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Zucchine che marciscono da piccole

 

Da qualche anno molti coltivatori di orti familiari sono perseguitati da una specie di “Peste delle zucchine”. Nonostante le piante siano rigogliose, i frutti sono veramente pochi e molti zucchini, appena sono lunghi 5-6 centimetri, marciscono. Non esiste ancora una spiegazione definita per questo problema; probabilmente le cause sono diverse e concomitanti

In base alla mia esperienza questo problema non è specifico degli zucchini, ma si estende anche ad altre specie di cucurbitacee, in particolare quelle a fiore grosso: invece, il fenomeno si nota molto meno o non compare affatto nelle cucurbitaceee a fiore piccolo, come per esempio i cetrioli o i meloni e qualche varietà di zucca.
Stante l’apparente salute delle piante, che appaiono verdi e rigogliose (almeno finché non le abbandoniamo alla muffa bianca, scoraggiati dalla mancata produzione) la causa principale potrebbe essere attribuita alla  allegagione fallita, cioè alla mancata fecondazione dei fiori femminili.

Zucchina tonda già ammuffita ancor prima di cominciare a crescere
 

I fiori maschili si distinguono da quelli femminili perché hanno un gambo lungo e longilineo, mentre al di sotto dei fiori femminili si nota un piccolo rigonfiamento, fino a notare la zucchina già ben formata quando il fiore si apre.
Circa la raccolta dei fiori per uso alimentare, si possonio raccogliere i fiori femminili quando si sono chiusi, cioè quando le fecondazione è già avvenuta, mentre i fiori maschili si possono raccogliere in qualsiasi momento avendo l’avvertenza di lasciarne comunque qualcuno.

Il fiore maschile ha il gambo liscio e longilineo, quello femminile presenta già un piccolo frutto alla base
 


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La fecondazione avviene attraverso il lavoro di raccolta di polline operato da insetti detti impollinatori, come per esempio le api le quali, volando da un fiore all’altro, spostano il polline dai fiori maschili a quelli femminili. In effetti le api sono l’agente principale e quasi esclusivo della impollinazione nelle cucurbitacee.

In alto un fiore femminile aperto, sotto la scritta due piccoli fiori femminili che presentano alla base due mini-zucchine. Affinché i frutti crescano i loro fiori, appena aperti, dovranno essere fecondati con polline proveniente da fiori maschili, anche della stessa pianta
 

Un primo problema deriva dalla estrema rarefazione di questi insetti, che in molte zone sono praticamente scomparse a causa dei pesticidi e di una malattia conosciuta come Varroa, che causa spopolamento della famiglia, parassiti sulle larve, api che sfarfallano mutilate o deformi.Un secondo problema deriva dal tempo sempre più ridotto di apertura dei fiori femminili, che spesso rimangono aperti e disponibili alla fecondazione solo pochissime ore. Anche questa riduzione della “finestra di fecondabilità” dei fiori femminili non è regolare, in quanto dovrebbero restare aperti almeno una intera giornata; le cause non sono chiare.

Si preleva il polline dai fiori maschili strofinando un pennello morbidissimo
 

Si può tentare di ovviare alle difficoltà di impollinazione operando artificialmente, cioè eseguendo in modo manuale il lavoro che dovrebbe essere svolto dall’ape: prelevare polline dai fiori maschili e trasferirlo su quelli femminili.

Dopo lo strofinamento il pennello appare rivestito di polline. La stessa cosa accade con le zampe delle api, quando si posano sui fiori maschili
 

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L’operazione è molto delicata e va fatta con mano molto leggera. Si utilizza un pennello morbidissimo che va strofinato al centro del fiore maschile, e successivamente al centro di quello femminile.
In questo modo l’impollinazione è garantita ecologicamente, e se non sussistono altre cause, le zucchine  sottoposte ba questa operazione dovrebbero crescere regolarmente.

Con estrema delicatezza il pennello va accostato alla parte centrale del fiore femminile per depositare il polline
 
Zucchine con allegagione riuscita
 

Vedi anche questi articoli:
Favorire l’impollinazione dei pomodori
Concimare l’orto con lo stallatico pellettato, ottimo succedaneo del letame
Quando spunta? Tempi di germinazione degli ortaggi
Verificare la scadenza dei semi
Il trapianto a radice nuda. Superare lo stress del trapianto

 


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FILE PERFETTE NELL’ORTO. COME EVITARE I VUOTI SULLE FILE

COLTIVARE UN ORTO CON FILE PERFETTE

Quando si semina direttamente in campo, può accadere che la germinazione imperfetta di molti semi crei un effetto antipatico, cioè la presenza di tratti vuoti lungo la fila. In questo post suggerisco alcuni accorgimenti per ottenere file perfette

Un esempio classico è quello dei piselli, che spesso sono capricciosi nella germinazione. In effetti i semi dei piselli risentono molto della mancanza di ossigeno, e può accadere che alcuni terreni,m specialmente quelli troppo sabbiosi o quelli troppo argillosi, si stringano troppo a ridosso del seme impedendone la respirazione. Naturalmente anche altre semine dirette risentono della mancata emersione di piantine.

Alcune piantine di piselli seminate nei vasetti contemporaneamente a quelle seminate in campo possono integrare eventuali mancanze sulle file
 

Può capitare con tutti gli ortaggi che qualche zona della fila o dell’aiuola si dimostri desolatamente vuoto.
Può dipendere da moltissime cause:
-In quel tratto la semina è stata troppo profonda o troppo superficiale;
– gli uccelli hanno seguito la fila cibandosi dei semi;
– alcune larve hanno fatto la stessa operazione sottoterra;
– gatti o talpe hanno mosso il terreno in quella zona; u
– umidità inadatta a fatto marcire o seccare i semi in quel tratto di fila.

Piantine di cime di rapa destinate al rimpiazzo di mancanza sulle file seminate direttamente in campo
 

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Che cosa mettere nell’orto

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Quando ci accingiamo coltivare un orto abbiamo in mente alcuni ortaggi principali, quelli solitamente più presenti sulla nostra tavola, e ignoriamo che la gamma di varietà è veramente vasta. Molti credono che l’orto rappresenti una attività da iniziare in primavera terminare alla fine dell’estate: invece, ci sono moltissimi ortaggi che possono esser coltivati anche l’inverno, semmai con dei piccoli accorgimenti per preservarli dal gelo. Molti altri rimangono stupiti quando affermo che ci sono almeno un centinaio di ortaggi diversi, considerando solo le varietà principali. Questo libricino, per le sue dimensioni e le sue finalità, non vuole essere esaustivo ma vuole offrire una prima base di valutazione e conoscenza.
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Ossigenazione dei semi dei piselli

Nel caso dei piselli, una buona pratica per favorire l’ossigenazione del seme consiste nel tracciare un solco appena un poco più profondo (circa 8-10 cm) e disporre sul fondo un paio di centimetri din terriccio da giardino. Su questo disporre i semi, coprendoli con altri due o tre centimetri di terriccio. Coprire poi il tutto con terra normale, e innaffiare moderatamente.

Fila di fagioli rampicanti seminata con la tecnica del filo teso tra due picchetti
 

File perfettamente dritte con filo e picchetti

Un orto ben progettato dovrebbe presentare vialetti e aiuole perfettamente dimensionati, secondo lo stile dei giardini all’italiana ed evitando la spontaneità tipica dei giardini detti all’inglese, dove le piante sono poste a caso senza rispettare nessuna forma geometrica.
In una corretta geometria dell’orto, la presenza di file di ortaggi non parallele o serpeggianti sono un vero schiaffo per il senso estetico di un vero hobbista. Per ottenere aiuole perfette e file parallele ben dritte si può usare il metodo antico ma sempre efficace del filo guida. Basta piantare due picchetti, uno all’inizio e uno alla fine della fila nascente, e tendere un filo tra i due picchetti.  Per i trapianti, si disporranno tutte le piantine perfettamente allineate al filo. Per le semine, si traccerà con una zappetta triangolare un solco seguendo attentamente il filo, e si lasceranno cadere i semi esattamente sul fono del solco.

In queste file di fagioli borlotti alcune piantine non nate sono state rimpiazzate riseminando in campo. Si nota lo sviluppo diverso: a breve le piantine riseminate verranno soffocate dalla vegetazione delle più grandi
 


500 segreti per avere un orto meraviglioso

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L’antica abitudine di coltivare un orto sta tornando di grande attualità. Dopo qualche decennio trascorso nella illusione di un consumismo facile senza prezzi da pagare, ci stiamo accorgendo che alcuni prezzi ci sono: la rinuncia alla genuinità dei cibi e una totale subordinazione a un sistema produttivo di cui non si conoscono i meccanismi. L’orto come lo si intende oggi non è solo una piccola fonte di reddito, ma soprattutto una nuova filosofia di vita, un metodo sano per recuperare il giusto rapporto con la natura, con la terra e con il cielo. Purtroppo, molte conoscenze sono andate perse, e oggi non esistono scuole né insegnanti in grado di trasferire cognizioni non accademiche, ma pratiche, a chi vuole incominciare.
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L’orto sul balcone ABC

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Una guida validissima e completa per chi desidera iniziare la coltivazione di un orto sul balcone o sul terrazzo, anche in uno spazio piccolissimo. Il libro contiene anche diversi progetti di orti da 2 a 40 metri quadrati, completi di piantina e piano produttivo. Naturalmente, oltre alle informazioni necessarie all’impianto dell’orto, il libro contiene anche le SCHEDE DI COLTIVAZIONE per tutti gli ortaggi coltivabili sui balconi.

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E se poi alcuni semi falliscono?

Una fila con mancanze è un po’ come un bel sorriso con un dente mancante,  Ripetere la semina quando ci si accorge della mancata germinazione il più delle volte non produce effetti positivi anche perché le piante nate prima e più grandi rischiano di soffocare o di ombreggiare eccessivamente le più piccole. Comunque, la differenza sarà sempre visibile.

Un rimedio consiste nel seminare,  nello stesso tempo della semina diretta in terra, alcune piantine in vasetti singoli, nel nostro vivaietto, Sia i semi in campo, sua quelli nel vivaio, nasceranno più o meno contemporaneamente sicché sarà possibile, in caso di mancanze sulla fila, rimpiazzare i vuoti con le piantine cresciute nei vasetti e trapiantate con il loro pane di terra.

Piantine di fave destinate a rimpiazzare eventuali mancanze sulle file in campo
 

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LA ROTAZIONE DELLE COLTURE NELL’ORTO SPIEGATA IN POCHE PAROLE SEMPLICI     


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DICEMBRE NELL’ORTO. CHE COSA SEMINARE

Le semine nell’orto di dicembre

A seconda delle diverse zone climatiche è ancora possibile proseguire le semine nell’orto, per le varietà più adatte alla stagione e più resistenti al freddo.  iIn questo post  tutte le semine dell’orto all’aperto, al riparo e in serra calda, a seconda delle diverse zone climatiche italiane

E’ possibile anche effettuare alcune semine al riparo, e naturalmente i fortunati possessori di una serra calda avranno una vasta gamma di opzioni disponibili. La tabella pubblicata in questo post tiene conto di tutte queste differenze. Consultandola noterete come nelle zone più fredde, non si possa seminare né trapiantare praticamente niente all’aperto, mentre nelle zone più temperate le semine possibili al riparo o anche all’aperto sono ancora molte. Prima della tabella presento alcune note introduttive sulle zone e sulle temperature gradite dalle diverse piante.

Le fave si possono seminare anche in dicembre
 

Calendario delle semine e zone climatiche

L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. 

E’ ora di iniziare in casa o su una veranda riscaldata un piccolo vivaio con pomodori, peperoni, melanzane da trasferire in terra (sotto tunnel) da fine febbraio o in serra già da gennaio
 
Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:
zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni;
zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni;
zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni.
Le varietà invernali di  lattuga si possono trapiantare anche in dicembre.
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto. Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

Le cipolle invernali si seminano trapiantano anche  in dicembre
 

Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.
All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.

Le aromatiche si preparano a superare l’inverno. La menta dopo la fioritura si spoglia, per riprendere colore in primavera.
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di dicembre.

 LEGENDA
Zona
:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto

SEMINE NELL’ORTO DI DICEMBRE

Ortaggio

Temperature

All’aperto

Serra fredda

Serra calda

 

Minima di germina- zione C°

Media di crescita

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Agretto

20

10-20

345

S

345

S

12345

S

Aglio (spicchi)

 

15-20

345

T

345

T

12345

T

Cavoli broccoli

30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cavoli cappucci

25-30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cavolfiori

25-30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cavoli verza

25-30

15-20

345

T

 

 

12345

T

Cicoria a cespo

20-25

15-20

 

 

 

 

12345

T

Cicoria indivia riccia o scarola

20-25

15-20

 

 

 

 

12345

T

Cicoria rossa

20-25

15-20

 

 

 

 

123455

T

Cime di rapa

25

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cipolle giorno breve

25-30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cipolle bulbilli

25-30

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Fave

25-30

15-20

2345

S

12345

S

12345

S

Fragole

6

10

2345

T

12345

T

12345

T

Lattuga da taglio

20-25

15-20

345

S

2345

S

12345

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Peperoni

25-30

25

 

 

 

 

12345

S

Piselli e Taccole

5

Inferiore a 15

2345

S

12345

S

12345

S

Prezzemolo

15-20

15-20

2345

T

12345

T

12345

T

Rapa

25-30

15-20

2345

T

12345

T

12345

T

Ravanello

20-25

15-20

2345

T

12345

ST

12345

ST

Rucola

15

15-20

2345

T

2345

T

12345

T

Spinacio

15-20

15-20

2345

T

2345

T

12345

T

Valeriana

15

15-20

2345

ST

2345

ST

12345

ST

Zucchino

15

25-30

 

 

 

 

12345

S

 

Dicembre è il mese adatto a ripulire l’orto e preparare le aiuole per le semine primaverili.
 
Vedi anche:

ORTAGGI D’INVERNO. COLTIVARE LA VALERIANA SUL BALCONE  
GLI UCCELLINI D’INVERNO. CONVIENE FARSELI AMICI    
GLI SPINACI, OTTIMI PER L’ORTO DI NOVEMBRE   
Orto.Seminare piselli, prezzemolo in casa, Cominciare un orto, Lampade per vivai. NEWS 58 di Coltivare l’orto  
Orto d’inverno. Il Tessuto non tessuto: conoscerlo e usarlo  
LA FORZATURA DEGLI ORTAGGI. LE PRIMIZIE.LA RACCOLTA SCALARE  

      
 

 

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ORTO FACILE. TRAPIANTARE I FINOCCHI

 

Giugno è il mese più adatto per la semina dei finocchi. Sia che li seminiamo in proprio, sia che acquistiamo piantine già cresciute, occorre tener epresente che il trapianto è un momento molto delicato ed è necessario applicare alcuni accorgimenti peruna buona riuscita

Il finocchio è una pianta che tende a sviluppare radici e foglie molto lunghi. Quando lo si  trasferisce in terra la pianta incontra difficoltà nel proseguire la propria attività ordinaria, consistente nel trasferire nutrimento dalle radici alle foglie per poter crescere. Questo è particolarmente vero quando si pratica il trapianto a radice nuda, cioè si trasferiscono in campo piantine coltivate tutte assieme ed estirpate dal terreno. In questo caso tutta o quasi tutta la terra attorno alle radici va persa.

Le piantine di finocchio sviluppano foglie molto lunghe
 

Se le piantine provengono dal proprio vivaio si può ovviare parzialmente a questo problema innaffiando abbondantemente il terreno prima dell’estirpazione, e togliendo poi la pianta dalla terra con l’aiuto di una forchetta o di un cucchiaio in modo da sollevare, assieme alla radice, anche una porzione di terra. Le piantine vanno prelevate e ripiantate subito una alla volta.

Le piantine si astraggono dal contenitore afferrandole al colletto e tirando leggermente. Se fanno resistenza spingere dal foro inferiore con una cannuccia.
 

Se invece le piantine sono state coltivate singolarmente, ciascuna nel proprio vasetto, allora si può praticare il trapianto detto “con pane di terra” che facilita molto la ripresa della piantina. In questo caso è opportuno sospendere per uno o due giorni l’irrigazione del vivaio, in modo che le piantine si sfilino meglio  dai loro contenitori. Spesso, infatti, le radici crescendo fanno forza sui bordi per cui diventa difficile estrarle. Eventualmente possono anche essere spinte con una cannuccia dal foro inferiore.

Le cime vanno eliminate come in figura. Le piantine si riprenderanno velocemente ed emetteranno quanto prima nuove foglie
 

In ogni caso, il passaggio dal vivaio al campo aperto comporta una variazione rilevante del microclima, a cui la pianta fatica ad  abituarsi. E’ necessario ridurre al minimo lo spreco di energie, affinché la pianta riesca a emettere velocemente nuove radici capillari che riprendano a succhiare nutrimento dal terreno.
Per ridurre i consumi della piantina si usa cimare le foglie, come si può vedere nella foto. La pratica non danneggia affatto la piantina che emetterà rapidamente foglie nuove, Del resto le foglier più esterne difficilmente sopravviverebbero al trapianto e non farebbero altro che sovraccaricare la pianta di una fatica inutile.

E’ assolutamente importante poi eseguire i trapianti al tramonto in modo che la piantina abbia almeno una nottata per ambientarsi prima di essere esposta al sole diretto. Infine, appena messa la piantina in terra innaffiate abbondantemente vicino al fusto, e continuate con innaffiature frequenti nei due-tre giorni seguenti.

Il trapianto va fatto preferibilmente al tramonto. Subito dopo la piantina va innaffiata abbondantemente in modo che l’acqua compatti la terra attorno alle radici.

 

Vorresti coltivare un orto, ma non sai come cominciare?

Ricevi molti consigli ma non sai quali siano quelli giusti?
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E’ possibile avere ortaggi freschi tutto l’anno?
Come seminare, trapiantare, concimare, innaffiare?
Vuoi avere indicazioni chiare sul metodo migliore per fare un orto?
Sapevi che puoi fare un orto in un piccolo spazio sul tuo balcone?
Sapevi che si possono coltivare ortaggi in vaso?
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Moltiplicare i carciofi con i carducci. La scarducciatura

 

Dalla metà di febbraio e fino ad aprile si può eseguire la scarducciatura, con il duplice obiettivo di eliminare i getti in eccesso e di utilizzarne alcuni per la moltiplicazione della carciofaia

Per ottenere i carducci occorre scavare a lato della pianta, in modo da scoprire le radici sotterranee. Da qui partono dei nuovi germogli, cioè della radici provenienti da quella principale da cui spuntano germogli.

Eliminare i carducci per migliorare la produzione

Alla base di ogni pianta si lasciano solo i carducci più belli e vigorosi, in numero di due o tre al massimo. I carducci da eliminare vanno staccati dalla pianta eliminandoli  con un coltello. Molti usano impiegarli in cucina, aggiungendo la parte centrale delle foglie ai  minestroni. Invece la lamina fogliare, essendo molto amara, non si usa.

Prelevare i carducci da usare come nuove piante

In questo caso è necessario prelevare il carduccio lasciando attaccata una parte della radice madre, detta “tallone”. Questo accorgimento favorirà la ripresa. Potete mettere i carducci direttamente in terra, oppure potete sistemarli provvisoriamente in vasi di plastico da cui poi li trasferirete in terra quando sarete certi del loro attecchimento.

 
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MARZO NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE

In molte zone d’Italia il mese di marzo consente l’avvio delle coltivazioni all’aperto. In altre questo non è ancora possibile, oppure è possibile  solo in ambiente protetto o serra calda. La Tabella delle semine tiene conto di queste differenze, in modo che possa essere utile in qualsiasi zona d’Italia vi troviate

Dopo tanta neve, ecco finalmente marzo. L’ambiente comincia a riscaldarsi ed in molte zone d’Italia l’orto manifesta timidi segni di risveglio. Le radici di alcune verdure raccolte nell’autunno, come i cavoli, i finocchi e le cime di rapa, emettono nuovi germogli. Questi saranno utilissimi per i nostri minestroni, e li raccoglieremo prima di lavorare il terreno per le nuove coltivazioni. Nel progettare le nuove semine ricordiamoci di attuare il principio sempre valido della rotazione: questo significa che non metteremo mai nelle aiuole le stesse verdure dell’anno precedente.

Gli zucchini sono pronti per il trapianto, nelle zone più calde anche all’esterno
 
Una buona abitudine sarebbe quella di rimettere la stessa verdura nella stessa aiuola solo dopo tre anni almeno. Qualcuno obietterà: ma nelle serre industriali coltivano lo stesso ortaggio per decine di anni, per esempio pomodori, peperoni, zucchine. Vero. Forse però non è noto che in questi casi viene praticamente sostituito il primo strato di 30 cm di terra, con trattamenti particolari e  infilandoci tanti di quei concimi chimici che neppure immaginiamo: però possiamo immaginare che cosa ci mangiamo. Un determinato ortaggio tende a succhiare dalla terra tutte le sostanze che gli servono in modo particolare, sicché la terra, impoverita, ha bisogno di qualche anno per riacquistarle naturalmente.
E’ ora di seminare anche le patate, in luna calante
 

Le zone climatiche
L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:
– zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni;
– zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni;
– zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni;
– zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni.

Nell’orto le lattughe sono state alternate ai cavoli, mentre sui bordi le fave si preparano a fiorire
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto. Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

E’ ora di seminare anche la lattuga di stagione
 

Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature, distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.

Il porro può essere seminato o trapiantato anche all’aperto nelle zone più calde
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Gennaio. LEGENDA
Zona
:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI MARZO

Ortaggio

Temperature

All’aperto

Serra fredda

Serra calda

 

Minima di germina- zione C°

Media di crescita

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Aglio
(spicchi)

20-25

15-20

345

T

345

T

12345

T

Anguria

30

25

5

ST

45

S

12345

ST

Asparago
(radici)

 

15

345

T

345

T

 

 

Barbabietola

25-30

15-20

45

S

345

S

12345

S

Basilico

20-25

25

5

ST

45

S

12345

S

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Carciofo

30

15-20

45

ST

345

ST

12345

ST

Cardo

30

15-20

45

S

345

S

12345

S

Carota

25.30

15-20

45

S

345

S

12345

S

Cavolo broccolo

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

45

ST

345

ST

12345

ST

Cavolfiore

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cavolo verza

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Cavolo di Bruxelles

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cetriolo

30

25

45

ST

345

S

12345

ST

Cicoria a cespo

20-25

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Cicoria da taglio

20-25

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cicoria rossa
o radicchio

20-25

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Cipolla, bulbilli

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Cipolla estiva

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Fagioli nani e rampic

30

25

345

S

2345

S

12345

S

Fava

25-30

15-20

2345

S

12345

S

12345

S

Finocchio

20-25

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Fragola

6

10

2345

T

12345

T

12345

T

Indivia riccia
e scarola

20-25

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Lattuga da taglio

20-25

15-20

45

S

2345

ST

12345

ST

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

345

S

2345

ST

12345

ST

Melanzana

25-30

25

45

T

345

ST

12345

ST

Melone

25-30

25

45

ST

345

ST

12345

ST

Patata

25

15-20

2345

S

2345

S

12345

S

Peperone

25-30

25

45

T

345

ST

12345

ST

Pisello e Taccola

5

Inferiore a 15

12345

S

12345

S

12345

S

Pomodoro

20-25

25

45

T

345

ST

12345

ST

Porro

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

S

Prezzemolo

15-20

15-20

2345

ST

12345

ST

12345

ST

Rapa

25-30

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Ravanello

20-25

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Rucola

15

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Sedano

20-25

15-20

45

ST

345

ST

12345

ST

Spinacio

15-20

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Valeriana

15

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Zucca

25-30

25-30

45

ST

345

ST

12345

S

Zucchina

15

25-30

45

ST

2345

ST

12345

ST

 

 
Le fave seminate in autunno sono ormai prossime ad iniziare la produzione
 
 
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Coltura idroponica in casa con Vita da Hobby Farmer

E’ in edicola il nuovo numero di Vita da Hobbyb Farmer, uno strumento prezioso per chi ama la vita a contatto della natura e vuole essere informato su questo mondo

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Oltre a un articolo molto completo sulla coltivazione idroponica molti altri riguardano ogni settore dell’hobby farming: allevamento di animali, orto, giardino, frutteto, salute, orto in città, trasformazione dei prodotti. La rivista è in edicola al prezzo di 4,90 euro.  Se non la trovate rivolgetevi a diffususione@azzurrapress.com

La copertina del nuovo numero di Vita da Hobby Farmer

 
 
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FEBBRAIO NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE

Nonostante le nevicate di febbraio possiamo prepararci alle semine di marzo, predisponendo al riparo i nostri vivaietti

Nel mese di febbraio, specialmente verso la fine, la natura comincia a fremere annusando aria di primavera. Da qualche anno ci stiamo abituando alla fioritura precoce delle mimose già dalla fine di gennaio. Purtroppo spesso dietro questo anticipo di primavera si nasconde un inganno, perché poi in marzo-aprile la primavera sembra scomparire. Non è raro l’evento di uccelli che nidificano e depongono le uova in febbraio per poi pentirsene successivamente. Tuttavia, ogni buon orticultore sa affrontare questi inconvenienti predisponendo gli accorgimenti opportuni per mettere al riparo, se necessario, le coltivazioni. Febbraio è il momento giusto per avviare al riparo i vivai per le semine primaverili. Per alcuni ortaggi (pomodori, peperoni, melanzane)  alcuni hanno già provveduto fin da dicembre, in serra riscaldata. Per chi non ne dispone, in moltr zone si può cominciare ad allestire i vivaietti anche in serra fredda, cassone o altro luogo, anche se non  riscaldato. Prima della tabella presento alcune note introduttive sulle zone e sulle temperature gradite dalle diverse piante.

I cavolfiori possono essere seminati al riparo
 

L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni
 zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni
 zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni
 zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni

Nelle zone più calde si può seminare il basilico.
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.

Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.

All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.

E’ ora di seminare nuovamente la bieta (coste)
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Febbraio.

LEGENDA
Zona
:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI FEBBRAIO

Ortaggio

Temperature

All’aperto

Serra fredda

Serra calda

 

Minima di germina- zione C°

Media di crescita

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Aglio
(spicchi)

20-25

15-20

345

T

345

T

12345

T

Anguria

30

25

 

 

45

S

12345

ST

Asparago
(radici)

 

15

345

T

345

T

 

 

Cipolla
bulbilli

25-30

15-20

45

ST

2345

ST

12345

ST

Barbabietola

25-30

15-20

45

S

345

S

12345

S

Basilico

20-25

25

 

 

45

S

12345

S

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Carciofo

30

15-20

45

ST

345

ST

12345

ST

Carota

25.30

15-20

45

S

345

S

12345

S

Cavolo broccolo

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

45

ST

345

ST

12345

ST

Cavolfiore

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cavolo verza

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Cavolo di Bruxelles

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cetriolo

30

25

45

T

45

S

12345

ST

Cicoria da taglio

20-25

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cipolla, bulbilli

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Cipolla estiva

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Fava

25-30

15-20

345

S

12345

S

12345

S

Fragola

6

10

345

T

12345

T

12345

T

Lattuga da taglio

20-25

15-20

 

 

2345

S

12345

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

 

 

2345

ST

12345

ST

Melanzana

25-30

25

 

 

45

S

12345

S

Melone

25-30

25

 

 

45

S

 

 

Patata

25

15-20

345

S

345

S

12345

S

Peperone

25-30

25

 

 

45

S

12345

S

Pisello e Taccola

5

Inferiore a 15

345

S

12345

S

12345

S

Pomodoro

20-25

25

 

 

45

S

12345

S

Porro

25-30

15-20

4-5

S

45

S

12345

S

Prezzemolo

15-20

15-20

45

S

12345

ST

12345

ST

Rapa

25-30

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Ravanello

20-25

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Rucola

15

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Sedano

20-25

15-20

 

 

45

S

12345

ST

Spinacio

15-20

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Valeriana

15

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Zucca

25-30

25-30

45

S

345

S

12345

S

Zucchina

15

25-30

 

 

345

S

12345

ST

 

I cetrioli possono essere seminati anche in serra fredda nelle zone più calde
 
 
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Gennaio nell’orto. Tabella delle semine

Le semine dell’orto all’aperto, al riparo e in serra calda, a seconda delle diverse zone climatiche italiane, per il mese di gennaio

Sono veramente poche le semine possibili all’aperto nel mese di gennaio, si possono contare su una sola mano specialmente per le zone più fredde. Naturalmente se il terreno di semina non è direttamente esposto alle gelate notturne. Sempre in  queste condizioni sono possibili alcuni trapianti di piantine già seminate in novembre-dicembre e quindi già cresciute. In serra calda invece sono ancora molte le semine e i trapianti possibili, specialmente per gli ortaggi estivi da primizia. E’ questo il mese in cui, oltre ai peperoni che hanno un ciclo più lungo già seminati da dicembre, si possono iniziare le semine di pomodori, melanzane e si può continuare quella degli zucchini.

Le fave possono essere seminate anche in gennaio.
 

Questi ultimi dovranno  essere coltivati per tutto il ciclo in serra calda, mentre le piantine di peperoni, pomodori e melanzane potranno anche essere messe a dimora all’aperto a partire da marzo per le zone più calde. La tabella pubblicata in questo post tiene conto di tutte queste differenze. Consultandola noterete come nelle zone più fredde, non si possa seminare né trapiantare praticamente niente all’aperto, mentre nelle zone più temperate le semine possibili al riparo o anche all’aperto sono ancora molte. Prima della tabella presento alcune note introduttive sulle zone e sulle temperature gradite dalle diverse piante.

Anche i piselli si possono semibare in gennaio
 

Calendario delle semine e zone climatiche

L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni
zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni
zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni
zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni

Nelle zone più calde è possibile che le fave seminate a fine ottobre siano già fiorite
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.
All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendfre sotto i 5 gradi. Invece la coltivazion e in serra calda si porebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buoina esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra caldaè già in grado di utilizzarla con profitto.

Le fragole si possono trapiantare in gennaio
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Gennaio.
LEGENDA

Zona
:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI GENNAIO

Ortaggio

Temperature

All’aperto

Serra fredda

Serra calda

 

Minima di germina- zione C°

Media di crescita

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Aglio (spicchi)

 

15-20

45

T

345

T

12345

T

Asparago (radici)

 

 

45

T

345

T

 

 

Cipolle bulbilli

25-30

15-20

45

ST

2345

ST

12345

ST

Fave

25-30

15-20

345

S

12345

S

12345

S

Fragole

6

10

345

T

12345

T

12345

T

Lattuga da taglio

20-25

15-20

 

 

2345

S

12345

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

 

 

2345

ST

12345

ST

Melanzane

25-30

25

 

 

 

 

12345

S

Peperoni

25-30

25

 

 

 

 

12345

S

Piselli e Taccole

5

Inferiore a 15

345

S

12345

S

12345

S

Pomodori

20-25

25

 

 

 

 

12345

S

Prezzemolo

15-20

15-20

 

 

12345

ST

12345

ST

Rapa

25-30

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Ravanello

20-25

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Rucola

15

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Spinacio

15-20

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Valeriana

15

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Zucchino

15

25-30

 

 

 

 

12345

S

 

I pomodori si possono seminare in serra calda fin da gennaio per il trapianto anche all’aperto da marzo
 
 
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Un omaggio veramente utile di COLTIVARE L’ORTO per iniziare positivamente il nuovo anno. Una maggiore vicinanza con la natura è oggi l’esigenza di tutti. Coltivare un orto, anche piccolissimo, aiuta a realizzare questo obiettivo aggiungendo l’utilità di poter mettere sulla tavola prodotti veramente genuini

Cominciare a coltivare un orto, perché no? Non occorre possedere una casa in campagna, bastano anche pochi metri quadrati nel giardino, o addirittura sul balcone di casa. Occorre sfatare la leggenda che per coltivare un orto occorrano grossi appezzamenti di terreno, investimenti e fatiche al di sopra delle nostre forze. Da pochi vasi posti sul balcone si possono ricavare ottimi pomodori, insalate croccanti, spinaci, fagiolini e  tantissimi altri ortaggi che avranno caratteristiche introvabili sui banchi dei supermercati: la freschezza di un ortaggio appena colto che non è passato attraverso una lunga serie di frigoriferi industriali prima di arrivare sulla nostra tavola; in più, la certezza di di un prodotto genuino, esente dalla contaminazione di ormoni, pesticidi e fertilizzazioni forzate.

Molti non sanno che coltivare un orto è facile e divertente. Chi si dedica a questo nobile e antico hobby riscopre  la gioia di un contatto nuovo con la natura,  che si era ormai dimenticato. Riprenderà a guardare il cielo per capire gli umori della luna, delle nuvole, delle stelle. Ritroverà nella sua interiorità l’uomo che è artefice di se stesso e costruisce con la proprie mani quelle opere che non lo rendono più succube di un consumismo alienante. Arte nobile e antica, dicevo: questo vale specialmente per noi italiani, che manteniamo questa passione come eredità culturale del civilissimo popolo romano, che la esportò in tutto il mondio conosciuto. E’ ben noto come ogni famiglia della nobiltà romana disponesse di orti e allevamenti nell’agro extraurbano, dove periodicamenter si rifugiava per dedicarsi alla coltivazione e disintossicarsi dai veleni della città. Allora erano veleni sociali e politici,  oggi in più sono anche veleni chimici. E se non possediamo una casa in campagna, possiamo creare il nostro piccolo angolo anche sul balcone. Basteranno pochi vasi e qualche bustina di semi.

Questo blog  è impegnato da anni ormai nella diffusione di questo hobby. La coltivazione dell’orto è mutata nel tempo assumendo caratteristiche diverse legate ai momenti storici e alla evoluizione sociale. Ne dopoguerra è stato un mezzo di sussistenza per le famiglie che se lo potevano permettere, negli anni ’80 e ’90 è diventato uno stile di vita nuovo per la liberazione dal consumismo e la riappropriazione di una vicinanza alla natura. Oggi nel 2012 è un po’ tutte e due le cose: infatti il momento economico difficile rende interessante anche il contributo economico che l’orto può apportare all’economia domestica.

Per quanti non hanno esperienza nella coltivazione dell’orto, ho pensato di offrire una serie di e-book gratuiti, che diano informazioni utili. Il primo lo presento oggi, è un elenco di tutti gli ortaggi con l’indicazione dei periodi di semina al caldo, in riparo freddo o all’aperto.  L’e-book contiene anche l’indicazione di altre risorse gratuite utili presenti sul web. Seguiranno altri e-book dedicati ad argomenti altrettanto interessanti: per non perderli, iscriviti alla nostra Newsletter e riceverai la comunicazione di ogni nuova pubblicazione.
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30 dicembre 2011

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