Archivio mensile:gennaio 2012

Gennaio nell’orto. Tabella delle semine

Le semine dell’orto all’aperto, al riparo e in serra calda, a seconda delle diverse zone climatiche italiane, per il mese di gennaio

Sono veramente poche le semine possibili all’aperto nel mese di gennaio, si possono contare su una sola mano specialmente per le zone più fredde. Naturalmente se il terreno di semina non è direttamente esposto alle gelate notturne. Sempre in  queste condizioni sono possibili alcuni trapianti di piantine già seminate in novembre-dicembre e quindi già cresciute. In serra calda invece sono ancora molte le semine e i trapianti possibili, specialmente per gli ortaggi estivi da primizia. E’ questo il mese in cui, oltre ai peperoni che hanno un ciclo più lungo già seminati da dicembre, si possono iniziare le semine di pomodori, melanzane e si può continuare quella degli zucchini.

Le fave possono essere seminate anche in gennaio.
 

Questi ultimi dovranno  essere coltivati per tutto il ciclo in serra calda, mentre le piantine di peperoni, pomodori e melanzane potranno anche essere messe a dimora all’aperto a partire da marzo per le zone più calde. La tabella pubblicata in questo post tiene conto di tutte queste differenze. Consultandola noterete come nelle zone più fredde, non si possa seminare né trapiantare praticamente niente all’aperto, mentre nelle zone più temperate le semine possibili al riparo o anche all’aperto sono ancora molte. Prima della tabella presento alcune note introduttive sulle zone e sulle temperature gradite dalle diverse piante.

Anche i piselli si possono semibare in gennaio
 

Calendario delle semine e zone climatiche

L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni
zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni
zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni
zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni

Nelle zone più calde è possibile che le fave seminate a fine ottobre siano già fiorite
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.
All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendfre sotto i 5 gradi. Invece la coltivazion e in serra calda si porebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buoina esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra caldaè già in grado di utilizzarla con profitto.

Le fragole si possono trapiantare in gennaio
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Gennaio.
LEGENDA

Zona
:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI GENNAIO

Ortaggio

Temperature

All’aperto

Serra fredda

Serra calda

 

Minima di germina- zione C°

Media di crescita

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Aglio (spicchi)

 

15-20

45

T

345

T

12345

T

Asparago (radici)

 

 

45

T

345

T

 

 

Cipolle bulbilli

25-30

15-20

45

ST

2345

ST

12345

ST

Fave

25-30

15-20

345

S

12345

S

12345

S

Fragole

6

10

345

T

12345

T

12345

T

Lattuga da taglio

20-25

15-20

 

 

2345

S

12345

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

 

 

2345

ST

12345

ST

Melanzane

25-30

25

 

 

 

 

12345

S

Peperoni

25-30

25

 

 

 

 

12345

S

Piselli e Taccole

5

Inferiore a 15

345

S

12345

S

12345

S

Pomodori

20-25

25

 

 

 

 

12345

S

Prezzemolo

15-20

15-20

 

 

12345

ST

12345

ST

Rapa

25-30

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Ravanello

20-25

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Rucola

15

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Spinacio

15-20

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Valeriana

15

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Zucchino

15

25-30

 

 

 

 

12345

S

 

I pomodori si possono seminare in serra calda fin da gennaio per il trapianto anche all’aperto da marzo
 
 
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Un omaggio veramente utile di COLTIVARE L’ORTO per iniziare positivamente il nuovo anno. Una maggiore vicinanza con la natura è oggi l’esigenza di tutti. Coltivare un orto, anche piccolissimo, aiuta a realizzare questo obiettivo aggiungendo l’utilità di poter mettere sulla tavola prodotti veramente genuini

Cominciare a coltivare un orto, perché no? Non occorre possedere una casa in campagna, bastano anche pochi metri quadrati nel giardino, o addirittura sul balcone di casa. Occorre sfatare la leggenda che per coltivare un orto occorrano grossi appezzamenti di terreno, investimenti e fatiche al di sopra delle nostre forze. Da pochi vasi posti sul balcone si possono ricavare ottimi pomodori, insalate croccanti, spinaci, fagiolini e  tantissimi altri ortaggi che avranno caratteristiche introvabili sui banchi dei supermercati: la freschezza di un ortaggio appena colto che non è passato attraverso una lunga serie di frigoriferi industriali prima di arrivare sulla nostra tavola; in più, la certezza di di un prodotto genuino, esente dalla contaminazione di ormoni, pesticidi e fertilizzazioni forzate.

Molti non sanno che coltivare un orto è facile e divertente. Chi si dedica a questo nobile e antico hobby riscopre  la gioia di un contatto nuovo con la natura,  che si era ormai dimenticato. Riprenderà a guardare il cielo per capire gli umori della luna, delle nuvole, delle stelle. Ritroverà nella sua interiorità l’uomo che è artefice di se stesso e costruisce con la proprie mani quelle opere che non lo rendono più succube di un consumismo alienante. Arte nobile e antica, dicevo: questo vale specialmente per noi italiani, che manteniamo questa passione come eredità culturale del civilissimo popolo romano, che la esportò in tutto il mondio conosciuto. E’ ben noto come ogni famiglia della nobiltà romana disponesse di orti e allevamenti nell’agro extraurbano, dove periodicamenter si rifugiava per dedicarsi alla coltivazione e disintossicarsi dai veleni della città. Allora erano veleni sociali e politici,  oggi in più sono anche veleni chimici. E se non possediamo una casa in campagna, possiamo creare il nostro piccolo angolo anche sul balcone. Basteranno pochi vasi e qualche bustina di semi.

Questo blog  è impegnato da anni ormai nella diffusione di questo hobby. La coltivazione dell’orto è mutata nel tempo assumendo caratteristiche diverse legate ai momenti storici e alla evoluizione sociale. Ne dopoguerra è stato un mezzo di sussistenza per le famiglie che se lo potevano permettere, negli anni ’80 e ’90 è diventato uno stile di vita nuovo per la liberazione dal consumismo e la riappropriazione di una vicinanza alla natura. Oggi nel 2012 è un po’ tutte e due le cose: infatti il momento economico difficile rende interessante anche il contributo economico che l’orto può apportare all’economia domestica.

Per quanti non hanno esperienza nella coltivazione dell’orto, ho pensato di offrire una serie di e-book gratuiti, che diano informazioni utili. Il primo lo presento oggi, è un elenco di tutti gli ortaggi con l’indicazione dei periodi di semina al caldo, in riparo freddo o all’aperto.  L’e-book contiene anche l’indicazione di altre risorse gratuite utili presenti sul web. Seguiranno altri e-book dedicati ad argomenti altrettanto interessanti: per non perderli, iscriviti alla nostra Newsletter e riceverai la comunicazione di ogni nuova pubblicazione.
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30 dicembre 2011

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