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SCARICA GRATIS TUTTE LE SEMINE DELL’ORTO. E-book pdf omaggio di Coltivare l’orto

Un omaggio veramente utile di COLTIVARE L’ORTO per iniziare positivamente il nuovo anno. Una maggiore vicinanza con la natura è oggi l’esigenza di tutti. Coltivare un orto, anche piccolissimo, aiuta a realizzare questo obiettivo aggiungendo l’utilità di poter mettere sulla tavola prodotti veramente genuini

Cominciare a coltivare un orto, perché no? Non occorre possedere una casa in campagna, bastano anche pochi metri quadrati nel giardino, o addirittura sul balcone di casa. Occorre sfatare la leggenda che per coltivare un orto occorrano grossi appezzamenti di terreno, investimenti e fatiche al di sopra delle nostre forze. Da pochi vasi posti sul balcone si possono ricavare ottimi pomodori, insalate croccanti, spinaci, fagiolini e  tantissimi altri ortaggi che avranno caratteristiche introvabili sui banchi dei supermercati: la freschezza di un ortaggio appena colto che non è passato attraverso una lunga serie di frigoriferi industriali prima di arrivare sulla nostra tavola; in più, la certezza di di un prodotto genuino, esente dalla contaminazione di ormoni, pesticidi e fertilizzazioni forzate.

Molti non sanno che coltivare un orto è facile e divertente. Chi si dedica a questo nobile e antico hobby riscopre  la gioia di un contatto nuovo con la natura,  che si era ormai dimenticato. Riprenderà a guardare il cielo per capire gli umori della luna, delle nuvole, delle stelle. Ritroverà nella sua interiorità l’uomo che è artefice di se stesso e costruisce con la proprie mani quelle opere che non lo rendono più succube di un consumismo alienante. Arte nobile e antica, dicevo: questo vale specialmente per noi italiani, che manteniamo questa passione come eredità culturale del civilissimo popolo romano, che la esportò in tutto il mondio conosciuto. E’ ben noto come ogni famiglia della nobiltà romana disponesse di orti e allevamenti nell’agro extraurbano, dove periodicamenter si rifugiava per dedicarsi alla coltivazione e disintossicarsi dai veleni della città. Allora erano veleni sociali e politici,  oggi in più sono anche veleni chimici. E se non possediamo una casa in campagna, possiamo creare il nostro piccolo angolo anche sul balcone. Basteranno pochi vasi e qualche bustina di semi.

Questo blog  è impegnato da anni ormai nella diffusione di questo hobby. La coltivazione dell’orto è mutata nel tempo assumendo caratteristiche diverse legate ai momenti storici e alla evoluizione sociale. Ne dopoguerra è stato un mezzo di sussistenza per le famiglie che se lo potevano permettere, negli anni ’80 e ’90 è diventato uno stile di vita nuovo per la liberazione dal consumismo e la riappropriazione di una vicinanza alla natura. Oggi nel 2012 è un po’ tutte e due le cose: infatti il momento economico difficile rende interessante anche il contributo economico che l’orto può apportare all’economia domestica.

Per quanti non hanno esperienza nella coltivazione dell’orto, ho pensato di offrire una serie di e-book gratuiti, che diano informazioni utili. Il primo lo presento oggi, è un elenco di tutti gli ortaggi con l’indicazione dei periodi di semina al caldo, in riparo freddo o all’aperto.  L’e-book contiene anche l’indicazione di altre risorse gratuite utili presenti sul web. Seguiranno altri e-book dedicati ad argomenti altrettanto interessanti: per non perderli, iscriviti alla nostra Newsletter e riceverai la comunicazione di ogni nuova pubblicazione.
Inoltre su Facebook troverai il gruppo “Coltivare l’orto” frequentatissimo dai 2500 iscritti che si scambiano continuamente esperienze e notizie.


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di COLTIVARE L’ORTO

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30 dicembre 2011

N. 30

IL MEGLIO DI
COLTIVARE L’ORTO 2011

Buon orto e Buone feste a tutti !!!
Ecco il regalo di Coltivare l’orto per un Orto Felice nel 2012
DOWNLOAD GRATIS Gli ultimi post

Peperoncini campanella ripieni sott’olio

Questo peperoncino non è piccantissimo, ha un discreto spessore della polpa e asciuga molto lentamente per cui, dovendolo…
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Dicembre nell’orto. Tabella delle semine.


A seconda delle diverse zone climatiche è ancora possibile proseguire le semine nell’orto
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BUON ORTO E BUONE FESTE A TUTTI!!!


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Orti in affitto. Iniziativa interessante a Cesena

Mentre l’usanza da parte di Comuni ed Enti Pubblici di fornire terreni attrezzarti per i cosiddetti “orti sociali” ristagna, cominciano ad affiorare iniziative di privati. Se i canoni richiesti sono accettabili, ed i regolamenti d’uso non sono troppo restrittivi, può essere una buona soluzione per chi non dispone di un terreno proprio. In questo post segnalo una iniziativa nata a Cesena

Ricevo una email con la segnalazione molto interessante di un’azienda agricola che fornisce piccoli lotti attrezzati per la coltivazione dell’orto. Non conosco l’azienda e non posso farmi garante di serietà e convenienza, penso però che se qualcuno vuole informarsi, può farlo liberamente senza impegno.
Riporto qui sotto parte della lunga email. Se qualcuno riuscirà a stabilire contatti positivi, me lo faccia sapere. Il link al sito è: http://www.ortobellocesena.com

 


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Dicembre nell’orto. Tabella delle semine

Le semine dell’orto all’aperto, al riparo e in serra calda, a seconda delle diverse zone climatiche italiane

A seconda delle diverse zone climatiche è ancora possibile proseguire le semine nell’orto, per le varietà più adatte alla stagione e più resistenti al freddo. E’ possibile anche effettuare alcune semine al riparo, e naturalmente i fortunati possessori diu una serra calda avranno una vasta gamma di opzioni disponibili. La tabella pubblicata in questo post tiene conto di tutte queste differenze. Consultandola noterete come nelle zone più fredde, non si possa seminare né trapiantare praticamente niente all’aperto, mentre nelle zone più temperate le semine possibili al riparo o anche all’aperto sono ancora molte. Prima della tabella presento alcune note introduttive sulle zone e sulle temperature gradite dalle diverse piante.

Le fave si possono seminare anche in dicembre
 

Calendario delle semine e zone climatiche

L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole. 
Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:
zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni;
zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni;
zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni.

Le varietà invernali di  lattuga si possono seminare anche in dicembre.
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto. Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

Le cipolle invernali si seminano anche in dicembre
 

Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.
All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendere sotto i 5 gradi. Invece la coltivazione in serra calda si potrebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buona esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.

I piselli sono un ortaggio che si semina tipicamente nei mesi autunno-invernali.
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Novembre.

 LEGENDA
Zona
:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole
Operazione
: S= Semina. T= Trapianto

SEMINE NELL’ORTO DI NOVEMBRE

Ortaggio

Temperature

All’aperto

Serra fredda

Serra calda

 

Minima di germina- zione C°

Media di crescita

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Agretto

20

10-20

345

S

345

S

12345

S

Aglio (spicchi)

 

15-20

345

T

345

T

12345

T

Cavoli broccoli

30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cavoli cappucci

25-30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cavolfiori

25-30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cavoli verza

25-30

15-20

345

T

 

 

12345

T

Cicoria a cespo

20-25

15-20

 

 

 

 

12345

T

Cicoria indivia riccia o scarola

20-25

15-20

 

 

 

 

12345

T

Cicoria rossa

20-25

15-20

 

 

 

 

123455

T

Cime di rapa

25

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cipolle giorno breve

25-30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cipolle bulbilli

25-30

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Fave

25-30

15-20

2345

S

12345

S

12345

S

Fragole

6

10

2345

T

12345

T

12345

T

Lattuga da taglio

20-25

15-20

345

S

2345

S

12345

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Peperoni

25-30

25

 

 

 

 

12345

S

Piselli e Taccole

5

Inferiore a 15

2345

S

12345

S

12345

S

Prezzemolo

15-20

15-20

2345

T

12345

T

12345

T

Rapa

25-30

15-20

2345

T

12345

T

12345

T

Ravanello

20-25

15-20

2345

T

12345

ST

12345

ST

Rucola

15

15-20

2345

T

2345

T

12345

T

Spinacio

15-20

15-20

2345

T

2345

T

12345

T

Valeriana

15

15-20

2345

ST

2345

ST

12345

ST

Zucchino

15

25-30

 

 

 

 

12345

S

 

Dicembre è il mese adatto a ripulire l’orto e preparare le aiuole per le semine primaverili.
 
Altri post interessanti:
Coltivare le fave in vaso sul balcone
Winter 2. Mini orto d’inverno sul balcone
Novembre. Il calendario lunare delle semine
Vita da Hobby Farmer. E’ in edicola il numero 3.
Confettura di Feijoa
Quattro italiani su dieci coltivano l’orto.


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Novembre nell’orto. Tabella delle semine

Le semine dell’orto di NOVEMBRE all’aperto, al riparo e in serra calda, a seconda delle diverse zone climatiche italiane.

Occorre sfatare il luogo comune in base al quale il tardo autunno e l’inverno le coltivazioni orticole diventano impossibili, e questo periodo viene destinato al riposo della terra. Nei piccoli orti, ben compostati e concimati, l’antica misura di sottoporre a riposo la terra diventa superflua. Una volta liberata la terra dalle coltivazioni estive, potete dare inizio a quelle invernali che vi ricompenseranno con ortaggi prelibati nei nesi da febbraio ad aprile, quando i banchi dei mercvati si riempiono di prodotti per lo più coltivate nelle serre di paesi sconosciuti.

Il mese di novembre è ottimo per la semina delle fave da raccogliere in primavera.
 

Mentre siamo impegnati nella raccolta degli ultimi prodotti estivi, non dobbiamo tralasciare di rimpiazzare con delle verdure invernali tutti gli spazi vuoi che si vanno creando. Questo specialmente se il nostro orto è piccolo; se invece avete un orto grande, potete lasciare ancora in terra i peperoni e altre verdure che continueranno ad essere produttive fino a dicembre.

Anche i piselli sono un ortaggio che può superare bene l’inverno; se seminati in novembre daranno i primi frutti all’arrivo della primavera.
 

Calendario delle semine e zone climatiche

L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in alcune zone climatiche principali: la zona alpina, quella appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole.
Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:

zona alpina: un ritardo di 25-50 giorni;
zona appenninica: un ritardo di 20-40 giorni;
zona tirrenica: un anticipo di 7-15 giorni;
zona insulare: un anticipo di 25-40 giorni.

E’ il momento di diradare le cime di rapa, lasciando una sola piantina per ciascun vasetto. La prudenza suggerisce di fare l’operazione in più riprese: la prima volta si lasceranno dueo tre piantine. l’ultima volta solo la migliore.
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita

L’individuazione più puntuale delle date di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale, nell’ambito del periodo preferito dalla specifica coltivazione. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.

Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

Ricapitolando, una volta stabilito che gli spinaci si seminano da agosto a novermbre, prima di piantarli nel vostro orto verificate che le temperature specifiche corrispondano almeno con qualche approssimazione a quelle indicate in tabella. In agosto potrebbe essere ancora troppo caldo, in novembre potrebbe essere già troppo freddo.

Nella Tabella di questo mese oltre all’indicazione delle temperature distinguo tre tipi di semina: all’aperto, in serra fredda, in serra riscaldata.

E’ il momento di raccogliere zucche di ogni dimansione, che si sono lasciate ad asciugare sul campo.
 

All’aperto significa in pieno campo, senza protezioni. Ovviamente queste semine non sono possibili in zone soggette a gelate notturne. In serra fredda significa che l’ortaggio viene seminato proteggendolo con qualsiasi mezzo (da una vera e propria serra non riscaldata, ad un tunnel di plastica, fino ad un telo di tessuto non tessuto allargato sull’aiuola nei periodi troppo freddi). Questo tipo di semina si può fare nelle zone che normalmente non raggiungono lo 0 C° notturno, ma potrebbero raggiungerlo; per certe coltivazioni non si deve scendfre sotto i 5 gradi. Invece la coltivazion e in serra calda si porebbe fare teoricamente per tutti gli ortaggi, ma occorre una buoina esperienza perché basta un piccolo errore per compromettere tutto il raccolto. Generalmente chi dispone di una serra calda è già in grado di utilizzarla con profitto.

Le rose maturano i loro semi.
 

Ecco qui sotto la Legenda della Tabella delle semine di Novembre.

LEGENDA

Zona:  1= Zona alpina. 2= Fascia appenninica e zone montagnose interne 3= Zona padana e adriatica fino al Molise 4= Fascia tirrenica e ionica dalla Liguria alla puglia. 5= Zona delle isole

Operazione: S= Semina. T= Trapianto

SEMINE NELL’ORTO DI NOVEMBRE

Ortaggio

Temperature

All’aperto

Serra fredda

Serra calda

 

Minima di ger- mina- zione C°

Media di crescita

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Zona

Opera
zione

Agretto

20

10-20

345

S

345

S

12345

S

Aglio (spicchi)

 

15-20

345

ST

345

ST

12345

T

Basilico

20-25

25

45

ST

345

T

12345

ST

Carota

25-30

15-20

45

S

345

S

12345

ST

Cavoli broccoli

30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cavoli cappucci

25-30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cavolfiori

25-30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cavoli verza

25-30

15-20

345

T

 

 

12345

T

Cicoria a cespo

20-25

15-20

 

 

 

 

12345

T

Cicoria indivia riccia o scarola

20-25

15-20

 

 

 

 

12345

T

Cicoria rossa

20-25

15-20

 

 

 

 

123455

T

Cime di rapa

25

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Cipolle giorno breve

25-30

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Cipolle bulbilli

25-30

15-20

345

ST

2345

ST

12345

ST

Fave

25-30

15-20

2345

S

12345

S

12345

S

Finocchi

20-25

15-20

2345

T

2345

T

12345

T

Fragole

6

10

2345

T

12345

T

12345

T

Lattuga da taglio

20-25

15-20

345

ST

2345

S

12345

S

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

20-25

15-20

345

T

2345

T

12345

T

Lattuga romana

20-25

15-20

345

T

345

T

12345

T

Piselli e Taccole

5

Inferiore a 15

2345

S

12345

S

12345

S

Prezzemolo

15-20

15-20

2345

T

12345

T

12345

T

Rapa

25-30

15-20

2345

T

12345

T

12345

T

Ravanello

20-25

15-20

2345

T

12345

ST

12345

ST

Rucola

15

15-20

2345

T

2345

T

12345

T

Spinacio

15-20

15-20

2345

ST

2345

ST

12345

ST

Valeriana

15

15-20

2345

ST

2345

ST

12345

ST

 

A novembre in molti orti continua la raccolta dei peperoni.
 
Altri post interessanti:
Cime di rapa, semina e trapianto nell’orto
Winter 2. Mini orto d’inverno sul balcone
Rinvasare le erbe aromatiche, come e quando
Antologia di post da Coltivare l’orto
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OTTOBRE nell’orto. Tabella delle semine

Nei piccoli orti, ben compostati e concimati, l’antica misura di sottoporre a riposo la terra diventa superflua. Una volta liberata la terra dalle coltivazioni estive, potete dare inizio a quelle invernali che daranno frutti preziosi per febbraio e marzo

Ottobre è il mese migliore per raccogliere i semi degli ortaggi che ci hanno soddisfatto e che vogliamo coltivare ancora nel nostro orto. A questo argomento sono dedicati altri post. La raccolta degli ortaggi estivi ci assorbe ancora molto, per  quanto molti stiano volgendo al termine della loro produzione. Molti di quelli seminati precocemente stanno già seccando, mentre quelli trapiantati n maggio o giugno potrebbero continuare la loro produzione fino a fine ottobre (i pomodori) o fino quasi a natale (i peperoni friggitelli) condizioni climatiche permettendo.

Alla fine di settembre i peperoni sono ancora nel pieno della produzione
 

Mentre siamo assorti da queste attività non dobbiamo tralasciare di rimpiazzare con delle verdure invernali tutti gli spazi vuoi che si vanno creando. Quelli derivanti da coltivazioni più impegnative potranno eventualmente essere lasciati a riposo, ma se il vostr orto è sempre arricchito da buon compost, ben lavorato e concimato, tale misura non è più così impellente. Le verdure seminate da qui a novembre, se la vostra zona climatica lo permette, saranno veramente le benvenute nei mesi di febbraio e marzo.

In questo momento l’orto è ricco e generoso, inonda la tavola con i suoi prodotti.
 

Calendario delle semine e zone climatiche
L’Italia, oltre ad allungarsi molto nel mare mediterraneo costituendo un ponte dall’Europa  all’Africa, è composta da territori affacciati sul mare che diventano subito collinari e montuosi nelle catene alpina ed appenninica. Ciò determina una grande varietà di climi e temperature che coesistono nei medesimi periodi. Se nel mese di marzo in Sicilia è già possibile seminare all’aperto pomodori e peperoni, in altre regioni questo si può fare solo a maggio. Nella pratica, si usa dividere la penisola in quattro zone climatiche principali: la zona alpina e appenninica, la pianura padana con la fascia adriatica, la zona tirrenica dalla Liguria alla Calabria e le isole.

Ciò detto, risulta evidente che una Tabella delle semine, se è adatta ad una fascia climatica, può non esserlo per le altre. Le Tabelle che io propongo in questo blog sono mirate alla zona padano-adriatica, e tuttavia è possibile adattarle alla propria realtà considerando grosso modo queste differenze:
zona alpino-appenninica: un ritardo di 25-30 giorni
zona tirrenica: un anticipo di una settimana circa
zona insulare: un anticipo di 25-30 giorni

Le fave possono essere seminate da settembre a marzo
 

Temperatura minima di germinazione e media di crescita
Però l’individuazione più puntuale del periodo di semina è data dall’osservazione  della temperatura locale. Ogni ortaggio ha una TEMPERATURA MINIMA DI GERMINAZIONE, al di sotto della quale la pianta non nasce (e spesso neppure al di sopra). Quindi prima di procedere ad una semina osservare la temperatura DI PICCO della propria zona, cioè quella più alta, in genere il pomeriggio, e confrontarla con quelle indicate nella tabella qui sotto.

Così pure per crescere ogni pianta ha bisogno di una temperatura diversa da quella di germinazione che definiamo TEMPERATURA MEDIA DI CRESCITA. Questa è data da una media ragionevole tra la minima notturna e la massima diurna. E’ ovvio che queste due non devono presentare picchi come zero gradi o quaranta gradi, in questi casi la media non è ricavabile. Cioè, l’intervallo tra la minima e la massima deve essere ragionevole.

E’ il momento di raccogliere i peperoncini a campanella, sia per il consumo che per l’approvvigionamento di semi.
 

Esaurite queste premesse, ecco la Tabella delle semine possibili nel mese di ottobre.

TABELLA DELLE SEMINE NELMESE DI OTTOBRE

Ortaggio

Zone alpine o appenniniche

Zona padana, adriatica, tirrenica, isole

Temperatura minima di germinazione C°

Temperatura media di produzione C°

Aglio (spicchi)

Semina protetta

Semina protetta

 

15-20

Asparagi (radici)

Semina protetta

Semina protetta

 

15

Bieta a coste o erbette

Trapianto

Trapianto

15

15-20

Carota

Semina protetta

Semina

25-30

15-20

Cavoli broccoli

Trapianto

Trapianto

30

15-20

Cavoli cappucci

Trapianto

Trapianto

25-30

15-20

Cavolfiori

Trapianto

Trapianto

25-30

15-20

Cavoli verza

Trapianto

Trapianto

25-30

15-20

Cicoria a cespo

Trapianto

Trapianto

20-25

15-20

Cicoria indivia riccia o scarola

Trapianto

Trapianto

20-25

15-20

Cicoria rossa

Trapianto

Trapianto

20-25

15-20

Cime di rapa

Semina Trapianto

Semina Trapianto

25

15-20

Cipolle giorno breve

Trapianto

Trapianto

25-30

15-20

Cipolle bulbilli

Trapianto

Trapianto

25-30

15-20

Fave

Semine

Semina

25-30

15-20

Finocchi

Trapianto

Trapianto

20-25

15-20

Fragole

Trapianto

Trapianto

6

10

Lattuga da taglio

Semina protetta

Semina

20-25

15-20

Lattuga a cappuccio varietà di stagione

Trapianto

Trapianto

20-25

15-20

Lattuga romana

Trapianto

Trapianto

20-25

15-20

Piselli

Semina

Sermina

5

Inferiore a 15

Prezzemolo

Semina-Trapianto

Semina-Trapianto

15-20

15-20

Rapa

Trapianto

Semina-Trapianto

25-30

15-20

Ravanello

Semina all’aperto

Semina all’aperto

20-25

15-20

Rucola

Semina protetta

Semina protetta

15

15-20

Spinacio

Trapianto

Semina

15-20

15-20

Valeriana

Trapianto

Semina

15

15-20

 

Le cime di rapa possono essere seminate scalarmente per avere il prodotto fino a marzo.
 
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Cime di rapa, semina e trapianto nell’orto

 Il periodo migliore per la semina delle Cime di rapa va da settembre a novembre. Utilizzando varietà diverse (dalla Quarantina alla Centocinuantina) si possono programmare raccolte fino alla primavera

Le cime di rapa (in alcune zone d’Italia dette broccoletti) sono un ortaggio gustosissimo, adatto ad essere coltivato in successione alle coltivazioni estive. Ne esistono diverse varietà, contraddistinte dal loro tempo di maturazione. La Quarantina è pronta da raccogliere 40 giorni dopo la semina, la Sessantina 60 giorni dopo. Esistono poi a Novantina, la Centoventina, ecc. Questo significa che dal mese di settembre fino a quello di novembre, periodo ottimale per le semine, si potranno programmare raccolte fino alla primavera successiva
Fig. A Cime di rapa pronte alla raccolta
 

La Cima di rapa preferisce clima mite ma continua la sua crescita anche fino a soli 5°C. Ama terreno sciolto, ph medio (6-7) ed esposizione soleggiata. La semina si può fare in campo in file distanti 40/60 cm e alla distanza di circa 15 cm sulla fila. In pratica, essendo il seme finissimo (300-400 semi per grammo) si demina in file ininterrotte oppure a spaglio, e si procede al diradamento quando le piantine sono alte almeno 4-5 cm.
Neri piccoli orti è consigliabile seminare in vivaio, utilizzando piccoli contenitori singoli, trapiantando poi a dimora le piantine alte almeno 10 cm. In questo modo le file saranno più regolari e prive di mancanze. La varietà Quarantina, comunque, va seminata preferibilmente a dimora. In alcune zone d’Italia la semina avviene anche a fine inverno, per quanto nei piccoli orti si preferisca riservare lo spazio ad altri ortaggi come pomodori e peperoni, oppure patate.La pianta germina ed emerge circa 7 giorni dopo la semina, a meno che il clima non sia sfavorevole: in tal caso può ritardare. La temperatura di germinazione è di 25 gradi.

SEMINA. Fig. B: Per cominciare occorre una bustina di semi prodotti da molte ditte ed in vendita in tutti i Garden center. Occorre inoltre un contenitore per la coltivazione delle piantine. Molti usano anche i comuni bicchierini di plastica da caffè.
 

Della cima di rapa si consumano le foglie, gli steli teneri e le infiorescenze ancora chiuse. Si possono lessare o ripassare in padella. Universalmente noto il piatto pugliese, orecchiette con le cime di rapa.  Si conserva qualche giorno in frigorifero, per il resto normalmente non si conserva se non già cotta nel congelatore. Nelle fotografie che accompagnano questo post  vengono illustrati la semina e il trapianto. Le cime di rapa si possono coltivare anche in vaso, se si ha un piccolo orto sul balcone o sul terrazzo. In proposito si può vedere il post dedicato nel mio blog Coltivare l’orto in vaso.

Coltivare le cime di rapa in vaso
 

SEMINA.
Figura C
: Riempire il contenitore con terriccio da giardino, normale o misto al 50% con terra normale. Esistonoi anche dei terricci da semina.
Fig. D: Con un pezzetto di canna praticare in ogni alveolo un foro profondo circa 5 mm.
SEMINA. Fig.E: I semi della Cima di rapa sono piccoli. Lasciar cadere un pizzico di semi in ogni buco. Successivamente, quando le piantine nate saranno alte almeno 4 cm, lasciare solo la migliore per ogni vasetto.
Piccoli trucchi. Praticate un diradamento scalare, per tre volte una volta a settimana. La prima volta lasciate le tre piantine migliori. La seconda toglietene una. La terza lasciatene una sola. Per evitare che diradando tutto insieme, lo scalzamento delle piantine in sovrappiù danneggi la radice dell’unica che si lascia.
SEMINA
Figura F
: Coprite i buchi con i semi utilizzando terriccio fine e innaffiate delicatamente con uno spruzzatore.

Figura G: Aggiungete un tocco di professionalità contrassegnando il contenitore con uno degli appositi cartellini
 
SEMINE. Fig. H: dopo trenta giorni circa le piantine saranno pronte al trapianto.
TRAPIANTO. PREPARAZIONE DEL TERRENO
Fig. 1:
Ripulite il terreno destinato a divenire aiuola e spargetevi sopra una buona dose di compost, se avete la fortuna di averlo preparato l’anno precedente. In alternativa potete utilizzate terriccio da giardino: se la terra è molto argillosa la renderà più lavorabile.
Fig. 2: Spargete quindi uno strato di letame pellettato ecologico, a meno che abbiate a disposizione del letame maturo naturale bovino; in tal caso usate questo.
Attenzione. Il letame proveniente da conigli e volatili è troppo “forte” per essere usato così com’è: l’eccessiva presenza di azoto rischia di bruciare le piantine. Le deiezioni di polli e conigli vanno fatte stagionare almeno diciotto mesi o più, ed usate molto diluite.

 
TRAPIANTO. PREPARAZIONE DEL TERRENO
Fig. 3:
Vangate l’aiuola interrando il compost e il letame pellettato.

Fig. 4: Formate l’aiuola utilizzando un rastrello. I canaletti ai lati dell’aiuola serviranno per l’irrigazione a scorrimento.
 
TRAPIANTO
Fig. 5.
  Disponete le piantine sull’aiuola alla distanza di 20 cm circa l’una dall’altra ed alla distanza di 30 cm circa.
Fig. 6 Con un attrezzo idoneo praticate dei fori nel terreno, nei quali spingerete le piantine pressando la terra intorno.
Piccoli trucchi. La piantina va interrata oltre il colletto, cioè sottoterra va messo anche la metà del troco compreso fra il pane di terra e le prime foglie. Pressando la terra create attorno alla piantina una piccola depressione, che servirà ad una innaffiatura localizzata almeno per 20 giorni, finché le radici arriveranno ad assorbire autonomamente l’acqua che farete scorrere nelle canalette laterali.

 
TRAPIANTO.
Fig. 7
Per ultimo innaffiate abbondantemente per consentire che la terra si assesti bene attorno alle rasdici, e queste possano iniziare subito ad allungarsi nella terra. L’aiuola completata dovrà apparire come nella foto 7 in alto.
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