kg per metro quadrato.

I baccelli freschi si conservano in frigorifero fino a dieci giorni a 4-5 °C.

 

Malattie e parassiti.

Il pisello è soggetto a marciumi quali il malbianco, l’oidio e la peronospora.  Subisce attacchi dagli afidi.

 

Il pisello a mezza rama a grano rugoso, della Plantania
 

 

 


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Le semine di marzo. Che cosa seminare in marzo nell’orto

 

Le semine di marzo. Che cosa seminare in marzo nell’orto.

Entra il mese di marzo e la primavera si fa sempre più vicina; è tempo di semine. Come tutti sanno, l’Italia ha una configurazione che non consente di indicare un calendario valido per tutto il territorio. Per comodità possiamo dividere l’Italia, dal punto di vista delle semine da effettuare, in quattro zone principali. Prima, la fascia tirrenica dalla Liguria alla Calabria, la Puglia  e le isole. Seconda, la fascia padano-adriatica, dalla val padana, a Venezia, fino al Molise. Terza, la fascia appenninica cioè tutte le zone interne dello stivale; quarta, la zona alpina cioè quella più a nord.
In linea di massima, nella tabella sottostante la prima zona potrà effettuare le semine dall’inizio di marzo, la seconda dalla metà in poi; per la terza e la quarta è consigliabile far slittare tutto di un mese, quindi questa tabella di marzo dovrebbe essere interpretata come “tabella di aprile”.

 

Le semine di alcuni ortaggi si possono anticipare in luogo riparato, o in piccoli vivaietti come quelli illustrati nella foto.
 

Stiamo parlando in linea di massima: per la verità ci sono zone delle fasce terza e quarta, come per esempio alcuni versanti a sud delle colline o le sponde di alcuni grandi laghi, che possono essere equiparate alla zona prima, e sono valide anche considerazioni contrarie. Quindi ci faremo aiutare molto dall’esperienza maturata dagli altri coltivatori della nostra zona (intendo, il nostro comune, o addirittura il nostro quartiere).

Questa esperienza ci aiuterà ad anticipare o posticipare di giorni o settimane le nostre semine, rimanendo inteso però che, al di là di queste piccole variazioni, le stagioni di semina non posso essere stravolte; quindi, per fare un esempio, i pomodori a marzo si semineranno già all’aperto in Sicilia o in serra calda in Piemonte, all’inizio o alla fine di marzo, ma sempre a fine inverno – inizio primavera vanno seminati.

 

Si possono usare anche i dischetti di torba pressata, che si comprano “secchi” (spessore inferiore a un centimetro) e si gonfiano in pochi istanti mettendoli in acqua tiepida, fino ad assumere una altezza di 6 centimetri circa. Si semina in ognuno, e quando la piantina è pronta si mettono a dimora così come sono perchè la torba è racchiusa in una calza biodegradabile.
 

Quindi la Tabella seguente va interpretata secondo le note suddette. Per rendere più pratica l’applicazione ho indicato per gli ortaggi considerati le temperature:

– MINIMA DI GERMINAZIONE. Sotto questa temperatura il seme non germina;

– MEDIA DI PRODUZIONE. Al di sotto di questa temperatura MEDIA (giorno e notte) la pianta non cresce o comunque non produce.

Queste informazioni sulle temperature sono tratte dal mio libro Coltivare l’orto.

Quindi, ovunque vi troviate, se volete fare le cose per bene munitevi di uno di quegli apparecchietti dotati di un sensore da collocare all’esterno, che trasmette ogni momento la temperatura al ricevitore che potete tenere in casa.

Se all’esterno la temperatura di germinazione o di crescita è ancora bassa, pensate si seminare in un luogo protetto, riscaldato o meno, nel quale la temperatura sia soddisfacente.

 

Per la semina in vivaio nei contenitori, non toccate i semi con le mani: mettete in un piccolo contenitore solo la quantità necessaria, e richiudete subito di nuovo la bustina per evitare che anche la minima traccia di umidità entri in contatto con i semi avanzati. Potete prelevare i semi uno o più alla volta con l’aiuto di un bastoncino inumidito: dalla punta del bastoncino li sposterete nel vasetto di terra. Non rimettete nella busta i semi avanzati.
 

Non dimenticare mai: “luogo protetto” non vuol dire in casa, dove il clima è troppo secco per le piantine e la luce troppo poca. Dovreste disporre di una piccola serra. Oppure, se tenete la seminiera in casa, di giorno dovete metterla all’aperto in modo che assorba tutta la luce possibile, e di notte potete tirarla dentro. La seminiera deve avere un coperchio trasparente: di giorno all’aperto lo solleverete qualche ora per arieggiare, di notte lo terrete sempre applicato per conservare l’umidità.

Le operazioni possibili sono: Semina (mettere i semi in terra) o Trapianto (mettere in campo piantine già cresciute)

 

 

TABELLA DELLE SEMINE E DEI TRAPIANTI NELL’ORTO
NEL MESE DI  MARZO
Gli ortaggi non citati, non vanno preferibilmente seminati adesso

Ortaggio

Operazione possibile

Modalità consigliata

Temp. Minima germinazione C°

Temp. Media di produzione C°

Aglio

Trapianto

All’aperto

20-25

15-20

Aglio scalogno

Trapianto

All’aperto

20-25

15-20

Anguria

Semina

Luogo protetto

30

25

Arachide

Semina

All’aperto

25-30

25

Barbabietola

Semina

All’aperto

25-30

15-20

Basilico

Semina

Luogo protetto

20-25

25

Bieta (coste)

Semina

All’aperto

15

15-20

Bieta (erbette)

Semina

All’aperto

15

15-20

Cardo

Semina

Luogo protetto

30

15-20

Carota

Semina

All’aperto

25-30

15-20

Cavolo cappuccio

Semina

Luogo protetto

25-30

15-20

Cavolo verza

Semina

Luogo protetto

25-30

15-20

Cetriolo

Semina

Luogo protetto

30

25

Cicoria

Semina

All’aperto

20-25

15-20

Indivia

Semina

Luogo protetto

20-25

15-20

Cipolla estiva

Semina

All’aperto

25-30

15-20

Fava

Semina

All’aperto

25-30

15-20

Fragola

Trapianto

Luogo protetto

 

10

Lattuga a cappuccio

Semina

All’aperto

20-25

15-20

Melanzana

Semina

Luogo protetto

25-30

25

Melone

Semina

Luogo protetto

25-30

25

Peperone

Semina

Luogo protetto

25-30

25

Patata

Semina

All’aperto

25

15-20

Pisello

Semina

All’aperto

5

Inferiore a 15

Pomodoro

Semina

Luogo protetto

20-25

25

Prezzemolo

Semina

All’aperto

15-20

15-20

Rapa

Semina

All’aperto

25-30

15-20

Ravanello

Semina

All’aperto

20-25

15-20

Rucola

Semina

All’aperto

15

15-20

Scorzobianca e scorzonera

Semina

All’aperto

20

15-20

Spinacio

Semina

All’aperto

15-20

15-20

Valeriana

Semina

All’aperto

15

15-20

Zucca

Semina

Luogo protetto

25-30

25-30

Zucchina

Semina

Luogo protetto

15

25-30

 

In marzo si può seminare la rucola. Nella foto, la rucola coltivata dal catalogo Ingegnoli www.ingegnoli.it delle vendite per corrispondenza, (tutto per l’orto e il giardino)  inviato gratuitamente a chi ne fa richiesta.
 
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