Archivio mensile:novembre 2012

DICEMBRE NELL’ORTO. CHE COSA SEMINARE

Le semine nell’orto di dicembre

A seconda delle diverse zone climatiche è ancora possibile proseguire le semine nell’orto, per le varietà più adatte alla stagione e più resistenti al freddo.  iIn questo post  tutte le semine dell’orto all’aperto, al riparo e in serra calda, a seconda delle diverse zone climatiche italiane

E’ possibile anche effettuare alcune semine al riparo, e naturalmente i fortunati possessori di una serra calda avranno una vasta gamma di opzioni disponibili. La tabella pubblicata in questo post tiene conto di tutte queste differenze. Consultandola noterete come nelle zone più fredde, non si possa seminare né trapiantare praticamente niente all’aperto, mentre nelle zone più temperate le semine possibili al riparo o anche all’aperto sono ancora molte. Prima della tabella presento alcune note introduttive sulle zone e sulle temperature gradite dalle diverse piante.

Le fave si possono seminare anche in dicembre
 

Calendario delle semine e zone climatiche

L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. 

E’ ora di iniziare in casa o su una veranda riscaldata un piccolo vivaio con pomodori, peperoni, melanzane da trasferire in terra (sotto tunnel) da fine febbraio o in serra già da gennaio
 
Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:
zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni;
zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni;
zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni.
Le varietà invernali di  lattuga si possono trapiantare anche in dicembre.
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto. Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

Le cipolle invernali si seminano trapiantano anche  in dicembre
 

Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.
All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.

Le aromatiche si preparano a superare l’inverno. La menta dopo la fioritura si spoglia, per riprendere colore in primavera.
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di dicembre.

 LEGENDA
Zona
:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto

SEMINE NELL’ORTO DI DICEMBRE

Ortaggio

Temperature

All’aperto

Serra fredda

Serra calda

 

Minima di germina- zione C°

Media di crescita

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Agretto

20

10-20

345

S

345

S

12345

S

Aglio (spicchi)

 

15-20

345

T

345

T

12345

T

Cavoli broccoli

30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cavoli cappucci

25-30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cavolfiori

25-30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cavoli verza

25-30

15-20

345

T

 

 

12345

T

Cicoria a cespo

20-25

15-20

 

 

 

 

12345

T

Cicoria indivia riccia o scarola

20-25

15-20

 

 

 

 

12345

T

Cicoria rossa

20-25

15-20

 

 

 

 

123455

T

Cime di rapa

25

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cipolle giorno breve

25-30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cipolle bulbilli

25-30

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Fave

25-30

15-20

2345

S

12345

S

12345

S

Fragole

6

10

2345

T

12345

T

12345

T

Lattuga da taglio

20-25

15-20

345

S

2345

S

12345

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Peperoni

25-30

25

 

 

 

 

12345

S

Piselli e Taccole

5

Inferiore a 15

2345

S

12345

S

12345

S

Prezzemolo

15-20

15-20

2345

T

12345

T

12345

T

Rapa

25-30

15-20

2345

T

12345

T

12345

T

Ravanello

20-25

15-20

2345

T

12345

ST

12345

ST

Rucola

15

15-20

2345

T

2345

T

12345

T

Spinacio

15-20

15-20

2345

T

2345

T

12345

T

Valeriana

15

15-20

2345

ST

2345

ST

12345

ST

Zucchino

15

25-30

 

 

 

 

12345

S

 

Dicembre è il mese adatto a ripulire l’orto e preparare le aiuole per le semine primaverili.
 
Vedi anche:

ORTAGGI D’INVERNO. COLTIVARE LA VALERIANA SUL BALCONE  
GLI UCCELLINI D’INVERNO. CONVIENE FARSELI AMICI    
GLI SPINACI, OTTIMI PER L’ORTO DI NOVEMBRE   
Orto.Seminare piselli, prezzemolo in casa, Cominciare un orto, Lampade per vivai. NEWS 58 di Coltivare l’orto  
Orto d’inverno. Il Tessuto non tessuto: conoscerlo e usarlo  
LA FORZATURA DEGLI ORTAGGI. LE PRIMIZIE.LA RACCOLTA SCALARE  

      
 

 

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GLI UCCELLINI D’INVERNO. CONVIENE FARSELI AMICI

Uccelli nell’orto d’inverno. Conviene farseli amici

Uno dei principali problemi di chi coltiva l’orto è la difesa dagli uccelli. Ai nostri fini possiamo dividerli in due gruppi: gli insettivori e i granivori. Mentre i primi sono dei validissimi collaboratori perché predano gli insetti parassiti, i secondi sono un vero flagello specialmente nel periodo delle semine

Esiste poi una terza varietà, quella degli uccelli onnivori, che si cibano cioè tanto di semi quanto di insetti.
Chi ha memoria delle lotte studentesche degli anni ’70 forse ricorderà quello che al momento era un elemento di celebrità, il Libretto rosso di Mao. Conteneva molte massime utili alla conquista e al mantenimento del potere, ed una di questa era “Se
non puoi distruggerlo, fattelo amico”.
Si riferiva naturalmente ai nemici della rivoluzione. Ma noi possiamo applicare la massima ai nemici del nostro orto, gli uccelli.

Mangiatoie per uccelli. Si trovano su internet, basta fare una ricerca a questa voce.
 

Infatti, perché rovinarci la vita in battaglie estenuanti destinate ad essere perdute? Sappiamo bene che gli onnivori, come i merli ed i passeri, danneggiano le nostre semine specialmente d’inverno, quando non riescono a trovare gli insetti succulenti che abbondano dalla primavera all’autunno.

Una soluzione di compromesso per proteggere le nostre semine invernali potrebbe  essere quella di fornire agli uccellini del cibo alternativo, più facile da ottenere.  Basta collocare nell’orto delle mangiatoie appese ad una certa altezza, regolarmente rifornite di briciole di pane o granaglie varie.

Un passero. oto da: Guida alla natura in campagna, Edagricole.

In fondo, il vero ortolano ama la natura e si dispiace quando deve far del male a delle piccole creature, come gli uccellini. Dal loro punto di vista, loro vogliono solo vivere e non hanno idea che quei semi sotterrati siano lì perché ci servono. Forse pensano che li abbiamo buttai via, quindi se ne servono.

Per impedire la scalata ai gatti e ai topi la mangiatoia deve essere appesa o posta su un palo stretto e liscio, alto almeno un paio di metri.  Una volta posizionata la mangiatoia, è importante che gli uccelli vi trovino il cibo regolarmente fino alla primavera.  Per nutrire i granivori come il passero, il fringuello e il cardellino e il verzellino, si possono mettere nella mangiatoia pane vecchio, biscotti vecchi e semi di girasole, canapa o altre granaglie miste.
Per gli insettivori come il pettirosso, il merlo, la cinciarella e la cinciallegra si possono usare briciole di dolci, frutta, larve della farina, polenta, avanzi di formaggio. 

Mangiatoia autocostruita. Buon Natale anche agli uccellini!

(disegno da: La Bussola del verde)

 

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GLI SPINACI, OTTIMI PER L’ORTO DI NOVEMBRE

Coltivare gli spinaci

Lo spinacio, come la barbabietola, appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee. E’ una pianta annuale a rapido sviluppo: vi sono piante con soli fiori maschili e altre con soli fiori femminili, cioè lo spinacio è una pianta dioica (a sessi separati). Dello spinacio si utilizzano le foglie. In Europa lo spinacio non si trova allo stato selvatico, deve essere coltivato, ciò rafforza la tradizione secondo cui proviene dalla Persia ed è stato introdotto in Europa dagli arabi verso l’anno mille

La radice è fittonante, spesso di colore rosso-bruno al colletto. Le foglie sono carnose, alterne, disposte a rosetta, con piccioli di media lunghezza. Il fusto è eretto e ramificato, specialmente quando viene coltivato a mezz’ombra. I fiori sono verdognoli, ma lo spinacio va raccolto prima della fioritura.

Spinaci pronti alla cottura
 

I semi sono di media grandezza, circa 90 per grammo. Questo facilita la semina che può essere eseguita su file distanti 40 cm. Solitamente si distribuiscono i semi nella fila distanziandoli di 1 cm circa uno dall’altro: dopo la nascita, quando le piantine sono alte almeno 5 cm, si esegue il diradamento lasciando una sola pianta (le migliori) ogni 15 cm circa in modo che si possano sviluppare.  Lasciando le piante più fitte l’unico risultato che si ottiene è che non crescono.

Semi di spinaci. Esiste la varietà liscia e quella spinosa
 

Alcuni seminano anche più fitto, con file a 30 cm e piante a 10 cm sulla fila.
In effetti negli orti si usa raccogliere scalarmente lo spinacio, cioè non si raccoglie la pianta intera ma le singole foglie, scegliendone tre o quattro tra le più sviluppate. In questo modo si può fare una raccolta ogni 10-15 giorni. Tenendo le piante più distanziate si consente alle foglie di svilupparsi meglio.

Spinaci dalle caratteristiche foglie bollose
 

Lo spinacio si può seminare in primavera (marzo-maggio) per la raccolta primaverile-estiva, e da agosto a novembre per la raccolta autunno-invernale.
Tenete conto che lo spinacio preferisce il clima fresco, e reagisce molto male al caldo eccessivo, con la prefioritura. Quindi adattate le semine al clima della vostra zona, facendo in modo che i vostri spinaci incontrino un poco più di freddo (a cui resistono egregiamente) piuttosto che un poco più di caldo.

Spinaci raccolti a pianta intera
 

La temperatura ottimale di crescita dello spinacio è di 15°C, ma cresce anche a 5°C. Al di sotto ferma la crescita ma non muore.
Un fotoperiodo lungo (15 ore di luce diurna) e temperature sopra i 25 gradi lo fanno prefiorire, cioè la pianta muore prima di crescere.

La semina dello spinacio
 

Il terreno preferito è quello con pH neutro (6.5-7). Si adatta a diversi tipi di terreno ma preferisce quello tendenzialmente sabbioso, sciolto e ben drenato, cioè senza ristagni d’acqua.  Dunque, considerando le piogge autunnali,è preferibile rialzare leggermente le prode su cui coltivate gli spinaci mantenere il terreno in pendenza, sia pure leggerissima, in modo che l’acqua possa defluire.

Spinacio America
 

Prima della semina lavorate il terreno con una buona vangatura profonda almeno 25-30 cm,  durante la quale potete interrare del  dello stallatico pellettato, sparso sul terreno senza esagerare (circa 200 gr. per metro quadrato). La concimazione a base di letame è sconsigliata perché potrebbe trasferire odori sgradevoli alle piante. La soluzione ideale sarebbe quella di usare un terreno che era stato letamato nella coltivazione precedente.
Dopo aver seminato pressate il terreno delle file di semina, eventualmente con il piede, in modo che la terra aderisca bene ai semi. Se il terreno è molto asciutto potete bagnare il solco di semina.

Spinacio Matador e Spinacio Viking
 

Dopo la nascita eseguite un diradamento, subito dopo innaffiate per compattare la terra attorno alle radici delle piante rimaste e fate una concimazione di superficie con concime azotato (per esempio urea) di cui gli spinaci sono ghiottissimi. Le dosi devono essere limitate, perché tutta la parte di azoto che la pianta non usa si trasforma in nitrati che restano nelle foglie e vanno nel nostro organismo quando le mangiamo.
Le concimazioni si fanno spargendo manualmente il granulare molto rado attorno alle piante; vanno fatte dopo il diradamento e dopo ogni raccolta, ma non più di ogni 10 giorni. E’ utile concimare anche se le piante scoloriscono o ingialliscono.  Spargete sempre il concime sul terreno bagnato, in modo che venga assorbito rapidamente senza disperdersi.
Lo spinacio può essere coltivato in consociazione con cipolle e cavoli. Non lo coltivate sullo stesso spazio se non sono trascorsi 3-4 anni dalla coltivazione precedente. 

Spinacio Viroflay dalle caratteristiche foglie lanceolate
 

Gli spinaci si distinguono visivamente per il colore della foglia (verde chiaro o scuro), per la forma della foglia (ovale, tondeggiante, lanceolata) e per la superficie della foglia (liscia o bollosa).
Il seme può avere forma rotondeggiate ed in tal caso è liscio, oppure triangolare ed in tal caso è spinoso.
Le varietà a seme liscio hanno foglie grandi e succose ma sono più delicate: quelle a seme spinoso hanno foglie meno saporite ma sono più rustiche e resistenti, adatte alla coltivazione invernale.

Coltivazione di spinaci
 

Tra le varietà più diffuse ricordiamo il Vittoria, il Mostruoso di Viroflay, l’Eskimo, il Giuliana, il Lorelay, il Viking, e altri.
E’opportuno ricordare anche una varietà, la Tetragonia, conosciuta come spinacio perenne o spinacio della Nuova Zelanda. Nei climi miti vegeta continuamente e si riproduce emettendo nuovi getti dalle radici.

Spinacio perenne, o spinacio della Nuova Zelanda
 
 

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LE SEMINE DI NOVEMBRE E DICEMBRE. I PISELLI, PROTAGONISTI DELL’ORTO D’INVERNO

LE SEMINE DI NOVEMBRE E DICEMBRE. I PISELLI, PROTAGONISTI DELL’ORTO D’INVERNO

Dalla metà di novembre a dicembre si restringe moltissimo la gamma degli ortaggi che possono essere seminati nell’orto, mentre ce ne sono molti che possono ancora essere trapiantati. Il pisello è uno dei pochissimi che tollera ancora che il suo seme venga affidato ad una terra che si sta raffreddando rapidamente

I piselli possono essere seminati in ottobre – novembre ma anche in febbraio marzo, dal momento che non temono il freddo e possono germinare già a 5 °C. Si possono scegliere varietà nane, mezze rampicanti o rampicanti. Ovviamente le varietà a crescita più limitata sono anche le più precoci.

I frutti commestibili dei piselli sono dei baccelli, di cui si consumano i semi sia freschi che secchi. La raccolta si può fare scalarmente. I piselli da consumo fresco vanno raccolti prima che si ingrossino troppo: più sono piccoli, più sono dolci.
 

Prima di essere interrati, i semi possono essere messi a bagno per un paio di giorni in acqua. Questo accelera la germinazione.

I semi messi a bagno si ingrossano in un paio di giorni. Oltre, cominciano già ad emettere i germogli, ma è preferibile interrarli prima che ciò avvenga per evitare la rottura degli stessi durante le operazioni di semina.
 

Una o due settimane prima va preparato il terreno. Scegliere l’angolino che accoglierà le piantine, liberandolo da tutte le erbe spontanee. Se il terreno viene preparato almeno un mese prima, queste possono essere interrate durante la vangatura; altrimenti toglierle con la zappa e aggiungerle al mucchio del compost.

 

Una volta liberato il terreno, è possibile procedere ad una vangatura profonda almeno 30 cm. Se l’area è più grande e disponete di una motozappa o motocoltivatore, potete usare quello.

 

Spianate il terreno con il rastrello, e dividetelo in prode larghe circa 70 cm. se volete seminare piselli nani, oppure 90 cm. per i piselli rampicanti. Ogni proda accoglierà due file di piselli. Per camminare usate la canaletta centrale, che in futuro servirà anche per innaffiare a scorrimento le piante.

Il terreno deve essere spianato in modo da essere in leggerissima pendenza verso la zona meno accessibile. Lungo la zona più accessibile (per esempio, il sentierino centrale dell’orto) farete scorrere il tubo flessibile dell’acqua con il quale riempirete le diverse canalette (irrigazione a scorrimento). Per una buona irrigazione futura è necessario che la pendenza ci sia, ma sia minima.
 

Su ciascuna delle prode seminerete due file di piselli. Quelli nani possono essere seminati più stretti, quelli rampicanti più larghi per favorire la circolazione dell’aria. Tracciate su ogni proda due solchetti profondi circa 5 cm nei quali si lasceranno cadere i semi.

 

Disponete i semi nei solchetti, alla profondità di 5cm circa, e ricopriteli. I piselli emergono dopo 10-15 giorni, mediamente.

L’orientamento delle file DI QUALUNQUE TIPO DI ORTAGGIO, ancor più di quelli a portamento alto o rampicante, deve essere Est-Ovest, cioè deve seguire il corso del sole, in modo che in nessun momento della giornata alcune piante possano coprire quelle vicine. L’orientamento Est-Ovest consente al sole di “correre” tra le file. Se non avete la bussola, disponete le file da dove il sole sorge a dove tramonta. Per i più pignoli, la direzione esatta è rilevabile agli equinozi, verso la fine di giugno o di settembre.

Una buona fioritura prelude ad un raccolto abbondante.
Per una buona fioritura evitate le concimazioni azotate e privilegiate quelle a base di fosforo e potassio. Per un buon raccolto supportare le piante con dei sostegni adeguati.

Quello che gli altri non dicono

Esistono piselli detti “a seme liscio” ed altri “a seme rugoso” e questa distinzione è valida sia per i nani che per i rampicanti. Nel periodo primaverile è preferibile seminare le varietà a seme crespo o rugoso, mentre le semine d’autunno-inverno si fanno usando varietà a eme liscio. Leggendo bene sulle confezioni dei semi dovreste trovare l’indicazione del tipo di seme. Tutti i produttori seri la indicano.

Buon raccolto!


 

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I LAVORI NELL’ORTO DI NOVEMBRE. COMPOSTAGGIO. PACCIAMATURA. COSTRUIRE UN TUNNEL PLASTICO

Orto di novembre. Pacciamatura. Compostaggio. Costruire un tunnel plastico

Il mese di novembre può riservare molte sorprese a chi coltiva l’orto, specialmente se il clima è mite. A qualcuno, nelle zone costiere d’Italia, è capitato di raccogliere peperoni fin quasi a gennaio. Non è infrequente che i pomodori trapiantati in giugno siano ancora produttivi a novembre. Ciò detto, a mano a mano che le aiuole si liberano, conviene cominciare alcune lavorazioni tipiche dell’autunno

Le aiuole che hanno terminato la produzione possono essere lavorate e lasciate a riposo fino alla primavera successiva; è anche possibile però, dopo una  opportuna lavorazione, utilizzarle per la produzione invernale.In particolare le aiuole che hanno ospitato ortaggi esigenti in fatto di concimazione possono offrire ancora dei vantaggi a verdure non troppo esigenti, come per esempio fave e piselli.

L’orto di novembre si presenta abbastanza spoglio per l’esaurimento di molte coltivazioni estive
 

Intanto il nostro impegno nell’orto è calato molto, sia perché le innaffiature sui vanno diradando nel tempo, sia perché  l’eliminazione delle erbe spontanee, la raccolta e altri interventi si vanno riducendo sempre più.Ciò non deve fornire la scusa per indulgere alla pigrizia, perché le cose da fare nell’orto d’autunno sono veramente tante.

Nei climi più caldi, non è raro che il pomodoro continui a produrre fino a novembre
 

Iniziare il compostaggio

Per esempio questi mesi sono ideali per impostare nell’orto una catena di compostaggio, che ci consentirà di avere sempre dell’ottimo terriccio disposizione gratuitamente.L’autunno è il periodo migliore per cominciare perché ci troviamo a disposizione quantità rilevanti di materiale da compostare: foglie secche, residui delle coltivazioni come piante di ortaggi non più produttive, residui di potature, materiale vario derivante dalla pulizia superficiale delle aiuole, e tantissimo altro.

Alcune idee per realuzzare una compostiera artigianale
 

Immaginate solo quanto materiale può fornire l’eliminazione di una o due file di pomodori o zucchini che hanno finito il ciclo. Si tratta di materiali biodegradabili che una volta si bruciavano: non fatelo, perché quei residui contengono ancora molta parte delle sostanze nutrienti che hanno assorbito dal suolo.

Una compostiera autocostruita con rete metallica
 

Bruciandoli, le disperderete inutilmente nell’atmosfera. Compostandoli, le trasformerete in terriccio fertile cioè in humus che, sparso sul terreno,  gliele restituirà. Questo significa non impoverire il terreno ed evitare di dover reintegrare la sua fertilità con l’apporto di concimi chimici.

Una batteria di compostiere prevede che alcune maturano indisturbate mentre altre vengono riempite
 

Per un orto di un centinaio di metri quadrati potete avviare un ciclo di compostaggio che vi darà terriccio per tutto l’anno. Predisponete almeno due compostiere: non occorre acquistarle, costruitele voi stessi utilizzando un pezzo di rete alto 130 cm e lungo 4 metri circa, chiuso a cilindro  e appoggiato semplicemente al suolo.

I residui delle coltivazioni possono finire tutti nella compostiera, salvo le piante ammalate da virus
 

Rivestitelo preferibilmente all’interno  con del telo nero e cominciate a riempirlo con tutti gli scarti: a mano a mano che il materiale sale procurate dei fori sul telo nero in modo che circoli aria nel materiale. Ricordate di miscelare in parti più o meno uguali materiale secco (foglie morte) e materiale verde (piante ancora verdi, scarti di cucina, sfalci di prato).

 

Lavorazione del terreno

Anche se volete riutilizzare subito l’aiuola per una nuova coltivazione, sottoponetela ad una lavorazione come descritto qui di seguito.Anzitutto, rimuovete tutto il materiale secco, le erbe e le foglie e mettetelo sul mucchio del compost. Sulla superficie ripulita spargete del compost vecchio di qualche mese, del letame naturale se ne disponete oppure dello stallatico pellettato che potete trovare presso i consorzi agrari.Vangate profondo quanto la lama della vanga, cioè 25-30 cm rivoltando bene le zolle in modo che la terra di sotto venga a trovarsi di sopra, e il compost o letame risultino interrati.

Aiuole rialzate  (baulate)
 

Lasciate così la terra vangata per qualche giorno, in modo che gli uccelli insettivori vi vengano a razzolare eliminando buona parte delle larve e uova di parassiti. Se volete far risposare il terreno lasciatelo così fino al mese di marzo, quando ripeterete l’operazione, questa volta però senza aggiungere nessun fertilizzante se non il compost, che non guasta mai. L’operazione successiva, che potete fare fin da subito o in primavera, consiste nel livellare l’aiuola con il rastrello disegnando il contorno delle file su cui seminerete.

Nella lavorazione dle terreno si sparge preventivamente letame o compost che viene interrato dalla vangatura
 

Curate il deflusso della pioggia per evitare pozzanghere sulle colture. Se fate la nuova semina in questo mese  tracciate con la pala dei sentierini tra una fila e l’altra, spostando la terra sulla zona di semina, in modo che questa risulti più rialzata dei sentierini che userete per camminare: in questo modo, in caso di pioggia, questa scorrerà via lungo i sentierini, più profondi, senza affogare le piante situate più in alto. E’ sufficiente un dislivello di 15-20 cm.

La baulatura serve a far defluire l’acqua piovana senza che possa infracidire le piante, che verranno sistemate nella parte rialzata centrale
 

Predisporre le protezioni, Costruire un tunnel plastico

A novembre potete cominciare ad approvvigionarvi con i materiali necessari alla costruzione dei tunnel plastici protettivi. Avete bisogno di telo plastico PVC dello spessore di 0,04 mm, che potete trovare presso i consorzi agrari. Spesso negli stessi consorzi potete trovare anche degli archetti metallici già pronti per la costruzione dei tunnel. Gli archetti vanno infissi nel terreno a cavallo della coltivazione, alla profondità di 20-30 cm circa. La sommità dell’archetto deve essere situata ad almeno 50 cm per le insalate e gli ortaggi bassi, ed a 70 cm per quelli più alti. Se non trovate archetti già pronti acquistate del fil di ferro o tondino di ferro del diametro di 7-10 mm almeno, tagliateli alla lunghezza di 2,50- 3,00 mt e piegateli voi stessi ad arco, per esempio appoggiandolo ad una botte. Tenete conto comunque che il film plastico non deve toccare la pianta e che più alto è, maggiore è la camera d’aria e quindi la protezione. E’ anche vero che nelle coltivazioni primaverili le piante verranno scoperte, per sopraggiunta primavera, prima che siano cresciute del tutto. Un tunnel adeguato si costruisce mettendo gli archetti alla distanza massima di un metro uno dall’altro. Per una maggiore solidità dell’insieme collegate gli archetti con un filo di ferro che andrà assicurato a due picchetti posti ai capi della fila.

Sistema di tunnel plastici
 

Il telo va allungato sulla struttura, interrandolo profondamente da un lato. Tendetelo e appoggiatelo sulla buca di interramento posta all’altro lato. Coprendo il telo con palate di terra non solo lo si interra, ma lo si tende ulteriormente. Per quanto concerne i due lati, uno può essere fissato accuratamente accumulando terra sul bordo. L’altro, quello posto possibilmente in direzione del  sorgere del sole, sarà  fissato meno stabilmente in modo che sia possibile, in caso di necessità, sollevarlo sia per arieggiare le piante che per altre operazioni colturali.

 Rincalzi e pacciamature

Novembre è il mese dei rincalzi a fini protettivi. Rincalzare significa accostare terra alla base della pianta, per proteggere il punto in cui il colletto penetra nel terreno perché se il terreno gela la pianta morirà proprio per il congelamento di quel punto. Quindi terra smossa, foglie, carta e cartone, e ogni altro materiale accostato alla base della pianta impedisce al terreno di gelare.

Dopo la vangatura e la baulatura, le zone destinate alla semina possono essere pacciamate con telo nero: oltre a bloccare la crescita delle infestanti, questo contribuisce a riscaldare il terreno
 
VEDI ANCHE:
Speciale compostaggio. Gratis e-book lunario. News 33 di  Coltivare l’orto, come coltivare orto, coltivare orto, orto balcone, coltivare sul balcone   
Fare il compost. Che cosa mettere nella compostiera? 
Compostaggio. Cumulo o compostiera?

Fare il  compost. Come evitare la putrefazione 
Compostaggio con i resti dei pomodori 
 

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Preparare la confettura di Feijoa

Confettura di Feijoa

 

 
Quest’anno l’albero di Feijoa del mio orto ha dato un raccolto abbondante….

 

Ho preparato una gustosissima confettura La lavorazione è totalmente e assolutamente artigianale. Ingredienti: Frutti di Feijoa e zucchero.
 

Le proprietà della Feijoa
Ottime le virtu’ nutrizionali. La feijoa ha un alto contenuto di iodio, sicché svolge una importante azione preventiva nei confronti di alcune malattie di tipo tiroideo. Alto è anche il contenuto di vitamina C, che ha potere antiossidante e potenzia le difese immunitarie.


LA MIA RICETTA

Utilizzare frutti non troppo maturi. Dopo averli lavati accuratamente,eliminare le parti apicali e tagliarli a metà. Se la parte centrale contenente i semi si presenta già deliquescente, eliminarla. Se si vuole conservare la buccia (che contiene gran parte delle proprietà benefiche) tagliare le metà pulite dei frutti in pezzettini più piccoli.
Mettere tutto in un tegame abbondante (capiente almeno il doppio rispetto al volume dei frutti) e preferibilmente a fondo spesso, senza aggiungere niente, neppure acqua. Mettere al fuoco e lasciar cuocere per circa 20 minuti, girando continuamente. A questo punto, aggiungere zucchero in quantità pari a una volta e mezzo/due volte il peso dei frutti crudi puliti, a seconda se si voglia una confettura più o meno dolce. Continuare a girare mentre il tutto bolle, per 20 minuti circa: togliere con una schiumarola la schiuma che eventualmente si forma. La confettura sembrerà molto acquosa, ma raffreddandosi si consoliderà molto.
Spegnere il fuoco e mettere subito la confettura nei vasetti di vetro preparati in precedenza. Riempirli fino a 0,5 cm. dal coperchio, lasciare raffreddare per un paio d’ore, poi chiudere i vasetti stringendo bene i coperchi.
STERILIZZAZIONE. Per ottenere un prodotto che possa durare molti mesi, occorre sterilizzare i vasetti. Metterli quindi in una pentola ben coperti dall’acqua, eventualmente inserendo tra l’uno e l’altro uno strofinaccio o carta di giornale. Portare a ebollizione e lasciar bollire per 20 minuti. Spegnere il fuoco, e lasciare i vasetti nella pentola finché si sarà raffreddata. Toglierli, asciugarli e pulirli, ed attaccare su ogni vasetto una etichetta indicante il contenuto e la data di preparazione. Conservare in un luogo temperato, meglio se al buio.

 

 

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COLTIVARE L’OKRA O GOMBO, UN ORTAGGIO INSOLITO

Coltivare l’Okra, o Gombo, un ortaggio insolito

Sono molti i nomi con cui viene conosciuto questo strano ortaggio: la loro diversità deriva dai diversi luoghi di provenienza. In effetti la coltivazione di questo ortaggio in Italia è ancora sporadica; per lo più viene diffuso da immigrati che lo consumavano nella loro patria, per quanto ne sia stata tentata la coltivazione industriale anche da noi

Comunemente conosciuto come Gombo, molti lo chiamano Okra o anche Okri, e altri Ibisco, altri ancora Abelmosco. Si tratta dell’ Abelmoschus esculentus. Si coltiva  dal Lazio in giù, ma può essere coltivato anche negli orti del nord, nella Pianura Padana e oltre.

Il caratteristico fiore del gombo
 

Da qualche anno ho cominciato ad offrire i semi di gombo sui miei blog, come omaggio agli acquirenti dei miei libri; l’interesse per questo ortaggio di cui comunemente si sa pochissimo mi spinge a dare alcune informazioni sulla sua coltivazione, anche se questo non è il periodo  adatto. Infatti il gombo è una pianta da climi caldi, che in Italia possiamo seminare solo a primavera inoltrata, preferibilmente in maggio.

Un gombo sezionato
 

Predisponete in piccolo vivaio con vasetti singoli pieni di terriccio, nei quali potrete collocare un seme. Quando le piantine saranno alte almeno dieci centimetri le potete collocare in campo, alla distanza di 40 cm una dall’altra, su file distanti circa 70 cm.
Però bisogna tenere conto del fatto che esistono molte varietà di gombo, alcune alte fino a un metro e mezzo, altre, come quelle riprodotte nell’ultima foto di questo post, alte fino a 5 metri.

I frutti del gombo vanno raccolti non più lunghi di 7-8 centimetri
 

Il gombo è adattabile in quanto  terreno, che però non deve essere troppo umido: la pianta deve essere ben esposta al sole perché proviene da climi caldi, anche se risulta che sia coltivata con successo in paesi come l’Albania e il Giappone.

I baccelli secchi liberano i semi
 

Le sue esigenze in fatto di irrigazione e concimazione sono abbastanza semplici, ma non vanno trascurate. Innaffiate regolarmente e concimate con poco azoto per non avere piante che danno solo foglie

Semina del gombo
 

La raccolta deve essere sollecita. Il gombo emette dei fiori molto belli, simili a quelli dell’ibisco. In pochissimo tempo il fiore si trasforma in frutto e questo in un paio di giorni raggiunge dimensioni tali da non renderlo più commestibile. Il gombo infatti, per essere gradevole, deve essere raccolto e consumato non più lungo di 7-8 cm: oltre questa dimensione diventa gelatinoso all’interno.

Piantine di gombo appena germinate
 

Il gombo si consuma come i fagiolini, bollito e condito in modi diversi, oppure può entrare a far parte dei minestroni di verdura. Raccolto e pulito può essere congelato crudo e messo a bollire al momento dell’uso ancora congelato.

Piantina trapiantata in campo
 
Frutti di gombo lasciati ingrossare per la raccolta dei semi
 
Una pianta di gombo che ha raggiunto l’altezza spettacolare di 5 metri
 
VEDI ANCHE:

IL GOMBO, UN ORTAGGIO SEMPRE PIU’ ATTUALE 
Un ortaggio insolito: il Gombo (Okri, Ibisco) 

 

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