LA ROTAZIONE DELLE COLTURE NELL’ORTO SPIEGATA IN POCHE PAROLE SEMPLICI

ROTAZIONE DELLE COLTURE

Il primo consiglio per chi, accingendosi a coltivare un orto, ne vuole ricavare il maggio profitto possibile, è quello di attuare la rotazione delle colture. Questa, che è stata una delle pratiche più antiche dell’agricoltura classica (la praticavano i contadini del Neolitico) oggi  è una delle più moderne  nell’orticoltura biologica, e si basa su un principio semplicissimo: evitare l’impoverimento del terreno

La rotazione delle colture è una pratica antichissima, rivalutata dalle tecniche di coltivazione biologica, che consente di avere sempre prodotti sani e abbondanti anche da un piccolo appezzamento
 

La rotazione consiste nel non riseminare per più anni consecutivi lo stesso ortaggio nello stesso terreno.
L’esperienza dimostra che coltivando in anni successivi lo stesso ortaggio nel medesimo posto, la produzione diventa sempre minore e la vulnerabilità alle malattie sempre più elevata.  Infatti ogni pianta sottrae al terreno particolari elementi chimici in misura e con modalità diverse. Coltivando sempre le stesse piante non si dà modo al terreno di ricostituire le scorte. Coltivando ortaggi diversi, invece, il terreno si rigenera mentre viene sfruttato diversamente.

Rotazione su 4 anni. Primo anno
 

Naturalmente non stiamo parlando delle scorte di macroelementi (azoto, fosforo e potassio) che vengono usare abbondantemente da ogni tipo di ortaggio e hanno bisogno di essere ricostituite con le concimazioni annuali.* Ci riferiamo più particolarmente alle scorte di microelementi (rame, fosforo, ferro, zinco, e decine di altri a volte usati in misure micrometriche ma determinanti).

* Fanno eccezione le leguminose che, anziché sottrarre azoto al terreno, lo arricchiscono

Rotazione su 4 anni. Secondo anno
 

Nella pratica ogni orticoltore con un minimo di esperienza sa che non si dovrebbe seminare lo stesso ortaggio nel medesimo appezzamento prima di tre o quattro anni. In effetti, se si arricchisce il terreno con del buon concime, la rotazione può ridursi anche a due – tre anni, ma se avete un terreno sufficientemente ampio da poter attuare una rotazione quadriennale, consiglio vivamente di farlo.

 

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L’antica abitudine di coltivare un orto sta tornando di grande attualità. Dopo qualche decennio trascorso nella illusione di un consumismo facile senza prezzi da pagare, ci stiamo accorgendo che alcuni prezzi ci sono: la rinuncia alla genuinità dei cibi e una totale subordinazione a un sistema produttivo di cui non si conoscono i meccanismi. L’orto come lo si intende oggi non è solo una piccola fonte di reddito, ma soprattutto una nuova filosofia di vita, un metodo sano per recuperare il giusto rapporto con la natura, con la terra e con il cielo. Purtroppo, molte conoscenze sono andate perse, e oggi non esistono scuole né insegnanti in grado di trasferire cognizioni non accademiche, ma pratiche, a chi vuole incominciare.
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Rotazione su 4 anni. Terzo anno
 

Una buona rotazione è quella che prevede l’alternarsi sul terreno dei seguenti gruppi di ortaggi: 

Gruppo A – Leguminose  (Fagiolo, pisello, taccola, fava). Questi sono ortaggi detti da rinnovo, in quanto le loro radici fissano azoto ed arricchiscono il terreno.

Gruppo B – Brassicacee e Chenopodiacee (Cavolo, rapa, bieta, ecc.)

Gruppo C – Cucurbitacee  (Zucca, zucchina, cetriolo, ecc.)

Gruppo D – Solanacee (Peperone, melanzana, pomodoro, patata) 

Restano esclusi dalle rotazioni annuali le coltivazioni che si protraggono per più anni (asparagi, carciofi, fragole, ecc.) tenendo conto, però, che il principio vale anche per loro: infatti,  all’esaurimento della asparagiaia, sarà vivamente sconsigliato il reimpianto nella stessa parcella.

Rotazione su 4 anni. Quarto anno
 

In una rotazione triennale, invece, potreste  mettere insieme i due gruppi che abitualmente coltivate di meno. In questo modo gli altri due avrebbero maggiore spazio.

Schema di rotazione triennale. Nel settore CD si coltivano i due gruppi meno usati

 


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LA ROTAZIONE DELLE COLTURE NELL’ORTO SPIEGATA IN POCHE PAROLE SEMPLICIultima modifica: 2012-12-23T15:45:00+01:00da hobbyorto
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