Archivio mensile:aprile 2013

SE MANCA LA LUCE SOLARE GLI ORTAGGI NON CRESCONO

La luce è essenziale per la crescita degli ortaggi

Si sente parlare spesso di buona esposizione ed orientamento dell’orto. Sono condizioni che nascono dalla necessità delle piante di ricevere una buona illuminazione solare. Il sole infatti è indispensabile per la crescita delle piante.

L’orto deve essere comunque posto in una posizione che consenta alle piante di ricevere una adeguata quantità di luce solare. Questo significa che il sole, da quando sorge a quando tramonta, dovrebbe illuminare con continuità il terreno ove abbiamo sistemato i nostri ortaggi.
Questo requisito si chiama ESPOSIZIONE. Oltre a considerare il percorso del sole, bisogna tener conto anche degli ostacoli naturali che impediscono al sole di illuminare le piante, cioè gli ostacoli che DANNO OMBRA (muri, alberi, casotti, ecc.).

L’esposizione si verifica considerando i punti cardinali. Il sole sorge a EST e tramonta a OVEST. Occorre dire che l’alba e il tramonto non avvengono sempre esattamente a est e ovest: questo succede solo due volte all’anno, in corrispondenza degli equinozi. A queste date (convenzionalmente  21 marzo, equinozio di primavera e 21 settembre, equinozio d’autunno) la notte e il giorno hanno durata uguale e il sole sorge esattamente a est e ovest. Negli altri giorno dell’anno sorge e tramonta PIU’ O MENO  a est e ovest, ma per l’orientamento del nostro orto queste differenze sono tollerabili anche perché non potremmo spostare il nostro orto come un girasole.

 La luce solare è indispensabile per la crescita delle piante


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Inoltre l’orto deve essere esposto a SUD, cioè è bene cha non vi siano in direzione SUD muri, case, e altri ostacoli ombreggianti. Per stabilire quale è approssimativamente il sud mettiamoci in modo da avere alla nostra sinistra la direzione dell’alba, e alla destra la direzione del tramonto. In questa posizione il sud è DI FRONTE a noi, il nord ALLE SPALLE. Si dice che questo orto è ESPOSTO A SUD. E’ la posizione migliore, questo orto riceve sole dall’alba al tramonto.Specialmente sui balconi, si possono avere esposizioni diverse, cioè il terrazzo, rispetto al muro su cui si appoggia, può essere aperto verso SUD (ottimo) oppure verso SUD-EST o SUD-OVEST (esposizione accettabile). Se invece il vostro balcone è esposto a NORD, rinunciate e coltivarci un orto. Se è esposto a NORD-EST o NORD-OVEST riceverà sole in misura insufficiente per la maggior parte degli ortaggi, potete provare quelli a foglia (insalate, spinaci, ecc.)Maggiori dettagli sull’orientamento li trovate sul post precedente:
L’orientamento, un aspetto indispensabile spesso trascurato

 La quantità di luce ricevuta dalla pianta influisce pesantemente sulla crescita e sulla produzione dei frutti. Una luce insufficiente può ritardare, ridurre o addirittura impedire la fruttificazione.

Zone utili e disposizione delle file nell’orto
 

ORIENTAMENTO DEI FILARI

Un altro aspetto importante è quello dell’orientamento dei filari. Occorre disporre le file di piante facendo in modo che ogni fila non dia ombra all’altra, specialmente quando le piante sono alte come pomodori o fagiolini rampicanti. Per ottenere ciò disponete i filari sempre in direzione est-ovest, mai in direzione nord-sud.

La figura in alto rappresenta l’effetto della luce sulla crescita delle piante. Le tre piante di cavoli natalini rappresentate sono state piantate tutte assieme a metà settembre, la situazione ripresa dalle foto è quella di fine novembre.
Il cavolfiore della foto A è cresciuto esposto a sud, in pieno sole. Quello della foto B è sempre coltivato con una esposizione a sud, ma per alcune ore del giorno è ombreggiato da una pergola di vite rampicante; si nota chiaramente la dimensione inferiore. Quello della foto C non ha ancora cominciato a formare la testa; questo cavolfiore è stato piantato nei pressi di un lato della casa, esposto a ovest, per cui riceve luce diretta, in novembre, solo due o tre ore al giorno. E’ prevedibile che la produzione di questo cavolfiore verrà ritardata almeno fino ad aprile.

 

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L’orto classico è sempre stato coltivato su aree di terreno concimate ogni anno, ripetutamente, tramite l’aggiunta di concimi organici, come le deiezioni animali. Per questo, quando si parla di terra da orto, si intende una terra ben grassa e fertile. Purtroppo negli ultimi decenni diversi fattori hanno fatto sì che gli ortaggi venissero coltivati in terreni sempre meno fertili: da qui l’esigenza di aggiungere elementi nutritivi a base di concimi chimici. Anche nei piccoli orti domestici diventa sempre più difficile fornire annualmente le dosi minime necessarie di concimi organici, per diversi motivi quali i problemi di gestione pratica e igienica degli stallatici, la difficoltà di reperimento dovuta alla rarefazione delle stalle e, nelle zone più abitate, i problemi di convivenza con il vicinato. Gli ortaggi sottraggono grandi quantità di nutrimento al terreno, la cui fertilità va integrata ad ogni nuova coltivazione; dunque, oltre a soffermarsi sulla concimazione organica, questo libro esplora anche le tecniche di concimazione chimica.

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Zucchine che marciscono da piccole

 

Da qualche anno molti coltivatori di orti familiari sono perseguitati da una specie di “Peste delle zucchine”. Nonostante le piante siano rigogliose, i frutti sono veramente pochi e molti zucchini, appena sono lunghi 5-6 centimetri, marciscono. Non esiste ancora una spiegazione definita per questo problema; probabilmente le cause sono diverse e concomitanti

In base alla mia esperienza questo problema non è specifico degli zucchini, ma si estende anche ad altre specie di cucurbitacee, in particolare quelle a fiore grosso: invece, il fenomeno si nota molto meno o non compare affatto nelle cucurbitaceee a fiore piccolo, come per esempio i cetrioli o i meloni e qualche varietà di zucca.
Stante l’apparente salute delle piante, che appaiono verdi e rigogliose (almeno finché non le abbandoniamo alla muffa bianca, scoraggiati dalla mancata produzione) la causa principale potrebbe essere attribuita alla  allegagione fallita, cioè alla mancata fecondazione dei fiori femminili.

Zucchina tonda già ammuffita ancor prima di cominciare a crescere
 

I fiori maschili si distinguono da quelli femminili perché hanno un gambo lungo e longilineo, mentre al di sotto dei fiori femminili si nota un piccolo rigonfiamento, fino a notare la zucchina già ben formata quando il fiore si apre.
Circa la raccolta dei fiori per uso alimentare, si possonio raccogliere i fiori femminili quando si sono chiusi, cioè quando le fecondazione è già avvenuta, mentre i fiori maschili si possono raccogliere in qualsiasi momento avendo l’avvertenza di lasciarne comunque qualcuno.

Il fiore maschile ha il gambo liscio e longilineo, quello femminile presenta già un piccolo frutto alla base
 


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La fecondazione avviene attraverso il lavoro di raccolta di polline operato da insetti detti impollinatori, come per esempio le api le quali, volando da un fiore all’altro, spostano il polline dai fiori maschili a quelli femminili. In effetti le api sono l’agente principale e quasi esclusivo della impollinazione nelle cucurbitacee.

In alto un fiore femminile aperto, sotto la scritta due piccoli fiori femminili che presentano alla base due mini-zucchine. Affinché i frutti crescano i loro fiori, appena aperti, dovranno essere fecondati con polline proveniente da fiori maschili, anche della stessa pianta
 

Un primo problema deriva dalla estrema rarefazione di questi insetti, che in molte zone sono praticamente scomparse a causa dei pesticidi e di una malattia conosciuta come Varroa, che causa spopolamento della famiglia, parassiti sulle larve, api che sfarfallano mutilate o deformi.Un secondo problema deriva dal tempo sempre più ridotto di apertura dei fiori femminili, che spesso rimangono aperti e disponibili alla fecondazione solo pochissime ore. Anche questa riduzione della “finestra di fecondabilità” dei fiori femminili non è regolare, in quanto dovrebbero restare aperti almeno una intera giornata; le cause non sono chiare.

Si preleva il polline dai fiori maschili strofinando un pennello morbidissimo
 

Si può tentare di ovviare alle difficoltà di impollinazione operando artificialmente, cioè eseguendo in modo manuale il lavoro che dovrebbe essere svolto dall’ape: prelevare polline dai fiori maschili e trasferirlo su quelli femminili.

Dopo lo strofinamento il pennello appare rivestito di polline. La stessa cosa accade con le zampe delle api, quando si posano sui fiori maschili
 

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Finalmente un manuale sulla coltivazione dell’orto non scritto da qualche eccentrico americano del Tennessee né da qualche professore di agraria, ma da un vero hobbysta. Quando non sapeva ancora camminare, oltre mezzo secolo fa, l’autore accompagnava il padre nel piccolo orto familiare e apprendeva i piccoli trucchi e i segreti antichi di quest’arte. Oggi coltivare un orto non significa più ingegnarsi per sopravvivere, quanto piuttosto scegliere un nuovo stile di vita. Nonostante ciò, le tecniche rimangono le stesse. La tecnica moderna ha introdotto la chimica, che il vero hobbysta rifugge. Questo libro vi darà i migliori suggerimenti per seminare, coltivare e raccogliere gustosissimi ortaggi per la gioia della vostra tavola.
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L’operazione è molto delicata e va fatta con mano molto leggera. Si utilizza un pennello morbidissimo che va strofinato al centro del fiore maschile, e successivamente al centro di quello femminile.
In questo modo l’impollinazione è garantita ecologicamente, e se non sussistono altre cause, le zucchine  sottoposte ba questa operazione dovrebbero crescere regolarmente.

Con estrema delicatezza il pennello va accostato alla parte centrale del fiore femminile per depositare il polline
 
Zucchine con allegagione riuscita
 

Vedi anche questi articoli:
Favorire l’impollinazione dei pomodori
Concimare l’orto con lo stallatico pellettato, ottimo succedaneo del letame
Quando spunta? Tempi di germinazione degli ortaggi
Verificare la scadenza dei semi
Il trapianto a radice nuda. Superare lo stress del trapianto

 


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Malattie dell’orto. L’oidio o mal bianco. Che cosa è, come combatterlo.

Le malattie fungine (crittogamiche) più frequenti nell’orto sono la peronospora e l’oidio, detto anche mal bianco, muffa bianca, nebbia, albugine. La peronospora si combatte con prodotti a base di rame, mentre per l’oidio l’arma decisiva è lo zolfo.

 

Esistono in commercio numerosissimi prodotti a base di zolfo (o anche zolfo ramato) ma quando l’attacco non è troppo prepotente si può ricorrrere a metodi naturali.

Attenzione però, nessun metodo è curativo: quindi una pianta ammalata non guarirà mai. E’ possibile recuperarla eliminando tutte le parti infette e trattando le parti sane a scopo preventivo. Ovviamente però se l’infezione è troppo avanzata, non  esiste altro rimedio che sradicare la pianta e smaltirla ben lontano dall’orto per evitare che le spore si disperdano sul terreno.

Foglie di salvia su cui sta comparendo la muffa bianca
 

L’oidio è un fungo parassita che si diffonde rapidamente creando un feltro di colore biancastro e di aspetto pulverulento. Colpisce tutte le parti della pianta: le foglie, i germogli ed i frutti. Questi arrestano la crescita, decolorano e ammuffiscono. L’oidio attacca tutti gli ortaggi, ma in modo particolare le cucurbitacee, zucchine e cetrioli.

La propagazione avviene attraverso spore che possono essere veicolate anche dal vento, ma in genere dalla temperatura moderata (il massimo della diffusione avviene quando la temperatura si aggira attorno ai  22 gradi) e dalle condizioni umide in cui si trova la pianta. Per la verità, tutte le malattie crittogame si sviluppano con particolare virulenza in presenza di condizioni climatiche umide  e scarsa ventilazione.

 


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Pianta di zucchini che può essere recuperata eliminando tutte le foglie con segni di muffa e tratatndo le altre con zolfo.
 

Prevenire l’oidio

Unaprima prevenzione la si attua rispettando le distanze di impianto e lasciando spazio tra le piante, in modo che l’aria circoli. Nel  caso dei pomodori, peperoni e melanzane, eliminare tutte le foglie in basso che potrebbero venire a contatto con il terreno. Inoltre sfogliare le piante troppo ricche di foglie che impediscono il passaggio di aria e luce tra la chioma. Per i zucchini, eliminare le vecchie foglie al di sotto della zona fruttifera. Si consiglia di innaffiare a scorrimento, oppure, se si vuole innaffiare a pioggia, farlo alla prima alba e non la sera, quando l’acqua rimane sulle foglie per tutta la notte. Inoltre, sostenere con canne o reti gli ortaggi più alti.

 

Pianta di zucca ormai compromessa dalla malattia.
 


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Una guida validissima e completa per chi desidera iniziare la coltivazione di un orto sul balcone o sul terrazzo, anche in uno spazio piccolissimo. Il libro contiene anche diversi progetti di orti da 2 a 40 metri quadrati, completi di piantina e piano produttivo. Naturalmente, oltre alle informazioni necessarie all’impianto dell’orto, il libro contiene anche le SCHEDE DI COLTIVAZIONE per tutti gli ortaggi coltivabili sui balconi.

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COMBATTERE L’OIDIO

Per la lotta all’oidio si utilizzano prodotti a base di zolfo, anche con più applicazioni nel corso del ciclo produttivo della pianta.  In agricoltura biologica l’uso dello zolfo è consentito.

Lo zolfo agisce per contatto. Il trattamento deve essere diffuso uniformemente su tutta la superficie da proteggere. A tal fine sono da preferire i trattamenti liquidi a quelli in polvere.  Nell’usare lo zolfo bisogna fare attenzione alla temperatura. Sotto i 18 gradi non produce effetto, sopra i 30 può essere tossico per la pianta.

Lo zolfo non è tossico per gli animali domestici (cani e gatti) e non penetra negli ortaggi, per cui è sufficiente un buon lavaggio per eliminarlo completamente. Viceversa alcuni antiioidici di sintesi  reperibili sul mercato possono accumularsi sui prodotti e vanno usati solo in caso di estrema necessità.

Naturalmentecome già detto, prima di irrorare la pianta bisogna rimuovere tutte le foglie già colpite perché lo zolfo ha potere preventivo, non curativo. Irrorare tutte le parti della pianta, anche lo stelo principale e le parti inferiori delle foglie.

 

Se poi si vogliono usare metodi casalinghi e materiali più facilmente reperibili rispetto allo zolfo,  nei casi in cui l’infezione è ancora leggera si possono usare i seguenti prodotti:

Bicarbonato o aceto: un cucchiaio abbondante di bicarbonato o di aceto, disciolto in un litro e mezzo di acqua.

Acqua ossigenata: Spruzzare senza diluizione su piante già cresciute.

Latte: diluito  al 50% con acqua, spruzzare ogni 3-4 giorni. Il latte ostacola l’adesione del fungo alla pianta.

 

 


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Fagiolino rampicante Un metro o fagiolino Asparago

Se si coltiva un piccolo orto è preferibile far nascere preventivamente i fagiolini in vasetti riempiti di terra, Si trovano contenitori alveolari da vivaio, ma si possono usare anche i bicchieri di plastica.

Il fagiolino Un metro è un fagiolino a cornetto mangiatutto, con la particolarità che è lunghissimo, da ciò il suo nome e la conseguenza evidente che ne esiste solo la varietà rampicante.
Può essere coltivato come tutti i fagiolini rampicanti: semina da aprile a giugno, raccolta scalare cominciando circa 50 giorni dopo la semina. Il baccello è lunghissimo, ma conviene raccoglierlo quando ha una lunghezza massima di 30 cm circa. Comunque, è un fagiolino senza filo, neppure quando è molto sviluppato. La raccolta va fatta ogni due o tre giorni ed è agevole trattandosi di pianta rampicante.
Ha bisogno di una concimazione preventiva leggera. Come tutti i fagioli, è in grado di fissare autonomamente l’azoto con le radici, quindi non ha bisogno di concimazioni azotate, anzi al termine della coltura il terreno risulta arricchito di questo prezioso minerale.

Fiori e baccelli di fagiolino Un metro
 

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Il fsgiolino Un metro è molto produttivo, anche se i suoi baccelli non raggiungono la prelibatezza dei più noti cornetti mangiatutto. Tuttavia, dopo averne cucinato una gran parte per il consumo diretto, resterà una abbondante produzione da lavare, tagliare a pezzi e congelare per i minestroni invernali.
I fagiolini vanno normalmente seminati direttamente in terra, disponendo i semi in fila serrata in un solco profondo circa 10 cm. Se però si coltiva un piccolo orto, allora è preferibile far nascere preventivamente i fagiolini in vasetti riempiti di terra (ci sono contenitori alveolari di plastica nera, ma si possono usare anche i bicchieri di plastica da tavola). Quando le piantine hanno sviluppato 3 o quattro vere foglie, si possono trapiantare in terra. In questo modo si eviteranno quegli antiestetici tratti vuoti nelle file, dovuti a lumache e uccelli che hanno banchettato con i semi indifesi.

I fagiolini Un metro vanno raccolti quando hanno una lunghezza di 30 cm circa.


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Occorre dotare le piantine di sostegni: per esempio dei tutori (canne) alti almeno due metri fuori terra e collegati a due-tre tra loro “a capanna”. Oppure meglio stendere una rete di plastica acquistabile in qualunque garden center.Il fagiolino Un metro è un ortaggio di coltivazione facile, che può dare grande soddisfazione. E’ importante non far mancare mai l’acqua perché, come tutti i fagioli, tende ad appassire rapidamente.

La produzione è abbondante e prolungata nel tempo. Raccogliere ogni tre giorni circa.
 


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Altri post interessanti:
Settembre nell’orto. Tabella delle semine
Potare i pomodori da tavola
Orientare i filari dell’orto
Seminare l’erba per gatti
Confettura di Feijoa
Quattro italiani su dieci coltivano l’orto.
 
     
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MAGGIO NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE

 

Maggio è finalmente il mese in cui si può seminare all’aperto praticamente tutto in tutte le zone d’Italia. Pomodori, melanzane, peperoni e tutti gli altri ortaggi a ciclo lungo possono essere trapiantati anziché seminati, cioè possimao mettere nell’orto piantine già cresciute in serra che troviamo nei garden center o sulle bancarelle specializzate dei mercatini. E’ preferibile acquistare sempre piantine di qualità, cioè quelle etichettate con il nome della varietà  e del produttore in modo da avere una garanzia in più sulla robustezza e sull’assenza di malattie.

Per molte varietà e è ormai tardi seminare, conviene utilizzare piantine già cresciute che solitamente hanno costi modesti. Se decidiamo di ricorrere al trapianto le piantine devono essere sane, cioè devono avere un bel colore verde carico (naturalmente nel rispetto delle diverse tonalità) , e la loro crescita in altezza deve essere bilanciata dalla robustezza del fusto. Diffidate delle piantine molto alte su uno stelo troppo esile: hanno un colore diafano, e hanno sofferto per las mancanza di luce. Messe in campo probabilmente non resisteranno al sole diretto e moriranno.

Una pianta di bieta nel momento in cui comincia a ingrossare le sue coste
 

Nel progettare le nuove semine ricordiamoci di attuare il principio sempre valido della rotazione: questo significa che non metteremo mai nelle aiuole le stesse verdure dell’anno precedente. Una buona abitudine sarebbe quella di rimettere la stessa verdura nella stessa aiuola solo dopo tre anni almeno. Qualcuno obietterà: ma nelle serre industriali coltivano lo stesso ortaggio per decine di anni, per esempio pomodori, peperoni, zucchine. Vero. Forse però non è noto che in questi casi viene praticamente sostituito il primo strato di 30 cm di terra, con trattamenti particolari e  infilandoci tanti di quei concimi chimici che neppure immaginiamo: però possiamo immaginare che cosa ci mangiamo. Un determinato ortaggio tende a succhiare dalla terra tutte le sostanze che gli servono in modo particolare, sicché la terra, impoverita, ha bisogno di qualche anno per riacquistarle naturalmente.

Piantine di pomodoro pronte al trapianto
 


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In questo periodo primaverile e fino all’arresto delle piogge nell’orto si scatenano le erbe spontanee. Alcune possono essere decisamente utili, come l’ortica che è un ottimo fertilizzante; altre sono tradizionalmente commestibili, come la portulaca; altre hanno usi meno immediati. Tutte però possono essere molto invadenti, fino a soffocare le nostre piantagioni in fase di crescita.  L’invasione di erbe spontanee si può combattere in diversi modi, tra i quali ricordo:
– gli arnesi tradizionali, come il sarchiatore, la zappetta, l’estirpatore;
– le mani nude, con le quali afferrare e strappare le erbe più vicine ai fusti degli ortaggi;
– il decespugliatore a filo, che però può essere usato solo lungo i sentierini o i bordi esterni delle aiuole;
– la pacciamatura preventiva, che consiste nel mettere a dimora le piantine su aiuole protette da un telo pacciamante nero o verde; questo metodo richiede un lavoro magguiore al momento dell’impianto, ma è molto efficace; oltre a prevenire la nascita dellek infestanti assicura anche un migliore microclima al terreno. 

– assolutamente  da escludere, naturalmente, l’uso di diserbanti chimici.

In maggio si è nel pieno della raccolta delle fave
 


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Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

La borragine ha iniziato la fioritura già dalla fine di marzo.
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Maggio.

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI  MAGGIO

Ortaggio

Temperature

Semina all’aperto

 

Minima di germina zione C°

Media di crescita

Operazione
(S= Semina  T= Trapianto)

Anguria

30

25

ST

Barbabietola

25-30

15-20

ST

Basilico

20-25

25

ST

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

S

Carciofo

30

15-20

ST

Cardo

30

15-20

S

Carota

25.30

15-20

S

Cavolo broccolo

30

15-20

ST

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

ST

Cavolfiore

30

15-20

ST

Cavolo verza

25-30

15-20

ST

Cavolo di Bruxelles

30

15-20

S

Cetriolo

30

25

ST

Cicoria a cespo

20-25

15-20

ST

Cicoria da radice

20-25

15-20

ST

Cicoria da taglio

20-25

15-20

S

Cicoria rossa
o radicchio

20-25

15-20

S

Cipolla estiva

25-30

15-20

T

Fagioli nani e rampic

30

25

S

Indivia riccia
e scarola

20-25

15-20

S

Lattuga da taglio

20-25

15-20

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

S

Melanzana

25-30

25

T

Melone

25-30

25

ST

Peperone

25-30

25

T

Pisello e Taccola

5

Inferiore a 15

S

Pomodoro

20-25

25

T

Porro

25-30

15-20

T

Prezzemolo

15-20

15-20

ST

Rapa

25-30

15-20

ST

Ravanello

20-25

15-20

ST

Rucola

15

15-20

ST

Sedano

20-25

15-20

ST

Spinacio

15-20

15-20

S

Zucca

25-30

25-30

T

Zucchina

15

25-30

ST

 

La pacciamatura con telo nero migliora molto il rendimento delle coltivazioni e frena decisamente l’invasione delle erbe spontanee
Gli stivali di gomma sono un ausilio utilissimo per chi si dedica all’orto. Quando si tolgono è preferibile sistemarli come nella foto, ciò rende più improbabile che insetti di vario genere vi si rifugino.
 

500 segreti per avere un orto meraviglioso

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L’antica abitudine di coltivare un orto sta tornando di grande attualità. Dopo qualche decennio trascorso nella illusione di un consumismo facile senza prezzi da pagare, ci stiamo accorgendo che alcuni prezzi ci sono: la rinuncia alla genuinità dei cibi e una totale subordinazione a un sistema produttivo di cui non si conoscono i meccanismi. L’orto come lo si intende oggi non è solo una piccola fonte di reddito, ma soprattutto una nuova filosofia di vita, un metodo sano per recuperare il giusto rapporto con la natura, con la terra e con il cielo. Purtroppo, molte conoscenze sono andate perse, e oggi non esistono scuole né insegnanti in grado di trasferire cognizioni non accademiche, ma pratiche, a chi vuole incominciare.
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PATENTINO PER MACCHINE AGRICOLE: SCARICA I MODULI PER L’AUTOCERTIFICAZIONE

Moduli di autocertificazione per le maccchine agricole

Dal sito di MAD (Macchine agricole domani) riprendiamo una notizia che può essere interessante per molti. E’ possibile qui scaricare i moduli per l’autocertificazione dell’esperienza nell’uso di macchine agricole

Con la circolare n.12 dell’11 marzo 2013, il Ministero del lavoro ha diramato le istruzioni per la compilazione della dichiarazione sull’esperienza biennale per i lavori agricoli o forestali e delle altre attrezzature elencate nell’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012.
In breve chi è in possesso di un’esperienza almeno biennale può documentarla “attraverso una documentazione sostitutiva di atto di notorietà” redatta ai sensi del dpr 445/2000.
 
I moduli sono tre a seconda dell’inquadramento in azienda:
– per il 
collaboratori famigliari;
– per il 
datore di lavoro;
– per i 
lavoratori subordinati. 

Leggi l’articolo relativo all’autocertificazione necessaria per documentare l’esperienza nell’uso delle macchine e attrezzature agricole su:

– lo sfogliabile del numero di aprile 4/2013 di Mad – Macchine Agricole Domani;  

– la Banca Dati Articoli sul n.11 del 2013 (21/27 marzo) de L’Informatore Agrario a pag. 13.

Puoi scaricare i moduli qui

 


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L’ORTO DELLA BUONA FORTUNA. BUON ANNO CON GLI ORTAGGI FORTUNATI 

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FOGLIE INGIALLITE: CLOROSI FERRICA E CHELATI DI FERRO

AVETE ACCESO IL CAMINETTO? NON BUTTATE LA CENERE

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LE MINI-MELANZANE DA ANTIPASTO SI POSSONO COLTIVARE ANCHE IN VASO SUL BALCONE

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Nasce “COLTIVARE L’ORTO EDITRICE” con un catalogo tutto dedicato all’orticoltura  

VERDURE D’INVERNO: SEMINA E TRAPIANTO DELLA BIETA A COSTE

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QUANDO FARE I TRATTAMENTI CONTRO LA PERONOSPORA DI VITE, POMODORO, PATATA, ROSA

 


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COME CONCIMARE L’ORTO

Come concimare l’orto. La ricetta migliore per ogni ortaggio

Come usare i concimi organici e quelli chimici. Troverete la ricetta di concimazione per ogni ortaggio, sia coltivato in terra che in vaso. Inoltre,  consigli sulla fertilizzazione del terreno tramite la pratica del compostaggio

E’ disponibile su www.coltivarelorto.it  l’ultimo libro di Bruno Del Medico, dedicato alla concimazione dell’orto.  L’orto classico è sempre stato coltivato su aree di terreno concimate ogni anno, ripetutamente, tramite l’aggiunta di concimi organici, come le deiezioni animali. Per questo, quando si parla di terra da orto, si intende una terra ben grassa e fertile. Purtroppo negli ultimi decenni diversi fattori hanno fatto sì che gli ortaggi venissero coltivati in terreni sempre meno fertili: da qui l’esigenza di aggiungere elementi nutritivi a base di concimi chimici.

La copertina del libro edito da Coltivare l’orto Editrice

 

Anche nei piccoli orti domestici diventa sempre più difficile fornire annualmente le dosi minime necessarie di concimi organici, per diversi motivi quali i problemi di gestione pratica e igienica degli stallatici, la difficoltà di reperimento dovuta alla rarefazione delle stalle e, nelle zone più abitate, i problemi di convivenza con il vicinato. Gli ortaggi sottraggono grandi quantità di nutrimento al terreno, la cui fertilità va integrata ad ogni nuova coltivazione; dunque, oltre a soffermarsi sulla concimazione organica, questo libro esplora anche le tecniche di concimazione chimica.


Uso dei concimi
organici e chimici
con la ricetta per ogni ortaggio
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110 Pagine. Formato 17×24 cm. Illustrato
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