Archivio mensile:marzo 2012

APRILE NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE

 

In molte zone d’Italia il mese di aprile consente l’avvio delle coltivazioni all’aperto. In altre questo non è ancora possibile, oppure è possibile  solo in ambiente protetto o serra calda. La Tabella delle semine tiene conto di queste differenze, in modo che possa essere utile in qualsiasi zona d’Italia vi troviate

Aprile, nella maggior parte della penisola comincia ad essere possibile la semina (o il trapianto all’aperto) di una grande quantità di ortaggi. In molte zone però,come per esempio quelle interne appenniniche e quelle alpine, come pure nelle località al di sopra dei 600 metri, occorre svolgere queste operazioni più verso la fine del mese.
In questo periodo primaverile e fino all’arresto delle piogge nell’orto si scatenano le erbe spontanee. Alcune possono essere decisamente utili, come l’ortica che è un ottimo fertilizzante; altre sono tradizionalmente commestibili, come la portulaca; altre hanno usi meno immediati. Tutte però possono essere molto invadenti, fino a soffocare le nostre piantagioni in fase di crescita. 
L’invasione di erbe spontanee si può combattere in diversi modi, tra i quali ricordo:
– gli arnesi tradizionali, come il sarchiatore, la zappetta, l’estirpatore;
– le mani nude, con le quali afferrare e strappare le erbe più vicine ai fusti degli ortaggi;
– il decespugliatore a filo, che però può essere usato solo lungo i sentierini o i bordi esterni delle aiuole;
– la pacciamatura preventiva, che consiste nel mettere a dimora le piantine su aiuole protette da un telo pacciamante nero o verde; questo metodo richiede un lavoro magguiore al momento dell’impianto, ma è molto efficace; oltre a prevenire la nascita dellek infestanti assicura anche un migliore microclima al terreno;
– assolutamente  da escludere, naturalmente, l’uso di diserbanti chimici.

Piantine di pomodoro pronte al trapianto
 

Nel progettare le nuove semine ricordiamoci di attuare il principio sempre valido della rotazione: questo significa che non metteremo mai nelle aiuole le stesse verdure dell’anno precedente. Una buona abitudine sarebbe quella di rimettere la stessa verdura nella stessa aiuola solo dopo tre anni almeno. Qualcuno obietterà: ma nelle serre industriali coltivano lo stesso ortaggio per decine di anni, per esempio pomodori, peperoni, zucchine. Vero. Forse però non è noto che in questi casi viene praticamente sostituito il primo strato di 30 cm di terra, con trattamenti particolari e  infilandoci tanti di quei concimi chimici che neppure immaginiamo: però possiamo immaginare che cosa ci mangiamo.
Un determinato ortaggio tende a succhiare dalla terra tutte le sostanze che gli servono in modo particolare, sicché la terra, impoverita, ha bisogno di qualche anno per riacquistarle naturalmente.

La pacciamatura con telo plastico protegge dalle erbe infestanti e migliora il nicroclima del terreno. Per sistemare le piantine praticare dei tagli alle distanze opportune
 

Le zone climatiche

L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:
– zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni;
– zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni;
– zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni;
– zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni.

Aprile è il mese in cui si cominciano a raccogliere le fave
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature, distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.

All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.

La borragine, oltre ad essere coltivata, spesso nasce anche spontaneamente ed è una delle molte erbe spontanee utili.
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Aprile.  

LEGENDA
Zona
:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole.
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto.

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI APRILE

Ortaggio

Temperature

All’aperto

Serra fredda

Serra calda

 

Minima di germina- zione C°

Media di crescita

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Aglio
(spicchi)

20-25

15-20

345

T

 

 

 

 

Anguria

30

25

345

ST

345

ST

12

ST

Asparago
(radici)

 

15

345

T

 

 

 

 

Barbabietola

25-30

15-20

45

S

345

S

12345

S

Basilico

20-25

25

345

ST

345

S

12345

S

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Carciofo

30

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Cardo

30

15-20

45

S

2345

S

12345

S

Carota

25.30

15-20

45

S

2345

S

12345

S

Cavolo broccolo

30

15-20

345

S

2345

S

12345

ST

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Cavolfiore

30

15-20

345

S

2345

S

12345

ST

Cavolo verza

25-30

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Cavolo di Bruxelles

30

15-20

345

S

2345

S

12345

ST

Cetriolo

30

25

345

ST

345

ST

12345

ST

Cicoria a cespo

20-25

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Cicoria da radice

20-25

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Cicoria da taglio

20-25

15-20

45

S

2345

S

12345

ST

Cicoria rossa
o radicchio

20-25

15-20

345

S

2345

ST

12345

ST

Cipolla, bulbilli

25-30

15-20

2345

ST

 

 

 

 

Cipolla estiva

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Fagioli nani e rampic

30

25

345

S

2345

S

12345

S

Fava

25-30

15-20

123

S

 

 

 

 

Fragola

6

10

2345

T

 

 

 

 

Indivia riccia
e scarola

20-25

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Lattuga da taglio

20-25

15-20

45

S

2345

ST

12345

ST

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

345

S

2345

ST

12345

ST

Melanzana

25-30

25

345

T

2345

ST

123

ST

Melone

25-30

25

345

ST

345

ST

123

ST

Peperone

25-30

25

345

T

345

ST

123

ST

Pisello e Taccola

5

Inferiore a 15

12345

S

123

S

 

 

Pomodoro

20-25

25

2345

T

2345

ST

123

ST

Porro

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

S

Prezzemolo

15-20

15-20

2345

ST

12345

ST

12345

ST

Rapa

25-30

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Ravanello

20-25

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Rucola

15

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Sedano

20-25

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Spinacio

15-20

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Valeriana

15

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Zucca

25-30

25-30

345

ST

2345

ST

123

S

Zucchina

15

25-30

345

ST

2345

ST

12345

ST

 

Le fioriture degli alberi da frutto rallegrano i nostri orti in questo periodo
 

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Moltiplicare i carciofi con i carducci. La scarducciatura

 

Dalla metà di febbraio e fino ad aprile si può eseguire la scarducciatura, con il duplice obiettivo di eliminare i getti in eccesso e di utilizzarne alcuni per la moltiplicazione della carciofaia

Per ottenere i carducci occorre scavare a lato della pianta, in modo da scoprire le radici sotterranee. Da qui partono dei nuovi germogli, cioè della radici provenienti da quella principale da cui spuntano germogli.

Eliminare i carducci per migliorare la produzione

Alla base di ogni pianta si lasciano solo i carducci più belli e vigorosi, in numero di due o tre al massimo. I carducci da eliminare vanno staccati dalla pianta eliminandoli  con un coltello. Molti usano impiegarli in cucina, aggiungendo la parte centrale delle foglie ai  minestroni. Invece la lamina fogliare, essendo molto amara, non si usa.

Prelevare i carducci da usare come nuove piante

In questo caso è necessario prelevare il carduccio lasciando attaccata una parte della radice madre, detta “tallone”. Questo accorgimento favorirà la ripresa. Potete mettere i carducci direttamente in terra, oppure potete sistemarli provvisoriamente in vasi di plastico da cui poi li trasferirete in terra quando sarete certi del loro attecchimento.

 
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