Archivio mensile:ottobre 2012

Come coltivare un orto d’inverno. Consigli pratici

Come coltivare l’orto d’inverno. Consigli pratici

E’opinione comune che il periodo migliore per coltivare un orto siano i mesi tra la primavera e l’estate, e che d’inverno si debba lasciare l’orto a riposo. Questo perché il freddo invernale ostacola le coltivazioni. Tuttavia il clima sfavorevole è controbilanciato da molti altri fattori: l’assenza quasi totale dei voraci parassiti e un attacco più modesto delle erbe infestanti, come le minori cure da riservare agli ortaggi invernali compresa la scarsa necessità di irrigazione. In definitiva. gli ortaggi invernali sono più robusti e più facili da coltivare rispetto quelli estivi


Naturalmente l’estate offre una gamma più vasta di ortaggi coltivabili, ma anche quelli invernali non sono pochi né secondari dal punto di vista nutrizionale della resa. Mentre d’estate basta la distrazione di un paio di giorni in cui non si irrigano i fagiolini per perdere la coltivazione, o per ritrovarsi con le melanzane ridotte a un filare di scheletri erosi dalla dorifera, il grande spauracchio dell’inverno è il freddo.
Tuttavia, se dovessi dare un consiglio a chi deve cominciare, gli direi di farlo l’autunno seminando fave, piselli, cavoli, lattughe invernali e dotandosi del minimo indispensabile per proteggere le colture dal freddo: teli di tessuto non tessuto, o anche archetti metallici e telo PVC per allestire dei piccoli tunnel.

le fragole resistono ottimamente al freddo
 

Comunque dipende dalla zona. Se vivete in Alto Adige non vi conviene seminare assolutamente nulla senza disporre di una serra. Nelle zone simili alla Val Padana potete rischiare. Nelle coste e sulle isole, invece, rischiate pure e tenete a bada il termometro nelle nottate particolarmente limpide e stellate: sono quelle in cui il termometro potrebbe scendere sotto zero, e potreste avere bisogno di stendere qualche telo di tessoto non tessuto sulle coltivazioni.Ho pensato di raccogliere alcuni consigli utili per tutti, in questo piccolo vademecum dell’orto invernale

I cavoli in genere resistono al freddo. Più di tutti il Cavolo nero, o Cavolo toscano
 

1 – Considerate le temperature tipiche degli ortaggi

E’ inutile sfidare la natura cercando di coltivare a febbraio ortaggi che richiedono il sole di giugno.  Per ogni  ortaggio esistono due temperature che bisogna tenere d’occhio, La prima è la temperatura minima di germinazione. Stabilito in 25-30 °C  quella della melanzana, non provate a seminarla quando la temperatura è di 10 gradi perché non nascerebbe affatto. La seconda temperatura è quella detta media di crescita: al di fuori di quell’intervallo la pianta arresta la crescita, quando è più bassa ma anche quando è più alta.

Ogni mese pubblico su questo blog una tabella con le semine, e per ogni ortaggio indico queste temperature. La tabella delle semine di novembre la potete vedere qui:
http://coltivarelorto.myblog.it/archive/2012/10/20/novembre-nell-orto-tabella-delle-semine-e-tecniche-di-protez.html

 

Anche le fave sono un tipico ortaggio invernale
 

2 – A seconda della zona, scegliete gli ortaggi più resistenti o abbastanza resistenti

Ecco una tabella con l’indicazione degli ortaggi MOLTO restential freddo, e di qoelli ABBASTANZA resistenti. I primi possono affrontare temperature fino a -5 °C e anche più, ma non continuativamente. I secondi possono affrontare una nottata a zero gradi fino a -2, con una protezione superficiale, ma non troppe nottate consecutive.

ORTAGGI RESISTENTI AL FREDDO

Ortaggi MOLTO resistenti al freddo

Ortaggi ABBASTANZA resistenti al freddo

Aglio

Barbabietola

Asparago

Bieta a coste o erbette

Cardo

Carciofo

Cavolo di Bruxelles, Cavolo Cappuccio, Caviolo Verza o di Milano, Cavolo nero o Cavolo penna o Cavolo Toscano

 

Carota

Fava

Cavolfiore

Fragola

Cavolo broccolo

Pisello

Cicoria

Porro

Cima di rapa

Radicchio

Cipolla

Rapa

Finocchio

Spinacio

Indivia

 

Lattuga

 

Ravanello

 

Rucola

 

Sedano

 

Valeriana

 

I tunnel plastici sono facili da costruire e assicurano un buon livello di protezione
 

3 – Coltivare varietà precoci

In autunno seminate varietà precoci che sfrutteranno di più il sole  ele temperature che vanno sempre diminuendo, e potranno essere pronte prima che gennaio e febbraio arrivino con la pienezza del freddo

Le prode rialzate e la pacciamatura sono tra le prime precauzioni da prendere nella coltivazione invernale dell’orto
 
 

4 – Adottate tutte le protezioni possibili

Ecco un piccolo riassunto delle protezioni possibili, da mettere in opera ove non si disponga di una serra, o nel caso che questa sia piccola.

TECNICHE DI PROTEZIONE DAL FREDDO  IN UN PICCOLO ORTO

1

Pacciamatura.

La pacciamatura con telo nero ha lo scopo di catturare e mantenere il calore del terreno. Oltre ciò, diminuisce l’aggressione delle erbe spontanee. Una pacciamatura meno efficace ma utile per alberi e piante perenni si può ottenere accostando alla base delle piante foglie secche, trucioli, cartone, carta di giornale o altro materiale.

2

Tunnel di materia plastica

Si realizzano con archetti di filo di ferro abbastanza robusti (diametro minimo 3 mm) infissi nel terreno e ricoperti da telo plastico.

Il telo più usato è quello in polietilene, che però degrada rapidamente, Un telo più resistente è il PVC (cloruro di polivinile) che limita la condensa. Infine esiste il telo EVA, cioè Etile Vinile Acetato che costa più caro ma può durare ed essere riutilizzato per diversi anni.

Lo spessore ideale del telo di copertura è di 0,20 mm al nord e nella zona appenninica, 0,10-0,15 nrl resto della penisola.

3

Coperta di TNT (tessuto non tessuto). Rappresenta un rimedio provvisorio ma abbastanza efficace.

4

Barriere antivento

Vanno costruite ai bordi delle coltivazioni, mantenendole basse per non togliere luce solare.

 

 
6

5 – Coltivare su prode rialzate

La coltivazione su prode rialzate consente evitare il formarsi di pozze di acqua attorno alle basi delle piante. Questa precauzione è tanto più utile, quanto più il terreno è argilloso. Per ottenere le prode rialzate togliete terra a destra e sinistra, negli spazi che usate per camminare, e spandetela sullo spazio riservato alla semina. Sarebbe utile che l’orto fosse in leggerissima pendenza per consentire il deflusso dell’acqua. Nel caso sarà possibile dare la pendenza ai soli sentieri, in modo che l’acqua finisca oltre i confini (senza mandarla a invadere un eventuale orto confinante, naturalmente)

Zone climatiche della penisola
 
 
 

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Le fave, un ortaggio coltivato l’inverno per la raccolta in primavera

Le fave, un ortaggio da coltivare l’inverno per la raccolta primaverile

Novembre, è tempo di seminare le fave. Resisteranno bene al freddo dell’inverno e ci daranno verdura fresca all’inizio della primavera

In tutte le zone d’Italia si possono piantare le fave nei mesi da gennaio a marzo. Al centro sud si piantano già da ottobre o novembre, come ho fatto io. Nel mese di marzo le fave cominceranno a fiorire
Le fave sono pronte al consumo già dall’inizio della primavera
 

Per chi vuole cimentarsi nella coltivazione di questo ortaggio, ecco una piccola raccolta di informazioni.

Specie botanica.
Vicia faba var. major. Famiglia: Papilionacee.
 

Caratteristiche vegetative.
Questo legume è conosciuto dalla preistoria, si sa che veniva coltivato già nell’età del bronzo. E’ originaria, pare, dell’Asia. Gli antichi romani ne facevano largo uso, infatti Plinio il Vecchio già la descrive. Dalla Vicia faba sono derivate le sottospecie major e minor: la prima è la fava da orto che conosciamo, la seconda è la favetta da foraggio.
La fava è una pianta annuale di crescita rapida, molto vigorosa (ma soffre l’azione del vento). E’ alta fino a 1 metro. Il frutto è un baccello carnoso lungo 25 cm o più, che contiene da 3 a 10 semi appiattiti di colore verde o bruno. 

I semi delle fave
 

Semina.

E’ la prima leguminosa da seminare. Teme le temperature alte, ma riesce a resistere fino a 3-5 gradi sottozero. Emerge dal terreno in una-due settimane: per favorire la nascita, mettere a bagno in acquan tiepida i semi per 24-48 ore prima di interrarli. La durata del ciclo vegetativo è di 26 settimane, in  caso si semina autunnale, e di 11 settimane in  caso di semina primaverile.

Si semina in autunno nelle regioni calde, per la produzione come primizia già in marzo-aprile. Inoltre in questo modo si evitano i danni di parassiti come l’afide nero, che in quel periodo ancora non è diffuso.

Preferisce i terreni leggermente argillosi ma prospera praticamente ovunque. Il ph è preferibilmente alcalino.

Nei piccoli orti la semina più diffusa è quella a postarelle di 3/4 semi, a distanza: 40×30, oppure 50×20 o 70×15 centimetri.  La profondità di semina varia con le dimensioni dei semi. In genere ogni seme va interrato ad una profondità pario al doppio della sua altezza.

Seme occorrente: 200  grammi per 10 metri quadrati di terreno.

Non si usa seminare in vasetti da trapiantare, in quanto il vantaggio sarebbe inesistente: infatti la fava resiste benissimo al freddo e può essere seminata direttamente in campo.

Piantine di fave spuntate da qualche giorno
 

Concimazione.

La fava, come anche i fagioli e le altre leguminose, si avvantaggia dell’attività dei batteri azoto-fissatori dei suoi tubercoli radicali, quindi non ha bisogno di azoto ed in genere sfrutta la concimazione residua delle colture precedenti. E’ utile arricchire il terreno con il compost, per l’azione arieggiante che questo esercita.
 

Cure colturali.

Irrigazione, ed estirpazione delle erbacce. Quando spunta la quarta foglia di può eseguire la prima sarchiatura per ridurre le infestanti ed arieggiare il terreno. In concomitanza delle sarchiature si può eseguire anche una rincalzatura delle piante. (addossare allo stelo qualche centimetro di terra). Irrigare preferibilmente a scorrimento, evitare le irrigazioni a pioggia.

Cimatura. Alcuni consigliano la cimatura: al momento della fioritura si toglie la punta della pianta (l’apice vegetativo), in questo modo si evitano le infestazioni degli afidi che si concentrano generalmente sulla punta, e si favorisce la fruttificazione.

Cimare i getti al di sopra del quarto mazzetto di fiori. In questo modo i baccelli avranno a disposizione una quantità maggiore di linfa e cresceranno più vigorosi e saporiti.

Tutori. Generalmente la fava non avrebbe bisogno di sostegni,  ma se la zona è ventosa è indispensabile circondare la coltura con delle canne piantate a intervalli regolari e collegate da spaghi o fil di ferro, creando così un recinto di sostegno.

 

 Avvicendamento e consociazione.

La fava è una coltura da rinnovo, che può precedere colture più impegnative anche grazie alla sua capacità di arricchire il terreno di azoto. Riesce meglio se coltivata vicina o insieme a lattuga e patata.

Una pianta di fava cimata sopra il quinto-sesto getto fiorale per evitarev l’invasione di afidi
 

Raccolta.

Quando i baccelli misurano 6-8 centimetri si possono consumare cotti interi così some sono, come i fagiolini. Altrimenti attendere la maturazione, non oltre al momento in cui la piccola cicatrice di unione interna del singolo seme sta diventando bruna (aprire un baccello per verificare). Raccogliere con una leggera torsione verso il basso.

La raccolta avviene solitamente, per il consumo fresco,  quando i baccelli sono ancora teneri. La raccolta per la granella secca si effettua in giugno o luglio, quando i baccelli diventano scuri, senza aspettare che siano completamente secchi: in questo modo si attenua l’attacco del tonchio. 

La resa varia da 15 a 30 kg di seme  secco per ogni 100 mq, e 50-60 kg di seme fresco sempre per 100 mq.

Nella foto: 3 tipi di fave, dal catalogo Ingegnoli. 182: “Aguadulce Supersimonia a lunghissimo baccello”. 185: “Olter Sciabola verde”. 189: “Superaguadulce selezione gigante Ingegnoli”
 

Conservazione.

Lasciare maturare il baccello sulla pianta, poi estirpare la pianta ed appenderla a testa in giù. Oppure, conservare i baccelli secchi in una rete a maglie o nella carta per proteggerli dalla polvere e dai parassiti.

Congelare le fave fresche dopo averle sgusciate e immerse per un paio di minuti in acqua bollente.
 

Varietà.

Le più diffuse sono: Di Siviglia, D’Aguadulce e SuperAguadulce, Supersimonia, Sciabola Verde, Precoce d’Aquitania, Quarantina a grano violetto oppure a grano bianco.


Curiosità
.

In Grecia questa pianta ebbe connessioni misteriose con l’aldilà. Pitagora ordinava ai suoi discepoli di non mangiare fave, poiché (sosteneva) all’inizio del mondo, uomini e fave erano nati dallo stesso seme. Inoltre Pitagora credeva nella trasmigrazione delle anime, e alcune scuole ispirate a lui insegnavano che le anime degli uomini trasmigravano proprio nelle fave.

In alcuni paesi sopravvive l’uso, il giorno dell’Epifania, di servire un dolce nel quale è stata nascosta una fava: chi la trova diventa il Re della fava, comanda e dirige la festa. Questa usanza si ispira ai Saturnali, celebrazioni romane nelle quali il Re della fava era uno schiavo ma per la durata del banchetto comandava lui.

I romani avevano in detto abstineto a fabis (astieniti dalle fave) che però ha un senso diverso dall’apparenza: il detto deriva dall’usanza di votare gettando un seme di fava nel contenitore preferito. Quindi il significato reale era: Stai lontano dalla politica.

Il fiore della fava è profumatissimo, da qui la credenza che dormire in un campo di fave faccia impazzire le persone.

Filari di fave
 
 

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NOVEMBRE NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE e tecniche di protezione dal freddo

Le semine di NOVEMBRE nell’orto e tecniche di protezione dal freddo

Nel mese di novembre le possibilità di semine nell’orto si riducono moltissimo, e occorre scegliere con attenzione le verdure più resistenti al freddo. Dobbiamo considerare che, se al momento in molte zone della penisola le temperature sono ancora miti o comunque non scendono sotto i 10 °C se non in qualche rara notte, ben presto il freddo arriverà a colpire le nostre piante proprio nel momento del loro maggiore sviluppo

Nonostante ciò esiste un buon assortimento di ortaggi coltivabili, magari adottando qualche tecnica di protezione. Le più usate sono elencate nella tabella in basso. Resta inteso che la soluzione migliore sarebbe una serra, ma non sempre è disponibile e quando c’è, spesso, è di dimensioni  molto ridotte.

Le fave sono molto resistenti al freddo
 

TECNICHE DI PROTEZIONE DAL FREDDO  IN UN PICCOLO ORTO

1

Pacciamatura.

La pacciamatura con telo nero ha lo scopo di catturare e mantenere il calore del terreno. Oltre ciò, diminuisce l’aggressione delle erbe spontanee. Una pacciamatura meno efficace ma utile per alberi e piante perenni si può ottenere accostando alla base delle piante foglie secche, trucioli, cartone, carta di giornale o altro materiale.

2

Tunnel di materia plastica

Si realizzano con archetti di filo di ferro abbastanza robusti (diametro minimo 3 mm) infissi nel terreno e ricoperti da telo plastico.

Il telo più usato è quello in polietilene, che però degrada rapidamente, Un telo più resistente è il PVC (cloruro di polivinile) che limita la condensa. Infine esiste il telo EVA, cioè Etile Vinile Acetato che costa più caro ma può durare ed essere riutilizzato per diversi anni.

Lo spessore ideale del telo di copertura è di 0,20 mm al nord e nella zona appenninica, 0,10-0,15 nrl resto della penisola.

3

Coperta di TNT (tessuto non tessuto). Rappresenta un rimedio provvisorio ma abbastanza efficace.

4

Barriere antivento

Vanno costruite ai bordi delle coltivazioni, mantenendole basse per non togliere luce solare.

 

Piselli pronti al trapianto
 

Il momento migliore 

Esistono anche argomenti a favore della coltivazione invernale. Tra questi, ricordo che i mesi autunnali e invernali hanno la piacevole caratteristica di vedere ridotta al minimo la necessità di irrigazione, e registrano la scomparsa della gran parte dei parassiti che d’esatte mordevano, rosicavamo e distruggevano i nostri ortaggi. Con il minor calore anche le malattie crittogamiche si riducono molto. Infine,  le verdure che si possono mettere in campo in ottobre sono tutte quelle di più facile coltivazione.

Nelle zone più fredde si possono adottare delle protezioni, come i tunnel plastici
 

E’ l’ora delle fave e dei piselli

Fave e piselli resistono molto bene al freddo, e possono essere seminate tranquillamente in questo periodo. Non necessitano di particolari cure, se non l’eliminazione delle erbe infestanti che altrimenti le sommergerebbero. I piselli d’inverno non richiedono praticamente nessuna innaffiatura, e per  quanto riguarda la concimazione, sia loro che le fave riescono a fissare autonomamente l’azoto presente in modo naturale nel suolo, sicché potrete limitare le concimazioni all’apporto di un granulare per orto solo all’inizio della primavera, quando le piante accenneranno al risveglio ed alla emissione dei fiori.

Spinaci
 

Ortaggi molto resistenti al freddo

Oltre alle fave ed ai piselli ci sono molte altre piante resistenti al freddo. Ecco qui un piccolo elenco degli ortaggi MOLTO resistenti:

Aglio
Asparago
Cardo
Cavolo di Bruxelles, Cavolo Cappuccio, Caviolo Verza o di Milano, Cavolo nero o Cavolo penna o Cavolo Toscano
Fava
Fragola
Porro
Radicchio
Rapa
Spinacio 

Le fragole resistono al freddo e fruttificano già dalle fine di aprile
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.

Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

I cavoli broccoli possono essere coltivati anche l’inverno. Scegliete varietà adatte
 

Ecco qui sotto la Tabella delle semine di NOVEMBRE. Ricordo che sono possibili anche i TRAPIANTI di piantine già cresciute, ottenute dalle semina di settembre-ottobre.

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI NOVEMBRE

Ortaggio

Temperature

Operazioni  all’aperto

 

Minima di germina zione C°

Media di crescita

Operazione
(S= Semina  T= Trapianto)

Aglio (spicchi)

 

15-20

S

Asparago (radici)

 

15

 

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

T

Carciofo

30

15-20

T

Carota

25.30

15-20

T

Cavolo broccolo

30

15-20

T

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

T

Cavolfiore

30

15-20

T

Cavolo verza

25-30

15-20

T

Cicoria da taglio

20-25

15-20

S

Cicoria rossa
o radicchio

20-25

15-20

T

Cima di rapa

25

15-20

S

Cipolla invernale

25-30

15-20

S

Fave

25-30

15-20

S

Finocchi

20-25

15-20

T

Indivia riccia
e scarola

20-25

15-20

T

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

ST

Lattuga romana

20-25

15-20

T

Prezzemolo

15-20

15-20

ST

Rapa

25-30

15-20

T

Rucola

15

15-20

ST

Spinacio

15-20

15-20

ST

Valeriana

15

15-20

S

Radicchio rosso
 
 

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GEOMETRIA NEL GIARDINO. FORME GEOMETRICHE PER AIUOLE D’EFFETTO. SCUOLA DI GIARDINAGGIO di Bruno Del Medico

Forme geometriche nel giardino. Collaborazione di Bruno Del Medico su Casa in fiore

Il numero di Ottobre della rivista  Casa in fiore, reperibile in tutte le edicole, ospita una mia nuova collaborazione dedicata alla geometria nel giardino; utile, naturalmente, anche per chi coltiva l’orto

Per ottener e forme perfette, simmetriche e regolari, non ci dsi può improvvisare ma non occorre nemmeno essere giardinieri provetti. Basta seguire le indicazioni e fare qualche prova empirica prima di procedere alla semina o al trapianto. Le aiuola di forma geometrica ci hanno sempre affascinato: dall’epoca romana, in cui era lo stile privilegiato per orti suburbani e case patrizie, agli hortus conclusus dei chiostri medioevali, fino ai giardini all’italiana delle ville rinascimentali.

Il numero di ottobre di Casa in fiore è duisponibile in tutte le edicole
 

Nell’articolo si danno alcuni suggerimenti su come progettare aiuole perfettamente geometriche di forme diverse: rettangolari o quadrate, ellittiche o a forma di stella, fino alla classica rosa dei venti.

Un ampio articolo illustra metodi pratici per ottenere aiuole geometricamente perfette
 

Questo numero di Casa in fiore contiene molti altri articoli interessanti, tra cui: come trattarev un terreno in pendenza, La verdura sul balcone, ecc.

Realizzazione di una Rosa dei venti
 

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ARRIVA L’INVERNO. COLTIVIAMO LE VERDURE PIU’ RESISTENTI AL FREDDO

Verdure resistenti al freddo

Tutte le verdure nell’orto vanno coltivati nella buona stagione con i climi miti. Questo è quello che ritenevamo una regola, ma, come ogni regola che si rispetti, anche questa ha le sue numerose eccezioni.

Ci sono molte verdure che possono essere coltivate anche con una temperatura ambiente piuttosto fredda.Le ho divise in due categorie: ortaggi MOLTO resistenti al freddo, e ortaggi ABBASTANZA resistenti al freddo.

Il rafano, come il ramolaccio, è una pianta molto resistente al freddo
 

La differenza ovviamente sta nella quantità di freddo che la pianta deve assorbire. Una pianta molto resistente può tollerare temperature fino a -5°C, e qualcuna anche fino a -10°C, ma non a lungo. Possono sopravvivere a notti fredde non consecutive. La protezione può essere assicurata con tunnel coperti di plastica oppure, ovviamente, serre.

Le temperature mediamente o abbastanza resistenti possono tollerare qualche notte a zero gradi o fino a -2°C, e vivono bene nelle zone in cui questi eventi potrebbero verificarsi ma non è detto che si verifichino. Quando succede, è necessario proteggerle provvisoriamente stendendo un telo di tessuto non tessuto o con altri mezzi, come la pacciamatura che impedisca al suolo di gelare.

I cavoli sono ortaggi adatti alla coltivazione invernale
 

Come capire se nel corso della notte la temperatura scenderà a zero gradi? I vecchi contadini sono maestri in questo. Basta osservare il cielo: le notti limpide e stellate sono quelle che promettono peggio.

La bieta resiste mediamente al freddo
 

ORTAGGI MOLTO RESISTENTI AL FREDDO

Aglio
Asparago
Cardo
Cavolo di Bruxelles
Cavolo cappuccio
Cavolo nero o cavolo toscano
Cavolo verza
Fava
Fragola
Porro
Radicchio
Rafano
Rapa
Scalogno
Spinacio

Verze e cappucci, come i Cavoli a foglia, resistono molto bene al freddo
 

ORTAGGI ABBASTANZA RESISTENTI AL FREDDO

Barbabietola
Bieta a coste o Erbette
Carciofo
Carota
Cavolfiore
Cavolo broccolo
Cicoria
Cime di rapa
Cipolle
Finocchio
Indivia
Lattuga
Ravanello
Rucola
Sedano
Valeriana

La lattuga è abbastanza resistente al freddo, però occorre scegliere le varietà di stagione
 

ORTAGGI DA EVITARE ASSOLUTAMENTE NEI PERIODO  FREDDI (non ci provate neppure)

Anguria
Cetriolo
Melanzana
Melone
Peperone
Zucca

Le fragole sono molto resistenti al freddo
 

Tutte le altre non citate sono adatte ai climi miti, non amano né la temperatura fresca né il caldo eccessivo.

I cavolfiori e i broccoli sono abbastanza resistenti al freddo
Le  cime di rapa sono abbastanza resistenti al freddo
 

Vorresti coltivare un orto, ma non sai come cominciare?

Ricevi molti consigli ma non sai quali siano quelli giusti?
Sei affascinato dalla possibilità di arricchire la tua tavola con cibi genuini?
Sapevi che ci sono più di cento tipi di ortaggi?
E’ possibile avere ortaggi freschi tutto l’anno?
Come seminare, trapiantare, concimare, innaffiare?
Vuoi avere indicazioni chiare sul metodo migliore per fare un orto?
Sapevi che puoi fare un orto in un piccolo spazio sul tuo balcone?
Sapevi che si possono coltivare ortaggi in vaso?
Vorresti diventare un esperto nella coltivazione dell’orto?
Vorresti iniziare un hobby che non ti costi, ma rappresenti un vantaggio per la tua economia domestica? 

Tutto questo a molto di più lo puoi trovare nei libri di Bruno Del Medico
Scrittura semplice, trattazione elementare
Consigli, trucchi, segreti per ottenere il massimo dal tuo orto
Come aiutare il tuo bilancio familiare in modo concreto

 

I libri di Bruno Del Medico (autore di questo blog)
li trovi QUI
con SCONTI E OMAGGI

 
Freschissimo di stampa

500 SEGRETI PER AVERE UN ORTO MERAVIGLIOSO

Ottobre 2012 prima edizione

Formato 17X24

320 pagine

Prezzo euro 20,00

Vedi sconti e omaggi

 


Coltivare l’orto
gruppo aperto

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500 SEGRETI PER AVERE UN ORTO MERAVIGLIOSO

500 SEGRETI PER AVERE UN ORTO MERAVIGLIOSO

Se vuoi iniziare la coltivazione del tuo orto potendo usufruire della esperienza di chi l’ha coltivato per decenni, allora sei sulla pagina giusta.

QUESTO LIBRO FA PER TE!  

Pomodori splendidi, peperoni, melanzane, zucchine, lattughe, cipolle, spinaci, aglio, meloni, cicorie, cime di rapa, piselli, cavolfiori e broccoli, porri, fagioli, e ogni altro CIBO GENUINO…
 
…dal tuo giardino al tuo piatto!
FRESCHISSIMO DI STAMPA

Parti con il piede giusto.

ASCOLTA I CONSIGLI DI UN VERO ESPERTO ED EVITERAI OGNI ERRORE! 

Sei sulla buona strada per trasformare la tua terra in oro. Anche un fazzoletto di terra può diventare una fonte di reddito e di risparmio, e tu stai per apprendere i segreti che ti consentiranno di realizzare questo sogno: fare di una superficie incolta una cornucopia di abbondanza.

Non sai come fare ?

Ricevi molti consigli ma non sai quali siano quelli giusti?
Sei affascinato dalla possibilità di arricchire la tua tavola con cibi genuini?
Sapevi che ci sono più di cento tipi di ortaggi?
E’ possibile avere ortaggi freschi tutto l’anno?
Come seminare, trapiantare, concimare, innaffiare?
Vuoi avere indicazioni chiare sul metodo migliore per fare un orto?
Vorresti diventare un esperto nella coltivazione dell’orto?
Vorresti iniziare un hobby che non ti costa quasi niente, ma rappresenta un vantaggio per la tua economia domestica? 

TUTTO QUESTO E MOLTO DI PIU’ LO PUOI REALIZZARE CON L’AIUTO DETERMINANTE DI QUESTO LIBRO.

Da decenni era caduta in disuso la consuetudine propria di molte famiglie, di coltivare un orto. Purtroppo, molte conoscenze sono andate perse, e oggi non esistono scuole né insegnanti in grado di trasferire cognizioni non accademiche, ma pratiche, a chi vuole incominciare. Questo libro, scritto da un amatore che ha coltivato il proprio orto per più di mezzo secolo, rappresenta una vera miniera di suggerimenti utili e consigli preziosi

 

L’antica abitudine di coltivare un orto sta tornando di grande attualità. Dopo qualche decennio trascorso nella illusione di un consumismo facile senza prezzi da pagare, ci stiamo accorgendo che alcuni prezzi ci sono: la rinuncia alla genuinità dei cibi e una totale subordinazione a un sistema produttivo di cui non si conoscono i meccanismi. L’orto come lo si intende oggi non è solo una piccola fonte di reddito, ma soprattutto una nuova filosofia di vita, un metodo sano per recuperare il giusto rapporto con la natura, con la terra e con il cielo.

L’OFFERTA E’ VALIDA PER POCHI GIORNI ANCORA. NON LASCIARTI SFUGGIRE L’OCCASIONE

Puoi ordinare questo e altri libri di Bruno Del Medico
solo su questa pagina

con due modalità:
Pagamento anticipato con carta di credito. Spese di spedizione con piego di libri: 3,00 euro.

Pagamento in contrassegno al ricevimento (al postino) Spese di spedizione raccomandata 6,80 euro
 

500 SEGRETI per avere un orto meraviglioso
di Bruno Del Medico
Edizione 2012. 320 pagine
Formato cm 17X24. Illustrato
Prezzo di copertina 20,00 euro.

SCONTO DI LANCIO 20%
Paghi  solo 16,00 euro + spedizione

+ omaggio: UNA BUSTINA DI SEMI A SCELTA
tra quelle elencate qui sotto:

Peperoncino a campanella Borragine
Alchechengi Zucchina siciliana rampicante
Carosello barese Tortarello Abruzzese
Pensa: entro pochi giorni potrai diventare tu stesso un ESPERTO NELLA COLTIVAZIONE DELL’ORTO. Conoscerai perfettamente tutte le tecniche per avere un orto che sarà una vera cornucopia di abbondanza.
 
L’autore del libro

“Sono nato nel 1946. Quando non sapevo ancora camminare, oltre mezzo secolo fa,  accompagnavo mio padre nel piccolo orto familiare e apprendevo i piccoli trucchi e i segreti antichi di quest’arte, che ora desidero condividere con i miei amici”

Bruno, informatico oggi pensionato, hobbysta da una vita, è autore di libri: Coltivare l’orto, L’orto e la Luna, Fare il compost, L’orto sul balcone ABC. Collabora con la rivista Casa in Fiore. Ha realizzato e gestisce numerosi blog sull’argomento, tra cui “Coltivare l’orto” primo blog in Italia con oltre 500.000 pagine visitate.

 

Tutti i libri di Bruno Del Medico li trovi QUI