Archivio mensile:ottobre 2013

Tutti i lavori nell’orto per il periodo di fine ottobre e novembre

Tutti i lavori nell’orto per il periodo di fine ottobre e novembre

 


Molti lavori di questo periodo sono inerenti la conclusione del ciclo produttivo legato alla primavera estate: alcuni sono gratificanti, come la raccolta, altri un poco fastidiosi, come la pulizia delle parcelle e la eliminazione dei resti delle coltivazioni concluse. Per chi ama l’orto, ogni lavoro ha il profumo della sua stagione e anche i più noiosi sono gratificanti perché ricordano un particolare aspetto della natura

 

 

In questo articolo presento alcuni dei lavori tipici del periodo,  tenendo conto che le condizioni climatiche della zona sono determinanti nell’anticipare o posticipare questi lavori. La zona di riferimento è la Val Padana.

 

 

Raccolta dei semi

Una delle attività tipiche di questo periodo è la raccolta dei semi di quelle varietà che possono conservare fedelmente i caratteri dei frutti della coltivazione conclusa. Dunque, vanno escluse le piante ottenute da seme ibrido F1, perché dai loro semi non si otterrebbe sicuramente niente di simile alla pianta madre.

Per prevenire le malattie è opportuno, come sempre in natura, un rimescolamento genetico, quindi è assolutamente sconsigliato di usare per molti anni di seguito gli stessi semi ottenuti dal proprio orto: ogni 3 o quattro anni è bene usare semi acquistati o scambiati con un altro hobbista, in una zona diversa. Per lo stesso motivo è sconsigliabile coltivare sempre una sola varietà dello stesso ortaggio, ma è preferibile coltivarne almeno due perché dalla loro vicinanza traggono una maggiore resistenza alle malattie.

Raccolta dei semi di zucca rampicante siciliana
Raccolta dei semi della zucca rampicante siciliana “Serpente di Sicilia”
 

I frutti dai quali si vogliono ricavare i semi devono essere molto maturi; vanno lasciati il più a lungo possibile sulla pianta e poi qualche giorno al sole. Per gli ortaggi da frutto, lasciate sulla pianta qualche frutto tra i migliori, non utilizzate gli ultimi fritti che sono sempre più piccoli e stentano a maturare. e danno seme più debole. Se i frutti sono acquosi oppure inglobano il seme come le melanzane, estraete la parte contenente i semi e lasciatela una settimana in  acqua, dopodiché risciacquate più volte a lungo in un colino a trama fine, che trattenga i semi ma lasci passare la pasta sfatta. Stendete i semi  puliti su cartone o carta di giornale e lasciateli all’ombra, in zona asciutta e ventilata, finché non saranno completamente asciutti. Conservateli all’ombra in recipienti di vetro o coccio ben chiusi.

Raccolta dei semi di pomodoro
Raccolta dei semi di pomodoro

Per quanto riguarda gli ortaggi da foglia, bulbo o radice, la produzione dei semi deve essere programmata attendendo il secondo anno di vita della pianta. Questa solitamente emette un lungo scapo fiorale su cui si sviluppano i semi. Mettete gli scapi a seccare, finché non  potrete ottener ei semi semplicemente strofinandoli tra le mani. Non usate mai eventuali fioriture del primo anno, perché quelle piante hanno prefiorito a causa di sofferenze e squilibri ed il seme è scarsamente adatto alla riproduzione.

La raccolta dei semi si fa sempre in luna calante.

Raccolta dei semi di cardo
Raccolta dei semi di cardo. La raccolta si fa dopo aver fatto ben seccare i fiori, A quel punto, aprendoli  e sbattendoli si ottiene una cascata di semi maturi
L’orto e la luna
II° edizione 2013. 118 Pagine. Formato 15×21 cm. Illustrato.
Euro 10,00. 

Questo libro si rivolge a chi vuole coltivare il proprio orto in modo naturale. Infatti, se si ricorre a fertilizzanti chimici, pesticidi, ormoni e altri espedienti, diventa assolutamente superfluo considerare l’azione benefica della luna. Se invece si vogliono ricavare dal proprio orto cibi sani e genuini, allora ogni metodo naturale può essere utile per una produzione abbondante senza trucchi. Tra questi metodi ritorna attuale anche la pratica di agevolare le coltivazioni con il rispetto delle fasi lunari, secondo antichissime tradizioni. Molti settori scientifici ammettono che, seppure manchino studi che lo provano, la luna può avere degli effetti quantomeno concomitanti per la migliore riuscita delle coltivazioni. Il libro considera anche questo aspetto, ma soprattutto contiene un calendario lunare per l’orto esteso a tutto il 2030, e circa 100 schede per tutte le varietà di ortaggio presenti nei nostri orti.

PER SAPERNE DI PIU’

 

Tagliare alla base il prezzemolo

In questo periodo si tagliano decisamente alla base le piantine di prezzemolo (salvo qualcuna per l’uso corrente)  in modo che la pianta rivegeti prima dell’arrivo del freddo: questa nuova vegetazione potrà dare prezzemolo fresco per diverso tempo; se la temperatura lo consente, anche fino alla primavera.

 

Cimare pomodori, melanzane e peperoni

Queste piante tendono a produrre vegetazione e frutti nella parte più alta, ma si tratta di frutti che rimarranno piccoli e arriveranno difficilmente alla maturazione, mentre sono avidissimi nel sottrarre sostanze nutritive ai frutti più bassi. Calcolate un mese prima dell’arrivo del freddo, basandovi sulla esperienza della vostra zona, e tagliate le cime delle piante in modo che tutte le energie siano dedicate alla maturazione completa dei frutti posti più in basso.

Le patate vanno conservate al buio, per evitare la pregerminazione
Le patate vanno conservate al buio, per evitare la pregerminazione. La temperatura ambiente non dovrebbe mai scendere sotto i 3 °C, per evitare la marcescenza

Il segreto dei peperoncini

Generalmente si ritiene che i peperoncini vadano ripiantati ogni anno. In effetti, si tratta quasi sempre di piante perenni: basta osservare il fusto, che di solito è legnoso e consente alla pianta di superare l’inverno, diversamente, per esempio,  dai pomodori che hanno un fusto erbaceo. Se vivete in una zona dal clima mite, al termine della produzione potate la pianta lasciando il fusto i pochi rami laterali accorciati. A primavera nella maggior parte dei casi vedrete i vostri peperoncini emettere nuovi germogli, e produrre frutti assolutamente in anticipo su qualsiasi semina.  Se il clima della vostra zona non è molto mite, il consiglio è di coltivare i peperoncini in vaso, riparando i vasi sotto un portico o veranda durante l’inverno. In questo periodo la pianta avrà bisogno soltanto di qualche sporadica innaffiatura in modo che la terra nel vaso non si inaridisca completamente.

 
Una pianta di peperoncino BishopCrown allevata ad alberetto
Una pianta di peperoncino Bishop Crown allevata ad alberetto, al suo quarto anno di vita

Coltivare i peperoncini piccanti

Dagli innocui Bell e Poblano  agli infernali Fatali, Habanero , Bhut Jolokia e Trinidad Scorpion Moruga

Coltivare l’orto Editrice 2013  72  pagine. Formato 17×24. Prezzo euro 5,00 
Esistono migliaia di varietà coltivate di peperoncino. Si tratta di una spezia amata e diffusa in tutto il mondo, attorno alla quale si è sviluppata una cultura che vede impegnati migliaia di appassionati. Spesso questi si tramutano in veri e propri collezionisti di varietà , molte delle quali si contendono la palma di peperoncino più piccante al mondo. Dopo una lunga permanenza dell’Habanero ai vertici del Guinness dei Primati, ora è la volta del Bhut Jolokia. Questo libro introduce in modo semplice ma completo all’affascinante mondo dei peperoncini e alla loro coltivazione: anche un piccolo terrazzo può essere sufficiente.

PER SAPERNE DI PIU’
 

 

Conservare le zucche

In questo periodo le zucche sono mature, ma hanno un difetto: sono troppo grandi e maturano tutte assieme, per cui diventa problematico smaltire tutto quel prodotto. Se è vero che possono esser e tagliate a pezzi e congelate, è altrettanto vero che non tutti dispongono di congelatori così grossi, dal momento che le verdure da conservare sono veramente molte.

Fortunatamente le zucche si conservano abbastanza a lungo, anche qualche mese, se sono tenute in un luogo riparato, come una tettoia, dove però la temperatura non scenda mai sotto i 10 °C.  Prima di destinare le zucche alla conservazione verificate che non abbiano nessuna ammaccatura, ma soprattutto che il peduncolo sia integro: a questo dovrete provvedere già dalla raccolta, recidendolo ben lungo con un coltello affilato in modo che il taglio sia netto. La maggior parte delle volte le zucche si deteriorano a causa di marciumi provenienti dal peduncolo.

Il segreto della buona conservazione delle zucche sta anche nei peduncoli sani
Il segreto della buona conservazione delle zucche sta anche nei peduncoli sani; quelli con inizi di marcesenza li trasmettono subito a tutta la zucca.
 
 

Lavorazione di fondo del terreno

 

Sulla lavorazione di fondo del terreno, che può continuare anche in novembre, abbiamo parlato in un precedente post. Nello stesso sono stati trattati diversi altri argomenti validi per tutto il periodo autunnale, quindi anche per il mese di novembre.

 

I lavori nell’orto di ottobre

 
Novembre è ilperiodo adatto per le lavorazioni profonde e le letamazioni
Novembre è il periodo adatto per le lavorazioni profonde e le letamazioni del terreno
 

 

Come CONCIMARE L’ORTO
Uso dei concimi
organici e chimici
con la ricetta per ogni ortaggio
, anche in vaso. Fertilizzare il terreno  con il compost

110 Pagine. Formato 17×24 cm. Illustrato
Euro 10,00 
L’orto classico è sempre stato coltivato su aree di terreno concimate ogni anno, ripetutamente, tramite l’aggiunta di concimi organici, come le deiezioni animali. Per questo, quando si parla di terra da orto, si intende una terra ben grassa e fertile. Purtroppo negli ultimi decenni diversi fattori hanno fatto sì che gli ortaggi venissero coltivati in terreni sempre meno fertili: da qui l’esigenza di aggiungere elementi nutritivi a base di concimi chimici. Anche nei piccoli orti domestici diventa sempre più difficile fornire annualmente le dosi minime necessarie di concimi organici, per diversi motivi quali i problemi di gestione pratica e igienica degli stallatici, la difficoltà di reperimento dovuta alla rarefazione delle stalle e, nelle zone più abitate, i problemi di convivenza con il vicinato. Gli ortaggi sottraggono grandi quantità di nutrimento al terreno, la cui fertilità va integrata ad ogni nuova coltivazione; dunque, oltre a soffermarsi sulla concimazione organica, questo libro esplora anche le tecniche di concimazione chimica.

PER SAPERNE DI PIU’

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Le semine

Ecco una tabella con le semine possibili nel periodo di novembre

 

Semine di  Novembre 2013 
(per le fasi lunari, vedi l’articolo indicato più sotto)

Ortaggio

Temperatura  tollerata °C

Quando si raccoglie seminando all’aperto

Distanze di impianto
(cm tra le file e sulla fila)

Carota

0 / 25

Febbraio-aprile

20, 5

Cavolo cappuccio

5 / 25

Aprile-giugno

60, 40

Cavolfiore

15 / 25

Maggio.giugno

60,40

Cavolo a foglia

-10 / 25

Da febbraio

60, 40

Cavolo verza

0 / 25

Da febbraio

60,40

Cicoria

0 / 25

Da marzo

Rossa Treviso: 40,15
A cespo: 40,40

Cipolla

0 / 25

Da febbraio

30, 15

Fava

-5 / 25

Da aprile

50, 15

Indivia

0 / 25

Da gennaio

50, 40

Lattuga

5 / 25

Da gennaio

40, 30

Rapa

-10 / 25

Da gennaio

40, 20

Spinacio

-10 / 25

Da dicembre

40, 15

Valeriana

0 / 25

Da gennaio

Spaglio oppure 30, 5

Nota. La resistenza al freddo si intende per una esposizione sporadica, non continuata. Per lunghi periodi di freddo intenso è necessario seminare in luogo protetto.

 

 

Un calendario completo delle semine, anche con riferimento alle fasi lunari, lo potete trovare in questo articolo precedente:

Novembre 2013. Calendario delle semine nell’orto, anche secondo le fasi lunari

 
La bieta può superare l'inverno, nei climi miti
La bieta può superare l’inverno, nei climi miti. In primavera ripulite la pianta e concimate in suoerficie con del granulare da orto: la pianta fornirà un nuovo prodotto abbondante, prima di fiorire
 
 

In breve

 

Aglio, cipolla invernale, porro

Eseguitela piantagione degli spicchi di aglio. Se il terreno non è bagnato imbianchite i porri rincalzando il terreno alla base.

Asparago
Liberate l’ asparagiaia dalla vegetazione esaurita. Se il tempo lo consente aprite un solco sulla fila, senza danneggiare le piante, e distribuite letame o compost.

Bieta a coste

Terminate la raccolta delle ultime foglie. Se non avete urgenza di liberare il terreno lasciare le radici, che potranno rivegetare nella primavera successiva.

Cardo

Potete imbianchire e raccogliere le piante destinate al consumo. L’imbianchimento va fatto stringendo moderatamente le foglie in un cartoccio di carta, cartone , paglia o plastica, ma solo quando sono ben asciutte.

Finocchi

Raccogliete le piante prima del sopravvenire delle gelate. Per prolungare la durata potete estrarre le piante dal terreno con un abbondante pane di terra: mettetele in piedi in una cassetta e riponetele al coperto.

Patate

Verificate le buone condizioni delle patate immagazzinate, ed eliminate tutti i tuberi che presentano segni di marciume. La temperatura dell’ambiente non dovrebbe mai scendere sotto i 3 °C.

Piselli

Potete seminarli solo nelle zone a clima tendenzialmente mite, oppure rimandate la semina alla primavera. Se seminate adesso usate varietà a seme liscio, mentre quelle a seme rugoso sono più adatte alle semine primaverili.

Piselli in contenitori alveolari, destinati a rimpiazzare le fallanze sulle file in campo
Piselli in contenitori alveolari, destinati a rimpiazzare le fallanze sulle file in campo. Per le semine autunnali preferite le varietà a seme liscio, più adatte al freddo.
 
 
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Coltivare la rucola, amabile compagna di pizze e insalate miste

Coltivare la rucola, amabile compagna di pizze e insalate miste

 


La rucola può essere seminata nella gran parte dell’anno, anche se il raccolto migliore è quello che si ricava in primavera-estate. Il sapore particolare la rende gradita a una larga parte di consumatori, ma non agli altri. Per chi la ama, però, rappresenta una vera prelibatezza
 

Esistono molte specie di rucola, genericamente distinte in due grandi ripartizioni, rucola coltivata e rucola selvatica.  In effetti, ormai tutte le rucole sono coltivate, in quanto le esigenze commerciali rendono impraticabile la raccolta nei prati. Da un punto di vista più scientifico ci sono più di 20 varietà di rucola, ma le più comuni sono quattro:
Eruca sativa  (comunemente detta “coltivata”)

Diplotaxis tenuifolia  (comunemente detta “selvatica”

Diplotaxis erucoides e Diplotaxis muralis.

La varietà sativa, che un tempo andava per la maggiore, sta venendo ampiamente rimpiazzata dalla varietà tenuifolia, che ha foglioline più piccole ed è quella comunemente presente sulle pizze o nelle buste del supermercato.

 

RUCOLA COLTIVATA. Si semina in ragione di gr. 50 per 100 mq. di terreno, scalarmente, da febbraio ad ottobre per avere il prodotto fresco tutto l’anno. Si recidono le foglie sopra il colletto e l’attitudine al ricaccio della pianta le permette di rivegetare rapidamente, consentendo 4/6 tagli. Si coltiva in piena aria al Sud, mentre al Nord necessita di protezioni durante l’inverno; si semina a spaglio o a file distanti cm. 20/30, diradando in seguito le piantine. Cresce rigogliosa in tutti i terreni, purché fertili e senza ristagni d’acqua. Le foglie aromatiche e gustose si mescolano alle altre insalate e si impiegano quali ingredienti di numerosi piatti prelibati. Dal Catalogo Ingegnoli

Rucola coltivata
 

La parte che si consuma della rucola sono le foglie più tenere, raccolte prima della fioritura della pianta, che avviene dalla primavera alla fine dell’estate, secondo il periodo di semina.. Il caldo rende le foglie più amare. La fioritura le rende ancora più pungenti ed amare, forse troppo, per cui vanno raccolte prima.

Raccogliendo le foglie singolarmente, senza tagliare tutta la pianta, questa ricaccia fornendo nuovo raccolto con continuità.

 

RUCOLA SELVATICADifferisce dalla rucola coltivataper Le foglie più strette e frastagliate e per il sapore decisamente più forte e piccante. E’ perenne anche al Nord e dopo ogni taglio da effettuare recidendo le foglie al colletto, rivegeta prontamente emettendo sempre nuove foglie tenere e sapotite.Si semina in primavera o all’ inizio dell’autunno a file distanti 25-30cm.  Dal Catalogo Ingegnoli

 

La rucola può essere seminata in diversi periodi dell’anno, come indicato qui sotto

 

Semina e raccolta della rucola

Periodo di semina

Primo raccolto

Febbraio (ambiente protetto)

Marzo-aprile

Marzo (ambiante protetto)

Aprile-maggio

Aprile

Giugno

Maggio

Luglio

Giugno

Agosto

Luglio

Settembre

Agosto

Ottobre

Settembre

Novembre

Ottobre

Dicembre

Novembre (ambiente protetto)

Gennaio

 

 

500 segreti per avere un orto meraviglioso

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L’antica abitudine di coltivare un orto sta tornando di grande attualità. Dopo qualche decennio trascorso nella illusione di un consumismo facile senza prezzi da pagare, ci stiamo accorgendo che alcuni prezzi ci sono: la rinuncia alla genuinità dei cibi e una totale subordinazione a un sistema produttivo di cui non si conoscono i meccanismi. L’orto come lo si intende oggi non è solo una piccola fonte di reddito, ma soprattutto una nuova filosofia di vita, un metodo sano per recuperare il giusto rapporto con la natura, con la terra e con il cielo. Purtroppo, molte conoscenze sono andate perse, e oggi non esistono scuole né insegnanti in grado di trasferire cognizioni non accademiche, ma pratiche, a chi vuole incominciare.
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Rucola selvatica a foglia di ulivo coltivata in vaso
 
 

Ecco alcune altre caratteristiche della rucola:

 

Alcune caratteristiche della rucola

Semi per grammo

500

Durata germinativa dei semi

4 anni

Terreno preferito

Leggero, medio impasto

pH preferito

Neutro, 6-7

Profondità di semina

2-3 mm

Tempo medi di emergenza

6-8 giorni

Tempo medio per ottenere il prodotto

30-40 giorni

Produzione media

1,2 kg di foglie fresche per mq

 

 

La rucola si presta anche ad essere coltivata in vaso, seminando più piantine in vasi grandi o una piantina per ogni piccolo vaso; la distanza da tenere tra pianta e pianta è di 10 cm circa tra le piante sulla fila, e 30-40 cm tra le file. In vaso bastano vasi molto piccoli, diametro 10 cm circa.

Per saperne di più sulla coltivazione in vaso, anche sul balcone, vedi questo post:

Coltivare la rucola in vaso

 

RUCOLA SELVATICA A FOGLIA D’ULIVO – (Diplotaxis integrifolia)

Differenzia dalla precedente esclusivamente per le foglie che si presentano intere, conservando inalterate le caratteristiche organolettiche della rucola selvatica. Dal Catalogo Ingegnoli

 

 

L’orto sul balcone ABC

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Una guida validissima e completa per chi desidera iniziare la coltivazione di un orto sul balcone o sul terrazzo, anche in uno spazio piccolissimo. Il libro contiene anche diversi progetti di orti da 2 a 40 metri quadrati, completi di piantina e piano produttivo. Naturalmente, oltre alle informazioni necessarie all’impianto dell’orto, il libro contiene anche le SCHEDE DI COLTIVAZIONE per tutti gli ortaggi coltivabili sui balconi.  SCONTI E OMAGGI

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Cure colturali

La rucola non è molto impegnativa dal punto di vista delle cure colturali, se non per una accurata scerbatura  o eliminazione delle erbe spontanee infestanti. Essendo una pianta a ciclo breve dovrebbe essere seminata in un terreno concimato l’anno precedente, in modo da trovare subito disponibili gli elementi nutritivi. Per evitare cattivi odori  sapori si sconsiglia la concimazione con letame. Si avvantaggia della distribuzione in copertura di poco concime azotato, specialmente subito dopo ogni raccolta. Per facilitare  l’assorbimento del concime è utile far seguire una bagnatura del terreno.

L’irrigazione, comunque, è sempre utile perché la pianta richiede una discreta quantità di acqua.

 
Rucola selvatica Selezione liscia (Catalogo Baumaux)
 
Rucola selvatica Verdiana (Catalogo Baumaux)
 

Raccogliere i semi

Lasciate crescere una pianta finché arriva a produrre, alla cime del fusto, lo scapo fiorale. Quando i primi frutti alla base, detti silique, cominciano a seccarsi e aprirsi, raccogliete tutto lo scapo e tenetelo per qualche giorno in un luogo asciutto: a quel punto, scuotendo gli scapi o stropicciandoli tra le mani dovreste ottenere la separazione dei semi. Questi possono essere usati in cucina per insaporire diverse pietanze, oppure possono essere lasciati seccare  ulteriormente per essere destinati alle semine dell’anno successivo.

Rucola selvatica Voyager (Catalogo Baumaux)
 
 
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La scarola è una indivia adatta anche ai periodi meno caldi

La scarola è una indivia adatta anche  ai periodi meno caldi

La scarola appartiene alla brande famiglia delle cicorie, nella categoria delle indivie che condivide con l’indivia riccia. Diversamente da questa, la scarola ha foglie lisce. E’ una pianta che può raggiungere grandezze e pesi insoliti per una insalata. Può essere consumata sia cruda, da giovane, che cotta, quandio raggiunge il completo stadio di maturazione

La scarola è una pianta erbacea biennale, perché il primo anno produce il cespo ed il secondo i fiori ed i semi. dal momento che solitamente si è interessati al consumo, dal punto di vista di  molti coltivatori viene considerata come pianta annuale e raccolta già dal primo anno.

Scarola Bubikopf

La parte commestibile della scarola è il cespo, formato da moltissime foglie raccolte a rosetta, più compatte nella parte centrale (il cuore). Queste foglie centrali tendono a imbiancare naturalmente, per cui la pianta pronta alla raccolta presenta l’aspetto tipico illustrato nelle foto. Molti usano imbianchire manualmente la scarola, raccogliendo le foglie ben asciutte all’interno di un foglio di plastica nera e legandole  un paio di settimane prima della raccolta. Questo rende tutto il cespo più bianco e croccante.

Scarola Casco d’oro

La foglie della scarola è costituita da una nervatura centrale e da un ampio lembo liscio, poco ondulato o poco increspato. La riproduzione della scarola avviene per seme.

Le diverse cultivar di scarola si distinguono sulla base di queste caratteristiche:

 

Caratteristiche delle diverse cultivar di indivia scarola

Caratteristica

Tipologie

Ciclo vegetativo

Precoce o tardivo

Dimensione del cespo

Piccolo o voluminoso

Portamento della pianta

Eretto o espanso

Colore delle foglie

Dal biondo alle diverse tonalità del verde

La resistenza al freddo

Buona, mediocre

La resistenza a montare a seme

Scarsa, elevata

La capacita  di autoimbiancare

Scarsa, elevata

 

Scarola Full Heart
aaa

Semina della scarola

Un grammo di semi ne contiene circa 600, che hanno una durata germinativa di 4 anni, per cui occorre prendere visione della scadenza segnata sulla bustina, al momento dell’acquisto. Diffidate di semi regalati se non siete sicuri che siano freschi. Il terreno preferito è quello di medio impasto, con pH compreso tra 6,5 e 7,5, cioè il classico terreno da orto. L’esposizione deve essere soleggiata, al massimo la pianta tollera un mezzo sole abbondante.

L’impianto  si può fare seminando direttamente in campo, oppure trapiantando piantine coltivate in precedenza, come è preferibile per gli orti dove le piantine sono relativamente poche.

Seminate in contenitori alveolari di 3 cm circa di diametro o lato, riempiti con terriccio da semina moderatamente pressato. Lasciate cadere in ogni alveolo 5-6 semi, considerando che la germinazione è del 60-70% circa.

Quando le piantine emerse saranno alte un paio di centimetri provvedete al diradamento, lasciando in ogni alveolo solo la piantina più bella.

 

Periodi di semina e raccolto della scarola

Semina

Raccolto

Marzo

Giugno

Aprile

Giugno-luglio

Maggio-giugno

Agosto-settembre

Luglio

Settembre-ottobre

Agosto

Ottobre-novembre

Settembre

Dicembre-febbraio

Ottobre-novembre

Aprile-maggio

 

Scarola Cornetto di Bordeaux

Il trapianto si fa quando le piantine sono alte almeno 8 cm ed hanno almeno 3-4 foglie. Estraete le piantine dagli alveoli badando bene a non rompere il pane di terra (occorrerà quindi che siano ben radicate) e trasferitele subito in terra, innaffiando abbondantemente. Le piantine vanno interrate esattamente alla stessa altezza di quando erano nel vivaio. Se la zolla si rompe e le radici restano esposte, tagliare le foglie a due cm dal colletto per facilitare la ripresa: la pianta poi ne emetterà rapidamente delle nuove. Fate i trapianti sempre al tramonto

Scarola verde fiorentina
bbb

La semina va fatta rispettando delle distanze che inizialmente possono sembrare eccessive, guardando alla piccolezza delle piantine: disponete le piante su delle file rialzate in modo da evitare i ristagni di acqua, poste a 40-50 cm una dall’altra; la stessa distanza dovrà essere mantenuta tra le piante sulla fila, perché crescendo ,la scarola può superare il diametro di 40 cm.

Se disponete di un sovrannumero di piantine, o avete poco terreno, potete seminare più fitto, fino a 20 cm tra pianta e pianta, restando inteso che quando cominceranno a darsi fastidio a vicenda raccoglierete una metà delle piante che, se pure ancora immature, saranno comunque già commestibili:in questo modo darete il giusto spazio di crescita a quelle rimaste.

Scarola verde a cuore pieno

La scarola richiede l’eliminazione delle erbe infestanti, utilizzando un sarchiello, ma non si rincalza perché il colletto deve sempre rimanere scoperto. L’irrigazione deve essere abbondante, curate che il terreno resti sempre umido ma non bagnato. Ricava grande beneficio dalle coltivazioni azotate di superficie, ma non bisogna esagerare. Sono sufficienti 30 grammi di concime azotato per metro quadrato, distribuito lungo le file una volta ogni quindici giorni.

Nella preparazione dle terreno non utilizzate il letame che potrebbe dare cattivo sapore e creare marciumi radicali. Piuttosto, seminate o trapiantate nei terreni letamati l’anno precedente per la coltivazione di pomodori, peperoni, cavoli.

Dal momento del trapianto sono necessari 70-100 giorni per ottenere il prodotto.

La produzione può essere di 2-3 kg per metro quadrato, considerando che il peso medio di un cespo può variare dai 250 ai 400 grammi.  Difendete le aiuole dalle lumache con dei metodi biologici, come strisce di cenere o trappole alla birra, come descritto nel post:

Combattere le lumache nell’orto con metodi biologici

 

Scarola Gigante degli ortolani
 


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Gli stridoli o carletti, bubbolini, coietti, cannateddi, foje, scupitin, grisolon

Gli stridoli o carletti, bubbolini, coietti, cannateddi, foje, scupitin, grisolon

La Silene vulgaris, pianta spontanea comunissima in Italia, conosciuta con molti nomi diversi (stridoli, cannateddi, bubbolini, ecc.) possiede da sempre una vasta tradizione alimentare emerita certamente un posticino nel nostro orto.

E’ una pianta perenne con fusti eretti alti da 25 a 80 cm. Le foglie sono di colore verde-grigio, opposte ed ovali. Solo quelle inferiori hanno un picciolo molto corto. Il fiore è bianco, del diametro di circa 1,5 cm e presenta 5 petali. Il frutto è una capsula globosa. E’ diffusa praticamente ovunque, dalla pianura fino a 1500 metri, con preferenza per i terreni coltivati, i margini dei sentieri, i terrapieni ferroviari. Cresce in pieno sole. Si consumano le cime tenere con tutto il fusto, e le sole foglie raccolte nella parte più bassa. La raccolta delle cimette impedisce la fioritura e allunga la durata produttiva della pianta.

Raccolta di strigoli, da consumare crudi o cotti

Che cosa mettere nell’orto

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Quando ci accingiamo coltivare un orto abbiamo in mente alcuni ortaggi principali, quelli solitamente più presenti sulla nostra tavola, e ignoriamo che la gamma di varietà è veramente vasta. Molti credono che l’orto rappresenti una attività da iniziare in primavera terminare alla fine dell’estate: invece, ci sono moltissimi ortaggi che possono esser coltivati anche l’inverno, semmai con dei piccoli accorgimenti per preservarli dal gelo. Molti altri rimangono stupiti quando affermo che ci sono almeno un centinaio di ortaggi diversi, considerando solo le varietà principali. Questo libricino, per le sue dimensioni e le sue finalità, non vuole essere esaustivo ma vuole offrire una prima base di valutazione e conoscenza.
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Gli stridoli non sono usati in erboristeria se non forse raramente, ma lo sono molto per usi alimentari. Questa piantina è considerata molto prelibata; le foglioline giovani si possono consumare crude o cotte, per esempio nelle frittate o nei minestroni. La semina si fa in autunno oppure a fine inverno. La raccolta avviene da settembre per le semine primaverili, e può proseguire  fino alla fioritura che avviene in marzo-aprile.

Il nome (Silene) pare che derivi dal greco sialon, cioè saliva: questo perché spesso la pianta è attaccata da un insetto detto sputacchino, che produce una specie di schiuma per sua protezione. Le cronache raccontano che verso il 1680 una invasione di cavallette distrusse tutte le coltivazioni sull’isola spagnola di Minorca, e gli abitanti riuscirono a sopravvivere proprio cibandosi abbondantemente di questa piantina.

Fiori e foglie di Silene vulgaris


Dove trovare i semi

I semi sono venduti per corrispondenza da diversi produttori di sementi tra i quali  Ingegnoli   http://www.ingegnoli.it/silene-inflata.html

 


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Come concimare l’orto
L’orto sul balcone ABC
Che cosa mettere nell’orto
Risparmiare con il compost
Coltivare l’orto, I° edizione
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Ottobre. I lavori nell’orto. i carciofi, moltiplicazione. Terricci, lavorazioni di fondo

Ottobre. I lavori nell’orto. i carciofi, moltiplicazione. Terricci, lavorazioni di fondo

 

Il mese di ottobre è dedicato alla raccolta dei semi per le varietà che si vogliono coltivare nuovamente l’anno successivo, alla cimatura dei pomodori che ormai svettano verso l’alto con cime improduttive, alle semine degli ortaggi destinati alla mensa autunnale e invernale e alla raccolta di una quantità di verdure.
 

In ottobre si iniziano i lavori  tipicamente destinati a sostituire le colture terminate con le nuove, destinate alla produzione autunnale e invernale. Questo è vero specialmente nelle regioni più fredde, mentre in quelle calde prosegue la produzione di molti ortaggi come pomodori, melanzane e peperoni.

Considerando questa differenza di clima, ecco alcune operazioni consigliate nelle regioni a temperatura più rigida, dove il ciclo produttivo degli ortaggi estivi è già terminato.

E’ tempo di raccogliere l’insalata da taglio.Usando una forbice affilata tagliate le foglie a 1 cm circa dal suolo in modo che l’insalata ricresca per un raccolto successivo

Smontare i sostegni delle piante rampicanti

Dove il ciclo produttivo di molti ortaggi rampicanti o bisognosi di sostegni è concluso, occorre liberare le aiuole da tutti i resti della coltivazione. Anzitutto con l’aiuto di attrezzi da taglio si eliminano tutte le piante; i laccetti che le sostenevano, se non sono biodegradabili, vanno smaltiti con i metodi in uso (residuo o plastica dove si fa la raccolta differenziata). Le piante vanno sradicate e tranciate in pezzi, dopodiché si smaltiscono in due modi diversi:

– se si trattava di piante sane, vanno messe nel cumulo del compost dove daranno origine, nel giro di un anno, a dell’ottimo compost: in pratica, verranno usate per restituire al terreno buona parte delle sostanze nutritive che hanno prelevato in vita;

– se invece si trattava di piante ammalate (come per esempio quelle di zucchina, che finiscono sempre molto aggredite dall’oidio) allora non vanno messe nel compost ma è preferibile bruciarle, se possibile, oppure smaltirle nell’umido in modo da conferirle alla discarica.

E’il momento di liberare il terreno dalle coltivazioni concluse

E’ vero che qui vengono comunque utilizzate, molto spesso, per produrre del compost, ma i procedimenti industriali indicono nella massa dei processi di pastorizzazione e sterilizzazione che eliminano gli agenti patogeni.

La stessa cosa può avvenire nel nostro cumulo del compost, se siamo capaci, con un po’ di esperienza, di guidare il processo in modo che, nel cumulo, il lavoro dei batteri dia origine a un calore interno pari a 30-40 gradi. Ho descritto queste tecniche nel mio libro Risparmiare con il compost.

I resti di piante sane vanno messe nel cumulo del compost. mentre quelle ammalate vanno eliminate, se possibile bruciandole

500 segreti per avere un orto meraviglioso

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L’antica abitudine di coltivare un orto sta tornando di grande attualità. Dopo qualche decennio trascorso nella illusione di un consumismo facile senza prezzi da pagare, ci stiamo accorgendo che alcuni prezzi ci sono: la rinuncia alla genuinità dei cibi e una totale subordinazione a un sistema produttivo di cui non si conoscono i meccanismi. L’orto come lo si intende oggi non è solo una piccola fonte di reddito, ma soprattutto una nuova filosofia di vita, un metodo sano per recuperare il giusto rapporto con la natura, con la terra e con il cielo. Purtroppo, molte conoscenze sono andate perse, e oggi non esistono scuole né insegnanti in grado di trasferire cognizioni non accademiche, ma pratiche, a chi vuole incominciare.
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I tutori vanno estratti dal terreno, liberati di ogni residuo e conservati riuniti in fasci, in piedi, al riparo dalla pioggia. Le reti di plastica possono essere recuperate previa pulitura dei residui, ma sarà molto difficile riutilizzarle l’anno successivo. Se sono stese su un supporto ben solido si possono lasciare sul posto semplicemente sollevandole dal terreno, arrotolate fino a circa un metro di altezza, in modo che il terreno sottostante sia disponibile per la coltura successiva. Quando si vorranno utilizzare di nuovo basterà svolgerle nuovamente fino a terra. Essendo di plastica, queste reti non deperiscono per effetto delle intemperie.

In questo mese tornano utile gli stivali. Quando li togliete, riponeteli come nella foto

Preparare i terricci

Il  terreno degli orti è sempre stato conosciuto come “terra grassa”, condizione derivante dall’apporto continuato, negli anni, di materiale biologico che lo arricchisce di humus, come tipicamente il letame. I concimi biologici, come le deiezioni degli animali, hanno la capacità di cambiare la struttura del terreno rendendolo più fertile, capacità che i concimi chimici non hanno. Una funzione sostitutiva dei benefici del letame, sempre più difficile da trovare e complicato da usare, può essere svolta dal compost.

L’ortica è ottima se aggiunta al compost, al quale apporta abbondante azoto

Il compost, con la sua naturale scarsa compattezza, rende il terreno più poroso, più permeabile alle radici, più ricco di humus, e anche più nero, il che è un grosso vantaggio dal punto di vista del riscaldamento del terreno: infatti, i terreni sabbiosi, generalmente chiari, sono sempre più freddi perché trattengono meno il calore solare. Il telo nero usato per la pacciamatura aiuta il riscaldamento del terreno, ma ogni azione che lo scurisce è utile per anticipare anche di diversi giorni la possibilità di seminare. In proposito, molti usano buttare nell’orto i fondi del caffè, senza sapere esattamente perché lo fanno.

Potete preparare i terricci per i vostri vasi (non di fiori, ma di ortaggi o aromatiche, per esempio se coltivate l’orto sul balcone o su zone lastricate o pietrose) seguendo i consigli contenuti in questo post:

Preparare i vasi

Nelle lavorazioni autunnali interrate letame o compost con la vangatura

 

Come CONCIMARE L’ORTO
Uso dei concimi
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L’orto classico è sempre stato coltivato su aree di terreno concimate ogni anno, ripetutamente, tramite l’aggiunta di concimi organici, come le deiezioni animali. Per questo, quando si parla di terra da orto, si intende una terra ben grassa e fertile. Purtroppo negli ultimi decenni diversi fattori hanno fatto sì che gli ortaggi venissero coltivati in terreni sempre meno fertili: da qui l’esigenza di aggiungere elementi nutritivi a base di concimi chimici. Anche nei piccoli orti domestici diventa sempre più difficile fornire annualmente le dosi minime necessarie di concimi organici, per diversi motivi quali i problemi di gestione pratica e igienica degli stallatici, la difficoltà di reperimento dovuta alla rarefazione delle stalle e, nelle zone più abitate, i problemi di convivenza con il vicinato. Gli ortaggi sottraggono grandi quantità di nutrimento al terreno, la cui fertilità va integrata ad ogni nuova coltivazione; dunque, oltre a soffermarsi sulla concimazione organica, questo libro esplora anche le tecniche di concimazione chimica.

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Iniziare la lavorazione di fondo dei terreni liberati

Ottobre (e novembre) sono i mesi utili per iniziare la lavorazione di fondo delle parcelle che avere liberato dalle coltivazioni, specialmente se resteranno libere fino alla primavera successiva. La lavorazione di fondo si fa con una vangatura profonda, nel corso della quale viene interrato del materiale concimante e fertilizzante. Basta spargerlo sul terreno e rivoltarlo sotto le zolle durante la vangatura. Sul terreno potete spargere letame (se ne avete) in ragione di 40 kg per 10 metri quadrati. Altrimenti compost nella stessa misura, stallatico pellettato nella misura di 300-400  grammi per mq.

La vangatura fatta rovesciando le zolle espone molte larve e insetti terricoli all’azione predatrice degli uccelli insettivori. Se vi capita qualche lombrico abbiate cura di ricoprirlo, perché è molto utile per la fertilità del terreno.

Tra i lavori da non trascurare c’è quello di svuotare i cassoni d’acqua e ripulirli all’interno dalle incrostaziini di alghe

Altri lavori tipici del mese di ottobre

Continuate la scerbatura delle colture in atto, eliminando tutte le piante infestanti. L’eccezione è una sola: in questo periodo spuntano tutte le ortiche disseminate dalle piante fiorite in primavera. Conservate, in una piccola zona dell’orto, una buona scorta di ortica che sarà utilissima nella preparazione dei macerati per la lotta biologica ai parassiti. Per avere l’ortica sempre disponibile riunite le gambe in mazzi  e mettetele a seccare appese in un luogo asciutto. I macerati si possono preparare anche con l’ortica secca.

Potete imbianchire alcune verdure che si raccolgono in questa stagione, come per esempio i cardi. L’imbianchimento consiste nel serrare le foglie della pianta legandole tra un foglio di plastica, della paglia, o ricoprendole di terra fino alla massima altezza possibile. L’imbianchimento dà origine a coste molto bianche e tenere. Va fatto una quindicina di giorni prima della raccolta.

  

 

Tunnel di protezione

Nelle zone mediamente fredde cominciate a preparare i materiali per allestire i tunnel di protezione. Vi occorreranno degli spezzoni metallici (fil di ferro molto grosso) da piegare ad arco in modo che circa 20 cm della estremità libera siano infissi nel terreno, e il culmine dell’arco si elevi circa 70 cm dal piano di coltivazione. Gli archetti vanno disposti a 50-60 cm uno dall’altro e su di loro va steso un telo agricolo in PVC. Sostituite i teli che avete usato per più anni e non garantiscono più la necessaria trasparenza. Lo spessore minimo del telo è di 0,15 ma si consiglia uno spessore superiore. Oltre al classico PVC si può trovare negli empori più forniti il telo EVA (etilen-vinil-acetato) che ha una durata maggiore.

Continuate l’eliminazione delle erbe spontanee dale coltivazioni

Oggi sono anche disponibili film termici a tre strati, con minuscole bollicine d’aria che ostacolano l’azione dei raggi ultravioletti: questo crea una luce diffusa con maggiore luminosità invernale e, nelle giornate calde, protegge le piantine da un eccessivo riscaldamento.

 

Seminare l’aglio

Da ottobre inizia la messa a dimora degli spicchi di aglio. Non letamate il terreno destinato a questa coltura, per evitare marciumi e cattivi sapori.  Per la riproduzione si possono usare gli spicchi più belli (quelli esterni) anche di bulbi acquistati nei mercati locali e destinati alla cucina, ma preferite quelli di provenienza sicuramente locale perché quelli lavorati industrialmente spesso sono trattati con prodotti che ne bloccano la germinazione, oppure provengono da cultivar non adatte alla vostra zona.

Preparate i materiali per l’allestimentoi dei tunnel di protezione dal freddo

Risparmiare con il compost

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Una famiglia di 3-4 persone con un orto-giardino di ordinaria grandezza può produrre ogni anno 5 quintali di rifiuti organici dai quali si ricavano comodamente 2 quintali di compost, pari a dieci sacchetti di terriccio da giardino da 50 litri. Questo riduce praticamente a zero le spese per acquisto di fertilizzanti. Inoltre, molti Comuni offrono sconti e facilitazioni a chi composta in proprio. Questo libro è un manuale completo per il riciclo dei rifiuti domestici e del giardino. Illustra tutte le tecniche per ottenere gratuitamente un ottimo fertilizzante e  ammendante dei terreni. E’  arricchito da schede, tabelle e immagini che guidano il lettore nella produzione del compost sia nel giardino sia sul balcone di casa, anche con una compostiera autocostruita.

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Altre semine e trapianti

Per tutte le semine e trapianti di ottobre rimando all’altro post pubblicato in precedenza, che vi suggerisce le semine del mese tenendo conto anche delle fasi lunari, se le tenete in considerazione. Lo trovate qui:
Tutte le semine di ottobre

E’ora di seminare l’aglio. Scegliete gli spicchi più grossi. Nelle zone temperate interrateli lasciando fuori terra la punta

Moltiplicare i carciofi con i carducci. La scarducciatura

La scarducciatura, ha il duplice obiettivo di eliminare i getti in eccesso e di utilizzarne alcuni per la moltiplicazione della carciofaia.

Per ottenere i carducci occorre scavare a lato della pianta, in modo da scoprire le radici sotterranee. Da qui partono dei nuovi germogli, cioè della radici provenienti da quella principale da cui spuntano germogli. Alla base di ogni pianta si lasciano solo i carducci più belli e vigorosi, in numero di due o tre al massimo. I carducci da destinare alla moltiplicazione della carciofaia vanno prelevati lasciando attaccata una parte della radice madre, detta “tallone”. Questo accorgimento favorirà la ripresa. Potete mettere i carducci direttamente in terra, oppure potete sistemarli provvisoriamente in vasi di plastica da cui poi li trasferirete in terra quando sarete certi del loro attecchimento.

Prelevare i carducci da una pianta di carciofo


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