Archivio mensile:maggio 2011

Noi che i cetrioli ce li mangiamo senza paura

9992-2011-06-01-noi che i cetrioli ce li mangiamo

Noi, che i cetrioli ce li mangiamo tranquillamente

Noi chi? E’ovvio, noi che ce li coltiviamo da soli nei nostri orticelli. Con tutto ciò, desidero esprimere la mia solidarietà a tutte le persone, del tutto incolpevoli, che sono rimaste vittime di questa ennesima debàcle dell’agricoltura industriale.
Come accaduto più volte per i casi notissimi di mucca pazza, influenza aviaria, coniglio pazzo, e simili, ora si affaccia alla ribalta il caso del cetriolo pazzo, contaminato con l’escherichia coli. Pare che questo batterio sia particolarmente potente, tanto da uccidere le persone. Ogni volta che questi fatti si verificano, però, non veniamo mai avvertiti prima: tutto diventa noto quando l’infezione è già diffusa dal Togo alla Nuova Zelanda, passando ovviamente attraverso tutta l’Europa. Sicché, mentre ora ci preoccupiamo del cetriolo, nei reparti alimentari dei nostri supermercati potrebbero aggirarsi silenziosamente le pandemie del salmone pazzo o della lattuga pazza.

Cetrioli in produzione e fioritura nel mio orticello
 
Al di là di questo, possiamo fare alcune rapide considerazioni, a luime di naso, senza pretese scientifiche ma con la saggezza dell’ortiolano. L’escherichia coli è una specie di batterio fecale, cioè, a lume di naso, l’infezione deriva dal fatto che i cetrioli incriminati sono stati innaffiati con acqua di pozzo nero. Solo i cetrioli? E perché non anche i pomodori, le zucchine, i broccoli?
La raccolta di cetrioli nel mio orto è iniziata da una decina di giorni circa.
 
Ci consola il fatto che i batteri fecali non se ne vanno svolazzando da un ortasggio all’altro per contaminarli, ma occorre un contatto diretto: per questo siamo tranquilli sui pomodori dei nostri orticelli. E non solo sui cetrioli, naturalmente. Buon orto a tutti.
 


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Tabella delle semine nell’orto di GIUGNO 2011

9993-2011-05-25-SEMINE GIUGNO

Tabella delle semine nell’orto di GIUGNO 2011

Normalmente si ritiene che il periodo estivo ed autunnale sia dedicato quasi esclusivamente alla raccolta degli ortaggi; contrariamente a tale credenza, in questi mesi si possono effettuare molte semine che forniranno ortaggi non solo alla fine dell’autunno, ma anche durante l’inverno, con alcuni che potranno essere raccolti addirittura nei primi mesi dell’anno successivo, quando le verdure (a parte quelle provenienti da coltivazioni industriali) sono veramente poche. Alcuni ortaggi sono capaci di attraversare incolumi il periodo dei freddi per poi rivegetare clamorosamente al sopraggiungere dei primi tepori. (tutti i cavoli tardivi, bieta, sedano, cicorie, ecc.)

In alto, piantine di cardo, pronte ad essere trapiantate ancora nel mese di giugno.
 

Ho suddiviso le OPERAZIONI  POSSIBILI distinguendole tra quelle delle zone climatiche più svantaggiate e quelle possibili nelle zone favorite. Anche qui sarebbe meglio distinguere, considerando generalmente un paio di settimane di anticipo per le isole, e un paio di settimane di ritardo per le zone più elevate.
Le operazioni possibili sono: Semina (mettere i semi in terra) o Trapianto (mettere in campo piantine già cresciute).
Per rendere più pratica l’applicazione ho indicato per gli ortaggi considerati le temperature:- MINIMA DI GERMINAZIONE. Sotto questa temperatura il seme non germina;- MEDIA DI PRODUZIONE. Al di sotto di questa temperatura MEDIA (giorno e notte) la pianta non cresce o comunque non produce. Queste informazioni sulle temperature sono tratte dal mio libro Coltivare l’orto.
Ovviamente in questo periodo la temperatura più interessante da considerare è quella media di produzione: infatti, se la temperatura è troppo alta, le piante soffrono. Quelle da foglia vanno subito a fiore quando sono ancora troppo piccole per essere raccolte; quelle da frutto danno produzioni minime e scadenti.

I broccoli possono essere trapiantati nel mese di giugno
 

OCCHIO ALLE VARIETA’
Sotto questo aspetto, conviene considerare che alcuni ortaggi presentano varietà adatte al caldo o al freddo: per esempio, nel settore delle lattughe, distinguiamo alcuni gruppi di varietà:
          Adatte alla coltura in serra. (semina da novembre a febbraio):
          Primaverili (semina in marzo-aprile);
          Estive (semina da maggio a giugno: sono varietà resistenti al caldo, lente a montare a seme);
          Autunnali: semina da agosto a settembre;
          Invernali: semina in ottobre, nelle zone soleggiate o sotto tunnel.
Comunque acquistando i semi trovate sulle bustine il periodo più adatto alla semina. Verificate perché troverete negli espoisitori lattughe adatte a tutti i periodi. Se invece acquistate le piantine presso i garden center, dovreste trovare solo quelle adatte al periodo. Alcuni tipi di lattuga sono adatti a più periodi. Per esempio:
Regina di maggio: semina primaverile;
Regina dei ghiacci: da febbraio ad agosto
Trocadero: da aprile a settembre
Iceberg o brasiliana: da marzo a settembre
Lollo: in primavera
Gentilina: settembre
Cocarde: tutto l’anno
Canasta: tutto l’anno
ROMANA: giugno-settembre
Grandi laghi: primavera-estate
Quattro stagioni: tutto l’anno

TABELLA DELLE SEMINE E DEI TRAPIANTI NELL’ORTO
NEL MESE DI  GIUGNO
Gli ortaggi non citati, non vanno preferibilmente seminati adesso

Ortaggio

Operazione possibile nelle zone alpine e appenniniche

Operazione possibile nelle zone padana, adriatica, tirrenica, e nelle isole. TUTTE LE OPERAZIONI SI INTENDONO IN CAMPO

Temp. Minima germinazione C°

Temp. Media di produzione C°

Anguria

Trapianto

Trapianto

30

25

Barbabietola

Semina all’aperto

 

25-30

15-20

Basilico

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

25

Bieta (coste)

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

15

15-20

Bieta (erbette)

Semina all’aperto

Semina

15

15-20

Cardo

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

30

15-20

Carota

Semina all’aperto

Semina all’aperto

25-30

15-20

Cavolo broccolo

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

30

15-20

Cavolo cappuccio

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

25-30

15-20

Cavolfiore

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

25-30

15-20

Cavolo verza

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

25-30

15-20

Cavolo di Bruxelles

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

30

15-20

Cetriolo

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

30

25

Cicoria a cespo, cicoria rossa e da taglio

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Cicoria catalogna

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Cicoria  da radice

Semina all’aperto

Semina all’aperto

20-25

15-20

Indivia riccia e scarola

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Fagiolo nano e rampicante

Semina all’aperto

Semina all’aperto

30

25

Lattuga a cappuccio e da taglio

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Lattuga romana

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Melanzana

Semina/Trapianto

Trapianto

25-30

25

Melone

Semina/Trapianto

Trapianto

25-30

25

Peperone

Trapianto

Trapianto

25-30

25

Pisello

Semina all’aperto

 

5

Inferiore a 15

Pomodoro

Trapianto

Trapianto

20-25

25

Porro

Semina/Trapianto

Trapianto

25-30

15-.20

Prezzemolo

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

15-20

15-20

Rapa

Semina/Trapianto

Trapianto

25-30

15-20

Ravanello

Semina all’aperto

Semina all’aperto

20-25

15-20

Rucola

Semina all’aperto

Semina all’aperto

15

15-20

Scorzobianca e scorzonera

Semina all’aperto

Semina all’aperto

20

15-20

Sedano e Sedano rapa

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20.25

15-20

Spinacio

Semina/Trapianto

Semina all’aperto

15-20

15-20

Zucca

Semina/Trapianto

Trapianto

25-30

25-30

Zucchina

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

15

25-30

 

La portulaca (erba porcellana) cresce spontanea: è ottima mista alle insalate, con un sapore gradevolmente acidulo.
Anche la borragine cresce spontanea, ma difficilmente negli orti, dove però può essere coltivata. Della borragine si consumano i bellissimi fiori, veramente spettacolari per la nota di colore che danno alle insalate. Possono anche essere fritti impanati.
 


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Profondità di trapianto dei principali ortaggi

9994-2011-05-21-profonditàdi trapianto

Profondità di trapianto dei principali ortaggi.

Abbiamo acquistato presso il Garden center un bell’assortimento di piantine, ed ora, muniti di paletta o meglio di trapiantatoio, ci accingiamo ad affidare alla terra la prima piantina: un bel pomodoro. Pratichiamo una buca nel terreno, appoggiamo la piantina alla sua nuova sede ed un dubbio ci assale: a quale profondità la dobbiamo interrare? Molti decidono salomonicamente di mettere alla stessa profondità del contenitore di origine, non sapendo che spesso questo è un errore: infatti una parte del fusto, se interrata, emette nuove radici e questo va sicuramente a beneficio di una futura produzione più abbondante. Ma non è vero per tutte. Per diradare ogni dubbio, ecco in seguito le indicazioni relative alla giusta profondità per i principali tipi di ortaggi.

Cucurbitacee
Le cucurbitacee sono principalmente: anguria, cetriolo, melone, zucca, zucchina
Le cucurbitacee si interrano alla stessa profondità in cui si trovano nel contenitore di provenienza.  Nella figura, piantine di cetrioli lunghi
 
Crucifere
Le crucifere sono: cavoli di tutti i tipi, cime di rapa, ravanello, rucola
Le crucifere si interrano fino al colletto. Spesso i fusti sono molto più lunghi di quelli della foto, in tal caso si possono interrare fino a mezzo fusto. Nella foto, piantine di cavolo cappuccio.
 
Liliacee
Le liliacee sono: aglio e scalogno, cipolla, porro, (più asparago che non si trapianta)
Le liliacee si interrano fino a metà del fusto,compreso tra il terreno originale ed il punto in cui cominciano a divaricarsi le prime foglie. Nella  foto, piantine di cipolla.
 
Leguminose
Le leguminose sono: fagioli, fave, piselli
Solitamente si seminano direttamente in campo, ma non è infrequente trovarle in vasetti. Si interrano mantenendo l’altezza originale del contenitore di provenienza. Nella foto, fagiolino rampicante “Un metro”.
 
Umbellifere
Le umbellifere sono: carota, finocchio, prezzemolo, sedano
Si interrano alla stessa profondità in cui si trovano alla provenienza. Nella foto piantine di finocchio molto alte: in tal caso di consiglia di cimarle per favorire una rapida ripresa.
 
Composite
Le composite sono: carciofo, cardo, cicoria, indivia, lattuga, scorzobianca e scorzonera
Si interrano alla stessa profondità in cui si trovano nel contenitore originale. Nel caso delle insalate, meglio qualche di millimetro sopra la superficie  anziché sotto. Nella foto, piantine di lattuga “Canasta”
 
Solanacee e Labiate
Le solanacee sono: melanzane, peperoni, pomodori (più patate che in genere non si trapiantano). Alle labiate appartiene il basilico.
Si interrano abbondantemente, per favorire l’emissione di radici. Se il fusticino non è eccessivamente lungo, fino al colletto eliminando le sporadiche foglioline sottostanti. Nella foto in alto, piantina di peperone friggitello. In basso invece piantine di pomodoro “Piccadilly”.
 


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Coltivare l’orto. Tabella delle semine di MAGGIO 2011

Che cosa seminare in MAGGIO nell’orto. Tabella delle semine in MAGGIO 2011

Maggio è il mese in cui tutte le operazioni di semina e trapianto non effettuate in aprile possono essere completate, ma è anche il mese in cui occorre usare maggiore prudenza  distinguendo tra le zone alpine e appenniniche e le altre zone più calde della penisola.  In molte zone però,come per esempio quelle interne appenniniche e quelle alpine, come pure nelle località al di sopra dei 600 metri, occorre svolgere queste operazioni più dopo la metà del mese che verso l’inizio.
Del rafano si consuma la radice, dal sapore piccante, grattata sulle insalate, sulle creme di formaggio o sulle carni bollite. Questa pianta, coltivata in vaso da molti anni, si secca d’inverno e rivegeta ogni primavera.
 

Ho suddiviso le OPERAZIONI  POSSIBILI distinguendole tra quelle delle zone climatiche più svantaggiate e quelle possibili nelle zone favorite. Anche qui sarebbe meglio distinguere, considerando generalmente un paio di settimane di anticipo per le isole, e un paio di settimane di ritardo per le zone più elevate.Le operazioni possibili sono: Semina (mettere i semi in terra) o Trapianto (mettere in campo piantine già cresciute)

Piantine di alchechenge. Il seme è finissimo, quindi è opportuno porre più semi in ogni vasetto. Dopo l’emersione si potrà effettuare lo sfoltimento lasciando solo la pianta migliore. Cresce come una pianta di pomodoro.
 

Per rendere più pratica l’applicazione ho indicato per gli ortaggi considerati le temperature:
– MINIMA DI GERMINAZIONE. Sotto questa temperatura il seme non germina;
– MEDIA DI PRODUZIONE. Al di sotto di questa temperatura MEDIA (giorno e notte) la pianta non cresce o comunque non produce. Queste informazioni sulle temperature sono tratte dal mio libro Coltivare l’orto.
Se all’esterno la temperatura di germinazione o di crescita è ancora bassa, potete si seminare in un luogo protetto, riscaldato o meno, nel quale la temperatura sia soddisfacente.
Non dimenticare mai: “luogo protetto” non vuol dire in casa, dove il clima è troppo secco per le piantine e la luce troppo poca. Dovreste disporre di una piccola serra. Oppure, se tenete la seminiera in casa, di giorno dovete metterla all’aperto in modo che assorba tutta la luce possibile, e di notte potete tirarla dentro. La seminiera deve avere un coperchio trasparente: di giorno all’aperto lo solleverete qualche ora per arieggiare, di notte lo terrete sempre applicato per conservare l’umidità.

La salvia può essere acquistata anche in maggio in vasetti presso i mercatini, e può essere messa subito a dimora
 

TABELLA DELLE SEMINE E DEI TRAPIANTI NELL’ORTO
NEL MESE DI  MAGGIO
Gli ortaggi non citati, non vanno preferibilmente seminati adesso

Ortaggio

Operazione possibile nelle zone alpine e appenniniche

Operazione possibile nelle zone padana, adriatica, tirrenica, e nelle isole. TUTTE LE OPERAZIONI SI INTENDONO IN CAMPO

Temp. Minima germinazione C°

Temp. Media di produzione C°

Alchechenge

Semina a dimora

Semina/Trapianto

20-25

25-30

Anguria

Semina in vivaio

Semina/Trapianto

30

25

Arachide

 

Semina all’aperto

25-30

25

Barbabietola

Semina all’aperto

Semina/Trapianto

25-30

15-20

Basilico

Semina in vivaio

Semina/Trapianto

20-25

25

Bieta (coste)

Semina all’aperto

Semina/Trapianto

15

15-20

Bieta (erbette)

Semina all’aperto

Semina

15

15-20

Cardo

Semina all’aperto

Semina

30

15-20

Carota

Semina all’aperto

Semina all’aperto

25-30

15-20

Cavolo broccolo

Vivaio all’aperto

Semina/Trapianto

30

15-20

Cavolo cappuccio

Vivaio all’aperto

Semina/Trapianto

25-30

15-20

Cavolo verza

Vivaio all’aperto

Semina/Trapianto

25-30

15-20

Cavolo di Bruxelles

Vivaio all’aperto

Semina/Trapianto

30

15-20

Cetriolo

Vivaio all’aperto

Semina/Trapianto

30

25

Cicoria a cespo, cicoria rossa e da taglio

Semina all’aperto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Cicoria  da radice

Semina all’aperto

Semina all’aperto

 

 

Indivia riccia e scarola

Semina all’aperto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Fagiolo nano e rampicante

 

Semina all’aperto

30

25

Lattuga a cappuccio e da taglio

Semina all’aperto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Melanzana

Vivaio all’aperto

Semina/Trapianto

25-30

25

Melone

Semina in vivaio

Semina/Trapianto

25-30

25

Peperone

Semina in vivaio

Semina/Trapianto

25-30

25

Pisello

Semina all’aperto

Semina all’aperto

5

Inferiore a 15

Pomodoro

Vivaio all’aperto

Semina/Trapianto

20-25

25

Porro

Vivaio all’aperto

Semina/Trapianto

25-30

15-.20

Prezzemolo

Semina all’aperto

Semina/Trapianto

15-20

15-20

Rapa

Semina all’aperto

Semina/Trapianto

25-30

15-20

Ravanello

Semina all’aperto

Semina

20-25

15-20

Rucola

Semina all’aperto

Semina

15

15-20

Scorzobianca e scorzonera

Semina all’aperto

Semina

20

15-20

Sedano e Sedano rapa

Vivaio all’aperto

Semina/Trapianto

20.25

15-20

Spinacio

Semina all’aperto

Semina

15-20

15-20

Valeriana

Semina all’aperto

 

15

15-20

Zucca

Semina all’aperto

Semina all’aperto

25-30

25-30

Zucchina

Vivaio all’aperto

Semina all’aperto

15

25-30

 

Il basilico può essere seminato in vivaio nelle zone più fredde, mentre in quelle più calde può essere seminato direttamente in campo oppure si possono trapiantare le piantine già cresciute.
La bieta si coltiva facilmente in vaso, con ottima resa. E’ sufficiente un vaso con diametro minimo di 16 cm. (raccomandati 20 cm). E’ importante però innaffiare abbondantemente


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Mentre l’acqua corre nell’orto…

 

Mentre l’acqua corre nell’orto…

Una seggiolina,  un cappellino, tanto tempo a disposizione e tanta voglia di liberare i pensieri. Ecco il momento migliore per un buon libro, ed ecco un libro scritto dallo stesso autore del network di Coltivare l’orto. La fantasia vola oltre le aiuole, e si perde nei sentieri di una favola mistica del ventesimo secolo. Un libro rifiutato da centoventi editori, perché “fa pensare troppo”. Ma quali pensieri talmente impegnativi possono aggiorarsi nella mente dell’autore, un semplice  coltivatore di pomodori?

Cercando Poimandres è un testo assolutamente particolare, non ascrivibile a nessuno dei filoni letterari classici. Per questo l’autore ha scelto di inserirlo in un nuovo genere: la mistica fabulata. La mistica è quella attività della mente umana, di tipo spirituale, che si occupa del mistero di Dio, quindi si supporrebbe che lo facesse in modo serioso. Qui però l’autore tratta argomenti di alta spiritualità raccontandoli in una cornice fiabesca. In questo modo, usando uno stile leggero ed un linguaggio fluente, rende la lettura piacevole nonostante la serietà degli argomenti. Se all’inizio la narrazione può richiamare l’irrazionalità geniale di Calvino o anche, in alcuni tratti, l’umorismo sofisticato di Wodehouse, nel seguito acquista un tono del tutto originale: le  vicende assurde di un viaggio iniziatico alla scoperta dei motivi dell’esistenza si dipanano in mondi irreali, o forse in universi altri, o forse negli spazi angusti della mente delirante del protagonista.

Cercando Poimandres
Sul viaggio di alcuni Teonauti e sulla loro iniziazione mistica al senso della vita
di: Bruno del Medico
genere: Mistica fabulata
Edizioni Lampi di Stampa
Formato 14×21. Pagine 356
ISBN 978-88-488-0913-9
Euro 18,00

Nelle maggiori librerie online.
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L’incipit

 

Frigeste di Liberaterra si vedeva bello come un dio orientale. Procedeva senza timore nel canneto, verso il sole nascente sul profilo dell’orizzonte. I raggi taglienti correvano quasi paralleli al suolo e si rifrangevano sulle decorazioni metalliche della sua armatura, traendone potenti bagliori. Una mano si alzava metodica ad allontanare le canne più invadenti, l’altra era stretta all’elsa della solida spada quasi a voler proclamare: si faccia avanti chi vuole, e troverà pane per i suoi denti!

La giornata iniziava splendidamente. L’incedere ardito di Frigeste lasciava intendere che avrebbe certamente raggiunto la meta, e portato a termine i suoi obiettivi.

Il grande piede calò dall’alto come un falcone in caccia che ghermisce la preda; con la differenza che, mentre il rapace afferra e trascina via, quello spiaccicò Frigeste al suolo, e, scivolando leggermente, lo sfrittellò senza riguardi né compassione alcuna, lasciandolo lì esanime. Fortuna volle che, prima di lui, il grande piede avesse pestato una grande merda, una parte generosa della quale, essendo rimasta appiccicata alla suola, funse da morbida intercapedine salvifica. Questa circostanza, rafforzata dalla natura irregolare del sentiero, rese possibile che egli potesse sopravvivere, anche se vistosamente malconcio.

Le rane, solitamente educate, commentarono: «Accidenti, che fortuna!».

Altre creature, come i rospi e i saettoni, fecero osservazioni più adeguate alla sana volgarità degli abitanti della Palude, per cui sarà opportuno non riferirle.

Per una curiosa circostanza, inspiegabile ma utile all’economia del racconto, le peggiori conseguenze le subì la sua personalità, o anima, o spirito che dir si voglia, insomma quel velo impalpabile che alcuni affermano non esistere (essendosi presa la briga di porre un moribondo su una bilancia attendendone pazientemente la morte, non senza averne verificato il peso sia prima che dopo, e avendolo riscontrato immutato).

Strascinata dal grande piede, l’anima s’impigliò alle irregolarità del terreno e si lacerò dissociandosi in più parti. Da quel momento ciascuna parte visse di vita propria, pur nella incontenibile nostalgia di una antica appartenenza comune. Effettivamente ciascun brandello d’anima sapeva di poter esistere solo assieme a tutti gli altri.

 


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