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Dove trovare le piantine per l’orto (pagandole poco)

 

Dove trovare le piantine per l’orto (pagandole poco)
E’ certamente un piacere provvedere da soli a far crescere le piantine per l’orto, ma spesso ciò non è possibile, specialmente quando non si dispone di una piccola serra oppure per mancanza di tempo non si possono prestare le cure assidue che i piccoli vivai richiedono. In questi casi può essere utile comprare le piantine necessarie, però bisogna sapersi districare in una piccola jungla di prezzi e di qualità.
Le piantine si possono acquistare presso garden center e negozi di piante e fiori più forniti, se si è disposti a pagare assai più del loro valore. Del resto, questi esercizi commerciali, per motivi assai validi, non possono praticare prezzi più bassi. L’alternativa economica si chiama mercato settimanale: in quello della vostra città troverete certamente una bancarella che vende esclusivamente o quasi questo articolo. Sono bancarelle di vivaisti o produttori. Se siete di palato buono per quanto riguarda i nomi delle varietà, vi troverete certamente benissimo e risparmierete molto. Qui sotto provo ad indicare dei prezzi orientativi che potreste pagare al mercato settimanale.
Peperoni grossi (da fare arrosto) rossi o gialli, in marzo circa 30 centesimi a piantina
Le piantine sono generalmente ottime e presentano un apparato radicale ben sviluppato per favorire una buona ripresa all’impianto. Questo però è ottenuto con l’uso di prodotti radicanti.
Pomodori tondi da insalata in marzo circa 30 centesimi a piantina
Melanzana lunga violetta in marzo circa 30 centesimi a piantina
Cetriolo lungo, in marzo circa 1,30 euro la vaschetta da sei
Aglio, in marzo circa 1,50 euro  la vaschetta da nove
Cipolla in mazzi da 40, 1,00 euro
Anche le insalate coltivate in vassoi di polistirolo presentano un apparato radicale ben sviluppato.
Lattuga Foglia di quercia, da 0,02 a 0,06 centesimi a piantina
Indivia scarola, da 0,02 a 0,06 centesimi a piantina
Basilico in contenitori da sei, circa 1,30 euro a contenitore
In vivaio le piantine sono innaffiate regolarmente e costantemente con impianti automatici. Se non si interrano subito, curare molto il loro mantenimento alla giusta umidità per evitare appassimenti. Comunque, anche un appassimento più pronunciato di quello visibile nella foto viene superato agevolmente dalle piantine piccole innaffiando subito. Mai correre questi rischi, però, quando le piante cominciano ad avere i boccioli fiorali ed i frutti.
Se poi si vuole produrre in proprio le piantine… procurarsi. oltre ai semi, le attrezzature necessarie. Nella foto, alcun i dischetti di torba (alti circa 0,8 cm) che opportunamente bagnati, in pochi istanti  si gonfiano fino ad una altezza di 6 cm circa, trasformandosi in vasetti pronti e ricevere il seme. Questi “vasetti” poi andranno messi a dimora così come sono, con la calza che li racchiude.
E’ possibile anche utilizzare dei contenitori plastici, come quelli nella foto: questi sono contenitori che contenevano piantine acquistate al mercato, che possono essere riutilizzati dopo un lavaggio accurato con acqua e candeggina per eliminare residui e possibili malattie provenienti dalla coltivazione precedente.

  

 


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Marzo, che succede nell’orto?

 

Marzo, che succede nell’orto?
Marzo è il mese in cui l’inverno è ancora presente, ma le piantine del nostro orto cominciano a percepire l’arrivo della primavera. E’ il momento di aiutarle ad uscire dallo stress invernale: con la ripresa alcune potranno darci ancora soddisfazioni. Così, mentre ci prepariamo alle semine primaverili, cerchiamo di ricavare il massimo da quanto abbiamo ancora nell’orto. Una ripulita dalle erbe spontanea ed una concimazione azotata (per le specie a produzione di foglia) potranno rigenerare le piantine per ricavarne ancora qualcosa prima che arrivino a maturazione le semine dell’anno.
Sulle piantine di fragola compaiono i primi fiori ed i primi frutti
Il prezzemolo forma dei cespugli veramente imponenti. Basta però spostare un poco le foglie, per vedere che sta montando a seme. Quindi è urgente seminare del nuovo prezzemolo, per non restarne sforniti a breve.
La cicoria rossa ha subito il freddo e questo l’ha stimolata a chiudere le foglie per formare la classica palla.
Le patate seminate a fine febbraio cominciano ad emergere dal terreno
La lattuga “lollo” ha superato anch’essa l’inverno e con una concimazione azotata crescerà rapidamente
Le puntarelle forniscono dei “ciccioli” pieni e gustosi, da consumare crudi tagliati a listerelle.
I broccoli si beano sotto la pioggia
La bieta ripulita e concimata comincia a ingrossare le nuove coste
L’insalata capellina si può consumare ma lasciandola ancora un poco ingrosserà formando cespi assai voluminosi
Raccogliendo i finocchi, in autunno, ho lasciato le radici nel terreno. Ora queste forniscono dei nuovi getti, che non saranno mai come i finocchi originali, ma anche così, misti ad altri tipi di in salata, sono teneri e gustosissimi con il loro sapore inconfondibile.
La scarola e la catalogna crescono nei loro vasi ripuliti dalle erbe e fertilizzati.
 

  


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Orto e non solo nel catalogo gratuito Ingegnoli

 

Orto e non solo nel catalogo gratuito Ingegnoli

Molti desiderano produrre da soli le piantine per l’orto, altri invece sono alla ricerca di varietà di seme particolari che non trovano tra gli scaffali dei garden center della loro zona. Non tutti sanno che esistono aziende produttrici di sementi, che vendono anche per corrispondenza. In questo post desiderio segnalare la ditta dei Fratelli Ingegnoli, che invia gratuitamente a richiesta un catalogo-guida  illustratissimo e coloratissimo di 160 pagine con sementi di piante e fiori, bulbi, attrezzi e quanto altro può essere utile all’hobbista orticoltore.
Potete chiedere il catalogo a:
info@ingegnoli.com segnalando questo post.

 

 


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Coltivare l’orto piace sempre di più

Coltivare l’orto piace sempre di più

Una nuova tendenza di fa largo con prepotenza tra le recenti passioni degli italiani: la coltivazione di un piccolo orto, sia pure minuscolo, in un angolino di giardino o sul balcone.
Sarebbe riduttivo attribuire la crescita tumultuosa degli amanti della orticoltura solo ad una crisi economica che spinge a risparmiare anche sugli acquisti dal verduraio. Nei fatti, e leggendo gli interventi sul web, si percepisce invece che questa tendenza è figlia della ricerca di stili di vita nuovi e diversi, che possano riavvicinare l’uomo alla natura e lo rendano protagonista delle sue realizzazioni: in effetti, dare vita ad una creatura, sia pure una piantina di basilico, è una esperienza che promuove fortemente la considerazione e la stima di se stessi.

E’ interessante riportare qui la frase di apertura di uno dei  blog dedicati a questo argomento, ideati e gestiti da Bruno Del Medico:
Oggi, per quanto stia tornando di moda l’orto come risorsa economica non disprezzabile, molti coltivano l’orto per motivi diversi: come antidoto ad una vita troppo sedentaria, quindi per fare un po’ di movimento; come gioia di partecipare ai cicli della natura, creando piccole vite che non sono affatto inferiori, anche se sono solo vegetali: le piante risponderanno visibilmente alle vostre attenzioni, anche solo alla vostra vicinanza ed ai vostri sguardi. Infine per una scelta filosofica di vita che rifugge dal consumismo, fatto di acquisti di oggetti pronti e confezionati. L’uomo “faber” ritorna tale, e riprende ad usare le sue mani, la sua intelligenza ed il suo cuore.

 

Il gruppo Coltivare l’orto ha superato i 1100 iscritti.

La passione per l’orto, che molti hobbysti condividono sul web, trova grande consenso nel lavoro di Bruno Del Medico, che ha dato avvio oltre due anni fa al gruppo “Coltivare l’orto” su Facebook. Negli ultimi giorni questo gruppo ha raggiunto e superato i mille aderenti, che partecipano molto attivamente: infatti il gruppo è aperto.
Oltre questo gruppo, lo stesso autore gestisce anche ben sei blog dedicati ai vari aspetti inerenti l’orticoltura, non esclusa una sezione dedicata alla cucina delle verdure.

Lo stesso autore gestisce anche la pagina Facebook “Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone” con circa 500 fan che hanno aderito in tre mesi.

La pagina Coltivare ortaggi in giardino e sul balcone ha raccolto circa 500 fan in soli tre mesi.
 

Ecco i sei blog gestiti dall’autore:

Per essere informato su tutte le novità di questi blog, è possibile iscriversi  alla newsletter inserendo il proprio indirizzo e-mail nel modulino dedicato, che compare in alto a destra visitando uno qualsiasi dei blog

 

Intanto, è finalmente in distribuzione
il libro dell’iniziatore e gestore del gruppo, nel quale si possono trovare le risposte alle moltissime domande poste dagli hobbysti nei post del gruppo

 

 

COLTIVARE L’ORTO
Piccoli trucchi e antichi segreti

di Bruno Del Medico
illustrazioni di Elisabetta Del Medico
Edizioni Lampi di Stampa 2011
ISBN 978-88-488-1221-4
Pagine 120, euro 10.00

 

 
BUON ORTO A TUTTI!!!

Sistemare i tutori per le fave

 

Sistemare i tutori per le fave

Le fave  seminate in novembre sono già molto cresciute, e guadagnando in altezza sono sempre più soggette ad essere abbattute anche da un vento modesto.

Inoltre la coltivazione si presenta disordinata, e l’accesso tra le piante è reso difficile per tutte le operazioni necessarie, sia per estirpare le erbe spontanee, che per cimare le piante; così pure sarà difficile operare la raccolta senza danneggiare le piante troppo fitte, che finiranno per intrecciarsi tra loro.

 

E’ opportuno collocare dei sostegni (detti, in orticoltura, tutori) per sostenere le piante e contenerle. Mentre nel caso di altri ortaggi come i pomodori si ricorre a singoli paletti (spesso sono usate le canne) per le fave invece è conveniente usare un altro sistema.

 In pratica si possono tendere lungo i filari dei fili di rafia colorata che siano visibili e svolgano la funzione di piccoli recinti.

 

Si procede così: collocare dei paletti ben infissi nel terreno, alla distanza di circa un metro e mezzo l’uno dall’altro. Tendere poi un filo di rafia (quella venduta in rotoli) tra un paletto e l’altro scendendo lungo un lato del filare, poi risalire dall’altro lato facendo in modo che le piante restino racchiuse tra i due tracciati di rafia.

Questa operazione va ripetuta anche tre volte, a mano a mano che le piante si sviluppano in altezza.

 

Ora l’accesso tra i filari è più agevole,si può procedere ad estirpare le erbe selvatiche, se necessario.

 

BUON ORTO A TUTTI!!!

  


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Lunedì 21 febbraio alle 9,30 la mia intervista su Radio 19

Lunedì 21 febbraio ore 9,30
su Radio 19
la radio del Secolo XIX di Genova
si potrà ascoltare una intervista a Bruno Del Medico, gestore di questo blog, sulla coltivazione dell’orto ed in particolare sulle nuove tendenze, quale ad esempio quella dell’orto in vaso sul balcone
 

 

 

 


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Risvegliare la bieta seminata in autunno

 

Risvegliare la bieta seminata in autunno
E’ questo il momento di ripulire i vasi della bieta, e rimetterli in produzione con una buona concimazione ricca di azoto
 

La bieta seminata in autunno, dall’arrivo dei primi freddi, ha trascorso l’inverno  vivacchiando senza entusiasmo; non è cresciuta ma è sopravvissuta ugualmente alla mancanza di luce e calore, anche se ne è uscita un po’ malconcia.

Ora che il periodo delle gelate sembra essere passato, almeno in questa zona (siamo a Latina dopo la metà di febbraio) è arrivato il momento di dare una sferzata di energia alle piantine,in modo che tornino in produzione al più presto. Del resto, anche seminando nuova bieta in questo momento, la prima produzione non si potrebbe  avere prima di un paio di mesi.

Quindi, è stato utile mantenere queste piantine per tutto l’inverno, pur non ricavandone niente; ci è costato un lavoro minimo, ma ora ci consente di avere delle primizie in una stagione non molto prodiga di verdura fresca.

 

Scerbare le piantine  (strappare  via con le mani tutta l’erba che le soffoca), questo rimuoverà il terreno attorno alla piantina. Innaffiare se c’è bisogno, e spargere alcuni granelli di concime a prevalenza di azoto. In breve tempo le piantine torneranno vivaci e riprenderanno velocemente a crescere.

Se le piantine sono in vaso, potete spostarle in un luogo dove prendano più luce e sole. La crescita sarà ancora più veloce e abbondante.

Nel frattempo, seminate nuova bieta.

Buon orto a tutti!!

  


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Suggerimenti per il compostaggio nell’orto

E’ questo il periodo in cui poto alcuni alberi da frutto, cespugli, siepi che si trovano nel mio orto. Naturalmente tutti i residui di potatura non vanno buttati, ma si utilizzano per ricavarne il COMPOST, cioè un concime naturale che può sostituire egregiamente i concimi animali, sempre più difficili da trovare e da trattare

Tutti i materiali biologici di rifiuto dell’orto, e volendo anche alcuni della cucina, vanno trattati disponendoli in un cumulo protetto, dove, maturando per alcuni mesi, si trasformano in un preziosissimo materiale scuro, che, miscelato alla terra normale, la rende soffice, areata, fertile e adatta alla penetrazione delle radici.
Molti acquistano a prezzi assai elevati i contenitori per il compostaggio. Voglio suggerire un metodo semplice ed economico per creare un ambiente di compostaggio ideale, utilizzando materiali di recupero. Nel mio caso, un pezzo di vecchia rete.

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Scegliete un angolino tra quelli più nascosti e meno sfruttati, magari perché meno assolati. La rete viene legata in modo da formare un cilindro, aperto sia verso il basso che verso l’alto. E’ importante per una buona riuscita del compost che il diametro sia di almeno un metro circa.  Occorre quindi un pezzo di rete lungo almeno 3,50 metri.

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La rete si lega con qualche punto robusto di fil di ferro e si dispone direttamente sul terreno: prima di ciò ho scavato circa 10 cm. per offrire un ancoraggio.

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Si rincalza un po’ di terra attorno alla rete, e la si riveste all’interno con teli plsatici di qualsiasi tipo. Nella foto ho usato il telo da pacciamatura, ma vanno bene anche i sacchi di spazzatura. Mano a mano che il cilindro si riempie, praticare qua e là qualche foro nella plastica, in modo che ci sia un minimo di circolazione d’aria nel mucchio.


Coltivare i peperoncini piccanti

Dagli innoqui Bell e Poblano  agli infernali Fatali, Habanero , Bhut Jolokia e Trinidad Scorpion Moruga

Coltivare l’orto Editrice 2013
72  pagine. Formato 17×24. Prezzo euro 5,00


Esistono migliaia di varietà coltivate di peperoncino. Si tratta di una spezia amata e diffusa in tutto il mondo, attorno alla quale si è sviluppata una cultura che vede impegnati migliaia di appassionati. Spesso questi si tramutano in veri e propri collezionisti di varietà , molte delle quali si contendono la palma di peperoncino più piccante al mondo. Dopo una lunga permanenza dell’Habanero ai vertici del Guinness dei Primati, ora è la volta del Bhut Jolokia. Questo libro introduce in modo semplice ma completo all’affascinante mondo dei peperoncini e alla loro coltivazione: anche un piccolo terrazzo può essere sufficiente.
PER SAPERNE DI PIU’
 

 

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I residui di potatura più esili, ben spezzettati, vanno messi nel mucchio, mentre quelli più consistenti serviranno per il caminetto. Gettate nel cilindro anche tutte le erbacce (prima che generino i semi), ed ogni tanto una palata di terra, una manciata di concime, la cenere del vostro caminetto.  Esistono anche prodotti per favorire la maturazione del compost, disponibili presso i garden center. Mantenete il mucchio moderatamente umido, innaffiando ogni tanto se non piove. Il compost sarà pronto dopo 4-6 mesi.
Vi capita di vedere dei LOMBRICHI nel vostro mucchio del compost? Ringraziate il cielo, la fortuna vi ha baciato! Personalmente ogni volta che ne trovo uno lo raccolgo e lo butto sul mucchio. Infatti i lombrichi con le loro deiezioni arricchiscono in modo straordinario il compost.


Risparmiare con il compost

144 Pagine. Formato 14X21 cm. Illustrato
Euro 13,20.  Vedi prezzo scontato

Una famiglia di 3-4 persone con un orto-giardino di ordinaria grandezza può produrre ogni anno 5 quintali di rifiuti organici dai quali si ricavano comodamente 2 quintali di compost, pari a dieci sacchetti di terriccio da giardino da 50 litri. Questo riduce praticamente a zero le spese per acquisto di fertilizzanti. Inoltre, molti Comuni offrono sconti e facilitazioni a chi composta in proprio. Questo libro è un manuale completo per il riciclo dei rifiuti domestici e del giardino. Illustra tutte le tecniche per ottenere gratuitamente un ottimo fertilizzante e  ammendante dei terreni. E’  arricchito da schede, tabelle e immagini che guidano il lettore nella produzione del compost sia nel giardino sia sul balcone di casa, anche con una compostiera autocostruita.SCONTI E OMAGGI
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Coltivare l’orto. Febbraio: e’ tempo di seminare le fave

Argomento: Ortaggi: Fave  

In tutte le zone d’Italia si possono piantare le fave nei mesi da gennaio a marzo. Al centro sud si piantano già da ottobre o novembre, come ho fatto io: nonostante questa stagione disgraziatissima, tormentata da pioggia e vento, in questi giorni le mie fave sono fiorite: vedi la foto qui sotto.

 

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Per chi vuole cimentarsi nella coltivazione di questo ortaggio, ecco una piccola raccolta di informazioni.


Specie botanica.
Vicia faba var. major. Famiglia: Papilionacee.

 

Caratteristiche vegetative.
Questo legume è conosciuto dalla preistoria, si sa che veniva coltivato già nell’età del bronzo. E’ originaria, pare, dell’Asia. Gli antichi romani ne facevano largo uso, infatti Plinio il Vecchio già la descrive. Dalla Vicia faba sono derivate le sottospecie major e minor: la prima è la fava da orto che conosciamo, la seconda è la favetta da foraggio.

La fava è una pianta annuale di crescita rapida, molto vigorosa (ma soffre l’azione del vento). E’ alta fino a 1 metro. Il frutto è un baccello carnoso lungo 25 cm o più, che contiene da 3 a 10 semi appiattiti di colore verde o bruno. 

 

Semina.

E’ la prima leguminosa da seminare. Teme le temperature alte, ma riesce a resistere fino a 3-5 gradi sottozero. Emerge dal terreno in una-due settimane: per favorire la nascita, mettere a bagno in acquan tiepida i semi per 24-48 ore prima di interrarli. La durata del ciclo vegetativo è di 26 settimane, in  caso si semina autunnale, e di 11 settimane in  caso di semina primaverile.

Si semina in autunno nelle regioni calde, per la produzione come primizia già in marzo-aprile. Inoltre in questo modo si evitano i danni di parassiti come l’afide nero, che in quel periodo ancora non è diffuso.

Preferisce i terreni leggermente argillosi ma prospera praticamente ovunque. Il ph è preferibilmente alcalino.

Nei piccoli orti la semina più diffusa è quella a postarelle di 3/4 semi, a distanza: 40×30, oppure 50×20 o 70×15 centimetri.  La profondità di semina varia con le dimensioni dei semi. In genere ogni seme va interrato ad una profondità pario al doppio della sua altezza.

Seme occorrente: 200  grammi per 10 metri quadrati di terreno.

Non si usa seminare in vasetti da trapiantare, in quanto il vantaggio sarebbe inesistente: infatti la fava resiste benissimo al freddo e può essere seminata direttamente in campo.

 

Concimazione.

La fava, come anche i fagioli e le altre leguminose, si avvantaggia dell’attività dei batteri azoto-fissatori dei suoi tubercoli radicali, quindi non ha bisogno di azoto ed in genere sfrutta la concimazione residua delle colture precedenti. E’ utile arricchire il terreno con il compost, per l’azione arieggiante che questo esercita.

 

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Cure colturali.

Irrigazione, ed estirpazione delle erbacce. Quando spunta la quarta foglia di può eseguire la prima sarchiatura per ridurre le infestanti ed arieggiare il terreno. In concomitanza delle sarchiature si può eseguire anche una rincalzatura delle piante. (addossare allo stelo qualche centimetro di terra). Irrigare preferibilmente a scorrimento, evitare le irrigazioni a pioggia.

Cimatura. Alcuni consigliano la cimatura: al momento della fioritura si toglie la punta della pianta (l’apice vegetativo), in questo modo si evitano le infestazioni degli afidi che si concentrano generalmente sulla punta, e si favorisce la fruttificazione.

Cimare i getti al di sopra del quarto mazzetto di fiori. In questo modo i baccelli avranno a disposizione una quantità maggiore di linfa e cresceranno più vigorosi e saporiti.

Tutori. Generalmente la fava non avrebbe bisogno di sostegni,  ma se la zona è ventosa è indispensabile circondare la coltura con delle canne piantate a intervalli regolari e collegate da spaghi o fil di ferro, creando così un recinto di sostegno.

 

 Avvicendamento e consociazione.

La fava è una coltura da rinnovo, che può precedere colture più impegnative anche grazie alla sua capacità di arricchire il terreno di azoto. Riesce meglio se coltivata vicina o insieme a lattuga e patata.

 

Raccolta.

Quando i baccelli misurano 6-8 centimetri si possono consumare cotti interi così some sono, come i fagiolini. Altrimenti attendere la maturazione, non oltre al momento in cui la piccola cicatrice di unione interna del singolo seme sta diventando bruna (aprire un baccello per verificare). Raccogliere con una leggera torsione verso il basso.

La raccolta avviene solitamente, per il consumo fresco,  quando i baccelli sono ancora teneri. La raccolta per la granella secca si effettua in giugno o luglio, quando i baccelli diventano scuri, senza aspettare che siano completamente secchi: in questo modo si attenua l’attacco del tonchio. 

La resa varia da 15 a 30 kg di seme  secco per ogni 100 mq, e 50-60 kg di seme fresco sempre per 100 mq.

 

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Nella foto: 3 tipi di fave, dal catalogo Ingegnoli. 182: “Aguadulce Supersimonia a lunghissimo baccello”. 185: “Olter Sciabola verde”. 189: “Superaguadulce selezione gigante Ingegnoli”

 

 

Conservazione.

Lasciare maturare il baccello sulla pianta, poi estirpare la pianta ed appenderla a testa in giù. Oppure, conservare i baccelli secchi in una rete a maglie o nella carta per proteggerli dalla polvere e dai parassiti.

Congelare le fave fresche dopo averle sgusciate e immerse per un paio di minuti in acqua bollente.

 

Varietà.

Le più diffuse sono: Di Siviglia, D’Aguadulce e SuperAguadulce, Supersimonia, Sciabola Verde, Precoce d’Aquitania, Quarantina a grano violetto oppure a grano bianco.

 

Curiosità.

In Grecia questa pianta ebbe connessioni misteriose con l’aldilà. Pitagora ordinava ai suoi discepoli di non mangiare fave, poiché (sosteneva) all’inizio del mondo, uomini e fave erano nati dallo stesso seme. Inoltre Pitagora credeva nella trasmigrazione delle anime, e alcune scuole ispirate a lui insegnavano che le anime degli uomini trasmigravano proprio nelle fave.

In alcuni paesi sopravvive l’uso, il giorno dell’Epifania, di servire un dolce nel quale è stata nascosta una fava: chi la trova diventa il Re della fava, comanda e dirige la festa. Questa usanza si ispira ai Saturnali, celebrazioni romane nelle quali il Re della fava era uno schiavo ma per la durata del banchetto comandava lui.

I romani avevano in detto abstineto a fabis (astieniti dalle fave) che però ha un senso diverso dall’apparenza: il detto deriva dall’usanza di votare gettando un seme di fava nel contenitore preferito. Quindi il significato reale era: Stai lontano dalla politica.

Il fiore della fava è profumatissimo, da qui la credenza che dormire in un campo di fave faccia impazzire le persone.

 

 

 


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Coltivare l’orto. Tabella PER ZONE delle semine di FEBBRAIO

Argomento: L’hobby dell’orto  

La tabella sottostante elenca gli ortaggi che possono essere seminati in febbraio, a dimora o in semenzaio, per zona climatica

 

ORTO – TABELLA DELLE SEMINE DI FEBBRAIO

 

MODO

 

ZONA CLIMATICA

 

ORTAGGI

 

Semina diretta all’aperto, a dimora

 

Regione padana

 

Fave, Piselli

 

Adriatico anche settentrionale

 

Fave, Piselli, Barbabietole, Carote, Spinaci

 

Appennino

 

Fave

 

Tirreno

 

Fave, Piselli, Barbabietole, Carote, Spinaci

 

Calabria e isole

 

Piselli, Barbabietole, Carote, Spinaci

 

Semina a dimora, al coperto (tunnel o altri ripari)

 

Regione padana

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Valerianella

 

Adriatico anche settentrionale

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Valerianella, Prezzemolo

 

Appennino

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Valerianella, Prezzemolo

 

Tirreno

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Valerianella, Prezzemolo, Basilico

 

Calabria e isole

 

Cicoria, Lattughino, Rapa, Ravanello, Finocchio, Prezzemolo

 

Semina in semenzaio riscaldato

 

Regione padana

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzana, Peperone, Pomodoro, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Zucche, Cetrioli

 

Adriatico anche settentrionale

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzane, Peperoni, Pomodori, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Cavolfiori, Lattuga, Zucchini, Finocchi, Zucche, Cetrioli

 

Appennino

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzane, Peperoni, Pomodori, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Cavolfiori, Lattuga, Zucchini, Finocchi, Zucche, Cetrioli

 

Tirreno

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzane, Peperoni, Pomodori, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Cavolfiori, Lattuga, Zucchini, Finocchi, Zucche, Cetrioli

 

Calabria e isole

 

Cipolla, Porro, Lattuga, Barbabietola, Melanzane, Peperoni, Pomodori, Cavolo cappuccio, Cavolo verza, Sedano e Sedano rapa, Cavolfiori, Lattuga, Zucchini, Finocchi

 

 

FEBBRAIO nel mio orto. E’ ora di completare la raccolta di alcune lattughe, e dell ecime di rapa.

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La bieta e la lattuga romana crescono in vaso: in aprile verranno sostituite da pomodori, peperoni e melanzane

 

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La cenere di caminetto è ricchissima di potassio: sarà un concime ideale per i pomodori, e per tutte le piante da frutto in genere.

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