Archivio mensile:giugno 2012

Luglio nell’orto. Tutte le semine

 

Nel mese di luglio si conclude la possibilità, per alcuni ortaggi a ciclo lungo, di fare delle semine ma resta ancora possibile fare dei trapianti specialmente nelle zone a inverno mite. Esistono inoltre moltissimi ortaggi alternativi a quelli più comuni, con i quali possiamo riempire l’orto per la gioia degli occhi e della tavola

Parlando di ortaggi di cui è ancora possibile, ma con prudenza, il trapianto, mi riferisco in particolare a peperoni, melanzane, pomodori e zucche. Trapiantando ora le piantine acquistate nei mercatini o negozi specializzati si può avere un raccolto da settembre, prolungato anche fino a dicembre per pomodori e peperoni; inutile dire che si punta su una buona stagione prolungata, perché in effetti basterebbe un solo breve periodo di temperature sfavorevoli per mettere le piantine fuori produzione.

Gli zucchini aprono i loro fiori maschili. Sotto, appena visibile, una zucchina si sta formando.
 

PERCHE’ NON PROVARE ALTRI ORTAGGI?
Esistono tuttavia moltissimi ortaggi che possono essere tranquillamente seminati o trapiantati anche nel mese di luglio, a partire da tutta la famiglia delle brassicacee (cavolfiore precoce, broccolo, cappuccio, verza e cavolino di Bruxelles) ) che daranno ottimi prodotti nell’autunno.
Continua ad esser possibile la semina di lattughe scegliendo tra le varietà più adatte alla stagione (verificare il periodo di semina sulle bustine di semi);  le piantine reperibili sulle bancarelle sono generalmente sempre adatte alla stagione in corso. Per gli amatori è questo il momento migliore di avviare la coltura dei finocchi e della cicoria catalogna, anche nella varietà detta a puntarelle.
Se il tempo utile alla semina della cipolla è al momento esaurito, resta possibile la semina o trapianto del porro.
Zucchini e fagiolini nani, essendo ortaggi a ciclo breve, possono essere seminati anche in luglio, e fino a settembre nelle zone a stagione mite lunga.

Una minuscola melanzana, appena all’inizio del suo sviluppo
 

L’IRRIGAZIONE
Nei mesi di luglio e agosto occorre curare molto l’irrigazione, che deve  essere più o meno abbondante a seconda delle varietà, ma soprattutto deve essere costante. Il passaggio da ambienti troppo umidi ad ambienti troppo secchi (questo si verifica quando, per esempio, saltiamo anche un solo giorno di irrigazione) può provocare stress irrimediabili in alcuni ortaggi, come nei fagiolini che si riprendono molto difficilmente da una mancanza d’acqua anche breve.
Altri ortaggi (per esempio  pomodori, bieta) hanno una capacità di ripresa prodigiosa. In mancanza d’acqua le foglie assumono l’aspetto di straccetti penzolanti dai rami, ma dopo una innaffiatura, in un paio d’ore riprendono l’aspetto originale. Tuttavia un danno è stato fatto, specialmente se la pianta ha già piccoli frutti. Danni peggiori che incidono sulla produttività si verificano quando peperoni o melanzane soffrono la carenza di acqua.
In particolare nei pomodori il marciume apicale (punta nera nei pomodori di taglia lunga, come i sanmarzani) può essere indotto proprio dagli squilibri di irrigazione.

Bastano pochi vasi per allestire una collezione di peperoncini
 

Il modo migliore di irrigare
L’irrigazione andrebbe sempre fatta con il metodo a scorrimento, gioè facendo correre l’acqua nei solchi tra le file dell’orto. Questo tipo di irrigazione si può fare, se proprio indispensabile, a qualsiasi ora del giorno. Molti usano innaffiare l’orto con gli spruzzatori, perché così si risparmia tempo. Ci sono molti elementi a sfavore. Anzitutto, questo tipo di irrigazione deve essere fatto in piena notte, nè subito dopo il tramonto quando le foglie sono ancora “calde” nè poco prima dell’alba quando il sole levandosi andrebbe a colpire foglie ancora bagnate.
Quando le piante sono alte o fitte gran parte dell’acqua spruzzata si ferma sulle foglie e non arriva alle radici, dove ce ne sarebbe più bisogno. Infine, rimane sempre vera l’equazione che recita: foglie bagnate, malattie più facili. Tutte le malattie fungine (oidio, peronospora, ecc) si sviluppano molto di più sulle foglie bagnate.

Una vecchia pianta di uva francesina cresce spontaneamente senza nessuna cura
 

Ortaggi più saporiti
Esiste tuttavia una tecnica che consiste proprio nel sospendere l’irrigazione qualche giorno prima del raccolto per avere angurie e meloni più dolci, o peperoncini più piccanti. In genere tutti gli ortaggi (non quelli a foglia) possono beneficiare di un miglioramento delle qualità, però quando si tratta di ortaggi a raccolta scalare, come i pomodori, la riduzione dell’irrigazione per avere pomodori più saporiti compromette la crescita di quelli piccoli che si stanno formando.

I TRAPIANTI
E’ sempre preferibile acquistare piantine robuste, con radici ben accestite nel contenitore. Il trapianto si fa togliendo la piantina dal contenitore in cui è cresciuta mantenendo ben intero il pane di terra con le radici, e trasferendola subito in campo. Avvertenze importanti: i trapianti si fanno sempre al tramonto, e subito dopo occorre innaffiare la terra attorno al fusto per far sì che la terra si compatti attorno alle radici. Alcune piantine (insalate, ecc.) vanno trapiantate alla profondità del colletto, cioè esattamente come erano nel contenitore d’origine, Altre  (come i pomodori) vanno interrate quasi fino alle prime foglie. Molte altre indicazioni utili per uil trapianto si possono trovare scaricando l’e-book gratuito COME FARE I TRAPIANTI NELL’ORTO, TUTTE LE TECNICHE a questo indirizzo:

http://www.delmedico.it/trapianti.HTM

Puoi anche vedere questo post:

PROFONDITA’ DI SEMINA DEI VARI ORTAGGI
http://coltivarelorto.myblog.it/archive/2011/05/22/profondita-di-trapianto-dei-principali-ortaggi.html

I cetrioli crescono appesi alla loro rete di sostegno
 

Rispettare le distanze
Ogni piantina ha bisogno di uno spazio vitale nel terreno e nell’aria. Sistemando le piantine troppo vicine l’unico risultato possibile è che nessuna di esse crescerà normalmente. Se purte qualcuna darà frutti saranno piccoli e insipidi.  Ogni pianta ha bisogno di spazio nel terreno per estendere le radici. Alcune piante emettono dalle radici enzimi e ormoni che tendono a respingere le radici competitrici, quindi due piante troppoi  vicine si ostacoleranno a vicenda e nessuna delle due crescerà. Inoltre spazi ristretti non forniscono alla pianta tutti i minerali necessari alla nutrizione. Infine,  piante troppo fitte si ombreggiano a vicenda e creano un microclima favorevole allo sviluppo di muffe e e batteri tra cui la temibilissima peronospora e l’oidio. Se coltivate in vaso le misure adatte (il diametro minimo dei vasi) lo trovate in questi post:

ORTO IN VASO. DIMENSIONI DEI VASI , 1
http://coltivarelortoinvaso.myblog.it/archive/2011/05/26/le-dimensioni-dei-vasi-per-coltivare-ortaggi-1.html

ORTO IN VASO. DIMENSIONI DEI VASI , 2
http://coltivarelortoinvaso.myblog.it/archive/2011/05/26/dimensioni-dei-vasi-per-la-coltivazione-di-ortaggi-2.html

Se coltivate in terra la distanza sulle file deve essere del 30% in più, tra le file del 50% in più.

I primi pomodori sono già maturi, ma moltissimi altri stanno completando la loro crescita
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita
L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

Piantine di broccoli pronte al trapianto
 

Ecco qui sotto la Tabella delle semine di Luglio.

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI  LUGLIO

Ortaggio

Temperature

Operazioni  all’aperto

 

Minima di germina zione C°

Media di crescita

Operazione
(S= Semina  T= Trapianto)

Barbabietola

25-30

15-20

ST

Basilico

20-25

25

T

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

ST

Carciofo

30

15-20

T

Carota

25.30

15-20

S

Cavolo broccolo

30

15-20

ST

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

ST

Cavolfiore

30

15-20

ST

Cavolo verza

25-30

15-20

ST

Cavolo di Bruxelles

30

15-20

T

Cetriolo

30

25

T

Cicoria a cespo

20-25

15-20

ST

Cicoria catalogna

20-25

15-20

ST

Cicoria da radice

20-25

15-20

ST

Cicoria da taglio

20-25

15-20

ST

Cicoria rossa
o radicchio

20-25

15-20

ST

Fagioli nani e rampic

30

25

S

Finocchi

20-25

15-20

ST

Indivia riccia
e scarola

20-25

15-20

ST

Lattuga da taglio

20-25

15-20

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

ST

Melanzana

25-30

25

T

Melone

25-30

25

T

Peperone

25-30

25

T

Pomodoro

20-25

25

T

Porro

25-30

15-20

T

Prezzemolo

15-20

15-20

ST

Rapa

25-30

15-20

ST

Ravanello

20-25

15-20

ST

Rucola

15

15-20

ST

Sedano

20-25

15-20

ST

Spinacio

15-20

15-20

ST

Zucca

25-30

25-30

T

Zucchina

15

25-30

ST

 

Un vecchio pero continua a produrre i suoi frutti
 

Vedi anche questi articoli:
Favorire l’impollinazione dei pomodori
Concimare l’orto con lo stallatico pellettato, ottimo succedaneo del letame
Quando spunta? Tempi di germinazione degli ortaggi
Verificare la scadenza dei semi
Il trapianto a radice nuda. Superare lo stress del trapianto

 

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ORTO FACILE. TRAPIANTARE I FINOCCHI

 

Giugno è il mese più adatto per la semina dei finocchi. Sia che li seminiamo in proprio, sia che acquistiamo piantine già cresciute, occorre tener epresente che il trapianto è un momento molto delicato ed è necessario applicare alcuni accorgimenti peruna buona riuscita

Il finocchio è una pianta che tende a sviluppare radici e foglie molto lunghi. Quando lo si  trasferisce in terra la pianta incontra difficoltà nel proseguire la propria attività ordinaria, consistente nel trasferire nutrimento dalle radici alle foglie per poter crescere. Questo è particolarmente vero quando si pratica il trapianto a radice nuda, cioè si trasferiscono in campo piantine coltivate tutte assieme ed estirpate dal terreno. In questo caso tutta o quasi tutta la terra attorno alle radici va persa.

Le piantine di finocchio sviluppano foglie molto lunghe
 

Se le piantine provengono dal proprio vivaio si può ovviare parzialmente a questo problema innaffiando abbondantemente il terreno prima dell’estirpazione, e togliendo poi la pianta dalla terra con l’aiuto di una forchetta o di un cucchiaio in modo da sollevare, assieme alla radice, anche una porzione di terra. Le piantine vanno prelevate e ripiantate subito una alla volta.

Le piantine si astraggono dal contenitore afferrandole al colletto e tirando leggermente. Se fanno resistenza spingere dal foro inferiore con una cannuccia.
 

Se invece le piantine sono state coltivate singolarmente, ciascuna nel proprio vasetto, allora si può praticare il trapianto detto “con pane di terra” che facilita molto la ripresa della piantina. In questo caso è opportuno sospendere per uno o due giorni l’irrigazione del vivaio, in modo che le piantine si sfilino meglio  dai loro contenitori. Spesso, infatti, le radici crescendo fanno forza sui bordi per cui diventa difficile estrarle. Eventualmente possono anche essere spinte con una cannuccia dal foro inferiore.

Le cime vanno eliminate come in figura. Le piantine si riprenderanno velocemente ed emetteranno quanto prima nuove foglie
 

In ogni caso, il passaggio dal vivaio al campo aperto comporta una variazione rilevante del microclima, a cui la pianta fatica ad  abituarsi. E’ necessario ridurre al minimo lo spreco di energie, affinché la pianta riesca a emettere velocemente nuove radici capillari che riprendano a succhiare nutrimento dal terreno.
Per ridurre i consumi della piantina si usa cimare le foglie, come si può vedere nella foto. La pratica non danneggia affatto la piantina che emetterà rapidamente foglie nuove, Del resto le foglier più esterne difficilmente sopravviverebbero al trapianto e non farebbero altro che sovraccaricare la pianta di una fatica inutile.

E’ assolutamente importante poi eseguire i trapianti al tramonto in modo che la piantina abbia almeno una nottata per ambientarsi prima di essere esposta al sole diretto. Infine, appena messa la piantina in terra innaffiate abbondantemente vicino al fusto, e continuate con innaffiature frequenti nei due-tre giorni seguenti.

Il trapianto va fatto preferibilmente al tramonto. Subito dopo la piantina va innaffiata abbondantemente in modo che l’acqua compatti la terra attorno alle radici.

 

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