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AGOSTO NELL’ORTO. TUTTE LE SEMINE NELL’ORTO DI AGOSTO

Fare l’orto, coltivare l’orto, semine di agosto, cime di rapa, pomodori, melanzane, peperoni

 

Con il mese di agosto termina definitivamente la possibilità di mettere in campo ortaggi a lungo ciclo come pomodori, melanzane, peperoni e zucche, Nello stesso tempo però comincia ad essere possibile la semina della cipolla invernale. Nelle zone in cui il clima volge presto a valori autunnali potete iniziare la semina delle cime di rapa, un ottimo ortaggio invernale

Teoricamente in agosto dovrebbe terminare la produzione di molti ortaggi, come i pomodori, ma se questi sono stati trapiantati a dimora a fine marzo-aprile, tempo permettendo potranno continuare la produzione alcuni mesi ancora; negli orti delle zone a clima più mite si possono raccogliere pomodori e peperoni anche fino a dicembre. Nelle coltivazioni industriali non sarebbe più conveniente, ma nei piccoli orti questa è una pratica comune.

Le melanzane sono già in piena produzione, non è più tempo di semina nè di trapianto
 

Potare le melanzane per una seconda produzione

Sempre nelle zone a clima più mite, dove il freddo invernale spesso attende oltre dicembre per farsi sentire, è possibile potare vle melanzane per stimolare un secondo raccolto. Le piante ormai esaurite si tagliano a 20 cm da terra per stimolare l’emissione di nuove ramificazioni laterali che potranno produrre a fine ottobre-novembre. Non sempre riesce, ma se non si ha l’urgenza di riutilizzare il terreno per nuove coltivazioni, si può provare.

Le cime di rapa torneranno presto nei nostri orti autunnali
 

E’ l’ora delle cime di rapa

La Cima di rapa preferisce clima mite ma continua la sua crescita anche fino a soli 5°C. Ama terreno sciolto, ph medio (6-7) ed esposizione soleggiata. La semina si può fare in campo in file distanti 40/60 cm e alla distanza di circa 15 cm sulla fila. In pratica, essendo il seme finissimo (300-400 semi per grammo) si semina in file ininterrotte oppure a spaglio, e si procede al diradamento quando le piantine sono alte almeno 4-5 cm.
Per saperne di più segui questi link:  

Coltivare le cime di rapa nell’orto  

Coltivare le cime di rapa in vaso 

Per innaffiare nei mesi caldi è meglio raccogliere l’acqua in un serbatoio il giorno precedente, in modo che si porti a temperatura ambiente. Le piante soffrono se innaffiate con l’acqua fredda di pozzi profondi
 

L’IRRIGAZIONE

Nei mesi di luglio e agosto occorre curare molto l’irrigazione, che deve  essere più o meno abbondante a seconda delle varietà, ma soprattutto deve essere costante. Il passaggio da ambienti troppo umidi ad ambienti troppo secchi (questo si verifica quando, per esempio, saltiamo anche un solo giorno di irrigazione) può provocare stress irrimediabili in alcuni ortaggi, come nei fagiolini che si riprendono molto difficilmente da una mancanza d’acqua anche breve.
Altri ortaggi (per esempio  pomodori, bieta) hanno una capacità di ripresa prodigiosa. In mancanza d’acqua le foglie assumono l’aspetto di straccetti penzolanti dai rami, ma dopo una innaffiatura, in un paio d’ore riprendono l’aspetto originale. Tuttavia un danno è stato fatto, specialmente se la pianta ha già piccoli frutti. Danni peggiori che incidono sulla produttività si verificano quando peperoni o melanzane soffrono la carenza di acqua.
In particolare nei pomodori il marciume apicale (punta nera nei pomodori di taglia lunga, come i san marzano) può essere indotto proprio dagli squilibri di irrigazione.

Quando il basilico emette le spighe fiorali non cresce più e perde aroma. Per prolungare la produzione le spighette vanno eliminate manualmente: la pianta emnetterà nuovi getti e nuove foglie
 

Il modo migliore di irrigare

L’irrigazione andrebbe sempre fatta con il metodo a scorrimento, gioè facendo correre l’acqua nei solchi tra le file dell’orto. Questo tipo di irrigazione si può fare, se proprio indispensabile, a qualsiasi ora del giorno. Molti usano innaffiare l’orto con gli spruzzatori, perché così si risparmia tempo. Ci sono molti elementi a sfavore. Anzitutto, questo tipo di irrigazione deve essere fatto in piena notte, nè subito dopo il tramonto quando le foglie sono ancora “calde” nè poco prima dell’alba quando il sole levandosi andrebbe a colpire foglie ancora bagnate.

Quando le piante sono alte o fitte gran parte dell’acqua spruzzata si ferma sulle foglie e non arriva alle radici, dove ce ne sarebbe più bisogno. Infine, rimane sempre vera l’equazione che recita: foglie bagnate, malattie più facili. Tutte le malattie fungine (oidio, peronospora, ecc) si sviluppano molto di più sulle foglie bagnate.

I peperoncini saranno più piccanti se si sospende o si diminuisce l’irrigazione prima della raccolta
 

Ortaggi più saporiti

Esiste tuttavia una tecnica che consiste proprio nel sospendere l’irrigazione qualche giorno prima del raccolto per avere angurie e meloni più dolci, o peperoncini più piccanti. In genere tutti gli ortaggi (non quelli a foglia) possono beneficiare di un miglioramento delle qualità, però quando si tratta di ortaggi a raccolta scalare, come i pomodori, la riduzione dell’irrigazione per avere pomodori più saporiti compromette la crescita di quelli piccoli che si stanno formando.

Se le piantine stentano a uscire dagli alveoli, perché le radici fanno presa sui bordi, non accanirsi a tirare ma spingerle fuori con una cannuccia dal foro inferiore
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

I fagioli a portamento nano possono ancora essere seminati in agosto. I cornetti richiedono 50-60 giorni per essere pronti alla raccolta, mentre quelli tipo Marconi della figura possono richiedere almeno venti giorni in più
 

Ecco qui sotto la Tabella delle semine di Agosto

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI AGOSTO

Ortaggio

Temperature

Operazioni  all’aperto

 

Minima di germina zione C°

Media di crescita

Operazione
(S= Semina  T= Trapianto)

Barbabietola

25-30

15-20

ST

Basilico

20-25

25

T

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

ST

Carciofo

30

15-20

T

Carota

25.30

15-20

S

Cavolo broccolo

30

15-20

ST

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

ST

Cavolfiore

30

15-20

ST

Cavolo verza

25-30

15-20

ST

Cavolo di Bruxelles

30

15-20

ST

Cetriolo

30

25

T

Cicoria a cespo

20-25

15-20

ST

Cicoria catalogna

20-25

15-20

ST

Cicoria da taglio

20-25

15-20

ST

Cicoria rossa
o radicchio

20-25

15-20

ST

Cima di rapa

25

15-20

S

 

I miei libri possono essere trovati qui
 

Cipolla invernale

25-30

15-20

S

Fagioli nani

30

25

S

Finocchi

20-25

15-20

ST

Indivia riccia
e scarola

20-25

15-20

ST

Lattuga da taglio

20-25

15-20

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

ST

Lattuga romana

20-25

15-20

ST

Prezzemolo

15-20

15-20

ST

Rapa

25-30

15-20

ST

Ravanello

20-25

15-20

ST

Rucola

15

15-20

ST

Scirzobianca

20

15-20

S

Sedano

20-25

15-20

ST

Spinacio

15-20

15-20

ST

Zucchina

15

25-30

ST

 

La lattuga può essere seminata anche in agosto. La semina più fitta consente di raccogliere alcune piante quando saranno a mezza crescita ma già utili per la tavola, lasciando spazio alle rimanenti di espandersi
 

Vedi anche questi articoli:
Favorire l’impollinazione dei pomodori
Concimare l’orto con lo stallatico pellettato, ottimo succedaneo del letame
Quando spunta? Tempi di germinazione degli ortaggi
Verificare la scadenza dei semi
Il trapianto a radice nuda. Superare lo stress del trapianto

 

Vorresti coltivare un orto, ma non sai come cominciare?

Ricevi molti consigli ma non sai quali siano quelli giusti?
Sei affascinato dalla possibilità di arricchire la tua tavola con cibi genuini?
Sapevi che ci sono più di cento tipi di ortaggi?
E’ possibile avere ortaggi freschi tutto l’anno?
Come seminare, trapiantare, concimare, innaffiare?
Vuoi avere indicazioni chiare sul metodo migliore per fare un orto?
Sapevi che puoi fare un orto in un piccolo spazio sul tuo balcone?
Sapevi che si possono coltivare ortaggi in vaso?
Vorresti diventare un esperto nella coltivazione dell’orto?
Vorresti iniziare un hobby che non ti costi, ma rappresenti un vantaggio per la tua economia domestica? 

Tutto questo a molto di più lo puoi trovare seguendo tutte le iniziative del network COLTIVARE L’ORTO.
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Luglio nell’orto. Tutte le semine

 

Nel mese di luglio si conclude la possibilità, per alcuni ortaggi a ciclo lungo, di fare delle semine ma resta ancora possibile fare dei trapianti specialmente nelle zone a inverno mite. Esistono inoltre moltissimi ortaggi alternativi a quelli più comuni, con i quali possiamo riempire l’orto per la gioia degli occhi e della tavola

Parlando di ortaggi di cui è ancora possibile, ma con prudenza, il trapianto, mi riferisco in particolare a peperoni, melanzane, pomodori e zucche. Trapiantando ora le piantine acquistate nei mercatini o negozi specializzati si può avere un raccolto da settembre, prolungato anche fino a dicembre per pomodori e peperoni; inutile dire che si punta su una buona stagione prolungata, perché in effetti basterebbe un solo breve periodo di temperature sfavorevoli per mettere le piantine fuori produzione.

Gli zucchini aprono i loro fiori maschili. Sotto, appena visibile, una zucchina si sta formando.
 

PERCHE’ NON PROVARE ALTRI ORTAGGI?
Esistono tuttavia moltissimi ortaggi che possono essere tranquillamente seminati o trapiantati anche nel mese di luglio, a partire da tutta la famiglia delle brassicacee (cavolfiore precoce, broccolo, cappuccio, verza e cavolino di Bruxelles) ) che daranno ottimi prodotti nell’autunno.
Continua ad esser possibile la semina di lattughe scegliendo tra le varietà più adatte alla stagione (verificare il periodo di semina sulle bustine di semi);  le piantine reperibili sulle bancarelle sono generalmente sempre adatte alla stagione in corso. Per gli amatori è questo il momento migliore di avviare la coltura dei finocchi e della cicoria catalogna, anche nella varietà detta a puntarelle.
Se il tempo utile alla semina della cipolla è al momento esaurito, resta possibile la semina o trapianto del porro.
Zucchini e fagiolini nani, essendo ortaggi a ciclo breve, possono essere seminati anche in luglio, e fino a settembre nelle zone a stagione mite lunga.

Una minuscola melanzana, appena all’inizio del suo sviluppo
 

L’IRRIGAZIONE
Nei mesi di luglio e agosto occorre curare molto l’irrigazione, che deve  essere più o meno abbondante a seconda delle varietà, ma soprattutto deve essere costante. Il passaggio da ambienti troppo umidi ad ambienti troppo secchi (questo si verifica quando, per esempio, saltiamo anche un solo giorno di irrigazione) può provocare stress irrimediabili in alcuni ortaggi, come nei fagiolini che si riprendono molto difficilmente da una mancanza d’acqua anche breve.
Altri ortaggi (per esempio  pomodori, bieta) hanno una capacità di ripresa prodigiosa. In mancanza d’acqua le foglie assumono l’aspetto di straccetti penzolanti dai rami, ma dopo una innaffiatura, in un paio d’ore riprendono l’aspetto originale. Tuttavia un danno è stato fatto, specialmente se la pianta ha già piccoli frutti. Danni peggiori che incidono sulla produttività si verificano quando peperoni o melanzane soffrono la carenza di acqua.
In particolare nei pomodori il marciume apicale (punta nera nei pomodori di taglia lunga, come i sanmarzani) può essere indotto proprio dagli squilibri di irrigazione.

Bastano pochi vasi per allestire una collezione di peperoncini
 

Il modo migliore di irrigare
L’irrigazione andrebbe sempre fatta con il metodo a scorrimento, gioè facendo correre l’acqua nei solchi tra le file dell’orto. Questo tipo di irrigazione si può fare, se proprio indispensabile, a qualsiasi ora del giorno. Molti usano innaffiare l’orto con gli spruzzatori, perché così si risparmia tempo. Ci sono molti elementi a sfavore. Anzitutto, questo tipo di irrigazione deve essere fatto in piena notte, nè subito dopo il tramonto quando le foglie sono ancora “calde” nè poco prima dell’alba quando il sole levandosi andrebbe a colpire foglie ancora bagnate.
Quando le piante sono alte o fitte gran parte dell’acqua spruzzata si ferma sulle foglie e non arriva alle radici, dove ce ne sarebbe più bisogno. Infine, rimane sempre vera l’equazione che recita: foglie bagnate, malattie più facili. Tutte le malattie fungine (oidio, peronospora, ecc) si sviluppano molto di più sulle foglie bagnate.

Una vecchia pianta di uva francesina cresce spontaneamente senza nessuna cura
 

Ortaggi più saporiti
Esiste tuttavia una tecnica che consiste proprio nel sospendere l’irrigazione qualche giorno prima del raccolto per avere angurie e meloni più dolci, o peperoncini più piccanti. In genere tutti gli ortaggi (non quelli a foglia) possono beneficiare di un miglioramento delle qualità, però quando si tratta di ortaggi a raccolta scalare, come i pomodori, la riduzione dell’irrigazione per avere pomodori più saporiti compromette la crescita di quelli piccoli che si stanno formando.

I TRAPIANTI
E’ sempre preferibile acquistare piantine robuste, con radici ben accestite nel contenitore. Il trapianto si fa togliendo la piantina dal contenitore in cui è cresciuta mantenendo ben intero il pane di terra con le radici, e trasferendola subito in campo. Avvertenze importanti: i trapianti si fanno sempre al tramonto, e subito dopo occorre innaffiare la terra attorno al fusto per far sì che la terra si compatti attorno alle radici. Alcune piantine (insalate, ecc.) vanno trapiantate alla profondità del colletto, cioè esattamente come erano nel contenitore d’origine, Altre  (come i pomodori) vanno interrate quasi fino alle prime foglie. Molte altre indicazioni utili per uil trapianto si possono trovare scaricando l’e-book gratuito COME FARE I TRAPIANTI NELL’ORTO, TUTTE LE TECNICHE a questo indirizzo:

http://www.delmedico.it/trapianti.HTM

Puoi anche vedere questo post:

PROFONDITA’ DI SEMINA DEI VARI ORTAGGI
http://coltivarelorto.myblog.it/archive/2011/05/22/profondita-di-trapianto-dei-principali-ortaggi.html

I cetrioli crescono appesi alla loro rete di sostegno
 

Rispettare le distanze
Ogni piantina ha bisogno di uno spazio vitale nel terreno e nell’aria. Sistemando le piantine troppo vicine l’unico risultato possibile è che nessuna di esse crescerà normalmente. Se purte qualcuna darà frutti saranno piccoli e insipidi.  Ogni pianta ha bisogno di spazio nel terreno per estendere le radici. Alcune piante emettono dalle radici enzimi e ormoni che tendono a respingere le radici competitrici, quindi due piante troppoi  vicine si ostacoleranno a vicenda e nessuna delle due crescerà. Inoltre spazi ristretti non forniscono alla pianta tutti i minerali necessari alla nutrizione. Infine,  piante troppo fitte si ombreggiano a vicenda e creano un microclima favorevole allo sviluppo di muffe e e batteri tra cui la temibilissima peronospora e l’oidio. Se coltivate in vaso le misure adatte (il diametro minimo dei vasi) lo trovate in questi post:

ORTO IN VASO. DIMENSIONI DEI VASI , 1
http://coltivarelortoinvaso.myblog.it/archive/2011/05/26/le-dimensioni-dei-vasi-per-coltivare-ortaggi-1.html

ORTO IN VASO. DIMENSIONI DEI VASI , 2
http://coltivarelortoinvaso.myblog.it/archive/2011/05/26/dimensioni-dei-vasi-per-la-coltivazione-di-ortaggi-2.html

Se coltivate in terra la distanza sulle file deve essere del 30% in più, tra le file del 50% in più.

I primi pomodori sono già maturi, ma moltissimi altri stanno completando la loro crescita
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita
L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

Piantine di broccoli pronte al trapianto
 

Ecco qui sotto la Tabella delle semine di Luglio.

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI  LUGLIO

Ortaggio

Temperature

Operazioni  all’aperto

 

Minima di germina zione C°

Media di crescita

Operazione
(S= Semina  T= Trapianto)

Barbabietola

25-30

15-20

ST

Basilico

20-25

25

T

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

ST

Carciofo

30

15-20

T

Carota

25.30

15-20

S

Cavolo broccolo

30

15-20

ST

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

ST

Cavolfiore

30

15-20

ST

Cavolo verza

25-30

15-20

ST

Cavolo di Bruxelles

30

15-20

T

Cetriolo

30

25

T

Cicoria a cespo

20-25

15-20

ST

Cicoria catalogna

20-25

15-20

ST

Cicoria da radice

20-25

15-20

ST

Cicoria da taglio

20-25

15-20

ST

Cicoria rossa
o radicchio

20-25

15-20

ST

Fagioli nani e rampic

30

25

S

Finocchi

20-25

15-20

ST

Indivia riccia
e scarola

20-25

15-20

ST

Lattuga da taglio

20-25

15-20

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

ST

Melanzana

25-30

25

T

Melone

25-30

25

T

Peperone

25-30

25

T

Pomodoro

20-25

25

T

Porro

25-30

15-20

T

Prezzemolo

15-20

15-20

ST

Rapa

25-30

15-20

ST

Ravanello

20-25

15-20

ST

Rucola

15

15-20

ST

Sedano

20-25

15-20

ST

Spinacio

15-20

15-20

ST

Zucca

25-30

25-30

T

Zucchina

15

25-30

ST

 

Un vecchio pero continua a produrre i suoi frutti
 

Vedi anche questi articoli:
Favorire l’impollinazione dei pomodori
Concimare l’orto con lo stallatico pellettato, ottimo succedaneo del letame
Quando spunta? Tempi di germinazione degli ortaggi
Verificare la scadenza dei semi
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ORTO FACILE. TRAPIANTARE I FINOCCHI

 

Giugno è il mese più adatto per la semina dei finocchi. Sia che li seminiamo in proprio, sia che acquistiamo piantine già cresciute, occorre tener epresente che il trapianto è un momento molto delicato ed è necessario applicare alcuni accorgimenti peruna buona riuscita

Il finocchio è una pianta che tende a sviluppare radici e foglie molto lunghi. Quando lo si  trasferisce in terra la pianta incontra difficoltà nel proseguire la propria attività ordinaria, consistente nel trasferire nutrimento dalle radici alle foglie per poter crescere. Questo è particolarmente vero quando si pratica il trapianto a radice nuda, cioè si trasferiscono in campo piantine coltivate tutte assieme ed estirpate dal terreno. In questo caso tutta o quasi tutta la terra attorno alle radici va persa.

Le piantine di finocchio sviluppano foglie molto lunghe
 

Se le piantine provengono dal proprio vivaio si può ovviare parzialmente a questo problema innaffiando abbondantemente il terreno prima dell’estirpazione, e togliendo poi la pianta dalla terra con l’aiuto di una forchetta o di un cucchiaio in modo da sollevare, assieme alla radice, anche una porzione di terra. Le piantine vanno prelevate e ripiantate subito una alla volta.

Le piantine si astraggono dal contenitore afferrandole al colletto e tirando leggermente. Se fanno resistenza spingere dal foro inferiore con una cannuccia.
 

Se invece le piantine sono state coltivate singolarmente, ciascuna nel proprio vasetto, allora si può praticare il trapianto detto “con pane di terra” che facilita molto la ripresa della piantina. In questo caso è opportuno sospendere per uno o due giorni l’irrigazione del vivaio, in modo che le piantine si sfilino meglio  dai loro contenitori. Spesso, infatti, le radici crescendo fanno forza sui bordi per cui diventa difficile estrarle. Eventualmente possono anche essere spinte con una cannuccia dal foro inferiore.

Le cime vanno eliminate come in figura. Le piantine si riprenderanno velocemente ed emetteranno quanto prima nuove foglie
 

In ogni caso, il passaggio dal vivaio al campo aperto comporta una variazione rilevante del microclima, a cui la pianta fatica ad  abituarsi. E’ necessario ridurre al minimo lo spreco di energie, affinché la pianta riesca a emettere velocemente nuove radici capillari che riprendano a succhiare nutrimento dal terreno.
Per ridurre i consumi della piantina si usa cimare le foglie, come si può vedere nella foto. La pratica non danneggia affatto la piantina che emetterà rapidamente foglie nuove, Del resto le foglier più esterne difficilmente sopravviverebbero al trapianto e non farebbero altro che sovraccaricare la pianta di una fatica inutile.

E’ assolutamente importante poi eseguire i trapianti al tramonto in modo che la piantina abbia almeno una nottata per ambientarsi prima di essere esposta al sole diretto. Infine, appena messa la piantina in terra innaffiate abbondantemente vicino al fusto, e continuate con innaffiature frequenti nei due-tre giorni seguenti.

Il trapianto va fatto preferibilmente al tramonto. Subito dopo la piantina va innaffiata abbondantemente in modo che l’acqua compatti la terra attorno alle radici.

 

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GIUGNO NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE

 

A giugno prosegue la possibilità si seminare all’aperto praticamente tutto in tutte le zone d’Italia; nelle zone più calde però è ormai tardi per seminare angurie e zucche, (ma si possono trapiantare piantine già cresciute) mentre un po’ dappertutto inizia il tempo utile per le semina dei finocchi.

Pomodori, melanzane, peperoni e tutti gli altri ortaggi a ciclo lungo possono essere trapiantati anziché seminati, cioè possiamo mettere nell’orto piantine già cresciute in serra che troviamo nei garden center o sulle bancarelle specializzate dei mercatini. E’ sempre preferibile acquistare piantine robuste, con radici ben accestite nel contenitore. Il trapianto si fa togliendo la piantina dal contenitore in cui è cresciuta mantenendo ben intero il pane di terra con le radici, e trasferendola subito in campo. Avvertenze importanti: i trapianti si fanno sempre al tramonto, e subito dopo occorre innaffiare la terra attorno al fusto per far sì che la terra si compatti attorno alle radici. Alcune piantine (insalate, ecc.) vanno trapiantate alla profondità del colletto, cioè esattamente come erano nel contenitore d’origine, Altre  (come i pomodori) vanno interrate quasi fino alle prime foglie. Molte altre indicazioni utili per uil trapianto si possono trovare scaricando l’e-book gratuito
COME FARE I TRAPIANTI NELL’ORTO, TUTTE LE TECNICHE

http://www.delmedico.it/trapianti.HTM

 

L’alchechengi può essere coltivato come il pomodoro.
 

Puoi anche vedere questo post:

PROFONDITA’ DI SEMINA DEI VARI ORTAGGI
http://coltivarelorto.myblog.it/archive/2011/05/22/profondita-di-trapianto-dei-principali-ortaggi.html

 

Piantine di porro pronte al trapianto.
 

Rispettare le distanze

Ogni piantina ha bisogno di uno spazio vitale nel terreno e nell’aria. Sistemando le piantine troppo vicine l’unico risultato possibile è che nessuna di esse crescerà normalmente. Se purte qualcuna darà frutti saranno piccoli e insipidi.  Ogni pianta ha bisogno di spazio nel terreno per estendere le radici. Alcune piante emettono dalle radici enzimi e ormoni che tendono a respingere le radici competitrici, quindi due piante troppoi  vicine si ostacoleranno a vicenda e nessuna delle due crescerà. Inoltre spazi ristretti non forniscono alla pianta tutti i minerali necessari alla nutrizione. Infine,  piante troppo fitte si ombreggiano a vicenda e creano un microclima favorevole allo sviluppo di muffe e e batteri tra cui la temibilissima peronospora e l’oidio. Se coltivate in vaso le misure adatte (il diametro minimo dei vasi) lo trovate in questi post:

ORTO IN VASO. DIMENSIONI DEI VASI , 1
http://coltivarelortoinvaso.myblog.it/archive/2011/05/26/le-dimensioni-dei-vasi-per-coltivare-ortaggi-1.html

ORTO IN VASO. DIMENSIONI DEI VASI , 2
http://coltivarelortoinvaso.myblog.it/archive/2011/05/26/dimensioni-dei-vasi-per-la-coltivazione-di-ortaggi-2.html

Se coltivate in terra la distanza sulle file deve essere del 30% in più, tra le file del 50% in più.

 

Nella coltivazione del pomodoro tondo da tavola va lasciato solo il getto principale eliminando tutte le femminelle ed i getti basali. Per i pomodori lunghi (tipo sanmarzano) e i ciliegini invece si possono lasciare un paio di getti basali.
 

Le erbe spontanee
In questo periodo primaverile e fino all’arresto delle piogge nell’orto si scatenano le erbe spontanee. Alcune possono essere decisamente utili, come l’ortica che è un ottimo fertilizzante; altre sono tradizionalmente commestibili, come la portulaca; altre hanno usi meno immediati. Tutte però possono essere molto invadenti, fino a soffocare le nostre piantagioni in fase di crescita. 
L’invasione di erbe spontanee si può combattere in diversi modi, tra i quali ricordo:
– gli arnesi tradizionali, come il sarchiatore, la zappetta, l’estirpatore;
– le mani nude, con le quali afferrare e strappare le erbe più vicine ai fusti degli ortaggi;
– il decespugliatore a filo, che però può essere usato solo lungo i sentierini o i bordi esterni delle aiuole;
– la pacciamatura preventiva, che consiste nel mettere a dimora le piantine su aiuole protette da un telo pacciamante nero o verde; questo metodo richiede un lavoro magguiore al momento dell’impianto, ma è molto efficace; oltre a prevenire la nascita delle infestanti assicura anche un migliore microclima al terreno. 
– assolutamente  da escludere, naturalmente, l’uso di diserbanti chimici. Tenete conto che alcune piante sono utili nell’orto quindi vanno in qualche modo conservate. Per esempio potete vedere i post:

ERBE SPONTANEE NELL’ORTO: LA PORTULACA O ERBA PORCELLANA
http://coltivarelortoabc.myblog.it/archive/2011/09/08/erbe-spontanee-dell-orto-la-portulaca-o-erba-porcellana.html

 USARE L’ORTICA NELL’ORTO
http://coltivarelortoabc.myblog.it/archive/2011/03/10/manuale-dell-orto-usare-l-ortica.html

 

In giugno possono ancora essere trapiantati i peperoncini a campanella. Questa varietà trnde ad essere perenne, per cui è possibile che alcune piante dell’anno precedente abbiamo già emesso nuovi germogli fin da aprile.
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.

Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

 

Rabarbaro coltivato ai piedi di un rosaio rampicante.
 
Ecco qui sotto la Tabella delle semine di Giugno

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI  GIUGNO

Ortaggio

Temperature

Semina all’aperto

 

Minima di germina zione C°

Media di crescita

Operazione
(S= Semina  T= Trapianto)

Anguria

30

25

T

Barbabietola

25-30

15-20

ST

Basilico

20-25

25

ST

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

S

Carciofo

30

15-20

T

Cardo

30

15-20

ST

Carota

25.30

15-20

S

Cavolo broccolo

30

15-20

ST

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

ST

Cavolfiore

30

15-20

ST

Cavolo verza

25-30

15-20

ST

Cavolo di Bruxelles

30

15-20

S

Cetriolo

30

25

ST

Cicoria a cespo

20-25

15-20

ST

Cicoria da radice

20-25

15-20

ST

Cicoria da taglio

20-25

15-20

S

Cicoria rossa
o radicchio

20-25

15-20

S

Cipolla estiva

25-30

15-20

T

Fagioli nani e rampic

30

25

S

Finocchi

20-25

15-20

S

Indivia riccia
e scarola

20-25

15-20

S

Lattuga da taglio

20-25

15-20

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

S

Melanzana

25-30

25

T

Melone

25-30

25

ST

Peperone

25-30

25

T

Pomodoro

20-25

25

T

Porro

25-30

15-20

T

Prezzemolo

15-20

15-20

ST

Rapa

25-30

15-20

ST

Ravanello

20-25

15-20

ST

Rucola

15

15-20

ST

Sedano

20-25

15-20

ST

Spinacio

15-20

15-20

S

Zucca

25-30

25-30

T

Zucchina

15

25-30

ST

 

La menta piperita si accontenta anche di una zona ombreggiata.
 
 

Vorresti coltivare un orto, ma non sai come cominciare?

Ricevi molti consigli ma non sai quali siano quelli giusti?
Sei affascinato dalla possibilità di arricchire la tua tavola con cibi genuini?
Sapevi che ci sono più di cento tipi di ortaggi?
E’ possibile avere ortaggi freschi tutto l’anno?
Come seminare, trapiantare, concimare, innaffiare?
Vuoi avere indicazioni chiare sul metodo migliore per fare un orto?
Sapevi che puoi fare un orto in un piccolo spazio sul tuo balcone?
Sapevi che si possono coltivare ortaggi in vaso?
Vorresti diventare un esperto nella coltivazione dell’orto?
Vorresti iniziare un hobby che non ti costi, ma rappresenti un vantaggio per la tua economia domestica? 

Tutto questo a molto di più lo puoi trovare nei libri di Bruno Del Medico
Scrittura semplice, trattazione elementare
Consigli, trucchi, segreti per ottenere il massimo dal tuo orto
Come aiutare il tuo bilancio familiare in modo concreto

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APRILE NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE

 

In molte zone d’Italia il mese di aprile consente l’avvio delle coltivazioni all’aperto. In altre questo non è ancora possibile, oppure è possibile  solo in ambiente protetto o serra calda. La Tabella delle semine tiene conto di queste differenze, in modo che possa essere utile in qualsiasi zona d’Italia vi troviate

Aprile, nella maggior parte della penisola comincia ad essere possibile la semina (o il trapianto all’aperto) di una grande quantità di ortaggi. In molte zone però,come per esempio quelle interne appenniniche e quelle alpine, come pure nelle località al di sopra dei 600 metri, occorre svolgere queste operazioni più verso la fine del mese.
In questo periodo primaverile e fino all’arresto delle piogge nell’orto si scatenano le erbe spontanee. Alcune possono essere decisamente utili, come l’ortica che è un ottimo fertilizzante; altre sono tradizionalmente commestibili, come la portulaca; altre hanno usi meno immediati. Tutte però possono essere molto invadenti, fino a soffocare le nostre piantagioni in fase di crescita. 
L’invasione di erbe spontanee si può combattere in diversi modi, tra i quali ricordo:
– gli arnesi tradizionali, come il sarchiatore, la zappetta, l’estirpatore;
– le mani nude, con le quali afferrare e strappare le erbe più vicine ai fusti degli ortaggi;
– il decespugliatore a filo, che però può essere usato solo lungo i sentierini o i bordi esterni delle aiuole;
– la pacciamatura preventiva, che consiste nel mettere a dimora le piantine su aiuole protette da un telo pacciamante nero o verde; questo metodo richiede un lavoro magguiore al momento dell’impianto, ma è molto efficace; oltre a prevenire la nascita dellek infestanti assicura anche un migliore microclima al terreno;
– assolutamente  da escludere, naturalmente, l’uso di diserbanti chimici.

Piantine di pomodoro pronte al trapianto
 

Nel progettare le nuove semine ricordiamoci di attuare il principio sempre valido della rotazione: questo significa che non metteremo mai nelle aiuole le stesse verdure dell’anno precedente. Una buona abitudine sarebbe quella di rimettere la stessa verdura nella stessa aiuola solo dopo tre anni almeno. Qualcuno obietterà: ma nelle serre industriali coltivano lo stesso ortaggio per decine di anni, per esempio pomodori, peperoni, zucchine. Vero. Forse però non è noto che in questi casi viene praticamente sostituito il primo strato di 30 cm di terra, con trattamenti particolari e  infilandoci tanti di quei concimi chimici che neppure immaginiamo: però possiamo immaginare che cosa ci mangiamo.
Un determinato ortaggio tende a succhiare dalla terra tutte le sostanze che gli servono in modo particolare, sicché la terra, impoverita, ha bisogno di qualche anno per riacquistarle naturalmente.

La pacciamatura con telo plastico protegge dalle erbe infestanti e migliora il nicroclima del terreno. Per sistemare le piantine praticare dei tagli alle distanze opportune
 

Le zone climatiche

L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:
– zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni;
– zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni;
– zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni;
– zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni.

Aprile è il mese in cui si cominciano a raccogliere le fave
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature, distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.

All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.

La borragine, oltre ad essere coltivata, spesso nasce anche spontaneamente ed è una delle molte erbe spontanee utili.
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Aprile.  

LEGENDA
Zona
:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole.
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto.

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI APRILE

Ortaggio

Temperature

All’aperto

Serra fredda

Serra calda

 

Minima di germina- zione C°

Media di crescita

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Aglio
(spicchi)

20-25

15-20

345

T

 

 

 

 

Anguria

30

25

345

ST

345

ST

12

ST

Asparago
(radici)

 

15

345

T

 

 

 

 

Barbabietola

25-30

15-20

45

S

345

S

12345

S

Basilico

20-25

25

345

ST

345

S

12345

S

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Carciofo

30

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Cardo

30

15-20

45

S

2345

S

12345

S

Carota

25.30

15-20

45

S

2345

S

12345

S

Cavolo broccolo

30

15-20

345

S

2345

S

12345

ST

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Cavolfiore

30

15-20

345

S

2345

S

12345

ST

Cavolo verza

25-30

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Cavolo di Bruxelles

30

15-20

345

S

2345

S

12345

ST

Cetriolo

30

25

345

ST

345

ST

12345

ST

Cicoria a cespo

20-25

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Cicoria da radice

20-25

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Cicoria da taglio

20-25

15-20

45

S

2345

S

12345

ST

Cicoria rossa
o radicchio

20-25

15-20

345

S

2345

ST

12345

ST

Cipolla, bulbilli

25-30

15-20

2345

ST

 

 

 

 

Cipolla estiva

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Fagioli nani e rampic

30

25

345

S

2345

S

12345

S

Fava

25-30

15-20

123

S

 

 

 

 

Fragola

6

10

2345

T

 

 

 

 

Indivia riccia
e scarola

20-25

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Lattuga da taglio

20-25

15-20

45

S

2345

ST

12345

ST

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

345

S

2345

ST

12345

ST

Melanzana

25-30

25

345

T

2345

ST

123

ST

Melone

25-30

25

345

ST

345

ST

123

ST

Peperone

25-30

25

345

T

345

ST

123

ST

Pisello e Taccola

5

Inferiore a 15

12345

S

123

S

 

 

Pomodoro

20-25

25

2345

T

2345

ST

123

ST

Porro

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

S

Prezzemolo

15-20

15-20

2345

ST

12345

ST

12345

ST

Rapa

25-30

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Ravanello

20-25

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Rucola

15

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Sedano

20-25

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Spinacio

15-20

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Valeriana

15

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Zucca

25-30

25-30

345

ST

2345

ST

123

S

Zucchina

15

25-30

345

ST

2345

ST

12345

ST

 

Le fioriture degli alberi da frutto rallegrano i nostri orti in questo periodo
 

Vorresti coltivare un orto, ma non sai come cominciare?

Ricevi molti consigli ma non sai quali siano quelli giusti?
Sei affascinato dalla possibilità di arricchire la tua tavola con cibi genuini?
Sapevi che ci sono più di cento tipi di ortaggi?
E’ possibile avere ortaggi freschi tutto l’anno?
Come seminare, trapiantare, concimare, innaffiare?
Vuoi avere indicazioni chiare sul metodo migliore per fare un orto?
Sapevi che puoi fare un orto in un piccolo spazio sul tuo balcone?
Sapevi che si possono coltivare ortaggi in vaso?
Vorresti diventare un esperto nella coltivazione dell’orto?
Vorresti iniziare un hobby che non ti costi, ma rappresenti un vantaggio per la tua economia domestica? 

Tutto questo a molto di più lo puoi trovare nei libri di Bruno Del Medico
Scrittura semplice, trattazione elementare
Consigli, trucchi, segreti per ottenere il massimo dal tuo orto
Come aiutare il tuo bilancio familiare in modo concreto

I libri di Bruno Del Medico (autore di questo blog)
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MARZO NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE

In molte zone d’Italia il mese di marzo consente l’avvio delle coltivazioni all’aperto. In altre questo non è ancora possibile, oppure è possibile  solo in ambiente protetto o serra calda. La Tabella delle semine tiene conto di queste differenze, in modo che possa essere utile in qualsiasi zona d’Italia vi troviate

Dopo tanta neve, ecco finalmente marzo. L’ambiente comincia a riscaldarsi ed in molte zone d’Italia l’orto manifesta timidi segni di risveglio. Le radici di alcune verdure raccolte nell’autunno, come i cavoli, i finocchi e le cime di rapa, emettono nuovi germogli. Questi saranno utilissimi per i nostri minestroni, e li raccoglieremo prima di lavorare il terreno per le nuove coltivazioni. Nel progettare le nuove semine ricordiamoci di attuare il principio sempre valido della rotazione: questo significa che non metteremo mai nelle aiuole le stesse verdure dell’anno precedente.

Gli zucchini sono pronti per il trapianto, nelle zone più calde anche all’esterno
 
Una buona abitudine sarebbe quella di rimettere la stessa verdura nella stessa aiuola solo dopo tre anni almeno. Qualcuno obietterà: ma nelle serre industriali coltivano lo stesso ortaggio per decine di anni, per esempio pomodori, peperoni, zucchine. Vero. Forse però non è noto che in questi casi viene praticamente sostituito il primo strato di 30 cm di terra, con trattamenti particolari e  infilandoci tanti di quei concimi chimici che neppure immaginiamo: però possiamo immaginare che cosa ci mangiamo. Un determinato ortaggio tende a succhiare dalla terra tutte le sostanze che gli servono in modo particolare, sicché la terra, impoverita, ha bisogno di qualche anno per riacquistarle naturalmente.
E’ ora di seminare anche le patate, in luna calante
 

Le zone climatiche
L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:
– zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni;
– zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni;
– zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni;
– zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni.

Nell’orto le lattughe sono state alternate ai cavoli, mentre sui bordi le fave si preparano a fiorire
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto. Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

E’ ora di seminare anche la lattuga di stagione
 

Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature, distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.

Il porro può essere seminato o trapiantato anche all’aperto nelle zone più calde
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Gennaio. LEGENDA
Zona
:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI MARZO

Ortaggio

Temperature

All’aperto

Serra fredda

Serra calda

 

Minima di germina- zione C°

Media di crescita

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Aglio
(spicchi)

20-25

15-20

345

T

345

T

12345

T

Anguria

30

25

5

ST

45

S

12345

ST

Asparago
(radici)

 

15

345

T

345

T

 

 

Barbabietola

25-30

15-20

45

S

345

S

12345

S

Basilico

20-25

25

5

ST

45

S

12345

S

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Carciofo

30

15-20

45

ST

345

ST

12345

ST

Cardo

30

15-20

45

S

345

S

12345

S

Carota

25.30

15-20

45

S

345

S

12345

S

Cavolo broccolo

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

45

ST

345

ST

12345

ST

Cavolfiore

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cavolo verza

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Cavolo di Bruxelles

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cetriolo

30

25

45

ST

345

S

12345

ST

Cicoria a cespo

20-25

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Cicoria da taglio

20-25

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cicoria rossa
o radicchio

20-25

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Cipolla, bulbilli

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Cipolla estiva

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Fagioli nani e rampic

30

25

345

S

2345

S

12345

S

Fava

25-30

15-20

2345

S

12345

S

12345

S

Finocchio

20-25

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Fragola

6

10

2345

T

12345

T

12345

T

Indivia riccia
e scarola

20-25

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Lattuga da taglio

20-25

15-20

45

S

2345

ST

12345

ST

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

345

S

2345

ST

12345

ST

Melanzana

25-30

25

45

T

345

ST

12345

ST

Melone

25-30

25

45

ST

345

ST

12345

ST

Patata

25

15-20

2345

S

2345

S

12345

S

Peperone

25-30

25

45

T

345

ST

12345

ST

Pisello e Taccola

5

Inferiore a 15

12345

S

12345

S

12345

S

Pomodoro

20-25

25

45

T

345

ST

12345

ST

Porro

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

S

Prezzemolo

15-20

15-20

2345

ST

12345

ST

12345

ST

Rapa

25-30

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Ravanello

20-25

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Rucola

15

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Sedano

20-25

15-20

45

ST

345

ST

12345

ST

Spinacio

15-20

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Valeriana

15

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Zucca

25-30

25-30

45

ST

345

ST

12345

S

Zucchina

15

25-30

45

ST

2345

ST

12345

ST

 

 
Le fave seminate in autunno sono ormai prossime ad iniziare la produzione
 
 
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FEBBRAIO NELL’ORTO. TABELLA DELLE SEMINE

Nonostante le nevicate di febbraio possiamo prepararci alle semine di marzo, predisponendo al riparo i nostri vivaietti

Nel mese di febbraio, specialmente verso la fine, la natura comincia a fremere annusando aria di primavera. Da qualche anno ci stiamo abituando alla fioritura precoce delle mimose già dalla fine di gennaio. Purtroppo spesso dietro questo anticipo di primavera si nasconde un inganno, perché poi in marzo-aprile la primavera sembra scomparire. Non è raro l’evento di uccelli che nidificano e depongono le uova in febbraio per poi pentirsene successivamente. Tuttavia, ogni buon orticultore sa affrontare questi inconvenienti predisponendo gli accorgimenti opportuni per mettere al riparo, se necessario, le coltivazioni. Febbraio è il momento giusto per avviare al riparo i vivai per le semine primaverili. Per alcuni ortaggi (pomodori, peperoni, melanzane)  alcuni hanno già provveduto fin da dicembre, in serra riscaldata. Per chi non ne dispone, in moltr zone si può cominciare ad allestire i vivaietti anche in serra fredda, cassone o altro luogo, anche se non  riscaldato. Prima della tabella presento alcune note introduttive sulle zone e sulle temperature gradite dalle diverse piante.

I cavolfiori possono essere seminati al riparo
 

L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni
 zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni
 zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni
 zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni

Nelle zone più calde si può seminare il basilico.
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.

Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.

All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.

E’ ora di seminare nuovamente la bieta (coste)
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Febbraio.

LEGENDA
Zona
:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI FEBBRAIO

Ortaggio

Temperature

All’aperto

Serra fredda

Serra calda

 

Minima di germina- zione C°

Media di crescita

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Aglio
(spicchi)

20-25

15-20

345

T

345

T

12345

T

Anguria

30

25

 

 

45

S

12345

ST

Asparago
(radici)

 

15

345

T

345

T

 

 

Cipolla
bulbilli

25-30

15-20

45

ST

2345

ST

12345

ST

Barbabietola

25-30

15-20

45

S

345

S

12345

S

Basilico

20-25

25

 

 

45

S

12345

S

Bieta a coste
e erbette

15

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Carciofo

30

15-20

45

ST

345

ST

12345

ST

Carota

25.30

15-20

45

S

345

S

12345

S

Cavolo broccolo

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cavolo cappuccio

25-30

15-20

45

ST

345

ST

12345

ST

Cavolfiore

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cavolo verza

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Cavolo di Bruxelles

30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cetriolo

30

25

45

T

45

S

12345

ST

Cicoria da taglio

20-25

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cipolla, bulbilli

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Cipolla estiva

25-30

15-20

345

ST

345

ST

12345

ST

Fava

25-30

15-20

345

S

12345

S

12345

S

Fragola

6

10

345

T

12345

T

12345

T

Lattuga da taglio

20-25

15-20

 

 

2345

S

12345

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

 

 

2345

ST

12345

ST

Melanzana

25-30

25

 

 

45

S

12345

S

Melone

25-30

25

 

 

45

S

 

 

Patata

25

15-20

345

S

345

S

12345

S

Peperone

25-30

25

 

 

45

S

12345

S

Pisello e Taccola

5

Inferiore a 15

345

S

12345

S

12345

S

Pomodoro

20-25

25

 

 

45

S

12345

S

Porro

25-30

15-20

4-5

S

45

S

12345

S

Prezzemolo

15-20

15-20

45

S

12345

ST

12345

ST

Rapa

25-30

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Ravanello

20-25

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Rucola

15

15-20

45

S

345

ST

12345

ST

Sedano

20-25

15-20

 

 

45

S

12345

ST

Spinacio

15-20

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Valeriana

15

15-20

345

S

345

ST

12345

ST

Zucca

25-30

25-30

45

S

345

S

12345

S

Zucchina

15

25-30

 

 

345

S

12345

ST

 

I cetrioli possono essere seminati anche in serra fredda nelle zone più calde
 
 
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Gennaio nell’orto. Tabella delle semine

Le semine dell’orto all’aperto, al riparo e in serra calda, a seconda delle diverse zone climatiche italiane, per il mese di gennaio

Sono veramente poche le semine possibili all’aperto nel mese di gennaio, si possono contare su una sola mano specialmente per le zone più fredde. Naturalmente se il terreno di semina non è direttamente esposto alle gelate notturne. Sempre in  queste condizioni sono possibili alcuni trapianti di piantine già seminate in novembre-dicembre e quindi già cresciute. In serra calda invece sono ancora molte le semine e i trapianti possibili, specialmente per gli ortaggi estivi da primizia. E’ questo il mese in cui, oltre ai peperoni che hanno un ciclo più lungo già seminati da dicembre, si possono iniziare le semine di pomodori, melanzane e si può continuare quella degli zucchini.

Le fave possono essere seminate anche in gennaio.
 

Questi ultimi dovranno  essere coltivati per tutto il ciclo in serra calda, mentre le piantine di peperoni, pomodori e melanzane potranno anche essere messe a dimora all’aperto a partire da marzo per le zone più calde. La tabella pubblicata in questo post tiene conto di tutte queste differenze. Consultandola noterete come nelle zone più fredde, non si possa seminare né trapiantare praticamente niente all’aperto, mentre nelle zone più temperate le semine possibili al riparo o anche all’aperto sono ancora molte. Prima della tabella presento alcune note introduttive sulle zone e sulle temperature gradite dalle diverse piante.

Anche i piselli si possono semibare in gennaio
 

Calendario delle semine e zone climatiche

L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni
zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni
zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni
zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni

Nelle zone più calde è possibile che le fave seminate a fine ottobre siano già fiorite
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.
Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.
Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.
All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendfre sotto i 5 gradi. Invece la coltivazion e in serra calda si porebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buoina esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra caldaè già in grado di utilizzarla con profitto.

Le fragole si possono trapiantare in gennaio
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Gennaio.
LEGENDA

Zona
:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto

SEMINE E TRAPIANTI NELL’ORTO DI GENNAIO

Ortaggio

Temperature

All’aperto

Serra fredda

Serra calda

 

Minima di germina- zione C°

Media di crescita

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Aglio (spicchi)

 

15-20

45

T

345

T

12345

T

Asparago (radici)

 

 

45

T

345

T

 

 

Cipolle bulbilli

25-30

15-20

45

ST

2345

ST

12345

ST

Fave

25-30

15-20

345

S

12345

S

12345

S

Fragole

6

10

345

T

12345

T

12345

T

Lattuga da taglio

20-25

15-20

 

 

2345

S

12345

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

 

 

2345

ST

12345

ST

Melanzane

25-30

25

 

 

 

 

12345

S

Peperoni

25-30

25

 

 

 

 

12345

S

Piselli e Taccole

5

Inferiore a 15

345

S

12345

S

12345

S

Pomodori

20-25

25

 

 

 

 

12345

S

Prezzemolo

15-20

15-20

 

 

12345

ST

12345

ST

Rapa

25-30

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Ravanello

20-25

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Rucola

15

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Spinacio

15-20

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Valeriana

15

15-20

 

 

345

ST

12345

ST

Zucchino

15

25-30

 

 

 

 

12345

S

 

I pomodori si possono seminare in serra calda fin da gennaio per il trapianto anche all’aperto da marzo
 
 
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Un omaggio veramente utile di COLTIVARE L’ORTO per iniziare positivamente il nuovo anno. Una maggiore vicinanza con la natura è oggi l’esigenza di tutti. Coltivare un orto, anche piccolissimo, aiuta a realizzare questo obiettivo aggiungendo l’utilità di poter mettere sulla tavola prodotti veramente genuini

Cominciare a coltivare un orto, perché no? Non occorre possedere una casa in campagna, bastano anche pochi metri quadrati nel giardino, o addirittura sul balcone di casa. Occorre sfatare la leggenda che per coltivare un orto occorrano grossi appezzamenti di terreno, investimenti e fatiche al di sopra delle nostre forze. Da pochi vasi posti sul balcone si possono ricavare ottimi pomodori, insalate croccanti, spinaci, fagiolini e  tantissimi altri ortaggi che avranno caratteristiche introvabili sui banchi dei supermercati: la freschezza di un ortaggio appena colto che non è passato attraverso una lunga serie di frigoriferi industriali prima di arrivare sulla nostra tavola; in più, la certezza di di un prodotto genuino, esente dalla contaminazione di ormoni, pesticidi e fertilizzazioni forzate.

Molti non sanno che coltivare un orto è facile e divertente. Chi si dedica a questo nobile e antico hobby riscopre  la gioia di un contatto nuovo con la natura,  che si era ormai dimenticato. Riprenderà a guardare il cielo per capire gli umori della luna, delle nuvole, delle stelle. Ritroverà nella sua interiorità l’uomo che è artefice di se stesso e costruisce con la proprie mani quelle opere che non lo rendono più succube di un consumismo alienante. Arte nobile e antica, dicevo: questo vale specialmente per noi italiani, che manteniamo questa passione come eredità culturale del civilissimo popolo romano, che la esportò in tutto il mondio conosciuto. E’ ben noto come ogni famiglia della nobiltà romana disponesse di orti e allevamenti nell’agro extraurbano, dove periodicamenter si rifugiava per dedicarsi alla coltivazione e disintossicarsi dai veleni della città. Allora erano veleni sociali e politici,  oggi in più sono anche veleni chimici. E se non possediamo una casa in campagna, possiamo creare il nostro piccolo angolo anche sul balcone. Basteranno pochi vasi e qualche bustina di semi.

Questo blog  è impegnato da anni ormai nella diffusione di questo hobby. La coltivazione dell’orto è mutata nel tempo assumendo caratteristiche diverse legate ai momenti storici e alla evoluizione sociale. Ne dopoguerra è stato un mezzo di sussistenza per le famiglie che se lo potevano permettere, negli anni ’80 e ’90 è diventato uno stile di vita nuovo per la liberazione dal consumismo e la riappropriazione di una vicinanza alla natura. Oggi nel 2012 è un po’ tutte e due le cose: infatti il momento economico difficile rende interessante anche il contributo economico che l’orto può apportare all’economia domestica.

Per quanti non hanno esperienza nella coltivazione dell’orto, ho pensato di offrire una serie di e-book gratuiti, che diano informazioni utili. Il primo lo presento oggi, è un elenco di tutti gli ortaggi con l’indicazione dei periodi di semina al caldo, in riparo freddo o all’aperto.  L’e-book contiene anche l’indicazione di altre risorse gratuite utili presenti sul web. Seguiranno altri e-book dedicati ad argomenti altrettanto interessanti: per non perderli, iscriviti alla nostra Newsletter e riceverai la comunicazione di ogni nuova pubblicazione.
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30 dicembre 2011

N. 30

IL MEGLIO DI
COLTIVARE L’ORTO 2011

Buon orto e Buone feste a tutti !!!
Ecco il regalo di Coltivare l’orto per un Orto Felice nel 2012
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Peperoncini campanella ripieni sott’olio

Questo peperoncino non è piccantissimo, ha un discreto spessore della polpa e asciuga molto lentamente per cui, dovendolo…
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Dicembre nell’orto. Tabella delle semine.


A seconda delle diverse zone climatiche è ancora possibile proseguire le semine nell’orto
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BUON ORTO E BUONE FESTE A TUTTI!!!


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Orti in affitto. Iniziativa interessante a Cesena

Mentre l’usanza da parte di Comuni ed Enti Pubblici di fornire terreni attrezzarti per i cosiddetti “orti sociali” ristagna, cominciano ad affiorare iniziative di privati. Se i canoni richiesti sono accettabili, ed i regolamenti d’uso non sono troppo restrittivi, può essere una buona soluzione per chi non dispone di un terreno proprio. In questo post segnalo una iniziativa nata a Cesena

Ricevo una email con la segnalazione molto interessante di un’azienda agricola che fornisce piccoli lotti attrezzati per la coltivazione dell’orto. Non conosco l’azienda e non posso farmi garante di serietà e convenienza, penso però che se qualcuno vuole informarsi, può farlo liberamente senza impegno.
Riporto qui sotto parte della lunga email. Se qualcuno riuscirà a stabilire contatti positivi, me lo faccia sapere. Il link al sito è: http://www.ortobellocesena.com

 


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