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Malattie dell’orto. L’oidio o mal bianco. Che cosa è, come combatterlo.

Le malattie fungine (crittogamiche) più frequenti nell’orto sono la peronospora e l’oidio, detto anche mal bianco, muffa bianca, nebbia, albugine. La peronospora si combatte con prodotti a base di rame, mentre per l’oidio l’arma decisiva è lo zolfo.

 

Esistono in commercio numerosissimi prodotti a base di zolfo (o anche zolfo ramato) ma quando l’attacco non è troppo prepotente si può ricorrrere a metodi naturali.

Attenzione però, nessun metodo è curativo: quindi una pianta ammalata non guarirà mai. E’ possibile recuperarla eliminando tutte le parti infette e trattando le parti sane a scopo preventivo. Ovviamente però se l’infezione è troppo avanzata, non  esiste altro rimedio che sradicare la pianta e smaltirla ben lontano dall’orto per evitare che le spore si disperdano sul terreno.

Foglie di salvia su cui sta comparendo la muffa bianca
 

L’oidio è un fungo parassita che si diffonde rapidamente creando un feltro di colore biancastro e di aspetto pulverulento. Colpisce tutte le parti della pianta: le foglie, i germogli ed i frutti. Questi arrestano la crescita, decolorano e ammuffiscono. L’oidio attacca tutti gli ortaggi, ma in modo particolare le cucurbitacee, zucchine e cetrioli.

La propagazione avviene attraverso spore che possono essere veicolate anche dal vento, ma in genere dalla temperatura moderata (il massimo della diffusione avviene quando la temperatura si aggira attorno ai  22 gradi) e dalle condizioni umide in cui si trova la pianta. Per la verità, tutte le malattie crittogame si sviluppano con particolare virulenza in presenza di condizioni climatiche umide  e scarsa ventilazione.

 


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Pianta di zucchini che può essere recuperata eliminando tutte le foglie con segni di muffa e tratatndo le altre con zolfo.
 

Prevenire l’oidio

Unaprima prevenzione la si attua rispettando le distanze di impianto e lasciando spazio tra le piante, in modo che l’aria circoli. Nel  caso dei pomodori, peperoni e melanzane, eliminare tutte le foglie in basso che potrebbero venire a contatto con il terreno. Inoltre sfogliare le piante troppo ricche di foglie che impediscono il passaggio di aria e luce tra la chioma. Per i zucchini, eliminare le vecchie foglie al di sotto della zona fruttifera. Si consiglia di innaffiare a scorrimento, oppure, se si vuole innaffiare a pioggia, farlo alla prima alba e non la sera, quando l’acqua rimane sulle foglie per tutta la notte. Inoltre, sostenere con canne o reti gli ortaggi più alti.

 

Pianta di zucca ormai compromessa dalla malattia.
 


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COMBATTERE L’OIDIO

Per la lotta all’oidio si utilizzano prodotti a base di zolfo, anche con più applicazioni nel corso del ciclo produttivo della pianta.  In agricoltura biologica l’uso dello zolfo è consentito.

Lo zolfo agisce per contatto. Il trattamento deve essere diffuso uniformemente su tutta la superficie da proteggere. A tal fine sono da preferire i trattamenti liquidi a quelli in polvere.  Nell’usare lo zolfo bisogna fare attenzione alla temperatura. Sotto i 18 gradi non produce effetto, sopra i 30 può essere tossico per la pianta.

Lo zolfo non è tossico per gli animali domestici (cani e gatti) e non penetra negli ortaggi, per cui è sufficiente un buon lavaggio per eliminarlo completamente. Viceversa alcuni antiioidici di sintesi  reperibili sul mercato possono accumularsi sui prodotti e vanno usati solo in caso di estrema necessità.

Naturalmentecome già detto, prima di irrorare la pianta bisogna rimuovere tutte le foglie già colpite perché lo zolfo ha potere preventivo, non curativo. Irrorare tutte le parti della pianta, anche lo stelo principale e le parti inferiori delle foglie.

 

Se poi si vogliono usare metodi casalinghi e materiali più facilmente reperibili rispetto allo zolfo,  nei casi in cui l’infezione è ancora leggera si possono usare i seguenti prodotti:

Bicarbonato o aceto: un cucchiaio abbondante di bicarbonato o di aceto, disciolto in un litro e mezzo di acqua.

Acqua ossigenata: Spruzzare senza diluizione su piante già cresciute.

Latte: diluito  al 50% con acqua, spruzzare ogni 3-4 giorni. Il latte ostacola l’adesione del fungo alla pianta.

 

 


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COLTIVARE LE LATTUGHE INVERNALI

Coltivare la lattuga invernale

La lattuga è un ortaggio gustoso e di facile coltivazione, che può dare verdura fresca anche nei mesi invernali. Occorre, però, fare attenzione alle varietà che si coltivano, perché sono legate alle stagioni. Esistono varietà di lattughe estive ed autunnali, come anche primaverili ed invernali. In questo post parliamo di quelle invernali, in favore di chi volesse cominciarne da subito la coltivazione

La lattuga è tra gli ortaggi più coltivati, e ne esistono in commercio centinaia di varietà. Sostanzialmente possiamo dividerle tutte in tre grandi gruppi: Le lattughe a cespo, quelle romane e quelle da taglio.

Lattuga Canasta
 

La lattuga a cappuccio ha un cespo globoso, compatto, con foglie avvolgenti; il cappuccio può essere più o meno consistente, a seconda della varietà.
Le lattughe romane hanno il cespo eretto, allungato verso l’alto e più o meno serrato.
Le lattughe da taglio hanno un cespo aperto, privo di palla, con le foglie disposte a rosetta. Si possono seminare quasi tutto l’anno, ma nei mesi invernali vanno sistemate in coltura protetta. Si usa coltivare la lattuga da taglio in vasi o contenitori che rendano più agevole la raccolta, ma può essere coltivata anche in piena terra curando molto la livellazione del piano di semina.

Piantine di Canasta pronte al trapianto
 

Per quanto riguarda le lattughe a cappuccio e quelle romane, le varietà precoci a giorno corto si possono seminare in serra da novembre a febbraio.  La semina si può fare direttamente in terra oppure in vivaio, trapiantando poi le piantine ottenute. Per i nostri orti invernali il consiglio è di acquistare delle piantine già pronte, che costano pochissimi centesimi ed evitano quel lavoro stressante e complicato consistente nel produrre delle piantine d’inverno, a meno che si possieda una serra riscaldata. Le piantine acquistate sono sane e robuste e possono essere messe in campo predisponendo una protezione per il freddo notturno e le eventuali gelate.

Lattuga White Boston
 

A seconda della zona d’Italia in cui si vive, sarà possibile una protezione sommaria con la stesura sulle piante di un telo di tessuto non tessuto nei momenti più freddi, o con l’installazione di piccoli tunnel consistenti in telo PVC steso su archetti metallici. Può essere utilissimo pacciamare il terreno con del telo plastico nero, che di giorno assorbe la luce solare e riscalda il terreno (oltre a contrastare la crescita delle erbe infestanti).Poche piante possono essere protette di notte coprendole con cappucci di plastica, vasi rovesciati, o anche, quando le piantine sono ancora piccole, coprendole con delle bottiglie di plastica tagliate a metà in modo da formare una piccola campana protettiva.

Lattuga Regina dei Ghiacci
 

Le varietà coltivate in questo modo si raccolgono da gennaio a marzo, assicurando verdure fresca durante l’inverno. L’irrigazione può essere decisamente ridotta o annullata. Anche la concimazione va ridotta perché il metabolismo rallentato della pianta n on consente lo sfruttamento del concime apportato. Anzi, è possibile che i nitrati restino nella pianta e si trasferiscano al nostro organismo., Per questo, d’inverno è opportuno non raccogliere l’insalata se non sono trascorsi almeno 20-30 giorni dall’ultima concimazione.

Lattuga Meraviglia delle 4 stagioni
 

Il terreno deve essere preparato con una vangatura: se quella parcella è stata concimata nella primavera precedente non occorre apportare altro concime, come pure non serve concimare se il terreno viene coltivato per la prima volta e non si tratta di un terreno sabbioso povero. Negli altri casi potete spargere, prima della vangatura, dello stallatico pellettato (200-300 gr per mq) o del granulare comune da orto, 100 gr per mq.

Lattuga Redcross
 

Lavorando il terreno formate delle prode rialzate sulle quali pianterete la lattuga, in modo che le eventuali piogge non mandino le piantine sottacqua. E’ consigliabile coprire le prode con del telo nero e usare piantine allevate in vivaio per l’impianto.

Lattuga romana verde d’inverno
 

Acquistando le piantine già pronte presso i garden center non avrete il problema di badare alla varietà perché certamente saranno piantine adatte alla stagione; purtroppo potrà accadere che non sappiate neppure di quale varietà si tratta, perché spesso non viene segnalata.
Allevando le piantine in proprio si ha il grande vantaggio di poter scegliere tra moltissime varietà, anche se bisogna mettere in bilancio i possibili insuccessi; tra le piantine ottenute scegliere sempre solo le migliori, perché quelle piccole fin dall’inizio resteranno tali fino alla fine del loro ciclo vitale.
Le piantine si trapiantano quando hanno 5-6 foglie e sono alte almeno 5-7 cm. Per chi vuole seguire le fasi lunari, la lattuga a cespo o quella romana si seminano e si trapiantano in luna calante, per contrastare la fioritura precoce.
Bisogna notare però che ogni squilibrio può indurre la fioritura precoce: temperature di coltivazione più alte o più basse di quanto previsto per le lattughe (che deve essere compresa tra i 15 e i 20 °C) come pure irrigazioni irregolari inducono facilmente nelle piante il fenomeno.

Lattuga Cocarde
 
Alcune varietà

Canasta
Adatta a coltivazioni primaverili, estive o autunnali. Cespo di buone dimensioni, foglie esterne rosso-vinato, ondulate, bollose, frastagliate. 

White Boston
Semina da gennaio-febbraio. 

Regina dei ghiacci
Semina da gennaio-febbraio.

Redcross
Si semina anche d’inverno, sotto tunnel, per primizia. Cespi di 400-550 grammi. Buona resistenza alla salita a seme. 

Rossa di Trento, o Ubriacona
Ottima per le coltivazioni sotto tunnel.

Lattuga romana verde d’inverno
Testa serrata, molto voluminosa, resistente ai freddi. Semina autunnale, raccolta invernale-primaverile.

Cocarde
Simile alla Foglia di quercia, verde scuro con sfumature sul ciano. Si coltiva tutto l’anno.

Lollo rossa (Gentilina)
Cespo compatto, foglie arricciate, tenere, croccanti. Si semina sotto tunnel a fine inverno.  

Inoltre: Appia, Florion,  Verian,  Perlane, Meraviglia d’inverno,  Meraviglia delle quattro stagioni, ecc.

Lattuga Lollo o Gentilina
 
VEDI ANCHE:

Malattie dell’orto. Combattere i virus è possibile con la prevenzione antiafidi 
Combattere gli afidi con infuso di aglio
Usare l’ortica
Combattere le cimici nell’orto

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Vita da Hobby Farmer. E’ in edicola il n. 3

L’emozione che si prova nel veder crescere in modo rigoglioso una piccola pianta a cui noi stessi diamo sostegno giorno per giorno è qualcosa di indescrivibile; fa riaffiorare nella nostra anima tutta la passionalità dell’ homo faber, quello che recupera la sua dimensione naturale uscendo dal guscio di plastica nel quale il modo di vivere moderno lo ha imprigionato.

Vita da Hobby Farmer è  una realtà che si consolida. Sentivamo tutti il bisogno di una rivista amica,  che esaltasse la passione per la natura e ci aiutasse a realizzare la nostra ambizione di allevare, coltivare, raccogliere i prodotti del nostro lavoro.
E’ in edicola il terzo numero di una rivista immaginata e realizzata su misura secondo i desideri di ogni hobby farmer, cioè di ogni persona che ami coltivare in proprio l’orto e il frutteto, e allevare piccoli animali da cortile. Naturalmente anche questo numero non si rivolge solo a chi dispone di ampi appezzamenti di terreno, ma anche a chi, in attesa di occasioni che gli consentano di ingrandirsi, limita le sue coltivazioni anche solo a pochi metri quadrati sul balcone. Non solo, la rivista vuole essere una finestra aperta sul mondo dell’hobby farming anche per chi non ha neppure pochi metri e per il momento può solo sognare di dedicarsi a questo stupendo hobby.

La copertina di Vita da Hobby Farmer n. 3 attualmente in edicola al prezzo di 4,90 euro
 

Il numero 3 attualmente in edicola, nella coloratissima veste delle sue pagine, tratta una vasta gamma di argomenti. Vivere la terra, Il mio orto, Il  mio frutteto, Coltivare, Trasformare, Il mio allevamento, Il mio giardino sono le sezioni principali che ospitano articoli interessantissimi quali ad esempio: Cosa piantare e raccogliere in novembre e dicembre, Le mele, Il melograno, Il radicchio di Treviso, La zucca, Come proteggere l’orto dal freddo.

Ci sono molti articoli tecnici dedicati per esempio all’efficienza della motosega, al trattorino, agli attrezzi da giardino in genere con suggerimenti utilissimi.

Contiene poi  suggerimenti per l’allevamento del maiale, dell’asino, e quello dell’alpaca inteso anche come business.

La rivista contiene anche un mio contributo sulla realizzazione di un piccolo orto invernale sul balcone.
 

Per chi vive in città la rivista contiene un mio contributo sulla realizzazione di un piccolo orto invernale sul balcone, con istruzioni e consigli molto dettagliati. E’ un invito a cominciare in  modo non troppo impegnativo, per innamorarsi poi di questo fantastico hobby. L’emozione che si prova nel veder crescere in modo rigoglioso una piccola pianta a cui noi stessi provvediamo giorno per giorno è qualcosa di indescrivibile; fa riaffiorare nella nostra anima tutta la passionalità dell’ homo faber, quello che recupera la sua dimensione naturale uscendo dal guscio di plastica nel quale il modo di vivere moderno lo ha imprigionato.

 

Altri post interessanti:
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Rinvasare le erbe aromatiche, come e quando Novembre, semine nell’orto con il Calendario lunare
Coltivare le Cime di rapa in vaso
Trapiantare la Bieta a coste
Raccogliere i semi dell’orto

Confettura di Feijoa

Quattro italiani su dieci coltivano l’orto.


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Coltivare l’orto. Combattere le farfalle cavolaie (Pieris brassicae) con le foglie di pomodoro

Coltivare l’orto. Combattere le farfalle cavolaie  (Pieris brassicae) con  le foglie di pomodoro

Se cominciate a vedere qualche graziosa farfallina che svolazza sulle  vostre piante di cavolo, sappiate che quelle gentili creature potrebbero essere causa di seri guai per le piante che stanno adocchiando. Infatti la farfalla, (nome scientifico Pieris brassicae), volgarmente detta cavolaia, ha un legame stretto con i nostri cavoli, come lo stesso nome indica. Presto essa deporrà la sue uova sulle pagine inferiori delle nostre piante, senza che ce ne accorgiamo; finché, un (bel) mattino, scendendo nell’orto avremo una sgradita sorpresa:  di alcuni dei nostri migliori cavoli sarà rimasto solo lo scheletro; solo le nervature di quelle che il giorno prima erano foglie ampie e rigogliose.

Gli scarti della potatura del pomodoro, possono essere utilizzati per preparare un infuso insetticida
 
Che cosa può essere accaduto? Le uova della graziosa farfalla si sono schiuse, e ne sono usciti stuoli di voracissimi bruchi, che non hanno atteso neppure un attimo per dedicarsi a divorare i nostri cavoli.

Uova di farfalla cavolaia deposte sulla pagina inferiore delle foglie di cavolo
 

RIMEDI CONTRO LA CAVOLAIA

I rimedi per ovviare agli attacchi della cavolaia in modo biologico non sono molti: in effetti bisognerebbe controllare ogni giorno la pagina inferiore delle foglie per vedere se ci sono le uova, e in tal caso rimuovere la foglia. Oppure, si può cercare di allontanare le farfalle dai cavoli, usando una sostanza repellente. Questa sostanza la abbiamo a portata di mano in questo periodo, ed è facilissimo prepararla.

Una farfalla cavolaia
 

PREPARARE UN INFUSO DI FOGLIE DI POMODORO

Utilizzando le foglie ed i getti ascellari ricavati dalla potatura dei nostri pomodori, si può preparare un infuso.

Mettere due manciate di foglie di pomodoro in un contenitore, e versarci sopra due litri di acqua bollente. Dopo un paio d’ore, a infuso freddo, lo si può spruzzare sulle foglie dei cavoli e sul terreno circostante, senza diluirlo. Per favorire l’adesione aggiungete mezzo cucchiaio di detersivo liquido per i piatti, o scaglie di sapone di marsiglia.

Un cavolfiore verde dopo la pioggia
 


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Altre  informazioni utili sulla coltivazione dell’orto le puoi trovare sul mio libro: Coltivare l’orto
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Tabella delle semine nell’orto di LUGLIO 2011

Tabella delle semine nell’orto di LUGLIO 2011

Contrariamente a quanto molti credono, nel mese di luglio sono ancora possibili molte semine, e molti trapianti. In questo secondo caso è  raccomandabile mettere la piantina in campo al tramonto, in modo che non sia immediatamente sottoposta ai raggi diretti del sole; questo è valido anche nel caso dei trapianti con pane di terra, da vasetti o piccoli contenitori. Alla collocazione in terra va fatta seguire immediatamente una abbondante innaffiatura.
Se invece il trapianto è fatto a radice nuda, allora bisogna rassegnarsi a perdere una certa quantità di piantine che non riusciranno ad attecchire prima che il sole le bruci.  

Per ridurre al minimo le perdite in caso di trapianto a radice nuda, si possono adattare alcuni accorgimenti tra cui:

          per le insalate e ortaggi a foglia, ridurre a metà sia le foglie che le radici (tagliare con una forbice affilata);  Le radici lavoreranno con più efficienza e le foglie disperderanno meno acqua per traspirazione. La piantina emetterà presto nuove foglie.

          Per altre piante, che hanno in genere foglie più coriacee, eliminare com unque qualche foglie tra le più basse e interrare profondamente le varietà in cui è possibile farlo (cavoli, pomodori, peperoni, melanzane); interrare anche la metà circa del fusto. Interrando, formare con la mano una piccola “vaschetta” attorno alla piantina: questa sarà utile per successive innaffiature.

          Innaffiare abbondantemente subito dopo l’Interramento, e poi passare almeno due volte al giorno per la prima settimana riempiendo le vaschette o fossetti lasciati attorno a ogni piantina.

 

 

OCCHIO ALLE VARIETA’
Questo è il periodo migliore per seminare o trapiantare i CAVOLFIORI. Le varietà precoci (generalmente dette “cavolfiori natalini” saranno pronte a dicembre- gennaio, quelle tardive, di dimensioni maggiori, potranno maturare e restare nell’orto fino a marzo dell’anno successivo fornendo ottime verdure fresche nel cuore dell’inverno.

In luglio, la borragine prosegue la sua fioritura

 

TABELLA DELLE SEMINE E DEI TRAPIANTI NELL’ORTO
NEL MESE DI  LUGLIO

Ortaggio

Operazione possibile nelle zone alpine e appenniniche

Operazione possibile nelle zone padana, adriatica, tirrenica, e nelle isole.

Temp. Minima germinazione C°

Temp. Media di produzione C°

Asparago

Semina

Semina

25-30

15

Bieta (coste)

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

15

15-20

Bieta (erbette)

Semina all’aperto

Semina

15

15-20

Carciofo

Trapianto

Trapianto

 

 

Cavolo broccolo

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

30

15-20

Cavolo cappuccio

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

25-30

15-20

Cavolfiore

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

25-30

15-20

Cavolo verza

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

25-30

15-20

Cavolo di Bruxelles

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

30

15-20

Cetriolo

Trapianto

Trapianto

30

25

Cicoria a cespo, cicoria rossa e da taglio

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Cicioria catalogna

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Indivia riccia e scarola

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Fagiolo nano

Semina all’aperto

Semina all’aperto

30

25

Ravanello

Semina all’aperto

Semina all’aperto

20-25

15-20

Sedano e Sedano rapa

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20.25

15-20

Zucchina

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

15

25-30

 

I zucchini possono ancora essere trapiantati anche il luglio, grazie al loro ciclo di crescita molto veloce.
Invece per i pomodori è ormai tardi, in luglio dovrebbero essere già in produzione.
 


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Tabella delle semine nell’orto di GIUGNO 2011

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Tabella delle semine nell’orto di GIUGNO 2011

Normalmente si ritiene che il periodo estivo ed autunnale sia dedicato quasi esclusivamente alla raccolta degli ortaggi; contrariamente a tale credenza, in questi mesi si possono effettuare molte semine che forniranno ortaggi non solo alla fine dell’autunno, ma anche durante l’inverno, con alcuni che potranno essere raccolti addirittura nei primi mesi dell’anno successivo, quando le verdure (a parte quelle provenienti da coltivazioni industriali) sono veramente poche. Alcuni ortaggi sono capaci di attraversare incolumi il periodo dei freddi per poi rivegetare clamorosamente al sopraggiungere dei primi tepori. (tutti i cavoli tardivi, bieta, sedano, cicorie, ecc.)

In alto, piantine di cardo, pronte ad essere trapiantate ancora nel mese di giugno.
 

Ho suddiviso le OPERAZIONI  POSSIBILI distinguendole tra quelle delle zone climatiche più svantaggiate e quelle possibili nelle zone favorite. Anche qui sarebbe meglio distinguere, considerando generalmente un paio di settimane di anticipo per le isole, e un paio di settimane di ritardo per le zone più elevate.
Le operazioni possibili sono: Semina (mettere i semi in terra) o Trapianto (mettere in campo piantine già cresciute).
Per rendere più pratica l’applicazione ho indicato per gli ortaggi considerati le temperature:- MINIMA DI GERMINAZIONE. Sotto questa temperatura il seme non germina;- MEDIA DI PRODUZIONE. Al di sotto di questa temperatura MEDIA (giorno e notte) la pianta non cresce o comunque non produce. Queste informazioni sulle temperature sono tratte dal mio libro Coltivare l’orto.
Ovviamente in questo periodo la temperatura più interessante da considerare è quella media di produzione: infatti, se la temperatura è troppo alta, le piante soffrono. Quelle da foglia vanno subito a fiore quando sono ancora troppo piccole per essere raccolte; quelle da frutto danno produzioni minime e scadenti.

I broccoli possono essere trapiantati nel mese di giugno
 

OCCHIO ALLE VARIETA’
Sotto questo aspetto, conviene considerare che alcuni ortaggi presentano varietà adatte al caldo o al freddo: per esempio, nel settore delle lattughe, distinguiamo alcuni gruppi di varietà:
          Adatte alla coltura in serra. (semina da novembre a febbraio):
          Primaverili (semina in marzo-aprile);
          Estive (semina da maggio a giugno: sono varietà resistenti al caldo, lente a montare a seme);
          Autunnali: semina da agosto a settembre;
          Invernali: semina in ottobre, nelle zone soleggiate o sotto tunnel.
Comunque acquistando i semi trovate sulle bustine il periodo più adatto alla semina. Verificate perché troverete negli espoisitori lattughe adatte a tutti i periodi. Se invece acquistate le piantine presso i garden center, dovreste trovare solo quelle adatte al periodo. Alcuni tipi di lattuga sono adatti a più periodi. Per esempio:
Regina di maggio: semina primaverile;
Regina dei ghiacci: da febbraio ad agosto
Trocadero: da aprile a settembre
Iceberg o brasiliana: da marzo a settembre
Lollo: in primavera
Gentilina: settembre
Cocarde: tutto l’anno
Canasta: tutto l’anno
ROMANA: giugno-settembre
Grandi laghi: primavera-estate
Quattro stagioni: tutto l’anno

TABELLA DELLE SEMINE E DEI TRAPIANTI NELL’ORTO
NEL MESE DI  GIUGNO
Gli ortaggi non citati, non vanno preferibilmente seminati adesso

Ortaggio

Operazione possibile nelle zone alpine e appenniniche

Operazione possibile nelle zone padana, adriatica, tirrenica, e nelle isole. TUTTE LE OPERAZIONI SI INTENDONO IN CAMPO

Temp. Minima germinazione C°

Temp. Media di produzione C°

Anguria

Trapianto

Trapianto

30

25

Barbabietola

Semina all’aperto

 

25-30

15-20

Basilico

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

25

Bieta (coste)

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

15

15-20

Bieta (erbette)

Semina all’aperto

Semina

15

15-20

Cardo

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

30

15-20

Carota

Semina all’aperto

Semina all’aperto

25-30

15-20

Cavolo broccolo

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

30

15-20

Cavolo cappuccio

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

25-30

15-20

Cavolfiore

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

25-30

15-20

Cavolo verza

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

25-30

15-20

Cavolo di Bruxelles

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

30

15-20

Cetriolo

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

30

25

Cicoria a cespo, cicoria rossa e da taglio

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Cicoria catalogna

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Cicoria  da radice

Semina all’aperto

Semina all’aperto

20-25

15-20

Indivia riccia e scarola

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Fagiolo nano e rampicante

Semina all’aperto

Semina all’aperto

30

25

Lattuga a cappuccio e da taglio

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Lattuga romana

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20-25

15-20

Melanzana

Semina/Trapianto

Trapianto

25-30

25

Melone

Semina/Trapianto

Trapianto

25-30

25

Peperone

Trapianto

Trapianto

25-30

25

Pisello

Semina all’aperto

 

5

Inferiore a 15

Pomodoro

Trapianto

Trapianto

20-25

25

Porro

Semina/Trapianto

Trapianto

25-30

15-.20

Prezzemolo

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

15-20

15-20

Rapa

Semina/Trapianto

Trapianto

25-30

15-20

Ravanello

Semina all’aperto

Semina all’aperto

20-25

15-20

Rucola

Semina all’aperto

Semina all’aperto

15

15-20

Scorzobianca e scorzonera

Semina all’aperto

Semina all’aperto

20

15-20

Sedano e Sedano rapa

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

20.25

15-20

Spinacio

Semina/Trapianto

Semina all’aperto

15-20

15-20

Zucca

Semina/Trapianto

Trapianto

25-30

25-30

Zucchina

Semina/Trapianto

Semina/Trapianto

15

25-30

 

La portulaca (erba porcellana) cresce spontanea: è ottima mista alle insalate, con un sapore gradevolmente acidulo.
Anche la borragine cresce spontanea, ma difficilmente negli orti, dove però può essere coltivata. Della borragine si consumano i bellissimi fiori, veramente spettacolari per la nota di colore che danno alle insalate. Possono anche essere fritti impanati.
 


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Profondità di trapianto dei principali ortaggi

9994-2011-05-21-profonditàdi trapianto

Profondità di trapianto dei principali ortaggi.

Abbiamo acquistato presso il Garden center un bell’assortimento di piantine, ed ora, muniti di paletta o meglio di trapiantatoio, ci accingiamo ad affidare alla terra la prima piantina: un bel pomodoro. Pratichiamo una buca nel terreno, appoggiamo la piantina alla sua nuova sede ed un dubbio ci assale: a quale profondità la dobbiamo interrare? Molti decidono salomonicamente di mettere alla stessa profondità del contenitore di origine, non sapendo che spesso questo è un errore: infatti una parte del fusto, se interrata, emette nuove radici e questo va sicuramente a beneficio di una futura produzione più abbondante. Ma non è vero per tutte. Per diradare ogni dubbio, ecco in seguito le indicazioni relative alla giusta profondità per i principali tipi di ortaggi.

Cucurbitacee
Le cucurbitacee sono principalmente: anguria, cetriolo, melone, zucca, zucchina
Le cucurbitacee si interrano alla stessa profondità in cui si trovano nel contenitore di provenienza.  Nella figura, piantine di cetrioli lunghi
 
Crucifere
Le crucifere sono: cavoli di tutti i tipi, cime di rapa, ravanello, rucola
Le crucifere si interrano fino al colletto. Spesso i fusti sono molto più lunghi di quelli della foto, in tal caso si possono interrare fino a mezzo fusto. Nella foto, piantine di cavolo cappuccio.
 
Liliacee
Le liliacee sono: aglio e scalogno, cipolla, porro, (più asparago che non si trapianta)
Le liliacee si interrano fino a metà del fusto,compreso tra il terreno originale ed il punto in cui cominciano a divaricarsi le prime foglie. Nella  foto, piantine di cipolla.
 
Leguminose
Le leguminose sono: fagioli, fave, piselli
Solitamente si seminano direttamente in campo, ma non è infrequente trovarle in vasetti. Si interrano mantenendo l’altezza originale del contenitore di provenienza. Nella foto, fagiolino rampicante “Un metro”.
 
Umbellifere
Le umbellifere sono: carota, finocchio, prezzemolo, sedano
Si interrano alla stessa profondità in cui si trovano alla provenienza. Nella foto piantine di finocchio molto alte: in tal caso di consiglia di cimarle per favorire una rapida ripresa.
 
Composite
Le composite sono: carciofo, cardo, cicoria, indivia, lattuga, scorzobianca e scorzonera
Si interrano alla stessa profondità in cui si trovano nel contenitore originale. Nel caso delle insalate, meglio qualche di millimetro sopra la superficie  anziché sotto. Nella foto, piantine di lattuga “Canasta”
 
Solanacee e Labiate
Le solanacee sono: melanzane, peperoni, pomodori (più patate che in genere non si trapiantano). Alle labiate appartiene il basilico.
Si interrano abbondantemente, per favorire l’emissione di radici. Se il fusticino non è eccessivamente lungo, fino al colletto eliminando le sporadiche foglioline sottostanti. Nella foto in alto, piantina di peperone friggitello. In basso invece piantine di pomodoro “Piccadilly”.
 


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