Archivio mensile:agosto 2011

Tabella delle semine nell’orto in AGOSTO

Per una semina corretta tenete conto della vostra zona climatica: confrontate le temperature medie attuali della vostra zona con le temperature ottimali indicate in tabella per ogni ortaggio

Il mese di agosto non è particolarmente dedicato al riposo: anzi, da questo mese si possono cominciare a mettere a dimora molti nuovi ortaggi. In particolare le cime di rapa, i finocchi, le lattughe (è il momento della lattuga romana), gli spinaci, la valeriana. Attenzione però alla vostra zona climatica.  Nella tabella ho indicato le temperature ottimali di germinazione e crescita. Prima di procedere alle semine o ai trapianti, valutate la temperatura media attuaale della vostra zona: se è ancora troppo alta aspettate prima di procedere alla semina.

E’ sempre preferibile seminare le piantine in vasetti singoli, per favorire la formazione di radici che poi sosterranno la pianta al momento del trapianto.
 

Attenzione ai trapianti quando fa troppo caldo
Le temperature sbagliate influiscono molto negativamente sulla buona crescita degli ortaggi.
Non accontentatevi e non ritenete un successo il fatto che la piantina sia nata, il vero successo lo potrete dichiarare al termine della raccolta. Se seminate con temperature troppo alte rispetto alle esigenze della pianta, gli ortaggi da foglia andranno prestissimo a fiore e quelli da frutto termineranno troppo rapidamente il ciclo. Se invece seminate o trapiantate con temperatura bassa le piantine bloccheranno la crescita anche molto a lungo.

L’indivia scarola si può seminare in agosto.
 

Seminate preferibilmente le piantine in vasetti singoli
Tutte le piantine dovrebbero essere seminate in vasetti singoli di torba o di plastica, in modo da poter essere trapiantate con il loro pane di terra. Con questo accorgimento la percentuale di successi nei trapianti può arrivare anche al 100%. Viceversa, se la semina avviene in un vivaietto, la percentuale dei successi nei trapianti si abbassa di molto, quando va bene il 70%.
Per chi coltiva il suo piccolo orto il consiglio è di seminare sempre in vasetti di plastica, oppure comprare le piantine già pronte al trapianto presso i garden center. In effetti spesso una bustina di semi contiene una quantità eccessiva per un piccolo orto; del resto, una volta aperta la bustina, è difficile preservare i semi dall’umidità e spesso dopo un paio di anni perdono la capacità germinativa.

Mentre si raccolgono le cipolle estive, si possono cominciare a seminare quelle invernali.
 

Per ridurre al minimo le perdite in caso di trapianto a radice nuda

Si possono adattare alcuni accorgimenti tra cui:

          per le insalate e ortaggi a foglia, ridurre a metà sia le foglie che le radici (tagliare con una forbice affilata);  Le radici lavoreranno con più efficienza e le foglie disperderanno meno acqua per traspirazione. La piantina emetterà presto nuove foglie.

          Per altre piante, che hanno in genere foglie più coriacee, eliminare comunque qualche foglie tra le più basse e interrare profondamente le varietà in cui è possibile farlo (cavoli, pomodori, peperoni, melanzane); interrare anche la metà circa del fusto. Interrando, formare con la mano una piccola “vaschetta” attorno alla piantina: questa sarà utile per successive innaffiature.

Innaffiare abbondantemente subito dopo l’Interramento, e poi passare almeno due volte al giorno per la prima settimana riempiendo le vaschette o fossetti lasciati attorno a ogni piantina.

La cicoria catalogna si può seminare già in agosto per una produzione tardo-autunnale o invernale. Così pure le puntarelle.
 

TABELLA DELLE SEMINE E DEI TRAPIANTI NELL’ORTO
NEL MESE DI AGOSTO

Ortaggio

Operazione possibile nelle zone alpine e appenniniche

Operazione possibile nelle zone padana, adriatica, tirrenica, e nelle isole.

Temp. Minima germinazione C°

Temp. Media di produzione C°

Asparago

Semina

Semina

25-30

15

Barbabietola

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

15

15-20

Bieta a coste o erbette

Semina/Trapianto

Semina

15

15-20

Carciofo

Trapianto

Trapianto

 

 

Carota

Semina

Semina

25-30

15-20

Cavolo broccolo

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

30

15-20

Cavolo cappuccio

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

25-30

15-20

Cavolfiore

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

25-30

15-20

Cavolo verza

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

25-30

15-20

Cicoria a cespo, cicoria rossa e da taglio

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Cicoria catalogna

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Indivia riccia e scarola

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Cime di rapa

Semina

Semina

25

15-20

Cipolle invernali

Semina

Semina

 

 

Fagiolo nano

Semina all’aperto

Semina all’aperto

30

25

Finocchio

Semina

Semina

20-25

15-20

Lattuga a cappuccio

Semina

Semina

20-25

15-20

Lattuga romana

Semina

Semina

20-25

15-20

Prezzemolo

Semina

Semina

15-20

15-20

Rapa

Semina

Semina

25-30

15-20

Ravanello

Semina all’aperto

Semina all’aperto

20-25

15-20

Rucola

Semina

Semina

15

15-20

Sedano e Sedano rapa

Trapianto

Trapianto

20.25

15-20

Spinacio

Semina

Semina

15-20

15-20

Valeriana

Semina

Semina

15

15-20

Zucchina

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

15

25-30

 

I semi della bieta si presentano spesso raggruppati in glomeruli. Non bisogna dividerli, ma seminare il glomerulo intero: eventualmente alla nascita si sfoltiranno le piantine lasciandone una sola per vasetto.
Nel mese di agosto è possibile trovare nell’orto bellissime piantine di portulaca, detta anche erba porcellana (se si ha avuto l’accortezza di non eliminarle). Questa erba spontanea è ottima, è commestibile in tutte le sue parti  e può essere consumata cruda, sia da sola sia mista alle altre insalate.
 


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La zucca Hokkaido, o zucca Uchiki Kuri

Questa zucca si adatta a ogni tipo di terreno anche se preferisce quello sciolto; può essere coltivata in ogni zona d’Italia perché si adatta benissimo ad ogni clima.

La zucca Hokkaido o Potimarron è una zucca eccellente di prima qualita. E’ un tipo di zucca rampicante. I frutti sono di dimensioni comode per il consumo, infatti, raggiungono un peso che può variare dagli 800 ai 1500 grammi. Di questa zucca si consuma anche la scorza, che è tenera e cuoce come la polpa.
Inizialmente si è diffusa in Giappone, favorita da una campagna di sostegno del governo che la considerava elemento primario nella alimentazione dei contadini impegnati nella trasformazione agricola dell’isola di Hokkaido. Da qui prende uno dei suoi nomi principali.
Più probabilmente troverete in commercio i semi sotto il nome di zucca Uchiki Kuri.

La zucca Hokkaido raggiunge un peso di 800-1500 grammi
 

Alla maturazione i frutti sono di un bel rosso aranciato, ed hanno una forma rotonda leggermentre a goccia. La polpa è eccellente, di colore giallo intenso.
Questa zucca si adatta a ogni tipo di terreno anche se preferisce quello sciolto; può essere coltivata in ogni zona d’Italia perché si adatta benissimo ad ogni clima. Può essere seminata all’aperto a partire da aprile-maggio, in serra riscaldata da febbraio-marzo.
E’ preferibile seminare in piccoli contenitori che poi verranno trapiantati in campo. Mettere 3-4 semi ogni contenitore. Quando le piantine hanno almeno 4 foglie (oltre le due cotiledonari)  lasciare solo la pianta migliore ed eliminare le altre.

Una piantina di zucca a 10 giorni circa
 

In campo vanno sistemate a una distanza minima di 1,5 metri lungo le file e 2 tra le file; se possibile la pianta gradisce arrampicarsi. Le sue ramificazioni raggiungono i 4 metri. Ogni pianta produce con profitto circa cinque zucche che maturano in 90 giorni circa. Se il numero è maggiore conviene eliminarle per favorire le altre.
Questa zucca si conserva a lungo; la polpa è dolce, ricorda la purea di castagne.  
 


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Un ortaggio insolito: il gombo (okri, gumbo, ibisco)

I baccelli del gombo vanno raccolti mentre sono ancora teneri, cioè della lunghezza di 9-12 centimetri. Crescono velocemente, due o tre giorni dopo l’emissione del fiore è già possibile raccoglierli.

Il gombo è un ortaggio poco conosciuto e ancor meno coltivato nei nostri orti, ma certamente molti hobbysti saranno, come sempre accade, intrigati da questa nuova (ma antica) varietà di ortaggio e vorranno provarla nel proprio orto.  
Il gombo (Abelmoschus esculentus) appartiene alla famiglia delle malvacee, ed è un ibisco.In europa se ne consumano i frutti, ma nei paesi di origine (Africa ed Asia)  si usano anche i fusti che una volta macerati forniscono una fibra tessile. Dai semi invece si ricava un olio vegetale.
I baccelli del gombo vanno raccolti quando sono lunghi circa 9-12 centimetri.
 

Predilige i terreni caldi, quindi è opportuno seminare quando il periodo delle gelate è passato. Può essere seminato in file distanti 40 cm alla profondità di 1-2 cm. I semi sono molto maneggiabili in quanti hanno un diametro di 2-3 mm. Per favorire la germinazione si possono mettere a bagno in acqua tiepida, il giorno precedente la semina.

La semina avviene quando i pericoli di gelate sono superati, in genere nei mesi di aprile o maggio
 

Si adatta ad ogni tipo di terreno, ma vuole innaffiature più frequanti se il terreno è sabbioso. La pianta di gombo raggiunge una altezza di 150 cm circa. La fioritura comincia circa 60 giorni dopo il trapianto in campo. I baccelli del gombo vanno raccolti mentre sono ancora teneri, cioè della lunghezza di 9-12 centimetri. Crescono velocemente, due o tre giorni dopo l’emissione del fiore è già possibile raccoglierli. Bisogna fare attenzione a non farli crescere troppo, perché diventano subito duri e mucillaginosi: questo avviene già una settimana dopo il fiore. Probabilmentre uno dei motivi di insuccesso del gombo è proprio questa caratteristica di richiedere una tempistica stretta per la raccolta dei baccelli, che va fatta al massimo ogni due giorni.

 

Il fiore del gombo
 

La produzione continua fino ai primi geli, quando la pianta muore.
Il sapore del gombo ricorda querllo dei fagiolini. Come questi può essere consumato cotto e condito all’agro (olio sale e limone) oppure guarnito con maionese. Può anche essere ripassato in padella con pomodoro o congelato per essere impiegato nei minestroni invernali.

 

La pianta del gombo cresce circa 120-150 cm in altezza.
 

I semi di gombo si ottengono lasciando maturare sulla pianta qualche baccello tra gli ultimi, che andrà poi sgranato. I semi così ottenuti si conservano facilmente all’asciutto per l’impiego nella stagione successiva.

Per ottenere i semi lasciar maturare alcuni baccelli, così come si farebbe con i fagioli.
 


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