Archivio mensile:luglio 2012

Concimare l’orto. Tutto in un e-book gratuito

SCARICA GRATIS L’E-BOOK “cONCIMAZIONE DELL’ORTO”

Concimare l’orto significa nutrire le piante, cioè fornire loro gli elementi essenziali che sono veramente molti

 

Nelle piante coltivate è frequente la manifestazione di fenomeni relativi a carenze nutritive, come per esempio l’ingiallimento o la malformazione delle foglie, o altri aspetti che denunciano chiaramente uno stato di sofferenza. Eppure, siamo convinti di non aver fatto mancare niente alle nostre amate piantine.

Ma ogni terreno ha la sua particolarità, e spesso non riesce a fornire tutto il nutrimento, o forse non riesce a fornirlo nel modo giusto. Troppa o troppo poca presenza di un elemento possono essere causa di una crescita stentata.

L’e-book di sedici pagine che si può scaricare gratuitamente dal link più sotto
 

 

Scarica gratuitamente l’e-book di Coltivare l’orto “La concimazione nell’orto” a cura di Bruno Del Medico.

 

In un e-book da scaricare gratuitamente, tutte le informazioni di base ed i consigli pratici per una concimazione equilibrata ed efficace dell’orto familiare. Finalmente un testo completo ed esauriente, ma semplice, per ottenere di più e meglio dal proprio orto, rispettando i canoni della coltivazione biologica

 

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Una giusta concimazione contribuisce ad ottenere buoni raccolti
 

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Concimare l’orto con lo stallatico pellettato, ottimo succedaneo del letame
Quando spunta? Tempi di germinazione degli ortaggi
Verificare la scadenza dei semi
Il trapianto a radice nuda. Superare lo stress del trapianto
 

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AGOSTO NELL’ORTO. TUTTE LE SEMINE NELL’ORTO DI AGOSTO

Fare l’orto, coltivare l’orto, semine di agosto, cime di rapa, pomodori, melanzane, peperoni

 

Con il mese di agosto termina definitivamente la possibilità di mettere in campo ortaggi a lungo ciclo come pomodori, melanzane, peperoni e zucche, Nello stesso tempo però comincia ad essere possibile la semina della cipolla invernale. Nelle zone in cui il clima volge presto a valori autunnali potete iniziare la semina delle cime di rapa, un ottimo ortaggio invernale

Teoricamente in agosto dovrebbe terminare la produzione di molti ortaggi, come i pomodori, ma se questi sono stati trapiantati a dimora a fine marzo-aprile, tempo permettendo potranno continuare la produzione alcuni mesi ancora; negli orti delle zone a clima più mite si possono raccogliere pomodori e peperoni anche fino a dicembre. Nelle coltivazioni industriali non sarebbe più conveniente, ma nei piccoli orti questa è una pratica comune.

Le melanzane sono già in piena produzione, non è più tempo di semina nè di trapianto
 

Potare le melanzane per una seconda produzione

Sempre nelle zone a clima più mite, dove il freddo invernale spesso attende oltre dicembre per farsi sentire, è possibile potare vle melanzane per stimolare un secondo raccolto. Le piante ormai esaurite si tagliano a 20 cm da terra per stimolare l’emissione di nuove ramificazioni laterali che potranno produrre a fine ottobre-novembre. Non sempre riesce, ma se non si ha l’urgenza di riutilizzare il terreno per nuove coltivazioni, si può provare.

Le cime di rapa torneranno presto nei nostri orti autunnali
 

E’ l’ora delle cime di rapa

La Cima di rapa preferisce clima mite ma continua la sua crescita anche fino a soli 5°C. Ama terreno sciolto, ph medio (6-7) ed esposizione soleggiata. La semina si può fare in campo in file distanti 40/60 cm e alla distanza di circa 15 cm sulla fila. In pratica, essendo il seme finissimo (300-400 semi per grammo) si semina in file ininterrotte oppure a spaglio, e si procede al diradamento quando le piantine sono alte almeno 4-5 cm.
Per saperne di più segui questi link:  

Coltivare le cime di rapa nell’orto  

Coltivare le cime di rapa in vaso 

Per innaffiare nei mesi caldi è meglio raccogliere l’acqua in un serbatoio il giorno precedente, in modo che si porti a temperatura ambiente. Le piante soffrono se innaffiate con l’acqua fredda di pozzi profondi
 

L’IRRIGAZIONE

Nei mesi di luglio e agosto occorre curare molto l’irrigazione, che deve  essere più o meno abbondante a seconda delle varietà, ma soprattutto deve essere costante. Il passaggio da ambienti troppo umidi ad ambienti troppo secchi (questo si verifica quando, per esempio, saltiamo anche un solo giorno di irrigazione) può provocare stress irrimediabili in alcuni ortaggi, come nei fagiolini che si riprendono molto difficilmente da una mancanza d’acqua anche breve.
Altri ortaggi (per esempio  pomodori, bieta) hanno una capacità di ripresa prodigiosa. In mancanza d’acqua le foglie assumono l’aspetto di straccetti penzolanti dai rami, ma dopo una innaffiatura, in un paio d’ore riprendono l’aspetto originale. Tuttavia un danno è stato fatto, specialmente se la pianta ha già piccoli frutti. Danni peggiori che incidono sulla produttività si verificano quando peperoni o melanzane soffrono la carenza di acqua.
In particolare nei pomodori il marciume apicale (punta nera nei pomodori di taglia lunga, come i san marzano) può essere indotto proprio dagli squilibri di irrigazione.

Quando il basilico emette le spighe fiorali non cresce più e perde aroma. Per prolungare la produzione le spighette vanno eliminate manualmente: la pianta emnetterà nuovi getti e nuove foglie
 

Il modo migliore di irrigare

L’irrigazione andrebbe sempre fatta con il metodo a scorrimento, gioè facendo correre l’acqua nei solchi tra le file dell’orto. Questo tipo di irrigazione si può fare, se proprio indispensabile, a qualsiasi ora del giorno. Molti usano innaffiare l’orto con gli spruzzatori, perché così si risparmia tempo. Ci sono molti elementi a sfavore. Anzitutto, questo tipo di irrigazione deve essere fatto in piena notte, nè subito dopo il tramonto quando le foglie sono ancora “calde” nè poco prima dell’alba quando il sole levandosi andrebbe a colpire foglie ancora bagnate.

Quando le piante sono alte o fitte gran parte dell’acqua spruzzata si ferma sulle foglie e non arriva alle radici, dove ce ne sarebbe più bisogno. Infine, rimane sempre vera l’equazione che recita: foglie bagnate, malattie più facili. Tutte le malattie fungine (oidio, peronospora, ecc) si sviluppano molto di più sulle foglie bagnate.

I peperoncini saranno più piccanti se si sospende o si diminuisce l’irrigazione prima della raccolta
 

Ortaggi più saporiti

Esiste tuttavia una tecnica che consiste proprio nel sospendere l’irrigazione qualche giorno prima del raccolto per avere angurie e meloni più dolci, o peperoncini più piccanti. In genere tutti gli ortaggi (non quelli a foglia) possono beneficiare di un miglioramento delle qualità, però quando si tratta di ortaggi a raccolta scalare, come i pomodori, la riduzione dell’irrigazione per avere pomodori più saporiti compromette la crescita di quelli piccoli che si stanno formando.

Se le piantine stentano a uscire dagli alveoli, perché le radici fanno presa sui bordi, non accanirsi a tirare ma spingerle fuori con una cannuccia dal foro inferiore
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

I fagioli a portamento nano possono ancora essere seminati in agosto. I cornetti richiedono 50-60 giorni per essere pronti alla raccolta, mentre quelli tipo Marconi della figura possono richiedere almeno venti giorni in più
 

Ecco qui sotto la Tabella delle semine di Agosto

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI AGOSTO

Ortaggio

Temperature

Operazioni  all’aperto

 

Minima di germina zione C°

Media di crescita

Operazione
(S= Semina  T= Trapianto)

Barbabietola

25-30

15-20

ST

Basilico

20-25

25

T

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

ST

Carciofo

30

15-20

T

Carota

25.30

15-20

S

Cavolo broccolo

30

15-20

ST

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

ST

Cavolfiore

30

15-20

ST

Cavolo verza

25-30

15-20

ST

Cavolo di Bruxelles

30

15-20

ST

Cetriolo

30

25

T

Cicoria a cespo

20-25

15-20

ST

Cicoria catalogna

20-25

15-20

ST

Cicoria da taglio

20-25

15-20

ST

Cicoria rossa
o radicchio

20-25

15-20

ST

Cima di rapa

25

15-20

S

 

I miei libri possono essere trovati qui
 

Cipolla invernale

25-30

15-20

S

Fagioli nani

30

25

S

Finocchi

20-25

15-20

ST

Indivia riccia
e scarola

20-25

15-20

ST

Lattuga da taglio

20-25

15-20

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

ST

Lattuga romana

20-25

15-20

ST

Prezzemolo

15-20

15-20

ST

Rapa

25-30

15-20

ST

Ravanello

20-25

15-20

ST

Rucola

15

15-20

ST

Scirzobianca

20

15-20

S

Sedano

20-25

15-20

ST

Spinacio

15-20

15-20

ST

Zucchina

15

25-30

ST

 

La lattuga può essere seminata anche in agosto. La semina più fitta consente di raccogliere alcune piante quando saranno a mezza crescita ma già utili per la tavola, lasciando spazio alle rimanenti di espandersi
 

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UNA PIANTINA DI RAFANO DA RECUPERARE PER L’ORTO

09820 2012-07-18-piantina di rafano

In un angolino del mio orto ho trovato una piantina di rafano, le cui radici piccanti sono ottime per condire carni e preparare salse. Ho provveduto a trasferirla in un vaso per farla crescere finché la rimetterò in terra in un posto più opportuno.

Questa volta ho voluto filmare l’operazione, che rimane valida per il trasferimento di qualsiasi pianta da un prato o da un’altra località aperta, al nostro orto. Puoi vedere il filmato su Youtube a questo indirizzo:

http://youtu.be/0G1iU4_SgeY

 

 
 

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Coltivazione indoor: in cosa consiste la coltivazione fuori suolo in idroponica e aeroponica

coltivazione indooor coltivare indoor

Ecco come è fatta la coltivazione indoor e che vantaggi principali porta. Muovere i primi passi nel campo dell’idroponica e dell’aeroponica con manuali video e guide specializzate.

La coltivazione indoor implica l’utilizzo di spazi al chiuso per le tecniche agricole. Il punto però è che si necessita di spazi e soprattutto di un terreno agricolo per coltivare indoor.
L’idroponica e l’aeroponica sono tecniche antiche ( nate a fine ‘700 e riscoperte negli anni ’30 ) che si sono sviluppate per ovviare a questi problemi e passare ad una coltivazione indoor di nuova generazione: coltivare indoor non diventa più un problema di terreno da utilizzare.
Vi sono diversi metodi per effettuare la
coltivazione indoor ( o Idroponica          /Aeroponica ) e spesso è utile seguire alcuni portali specializzati con manuali e guide che consentano di capire come iniziare a coltivare.

Come si coltiva senza terreno con l’idroponica?
In pratica l’idroponica consente di poter far crescere le piante fuori suolo o fuori dal terreno. Si utilizzano delle vasche ( tipicamente dei vasi in plastica appositi ) in cui vengono immerse tutte le piante per far crescere le radici. Una volta che le piante hanno sviluppato le radici, queste vengono fatte sopravvivere aggrappandole a degli strati ( detti substrati) naturali, studiati appositamente per sorreggere le piante.

 

E il terreno per coltivare dove va a finire?
Nella coltivazione idroponica e aeroponica, il terreno semplicemente, non serve più. Infatti nelle coltivazioni tradizionali le piante assorbono il “nutrimento” dal terreno. Per nutrimento si intendono tutti i sali minerali e le sostanze che compongono il terreno ( l’acqua è la più comune ) di cui la pianta si nutre quando viene coltivata.
In questo caso invece tutto il nutrimento viene immesso nelle vasche piene d’acqua. Grazie all’inserimento di fertilizzanti totalmente naturali e all’uso di pompe che miscelano l’acqua, si produce una soluzione d’acqua ricca dello stesso nutrimento che altrimenti verrebbe preso dal terreno.
Attenzione. Nelle colture tradizionali le piante non vivono se il terreno non è ricco di Sali minerali e non vengono fertilizzate. Infatti il nutrimento non viene dalla terra a meno che questa non sia particolarmente ricca di sostanze nutritive. Ecco perché le piante, di solito, assorbono i fertilizzanti che i coltivatori sono soliti utilizzare a seconda del tipo di coltura.
Quindi la terra serve alla pianta per “aggrapparsi” a un “sostegno” ( radicarsi nel terreno) e poter “mettere le basi” per ricevere il nutrimento.

Nella coltivazione idroponica invece, non c’è terra ma un substrato naturale ( come detto ) e le piante ricevono meno fertilizzanti rispetto a quelli che riceverebbero se fossero in terra. I vantaggi sono numerosi:
1)
    
Non c’è bisogno di possedere un terreno agricolo ma solo del semplice spazio.
2)
     Il consumo di acqua si riduce e si risparmia fino al 90% d’acqua
3)
     I fertilizzanti sono minori perché restano costantemente nella soluzione acquosa delle vasche
4)
     Pesticidi, antiparassitari e ciò che di solito danneggia le piante ( e anche l’uomo ) vengono drasticamente ridotti, visto che si coltiva in ambienti indoor e quindi si possono controllare diversi fattori ( in basso ).

Inoltre vi sono innumerevoli altri vantaggi ma questi sono i più evidenti e possono essere apprezzati anche da chi è agli inizi con la coltivazione idroponica o aeroponica.

 

Ma un substrato per l’idroponica in realtà è un terreno?
Il substrato assomiglia molto ad un terreno. In realtà è uno strato di origine naturale che non ha a che fare con la terra ma con diversi strati, testati e studiati, nel corso dei secoli, su cui è possibile far sviluppare le piante.
Il più comune è la perlite. Vi sono poi l’argilla espansa, la fibra di cocco, la lana di roccia e diversi altri. Senza entrare troppo in dettagli tecnici basta immaginare che a posto della terra le piante vengono fatte aggrappare a questi substrati con tecniche particolari.

Risparmio dell’acqua dal 30 al 90%
Le coltivazioni idroponiche e  aeroponiche consentono notevoli risparmi d’acqua perché questa non viene assorbita da un terreno ma rimane sempre nelle vasche di cui si diceva e a portata delle piante. La soluzione acquosa non ristagna e le piante non marciscono grazie alle pompe (vedi sopra ) che mescolano la soluzione e in particolare grazie ad un filtro particolare detto “ Filtro ad osmosi inversa” che filtra la soluzione consentendo alla pianta di assorbire il giusto quantitativo di nutrimento senza i particelle inutili che potrebbero generarsi nella soluzione acquosa.
In questo modo le piante assorbono solo l’acqua di cui hanno bisogno, tramite le radici e crescono più rapidamente perché il movimento vorticoso dell’acqua, con la pompa ossigena meglio le piante che così possono attuare la fotosintesi clorofilliana più facilmente.
Così congegnate le coltivazioni idroponiche consentono un risparmio d’acqua del 30 % e quelle aeroponiche del 90%. Per fare un esempio, nelle coltivazioni normali, per 1 Kg. di pomodori sono necessari 200 litri d’acqua, in idroponica 150 e in aeroponica solamente 10 litri. Un bel risparmio. 

Come inizio la coltivazione indoor fuori dal terreno?
Per iniziare a coltivare indoor è utile come si accennava prima, seguire dei manuali introduttivi per capire da dove iniziare. Se poi i manuali sono supportati anche da video e materiale ad hoc sulla coltivazione idroponica e tutte le tecniche idroponiche, allora si capisce bene come utilizzare tutti gli strumenti per coltivare indoor.

 

Per iniziare a conoscere queste tecniche si dovrebbe sapere che il ciclo di vita di una pianta è composto da 3 fasi: Germinazione – Crescita – Fioritura.
 La germinazione è il periodo in cui di solito, si utilizzano delle piccole serre ( dette: mini-serre ) dove vengono inseriti dei piccoli substrati in cui il seme germina.
Nella fase di Crescita solitamente bisogna
coltivare indoor con delle lampade particolari per illuminare le piante e gestire le ore di luce dell’area di coltivazione.
In fine nella fase di Fioritura andranno mantenuti fiori o frutti a seconda del tipo di coltivazione scelta e attraverso tecniche particolari che ne prevedono il mantenimento.In conclusione sia l’idroponica che l’aeroponica, come quasi tutte le tecniche per il giardinaggio indoor permettono a chiunque di coltivare senza bisogno del possesso di un terreno agricolo. Un tipo di agricoltura che strizza un occhio all’ambiente ( poca acqua utilizzata ) e senza l’impiego di grandi risorse economiche.

 

 

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