Archivio mensile:gennaio 2013

FILE PERFETTE NELL’ORTO. COME EVITARE I VUOTI SULLE FILE

COLTIVARE UN ORTO CON FILE PERFETTE

Quando si semina direttamente in campo, può accadere che la germinazione imperfetta di molti semi crei un effetto antipatico, cioè la presenza di tratti vuoti lungo la fila. In questo post suggerisco alcuni accorgimenti per ottenere file perfette

Un esempio classico è quello dei piselli, che spesso sono capricciosi nella germinazione. In effetti i semi dei piselli risentono molto della mancanza di ossigeno, e può accadere che alcuni terreni,m specialmente quelli troppo sabbiosi o quelli troppo argillosi, si stringano troppo a ridosso del seme impedendone la respirazione. Naturalmente anche altre semine dirette risentono della mancata emersione di piantine.

Alcune piantine di piselli seminate nei vasetti contemporaneamente a quelle seminate in campo possono integrare eventuali mancanze sulle file
 

Può capitare con tutti gli ortaggi che qualche zona della fila o dell’aiuola si dimostri desolatamente vuoto.
Può dipendere da moltissime cause:
-In quel tratto la semina è stata troppo profonda o troppo superficiale;
– gli uccelli hanno seguito la fila cibandosi dei semi;
– alcune larve hanno fatto la stessa operazione sottoterra;
– gatti o talpe hanno mosso il terreno in quella zona; u
– umidità inadatta a fatto marcire o seccare i semi in quel tratto di fila.

Piantine di cime di rapa destinate al rimpiazzo di mancanza sulle file seminate direttamente in campo
 

I libri di Bruno DelMedico

Coltivare l’orto

120 Pagine. Formato 15×21 cm. Illustrato
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Finalmente un manuale sulla coltivazione dell’orto non scritto da qualche eccentrico americano del Tennessee né da qualche professore di agraria, ma da un vero hobbysta. Quando non sapeva ancora camminare, oltre mezzo secolo fa, l’autore accompagnava il padre nel piccolo orto familiare e apprendeva i piccoli trucchi e i segreti antichi di quest’arte. Oggi coltivare un orto non significa più ingegnarsi per sopravvivere, quanto piuttosto scegliere un nuovo stile di vita. Nonostante ciò, le tecniche rimangono le stesse. La tecnica moderna ha introdotto la chimica, che il vero hobbysta rifugge. Questo libro vi darà i migliori suggerimenti per seminare, coltivare e raccogliere gustosissimi ortaggi per la gioia della vostra tavola.
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Quando ci accingiamo coltivare un orto abbiamo in mente alcuni ortaggi principali, quelli solitamente più presenti sulla nostra tavola, e ignoriamo che la gamma di varietà è veramente vasta. Molti credono che l’orto rappresenti una attività da iniziare in primavera terminare alla fine dell’estate: invece, ci sono moltissimi ortaggi che possono esser coltivati anche l’inverno, semmai con dei piccoli accorgimenti per preservarli dal gelo. Molti altri rimangono stupiti quando affermo che ci sono almeno un centinaio di ortaggi diversi, considerando solo le varietà principali. Questo libricino, per le sue dimensioni e le sue finalità, non vuole essere esaustivo ma vuole offrire una prima base di valutazione e conoscenza.
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Ossigenazione dei semi dei piselli

Nel caso dei piselli, una buona pratica per favorire l’ossigenazione del seme consiste nel tracciare un solco appena un poco più profondo (circa 8-10 cm) e disporre sul fondo un paio di centimetri din terriccio da giardino. Su questo disporre i semi, coprendoli con altri due o tre centimetri di terriccio. Coprire poi il tutto con terra normale, e innaffiare moderatamente.

Fila di fagioli rampicanti seminata con la tecnica del filo teso tra due picchetti
 

File perfettamente dritte con filo e picchetti

Un orto ben progettato dovrebbe presentare vialetti e aiuole perfettamente dimensionati, secondo lo stile dei giardini all’italiana ed evitando la spontaneità tipica dei giardini detti all’inglese, dove le piante sono poste a caso senza rispettare nessuna forma geometrica.
In una corretta geometria dell’orto, la presenza di file di ortaggi non parallele o serpeggianti sono un vero schiaffo per il senso estetico di un vero hobbista. Per ottenere aiuole perfette e file parallele ben dritte si può usare il metodo antico ma sempre efficace del filo guida. Basta piantare due picchetti, uno all’inizio e uno alla fine della fila nascente, e tendere un filo tra i due picchetti.  Per i trapianti, si disporranno tutte le piantine perfettamente allineate al filo. Per le semine, si traccerà con una zappetta triangolare un solco seguendo attentamente il filo, e si lasceranno cadere i semi esattamente sul fono del solco.

In queste file di fagioli borlotti alcune piantine non nate sono state rimpiazzate riseminando in campo. Si nota lo sviluppo diverso: a breve le piantine riseminate verranno soffocate dalla vegetazione delle più grandi
 


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L’orto sul balcone ABC

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Una guida validissima e completa per chi desidera iniziare la coltivazione di un orto sul balcone o sul terrazzo, anche in uno spazio piccolissimo. Il libro contiene anche diversi progetti di orti da 2 a 40 metri quadrati, completi di piantina e piano produttivo. Naturalmente, oltre alle informazioni necessarie all’impianto dell’orto, il libro contiene anche le SCHEDE DI COLTIVAZIONE per tutti gli ortaggi coltivabili sui balconi.

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E se poi alcuni semi falliscono?

Una fila con mancanze è un po’ come un bel sorriso con un dente mancante,  Ripetere la semina quando ci si accorge della mancata germinazione il più delle volte non produce effetti positivi anche perché le piante nate prima e più grandi rischiano di soffocare o di ombreggiare eccessivamente le più piccole. Comunque, la differenza sarà sempre visibile.

Un rimedio consiste nel seminare,  nello stesso tempo della semina diretta in terra, alcune piantine in vasetti singoli, nel nostro vivaietto, Sia i semi in campo, sua quelli nel vivaio, nasceranno più o meno contemporaneamente sicché sarà possibile, in caso di mancanze sulla fila, rimpiazzare i vuoti con le piantine cresciute nei vasetti e trapiantate con il loro pane di terra.

Piantine di fave destinate a rimpiazzare eventuali mancanze sulle file in campo
 

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 L’ASSENZIO, UN PREZIOSO ANTIPARASSITARIO CONTRO AFIDI, BRUCHI E FARFALLE

I CIPOLLOTTI SONO GUSTOSISSIMI, MA COME SI COLTIVANO? 

L’ORTO SUL BALCONE? SI PUO’ FARE. TUTTO QUELLO CHE BISOGNA SAPERE 

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Potatura invernale delle siepi. Le sementi a nastro. Tre ortaggi per l’inverno. Frutta esotica sul balcone. News 69 di Coltivarec l’orto 

IL ROSSORE DELLE FOGLIE DELLA VITE CAUSATO DAGLI ACARI  

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I CIPOLLOTTI SONO GUSTOSISSIMI, MA COME SI COLTIVANO?

I CIPOLLOTTI SONO GUSTOSISSIMI, MA COME SI COLTIVANO?

I cipollotti sono delle cipolle ancora piccole fresche, raccolte prima che i bulbi comincino a ingrossare. La coltivazione è maggiormente diffusa nel Meridione, ma si possono trovare negli orti di tutta l’Italia. In effetti si tratta di comuni cipolle raccolte e consumate prematuramente

I cipollotti, raccolti prima che il bulbo cominci ad ingrossare, si possono consumare come le normali cipolle ma preferibilmente crudi, utilizzando la parte bianca della pianta, sia da soli che in associazione ad altri ortaggi. Sebbene molte ricette non lo prevedano, i cipollotti possono essere usati senz’altro nel pinzimonio, (detto anche cacimperio o, a Roma, cazzimperio) la classica salsa di olio, sale, pepe e limone in cui si possono intingere le verdure crude.

I cipollotti sono cipolle raccolte quando il bulbo non si è ancora ingrossato
 

Per consumare i cipollotti è sufficiente raccoglierli nell’orto, eliminare le radici,  la parte verde delle foglie ed alcune tuniche esterne che lascino scoperto il bianco  del bulbo e del fusto.

Cipollotti coltivati in consociazione ai pomodori
 

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Questo modo di consumare le cipolle è ancora poco diffuso nel nord Italia, ma si sta diffondendo negli ultimi anni per la voglia degli orticoltori di sperimentare nuove varietà di verdure e nuovi modi di consumare le vecchie. Le esigenze di concimazione sono le stesse della cipolla. La semina per la cipolla può avvenire da luglio a novembre per le cipolle cosiddette invernali, oppure da febbraio ad aprile per le cosiddette cipolle estive.

Cipollotti pronti al trapianto
 

Se si vogliono produrre esclusivamente cipollotti la semina può avvenire da fine febbraio a tutto aprile: la piantine si trapiantano un mese e mezzo dopo la semina e i cipollotti si raccolgono a partire da maggio.
Nella coltura autunnale (e raccolta primaverile) si seminano in agosto, si trapiantano in ottobre e si raccolgono i cipollotti da fine marzo.
I trapianti di piantine destinate a produrre cipollotti vanno fatti rispettando una distanza di 6-9 cm sulla fila e 40 cm tra le file, in modo da rendere possibile un rincalzo quando la piantina sarà alta circa 20 cm.

Cipollotti consociati in vaso
 

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Naturalmente in un orto domestico la coltivazione non sarà finalizzata alla sola produzione dei cipollotti: si potrà eseguire una semina leggermente più fitta, diradando poi la coltura tramite la raccolta dei cipollotti e lasciando in terra le piante destinate alla maturazione completa

Cipollotti appena raccolti
 

Le varietà di cipolla più adatte per la produzione dei cipollotti sono la Marzatica o la Aprilatica, la Bianca di Maggio, la Bianca di Pompei, la Bianca di Lisbona, la Bianca di Barletta. Se volete produrre cipollotti meno ordinari potete usare anche la Rossa di Tropea.

Cipollotti consociati con melanzane
 

Coltivare i peperoncini piccanti

Dagli innocui Bell e Poblano  agli infernali Fatali, Habanero , Bhut Jolokia e Trinidad Scorpion Moruga

Coltivare l’orto Editrice 2013

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Esistono migliaia di varietà coltivate di peperoncino. Si tratta di una spezia amata e diffusa in tutto il mondo, attorno alla quale si è sviluppata una cultura che vede impegnati migliaia di appassionati. Spesso questi si tramutano in veri e propri collezionisti di varietà , molte delle quali si contendono la palma di peperoncino più piccante al mondo. Dopo una lunga permanenza dell’Habanero ai vertici del Guinness dei Primati, ora è la volta del Bhut Jolokia. Questo libro introduce in modo semplice ma completo all’affascinante mondo dei peperoncini e alla loro coltivazione: anche un piccolo terrazzo può essere sufficiente.

PER SAPERNE DI PIU’
 

 

Sul mercato sono disponibili anche i bulbilli di cipolla, cioè minuscole cipolle pronte ad essere interrate. Per quanto riguarda la raccolta, se la pianta è stata rincalzata e si è provveduto a rimuovere le erbe spontanee con scerbature periodiche, il terreno dovrebbe essere abbastanza soffice da consentire una raccolta semplice, fatta semplicemente afferrando la cipolla per il gambo vicino a terra e tirando. Se il terreno si è compattato e la pianta resiste, allora muovete il terreno utilizzando una forca o un attrezzo simile, in modo da scalzarla leggermente.  Tenete l’attrezzo lontano dalla base della pianta per non danneggiare il bulbo.

A destra pomodori, al centro peperoni e cipolle,  a sinistra melanzane e porri
 
VEDI ANCHE:
 

L’ORTO SUL BALCONE? SI PUO’ FARE. TUTTO QUELLO CHE BISOGNA SAPERE 

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VERDURE D’INVERNO: SEMINA E TRAPIANTO DELLA BIETA A COSTE

ORTO. PREPARAZIONE ALLE SEMINE. VANGATURA E CONCIMAZIONE 

GENNAIO NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE ALL’APERTO E IN SERRA FREDDA O CALDA
LA PERONOSPORA NELL’ORTO: RICONOSCERLA E PREVENIRLA  

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QUANDO FARE I TRATTAMENTI CONTRO LA PERONOSPORA DI VITE, POMODORO, PATATA, ROSA

 

 


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LE SEMINE DI FEBBRAIO. COMINCIAMO A PROGETTARE L’ORTO COME SARA’ IN ESTATE

LE SEMINE DI FEBBRAIO. COMINCIAMO A PROGETTARE L’ORTO COME SARA’ IN ESTATE

Febbraio è il momento giusto per avviare al riparo i vivai per le semine primaverili. Per alcuni ortaggi (pomodori, peperoni, melanzane)  alcuni hanno già provveduto fin da dicembre, in serra riscaldata. Per chi non ne dispone, in moltr zone si può cominciare ad allestire i vivaietti anche in serra fredda, cassone o altro luogo, anche se non  riscaldato

Nel mese di febbraio, specialmente verso la fine, la natura comincia a fremere annusando aria di primavera. Da qualche anno ci stiamo abituando alla fioritura precoce delle mimose già dalla fine di gennaio. Purtroppo spesso dietro questo anticipo di primavera si nasconde un inganno, perché poi in marzo-aprile la primavera sembra scomparire. Non è raro l’evento di uccelli che nidificano e depongono le uova in febbraio per poi pentirsene successivamente. Tuttavia, ogni buon orticultore sa affrontare questi inconvenienti predisponendo gli accorgimenti opportuni per mettere al riparo, se necessario, le coltivazioni.

Piantine di lattuga pronte per il trapianto in ambiente protetto
 

Febbraio è il momento giusto per avviare al riparo i vivai per le semine primaverili. Per alcuni ortaggi (pomodori, peperoni, melanzane)  alcuni hanno già provveduto fin da dicembre, in serra riscaldata. Per chi non ne dispone, in moltr zone si può cominciare ad allestire i vivaietti anche in serra fredda, cassone o altro luogo, anche se non  riscaldato.
Prima della tabella presento alcune note introduttive sulle zone e sulle temperature gradite dalle diverse piante.

La zucchina lunga di Albenga si semina in vivaio attendendo la salita delle temperature per il trapianto

 

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L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole.

Piantine appena emerse di zucca Hubbard
 

Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni
 zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni
 zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni
 zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni

I pomodori crescono in vivaio, in attesa di essere trapiantati in campo da metà marzo.
 

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Tutte le fasi lunari del 2013, nella forma di calendario mensile con l’indicazione delle lune delle relative semine. Questo libro contiene anche utili consigli su tutte le altre operazioni di agricoltura e giardinaggio e delle lune consigliate. Da notare anche alcune pagine dedicate alle coltivazioni invernali, con l’indicazione delle temperature di germinazione e di crescita.


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Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.

L’aglio sopporta bene il freddo e si può seminare in febbraio interrando gli spicchi
 

Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole. Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.

La borragine come molte aromatiche si può già seminare alla fine di febbraio
 

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All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.

Le patate si seminano in febbraio: molti scelgono la data della luna piena (cioè in luna calante)
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Gennaio.  

LEGENDA

Zona:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole Operazione: S= Semina. T= Trapianto

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI FEBBRAIO

Ortaggio

Temperature

All’aperto

Serra fredda

Serra calda

 

Minima di germina- zione C°

Media di crescita

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Aglio
(spicchi)

20-25

15-20

345

T

345

T

12345

T

Anguria

30

25

 

 

45

S

12345

ST

Asparago
(radici)

 

15

345

T

345

T

 

 

Bulbilli di Cipolla

 

25-30

15-20

45

ST

2345

ST

12345

ST

Barbabietola

25-30

15-20

45

S

345

S

12345

S

Basilico

20-25

25

 

 

45

S

12345

S

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Carciofo

30

15-20

45

ST

345

ST

12345

ST

Carota

25.30

15-20

45

S

345

S

12345

S

Cavolo broccolo

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

45

ST

345

ST

12345

ST

Cavolfiore

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cavolo verza

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Cavolo di Bruxelles

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cetriolo

30

25

45

T

45

S

12345

ST

Cicoria da taglio

20-25

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cipolla, bulbilli

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Cipolla estiva

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Fava

25-30

15-20

345

S

12345

S

12345

S

Fragola

6

10

345

T

12345

T

12345

T

Lattuga da taglio

20-25

15-20

 

 

2345

S

12345

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

 

 

2345

ST

12345

ST

Melanzana

25-30

25

 

 

45

S

12345

S

 


L’orto sul balcone ABC

272 Pagine. Formato 17×24 cm. Illustrato
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Melone

25-30

25

 

 

45

S

 

 

Patata

25

15-20

345

S

345

S

12345

S

Peperone

25-30

25

 

 

45

S

12345

S

Pisello e Taccola

5

Inferiore a 15

345

S

12345

S

12345

S

Pomodoro

20-25

25

 

 

45

S

12345

S

Porro

25-30

15-20

4-5

S

45

S

12345

S

Prezzemolo

15-20

15-20

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S

12345

ST

12345

ST

Rapa

25-30

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Ravanello

20-25

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Rucola

15

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Sedano

20-25

15-20

 

 

45

S

12345

ST

Spinacio

15-20

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Valeriana

15

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Zucca

25-30

25-30

45

S

345

S

12345

S

Zucchina

15

25-30

 

 

345

S

12345

ST

 

 
Anche gli alchechengi si possono seminare anticipatamente. Si coltivano come i pomodori
 
VEDI ANCHE:
 

UN RIMEDIO BIOLOGICO CONTRO I TOPI CHE INVADONO IL GIARDINO 
LE PATATE CRESCONO BENISSIMO ANCHE IN VASO 

ORTO DI FEBBRAIO. LE FAVE CRESCONO ED HANNO BISOGNO DI TUTORI

Potatura invernale delle siepi. Le sementi a nastro. Tre ortaggi per l’inverno. Frutta esotica sul balcone. News 69 di Coltivarec l’orto 

IL ROSSORE DELLE FOGLIE DELLA VITE CAUSATO DAGLI ACARI  

ORTO FACILE. SEMENTI A NASTRO O IN BANDA. CHE COSA SONO, COME SI USANO 
SEMINARE I FRUTTI ESOTICI SUL BALCONE

 LA POTATURA INVERNALE DELLE SIEPI RAMPICANTI 

 ORTO. VERDURE PER IL FREDDO: LA VALERIANA, O GALLINELLA    

FARE UN ORTO A GENNAIO? ECCO TRE ORTAGGI PER COMINCIARE 

LE MELANZANE SI SEMINANO IN LUNA CRESCENTE. LA SEMINA ANTICIPATA SI PUO’ FARE IN GENNAIO 

CONSOCIARE I CAVOLI? SI PUO’, MA SONO SCHIZZINOSI 

L’ORTO DELLA BUONA FORTUNA. BUON ANNO CON GLI ORTAGGI FORTUNATI 

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LE MINI-MELANZANE DA ANTIPASTO SI POSSONO COLTIVARE ANCHE IN VASO SUL BALCONE

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VERDURE D’INVERNO: SEMINA E TRAPIANTO DELLA BIETA A COSTE

ORTO. PREPARAZIONE ALLE SEMINE. VANGATURA E CONCIMAZIONE 

GENNAIO NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE ALL’APERTO E IN SERRA FREDDA O CALDA
LA PERONOSPORA NELL’ORTO: RICONOSCERLA E PREVENIRLA  

LA PERONOSPORA E LA REGOLA DEI TRE DIECI  

QUANDO FARE I TRATTAMENTI CONTRO LA PERONOSPORA DI VITE, POMODORO, PATATA, ROSA

 


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LE SEMINE DI FEBBRAIO. COMINCIAMO A PROGETTARE L’ORTO COME SARA’ IN ESTATE

LE SEMINE DI FEBBRAIO. COMINCIAMO A PROGETTARE L’ORTO COME SARA’ IN ESTATE

Febbraio è il momento giusto per avviare al riparo i vivai per le semine primaverili. Per alcuni ortaggi (pomodori, peperoni, melanzane)  alcuni hanno già provveduto fin da dicembre, in serra riscaldata. Per chi non ne dispone, in moltr zone si può cominciare ad allestire i vivaietti anche in serra fredda, cassone o altro luogo, anche se non  riscaldato

Nel mese di febbraio, specialmente verso la fine, la natura comincia a fremere annusando aria di primavera. Da qualche anno ci stiamo abituando alla fioritura precoce delle mimose già dalla fine di gennaio. Purtroppo spesso dietro questo anticipo di primavera si nasconde un inganno, perché poi in marzo-aprile la primavera sembra scomparire. Non è raro l’evento di uccelli che nidificano e depongono le uova in febbraio per poi pentirsene successivamente. Tuttavia, ogni buon orticultore sa affrontare questi inconvenienti predisponendo gli accorgimenti opportuni per mettere al riparo, se necessario, le coltivazioni.

Piantine di lattuga pronte per il trapianto in ambiente protetto
 

Febbraio è il momento giusto per avviare al riparo i vivai per le semine primaverili. Per alcuni ortaggi (pomodori, peperoni, melanzane)  alcuni hanno già provveduto fin da dicembre, in serra riscaldata. Per chi non ne dispone, in moltr zone si può cominciare ad allestire i vivaietti anche in serra fredda, cassone o altro luogo, anche se non  riscaldato.
Prima della tabella presento alcune note introduttive sulle zone e sulle temperature gradite dalle diverse piante.

 

 

Come CONCIMARE L’ORTO
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organici e chimici
con la ricetta per ogni ortaggio
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L’orto classico è sempre stato coltivato su aree di terreno concimate ogni anno, ripetutamente, tramite l’aggiunta di concimi organici, come le deiezioni animali. Per questo, quando si parla di terra da orto, si intende una terra ben grassa e fertile. Purtroppo negli ultimi decenni diversi fattori hanno fatto sì che gli ortaggi venissero coltivati in terreni sempre meno fertili: da qui l’esigenza di aggiungere elementi nutritivi a base di concimi chimici. Anche nei piccoli orti domestici diventa sempre più difficile fornire annualmente le dosi minime necessarie di concimi organici, per diversi motivi quali i problemi di gestione pratica e igienica degli stallatici, la difficoltà di reperimento dovuta alla rarefazione delle stalle e, nelle zone più abitate, i problemi di convivenza con il vicinato. Gli ortaggi sottraggono grandi quantità di nutrimento al terreno, la cui fertilità va integrata ad ogni nuova coltivazione; dunque, oltre a soffermarsi sulla concimazione organica, questo libro esplora anche le tecniche di concimazione chimica.

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La zucchina lunga di Albenga si semina in vivaio attendendo la salita delle temperature per il trapianto
 


L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole.

Piantine appena emerse di zucca Hubbard
 

Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni
 zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni
 zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni
 zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni

I pomodori crescono in vivaio, in attesa di essere trapiantati in campo da metà marzo.
 

Calendario lunare dell’orto
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Tutte le fasi lunari del 2013, nella forma di calendario mensile con l’indicazione delle lune delle relative semine. Questo libro contiene anche utili consigli su tutte le altre operazioni di agricoltura e giardinaggio e delle lune consigliate. Da notare anche alcune pagine dedicate alle coltivazioni invernali, con l’indicazione delle temperature di germinazione e di crescita.

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Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.

L’aglio sopporta bene il freddo e si può seminare in febbraio interrando gli spicchi
 

Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole. Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.

La borragine come molte aromatiche si può già seminare alla fine di febbraio
 

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L’antica abitudine di coltivare un orto sta tornando di grande attualità. Dopo qualche decennio trascorso nella illusione di un consumismo facile senza prezzi da pagare, ci stiamo accorgendo che alcuni prezzi ci sono: la rinuncia alla genuinità dei cibi e una totale subordinazione a un sistema produttivo di cui non si conoscono i meccanismi. L’orto come lo si intende oggi non è solo una piccola fonte di reddito, ma soprattutto una nuova filosofia di vita, un metodo sano per recuperare il giusto rapporto con la natura, con la terra e con il cielo. Purtroppo, molte conoscenze sono andate perse, e oggi non esistono scuole né insegnanti in grado di trasferire cognizioni non accademiche, ma pratiche, a chi vuole incominciare.
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All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.

Le patate si seminano in febbraio: molti scelgono la data della luna piena (cioè in luna calante)
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Gennaio.  

LEGENDA

Zona:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole Operazione: S= Semina. T= Trapianto

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI FEBBRAIO

Ortaggio

Temperature

All’aperto

Serra fredda

Serra calda

 

Minima di germina- zione C°

Media di crescita

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Aglio
(spicchi)

20-25

15-20

345

T

345

T

12345

T

Anguria

30

25

 

 

45

S

12345

ST

Asparago
(radici)

 

15

345

T

345

T

 

 

Bulbilli di Cipolla

 

25-30

15-20

45

ST

2345

ST

12345

ST

Barbabietola

25-30

15-20

45

S

345

S

12345

S

Basilico

20-25

25

 

 

45

S

12345

S

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Carciofo

30

15-20

45

ST

345

ST

12345

ST

Carota

25.30

15-20

45

S

345

S

12345

S

Cavolo broccolo

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

45

ST

345

ST

12345

ST

Cavolfiore

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cavolo verza

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Cavolo di Bruxelles

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cetriolo

30

25

45

T

45

S

12345

ST

Cicoria da taglio

20-25

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cipolla, bulbilli

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Cipolla estiva

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Fava

25-30

15-20

345

S

12345

S

12345

S

Fragola

6

10

345

T

12345

T

12345

T

Lattuga da taglio

20-25

15-20

 

 

2345

S

12345

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

 

 

2345

ST

12345

ST

Melanzana

25-30

25

 

 

45

S

12345

S

 


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Melone

25-30

25

 

 

45

S

 

 

Patata

25

15-20

345

S

345

S

12345

S

Peperone

25-30

25

 

 

45

S

12345

S

Pisello e Taccola

5

Inferiore a 15

345

S

12345

S

12345

S

Pomodoro

20-25

25

 

 

45

S

12345

S

Porro

25-30

15-20

4-5

S

45

S

12345

S

Prezzemolo

15-20

15-20

45

S

12345

ST

12345

ST

Rapa

25-30

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Ravanello

20-25

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Rucola

15

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Sedano

20-25

15-20

 

 

45

S

12345

ST

Spinacio

15-20

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Valeriana

15

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Zucca

25-30

25-30

45

S

345

S

12345

S

Zucchina

15

25-30

 

 

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ORTO. VERDURE PER IL FREDDO: LA VALERIANA, O GALLINELLA

VERDURE PER IL FREDDO: LA VALERIANA, O GALLINELLA

La valeriana ha molti nomi. Spesso viene chiamata valerianella, erba dolcetta, gallinella, o con altri nomi. Si tratta di una verdura da insalata resistente al freddo, e quindi tra la prime che possono essere coltivate mentr aspettiamo l’arrivo della primavera. E’ di facile crescita, parca nelle richieste e generosa nella produzione. Vale veramente la pena di coltivarla

La valeriana è una pianta erbacea annuale, conosciuta praticamente da sempre. La leggenda dice che Giovanni Battista se ne cibasse vivendo nel deserto di Palestina. Le foglie sono disposte a rosetta, e costituiscono la parte commestibile della pianta. La riproduzione avviene per seme: nei Garden center troverete sicuramente bustine di semi di molte varietà.

Valeriana Pulsar a seme grosso
 

Le varietà si differenziano in base alla dimensione del seme (piccolo o grosso) e delle foglie (piccole o grandi), oltre che per la forma delle foglie (tonda o allungata) e per il loro colore che può variare dl verde molto chiaro a quello scuro.

Valeriana Match
 

Si tratta di una pianta adattabile ai diversi tipi di terreno, da quello con pH 5,5 a quello con pH 7. Preferisce in  genere il terreno sabbioso o di medio impasto. Preferisce il clima temperato-fresco. Ha una buona resistenza al freddo e sopporta la siccità, ma le giornate lunghe o una temperatura media superiore ai 15 gradi provocano la prefioritura. Per questo i periodi più adatti alla coltivazione sono la fine dell’inverno o l fine dell’autunno.

Semi di Valeriana a seme grosso d’Olanda
 

Si può seminare si file distanti 20 cm, oppure su aiuole npn più larghe di 80 cm, a spaglio. In ogni caso quando le piantine sono alte 4-5 cm vanno diradate lasciandone una ogni 8-10 cm. Il seme si interra a pochi millimetri, e le piantine emergono dopo 20-25 giorni.

Si può seminare in mini-solchi, o in mini-buche di 3-4 semi. Se si semina a spaglio si sparge il seme sulla superficie del terreno e poi lo si copre con qualche millimetro di terra, battendolo poi con una tavoletta.

La semina può essere fatta su file o a postarelle. Dopo l’emersione si farà un diradamento lasciando solo le piantine più belle
 

La valeriana ha esigenze moderate di irrigazione, considerando anche il periodo in cui viene coltivata, e anche di concimazione. Si sconsiglia di usare il letame che potrebbe trasferire cattivi sapori alle piantine

La raccolta può essere fatta scalarmente, mantenendo inizialmente fitte le piantine e eliminando ogni decina di giorni quelle più cresciute per lasciare maggior spazio alle altre.

Subito dopo ogni raccolto è consigliabile innaffiare ed eventualmente concimare moderatamente  con azoto (urea o sangue di bue) per accelerare la crescita delle piantine rimaste.

Semina in un grande vaso tondo
 

Dalla semina sono necessari 60 giorni per ottenere il primo prodotto. Le foglie sono tenere e carnose, hanno sapore dolce e amaro contemporaneamente e si consumano crude, da sole o miste ad altre insalate. La valeriana va consumata fresca, si può conservare solo qualche giorno in frigorifero. Resiste bene alle malattie ed ai parassiti.

Dopo la semina coprite con qualche millimetro di terra, battete il terreno e innaffiate, poi mettete un cartellino segnalatore con la data di semina e la varietà
 
VEDI ANCHE:

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ORTO. VERDURE PER IL FREDDO: LA VALERIANA, O GALLINELLA

VERDURE PER IL FREDDO: LA VALERIANA, O GALLINELLA

La valeriana ha molti nomi. Spesso viene chiamata valerianella, erba dolcetta, gallinella, o con altri nomi. Si tratta di una verdura da insalata resistente al freddo, e quindi tra la prime che possono essere coltivate mentr aspettiamo l’arrivo della primavera. E’ di facile crescita, parca nelle richieste e generosa nella produzione. Vale veramente la pena di coltivarla

La valeriana è una pianta erbacea annuale, conosciuta praticamente da sempre. La leggenda dice che Giovanni Battista se ne cibasse vivendo nel deserto di Palestina. Le foglie sono disposte a rosetta, e costituiscono la parte commestibile della pianta. La riproduzione avviene per seme: nei Garden center troverete sicuramente bustine di semi di molte varietà.

Valeriana Pulsar a seme grosso
 

Le varietà si differenziano in base alla dimensione del seme (piccolo o grosso) e delle foglie (piccole o grandi), oltre che per la forma delle foglie (tonda o allungata) e per il loro colore che può variare dl verde molto chiaro a quello scuro.

 

Calendario lunare dell’orto
(edito ogni anno)
Anno 2013: 40 Pagine. Formato 17×24 cm. Illustrato
Euro 3,90.  SCONTATO 50% = 1,90


Tutte le fasi lunari del 2013, nella forma di calendario mensile con l’indicazione delle lune delle relative semine. Questo libro contiene anche utili consigli su tutte le altre operazioni di agricoltura e giardinaggio e delle lune consigliate. Da notare anche alcune pagine dedicate alle coltivazioni invernali, con l’indicazione delle temperature di germinazione e di crescita.

SCONTI E OMAGGI
PER SAPERNE DI PIU’
 

 
Valeriana Match
 

Si tratta di una pianta adattabile ai diversi tipi di terreno, da quello con pH 5,5 a quello con pH 7. Preferisce in  genere il terreno sabbioso o di medio impasto. Preferisce il clima temperato-fresco. Ha una buona resistenza al freddo e sopporta la siccità, ma le giornate lunghe o una temperatura media superiore ai 15 gradi provocano la prefioritura. Per questo i periodi più adatti alla coltivazione sono la fine dell’inverno o l fine dell’autunno.

Semi di Valeriana a seme grosso d’Olanda
 

Si può seminare si file distanti 20 cm, oppure su aiuole npn più larghe di 80 cm, a spaglio. In ogni caso quando le piantine sono alte 4-5 cm vanno diradate lasciandone una ogni 8-10 cm. Il seme si interra a pochi millimetri, e le piantine emergono dopo 20-25 giorni.

Si può seminare in mini-solchi, o in mini-buche di 3-4 semi. Se si semina a spaglio si sparge il seme sulla superficie del terreno e poi lo si copre con qualche millimetro di terra, battendolo poi con una tavoletta.

 

Che cosa mettere nell’orto

28 Pagine. Formato 15×21 cm. Illustrato
Euro 2,00. 

Quando ci accingiamo coltivare un orto abbiamo in mente alcuni ortaggi principali, quelli solitamente più presenti sulla nostra tavola, e ignoriamo che la gamma di varietà è veramente vasta. Molti credono che l’orto rappresenti una attività da iniziare in primavera terminare alla fine dell’estate: invece, ci sono moltissimi ortaggi che possono esser coltivati anche l’inverno, semmai con dei piccoli accorgimenti per preservarli dal gelo. Molti altri rimangono stupiti quando affermo che ci sono almeno un centinaio di ortaggi diversi, considerando solo le varietà principali. Questo libricino, per le sue dimensioni e le sue finalità, non vuole essere esaustivo ma vuole offrire una prima base di valutazione e conoscenza.
SCONTI E OMAGGI
PER SAPERNE DI PIU’

Disponibile anche in formato Ebook. Acquista e leggi subito senza tempi e spese di spedizione. Compra su Lulu  
 
La semina può essere fatta su file o a postarelle. Dopo l’emersione si farà un diradamento lasciando solo le piantine più belle
 

La valeriana ha esigenze moderate di irrigazione, considerando anche il periodo in cui viene coltivata, e anche di concimazione. Si sconsiglia di usare il letame che potrebbe trasferire cattivi sapori alle piantine

La raccolta può essere fatta scalarmente, mantenendo inizialmente fitte le piantine e eliminando ogni decina di giorni quelle più cresciute per lasciare maggior spazio alle altre.

Subito dopo ogni raccolto è consigliabile innaffiare ed eventualmente concimare moderatamente  con azoto (urea o sangue di bue) per accelerare la crescita delle piantine rimaste.

Semina in un grande vaso tondo
 

 

Come CONCIMARE L’ORTO
Uso dei concimi
organici e chimici
con la ricetta per ogni ortaggio
, anche in vaso. Fertilizzare il terreno  con il compost

110 Pagine. Formato 17×24 cm. Illustrato
Euro 10,00 
L’orto classico è sempre stato coltivato su aree di terreno concimate ogni anno, ripetutamente, tramite l’aggiunta di concimi organici, come le deiezioni animali. Per questo, quando si parla di terra da orto, si intende una terra ben grassa e fertile. Purtroppo negli ultimi decenni diversi fattori hanno fatto sì che gli ortaggi venissero coltivati in terreni sempre meno fertili: da qui l’esigenza di aggiungere elementi nutritivi a base di concimi chimici. Anche nei piccoli orti domestici diventa sempre più difficile fornire annualmente le dosi minime necessarie di concimi organici, per diversi motivi quali i problemi di gestione pratica e igienica degli stallatici, la difficoltà di reperimento dovuta alla rarefazione delle stalle e, nelle zone più abitate, i problemi di convivenza con il vicinato. Gli ortaggi sottraggono grandi quantità di nutrimento al terreno, la cui fertilità va integrata ad ogni nuova coltivazione; dunque, oltre a soffermarsi sulla concimazione organica, questo libro esplora anche le tecniche di concimazione chimica.

PER SAPERNE DI PIU’

Disponibile anche in formato E-book.  Acquista e leggi subito senza tempi e spese di spedizione. Compra su Lulu  
 

Dalla semina sono necessari 60 giorni per ottenere il primo prodotto. Le foglie sono tenere e carnose, hanno sapore dolce e amaro contemporaneamente e si consumano crude, da sole o miste ad altre insalate. La valeriana va consumata fresca, si può conservare solo qualche giorno in frigorifero. Resiste bene alle malattie ed ai parassiti.

Dopo la semina coprite con qualche millimetro di terra, battete il terreno e innaffiate, poi mettee un cartellino con le indicazioni della semina (Ortaggio e data)
 


Tutti i manuali sull’orto li trovi su
coltivarelorto.it
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Come concimare l’orto
L’orto sul balcone ABC
Che cosa mettere nell’orto
Risparmiare con il compost
Coltivare l’orto, I° edizione
Cercando Poimandres (mentre l’acqua corre nell’orto…)
 
 


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CONSOCIARE I CAVOLI? SI PUO’, MA SONO SCHIZZINOSI

CONSOCIARE I CAVOLI? SI PUO’, MA SONO SCHIZZINOSI

La consociazione è una pratica diffusa nei piccoli orti. Consociare ortaggi significa coltivarli assieme, negli stessi spazi, intercalandoli. Con questa tecnica si sfrutta meglio il poco terreno disponibile. Anche la consociazione è un’arte: non tutte le consociazioni sono possibili perché, mentre alcune piante “simpatizzano”, altre, decisamente, “antipatizzano”

File di cipolle e cavoli coltivate una accanto all’altra
 

Possono essere consociati molti ortaggi, se si verificano due condizioni:

– la prima è che pur convivendo nello stesso terreno, ne usino le sostanze in quantità e qualità che non danneggia la nutrizione dell’altra specie; nei fatti, non èp mai vene consociare verdure della stessa famiglia.

– la seconda è che raggiungano la massima occupazione dello spazio in tempi diversi, in modo che una non sovrasti e non soffochi l’altra.

Cavolo in vaso consociato con cipolla
 

Per esempio si può coltivare la lattuga accanto alle piantine di peperone appena trapiantate, nella certezza che, quando il peperone sarà tanto cresciuto da togliere aria e luce alla lattuga, questa sarà già stata raccolta.

Ci sono poi casi nei quali la consociazione è addirittura consigliata, quando una pianta, per esempio, respinge i parassiti della seconda.

Ancora cavolfiori e cipolla in vaso
 

I cavoli in genere sono piante che si espandono molto abbastanza rapidamente, e sono molto voraci nel consumo delle sostanze fertilizzanti del terreno.

Possiamo considerare due casi.

Primo: consociazioni del tutto sconsigliate. Eviteremo senz’altro di coltivare patate o ravanelli assieme ai cavoli.

Secondo: Consociazioni possibili. Sono possibili, anche se non raccomandate, le consociazioni dei cavoli con cetrioli, fagiolini,  finocchi, lattuga, piselli, pomodori, spinaci.

Terzo: Consociazioni consigliate. Una consociazione decisamente consigliata per i cavoli è quella in associazione con le cipolle.

In un grosso vaso sono consociati peperoni e lattuga. spunta anche (da un vaso vicino) un tralcio di zucca
 
VEDI ANCHE:

POMODORI. SCEGLIAMO LE VARIETA’ DA COLTIVARE NELL’ORTO O SUL BALCONE 

FOGLIE INGIALLITE: CLOROSI FERRICA E CHELATI DI FERRO

AVETE ACCESO IL CAMINETTO? NON BUTTATE LA CENERE

MALATTIE DELLE FAVE: L’OCCHIO DI PAVONE O CERCOSPORA 

LE MINI-MELANZANE DA ANTIPASTO SI POSSONO COLTIVARE ANCHE IN VASO SUL BALCONE

LA ROTAZIONE DELLE COLTURE NELL’ORTO SPIEGATA IN POCHE PAROLE SEMPLICI     

Nasce “COLTIVARE L’ORTO EDITRICE” con un catalogo tutto dedicato all’orticoltura  

VERDURE D’INVERNO: SEMINA E TRAPIANTO DELLA BIETA A COSTE

ORTO. PREPARAZIONE ALLE SEMINE. VANGATURA E CONCIMAZIONE 

GENNAIO NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE ALL’APERTO E IN SERRA FREDDA O CALDA
LA PERONOSPORA NELL’ORTO: RICONOSCERLA E PREVENIRLA  

LA PERONOSPORA E LA REGOLA DEI TRE DIECI  

QUANDO FARE I TRATTAMENTI CONTRO LA PERONOSPORA DI VITE, POMODORO, PATATA, ROSA

 

PER NATALE REGALATI UN LIBRO PER L’ORTO
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NOVITA’:  CALENDARIO LUNARE DELL’ORTO 2013
 

Freschissimo di stampa

500 SEGRETI PER AVERE UN ORTO MERAVIGLIOSO

Ottobre 2012 prima edizione

Formato 17X24

320 pagine

Prezzo euro 18,90

Vedi sconti e omaggi

 


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CONSOCIARE I CAVOLI? SI PUO’, MA SONO SCHIZZINOSI

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La consociazione è una pratica diffusa nei piccoli orti. Consociare ortaggi significa coltivarli assieme, negli stessi spazi, intercalandoli. Con questa tecnica si sfrutta meglio il poco terreno disponibile. Anche la consociazione è un’arte: non tutte le consociazioni sono possibili perché, mentre alcune piante “simpatizzano”, altre, decisamente, “antipatizzano”

File di cipolle e cavoli coltivate una accanto all’altra
 

Possono essere consociati molti ortaggi, se si verificano due condizioni:

– la prima è che pur convivendo nello stesso terreno, ne usino le sostanze in quantità e qualità che non danneggia la nutrizione dell’altra specie; nei fatti, non èp mai vene consociare verdure della stessa famiglia.

– la seconda è che raggiungano la massima occupazione dello spazio in tempi diversi, in modo che una non sovrasti e non soffochi l’altra.

Cavolo in vaso consociato con cipolla
 
 

500 segreti per avere un orto meraviglioso

320 Pagine. Formato 17×24 cm. Illustrato
Euro 18,90  Vedi prezzo scontato

L’antica abitudine di coltivare un orto sta tornando di grande attualità. Dopo qualche decennio trascorso nella illusione di un consumismo facile senza prezzi da pagare, ci stiamo accorgendo che alcuni prezzi ci sono: la rinuncia alla genuinità dei cibi e una totale subordinazione a un sistema produttivo di cui non si conoscono i meccanismi. L’orto come lo si intende oggi non è solo una piccola fonte di reddito, ma soprattutto una nuova filosofia di vita, un metodo sano per recuperare il giusto rapporto con la natura, con la terra e con il cielo. Purtroppo, molte conoscenze sono andate perse, e oggi non esistono scuole né insegnanti in grado di trasferire cognizioni non accademiche, ma pratiche, a chi vuole incominciare.
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Per esempio si può coltivare la lattuga accanto alle piantine di peperone appena trapiantate, nella certezza che, quando il peperone sarà tanto cresciuto da togliere aria e luce alla lattuga, questa sarà già stata raccolta.

Ci sono poi casi nei quali la consociazione è addirittura consigliata, quando una pianta, per esempio, respinge i parassiti della seconda.

Ancora cavolfiori e cipolla in vaso
 

I cavoli in genere sono piante che si espandono molto abbastanza rapidamente, e sono molto voraci nel consumo delle sostanze fertilizzanti del terreno.

Possiamo considerare due casi.

Primo: consociazioni del tutto sconsigliate. Eviteremo senz’altro di coltivare patate o ravanelli assieme ai cavoli.

Secondo: Consociazioni possibili. Sono possibili, anche se non raccomandate, le consociazioni dei cavoli con cetrioli, fagiolini,  finocchi, lattuga, piselli, pomodori, spinaci.

Terzo: Consociazioni consigliate. Una consociazione decisamente consigliata per i cavoli è quella in associazione con le cipolle.

In un grosso vaso sono consociati peperoni e lattuga. spunta anche (da un vaso vicino) un tralcio di zucca
 

Coltivare i peperoncini piccanti

Dagli innocui Bell e Poblano  agli infernali Fatali, Habanero , Bhut Jolokia e Trinidad Scorpion Moruga

Coltivare l’orto Editrice 2013

72  pagine. Formato 17×24. Prezzo euro 5,00

Esistono migliaia di varietà coltivate di peperoncino. Si tratta di una spezia amata e diffusa in tutto il mondo, attorno alla quale si è sviluppata una cultura che vede impegnati migliaia di appassionati. Spesso questi si tramutano in veri e propri collezionisti di varietà , molte delle quali si contendono la palma di peperoncino più piccante al mondo. Dopo una lunga permanenza dell’Habanero ai vertici del Guinness dei Primati, ora è la volta del Bhut Jolokia. Questo libro introduce in modo semplice ma completo all’affascinante mondo dei peperoncini e alla loro coltivazione: anche un piccolo terrazzo può essere sufficiente.

PER SAPERNE DI PIU’
 

 


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L’ORTO DELLA BUONA FORTUNA. BUON ANNO CON GLI ORTAGGI FORTUNATI

Anno nuovo, coltiviamo le piante portafortuna

Nel momento in cui finisce un anno, come si usa fare da sempre, ci auguriamo tanta fortuna e felicità per l’anno nuovo. Fortuna e felicità che potrebbero essere propiziate, secondo la tradizione, coltivando alcune piante speciali apportatrici di effetti benefici per la casa che le ospita. In questo post passiamo in rassegna alcune delle più note “piante della buona fortuna”

In tutte le epoche incantesimi e vegetazione sono stati legati a doppio filo. Esiste perfino una scienza occulta, detta ierobotanica, che studia gli influssi magici delle piante. Naturalmente ognuno è libero di credere o meno alla magia delle piante, tuttavia è innegabile che molte, specialmente le officinali, abbiano fama di piante portafortuna. Spesso questa credenza non è basata sul nulla, ma su effettivi effetti benefici. Per esempio, come non considerare fortunata una pianta che allontana gli insetti dannosi, come il, tagete, o i piccoli mammiferi sgraditi, come fa la ruta con i topi?

La salvia porta prosperità e buona salute
 

Se poi vogliamo veramente credere che un infuso di angelica spruzzato nella casa allontana le sventure, si tratterà, in fondo, di un peccato veniale; tenendo sempre presente la famosa commedia di Peppino De Filippo “Non è vero, ma ci credo”. Vediamo allora una piccola rassegna di piante portafortuna.

L’agrifoglio tiene lontani gli spiritelli dispettosi
 

La prima che vogliamo citare è il Vischio (Viscum album). E’ la pianta raccolta dai druidi all’inizio dell’anno nuovo, considerata sacra e dono degli dei come la quercia. Secondo una leggenda nordica teneva lontane disgrazie e malattie; continua in molti paesi a essere considerato simbolo di buon augurio durante il periodo natalizio: diffusa è infatti l’usanza, originaria dei paesi scandinavi, di salutare l’arrivo del nuovo anno baciandosi sotto uno dei suoi rami.

L’amaranto attira le fate. Se volete farvele amiche mettete una pianta nell’orto
 

Agrifoglio. L’agrifoglio è simbolo di gioia, e tiene lontani i folletti dispettosi.

Rosa. Portare al collo un sacchettino pieno di petali di rosa essiccati proteggerebbe dalla calunnie e dal malocchio.

Ninfea. Pianta da regalare a chi si accinge a intraprendere un’azione fuori dal comune, o un grande cambiamento. E’ la pianta adatta per chi ha bisogno di molta fortuna.

Quercia Negli USA si preferisce ancora costruire la casa vicino ad una quercia imponente, nella convinzione che ciò porti fortuna agli abitanti.

Il rosmarino rinsalda la fedeltà dei legami
 

Aglio. L’aglio, come universalmente noto, scaccia i vampiri e gli spiriti cattivi; si regala uno spicchio d’aglio a chi si accinge ad intraprendere un viaggio per mare.

Alloro. Pianta sacra al Dio Apollo, non viene mai colpito dai fulmini: ecco un buon motivo per tenerlo vicino alla casa. Pare anche che qualche foglia sotto il cuscino ispiri sogni profetici, come fa anche l’Artemisia

Tasso. Una pianta di tasso nel giardino attira i fantasmi buoni.

Primula. Si è sempre ritenuto che la primula sia una pianta in grado di attirare la fortuna.

Il dragoncello protegge dalle malelingue
 

Biancospino. Pare che durante la fuga in Egitto abbia nascosto la sacra Famiglia ai soldati di Erode: da allora ha avuto il dono di essere un potente talismano contro streghe e demoni, e tiene lontani i serpenti.

Zucca. Svuotate una zucca, fatela essiccare e poi riempitela d’acqua: potrete usarla per scrutare il futuro, come se fosse una sfera di cristallo. Le zucchette vuote e riempite di semi si possono scuotere per allontanare gli spiriti maligni.

Viola. Cogliere la prima viola di stagione fa avverare un desiderio.

Un sacchettino di foglie di rosa protegge dal malocchio
 

Camomilla. Favorisce la fortuna in genere e le entrate di denaro, come il Tarassaco (Dente di leone)

Basilico. Allontana la povertà.

Dragoncello. Protegge dalle malelingue.

Rosmarino. Favorisce la fedeltà coniugale.

Salvia. Dona prosperità e buona salute

Quadrifoglio. Non lo avevo dimenticato, ma l’ho lasciato per ultimo perché sulla fortuna del quadrifoglio c’è ben poco di nuovo da dire.

L’alloro favorisce i sogni profetici
 
VEDI ANCHE:

POMODORI. SCEGLIAMO LE VARIETA’ DA COLTIVARE NELL’ORTO O SUL BALCONE 

FOGLIE INGIALLITE: CLOROSI FERRICA E CHELATI DI FERRO

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Nel momento in cui finisce un anno, come si usa fare da sempre, ci auguriamo tanta fortuna e felicità per l’anno nuovo. Fortuna e felicità che potrebbero essere propiziate, secondo la tradizione, coltivando alcune piante speciali apportatrici di effetti benefici per la casa che le ospita. In questo post passiamo in rassegna alcune delle più note “piante della buona fortuna”

In tutte le epoche incantesimi e vegetazione sono stati legati a doppio filo. Esiste perfino una scienza occulta, detta ierobotanica, che studia gli influssi magici delle piante. Naturalmente ognuno è libero di credere o meno alla magia delle piante, tuttavia è innegabile che molte, specialmente le officinali, abbiano fama di piante portafortuna. Spesso questa credenza non è basata sul nulla, ma su effettivi effetti benefici. Per esempio, come non considerare fortunata una pianta che allontana gli insetti dannosi, come il, tagete, o i piccoli mammiferi sgraditi, come fa la ruta con i topi?

La salvia porta prosperità e buona salute
 

Se poi vogliamo veramente credere che un infuso di angelica spruzzato nella casa allontana le sventure, si tratterà, in fondo, di un peccato veniale; tenendo sempre presente la famosa commedia di Peppino De Filippo “Non è vero, ma ci credo”. Vediamo allora una piccola rassegna di piante portafortuna.

L’agrifoglio tiene lontani gli spiritelli dispettosi
 

La prima che vogliamo citare è il Vischio (Viscum album). E’ la pianta raccolta dai druidi all’inizio dell’anno nuovo, considerata sacra e dono degli dei come la quercia. Secondo una leggenda nordica teneva lontane disgrazie e malattie; continua in molti paesi a essere considerato simbolo di buon augurio durante il periodo natalizio: diffusa è infatti l’usanza, originaria dei paesi scandinavi, di salutare l’arrivo del nuovo anno baciandosi sotto uno dei suoi rami.

 

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